mercoledì 7 ottobre 2009

Decreto Ministeriale sui Ricercatori a Tempo Determinato

Dopo 4 anni, emanato il D.M. sul trattamento economico

E' stato finalmente emanato il
Decreto Ministeriale, previsto dalla Legge Moratti, concernente il trattamento economico dei Ricercatori a Tempo Determinato.

Il D.M. prevede che il trattamento economico minimo sia pari al 120% della retribuzione iniziale di un ricercatore confermato. Questo provvedimento è un duro colpo verso quegli atenei che stavano pensando di sprecare i loro punti organico in concorsi a tempo determinato anzichè a tempo indeterminato. In pratica, alle università non conviene in alcun modo bandire TD! Ci vanno a rimettere come punti organico (che vengono persi alla scadenza del contratto), e ora ci vanno a rimettere pure economicamente.

16 commenti:

  1. Una curiosità.
    Nelle premesse del D.M. sono indicate le date dei "pareri della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento Funzione Pubblica". Le date sono: 23/11/2007 e 05/06/2009 ...

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  2. Faccio un commento controcorrente: mi sembra una norma eccessivamente onerosa.
    Il ricercatore a Tempo Determinato dovrebbe essere l'unica figura post-dottorato, sul tipo di un Research Assistant, ma pur sempre con uno stipendio iniziale, del tipo di quello di un Ricercatore Non Confermato.
    Pero' se la Gelmini mette 'sta norma vuol dire che considera i Ricercatori TD come un extra-lusso... voglio vedere adesso quale Universita' bandira' dei TD... ci terremo gli assegni e basta, come se lo strumento TD quasi non esistesse.

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  3. Da un certo punto di vista hai ragione, tuttavia si tratta di una norma che ci aiuta nella contingenza di questi mesi in cui le università preferiscono bandire concorsi a tempo determinato anzichè, per esempio, bandire i posti Mussi. Infatti, siccome comunque le università devono utilizzare le loro risorse per un minimo del 60% per bandire posti da ricercatore a tempo determinato o indeterminato, ora saranno maggiormente inclini a bandirli tutti a tempo indeterminato.

    E' chiaro che in una prospettiva futura, la questione può cambiare. Ma per il "futuro" non è escluso che il DDL cambi ulteriormente le carte in tavola.

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  4. E quelli in essere?

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  5. E no ... ovviamente il Decreto vale per tutti i concorsi indetti dopo la data di pubblicazione del D.M. stesso.

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  6. ..per come la vedo io, la norma va bene sia nella contingenza che in prospettiva.
    Io, infatti, la vedo così (ed introdurrei un cursus onorum rigido):
    dottorato (solo con borsa), ma ai concorsi possono accedere solo il laureati con lode;
    poi, per i migliori, come post dottorato, la figura unica del contrattista ex legge Moratti, che, per semplificazione, chiamiamo ricercatore TD (secondo uno schema rigido 3 anni + 3 anni), che però non può non guadagnare uno stipendio DECENTE, mentre quello iniziale del ricercatore TI non confermato è indecente, perchè è al di sotto della soglia di povertà, inoltre bisogna considerare che uno che non è TI, ma TD, NORMALMENTE lo devi pagare di più, non di meno, perchè, viceversa, lo penalizzi due volte;
    associato (quelli che non lo diventano non possono avere un nuovo contratto TD in alcuna Università del Regno);
    ordinario.
    La figura del ricercatore TI, dunque, dovrebbe scomparire.
    Tom

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  7. Ragazzi, ma ci pensate che APRI esiste da appena un anno? Ma se la fondavamo nel 2001 ora ci davano il Nobel per la Pace? E poi dicono che le campagne stampa non funzionano. Se ci date un po' di tempo la facciamo andare a cavallo nuda da Brescia a Reggio Calabria!!!

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  8. Ferma i lavori.... questo decreto vale solo per i contratti a tempo subordinato previsti dalla 250/2005 e non per il ricercatore TD previsti da Berlinguer (Circolare Ministeriale 1997 http://www.miur.it/atti/giovrice.htm ) derivanti dalla legge 382/1980.
    E tutti i bandi per ric.TD fatti fino ad ora sono per questa seconda figura.

    Quindi, se il MIUR non specifica bene, si rischia di avere due figure con contratto parasubordinato di tipo diverso con diversa remunerazione e che fanno la stessa cosa!

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  9. I bandi per ricercatori TD che non si richiamano alla legge 230/2005 non rientrano nelle risorse del turn-over.

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  10. due osservazioni rapide:
    1. il decreto sui td combinato con la nota ministeriale dei concorsi va incontro a molte delle richieste storicamente avanzate da APRI e conferma utilità e validità dei metodi di lotta adottati.
    2. va da sé che continueremo a fare il nostro mestiere di cani da guardia e denunceremo senza esitazioni eventuali tentativi di aggiramento delle norme. Personalmente ritengo che se entro due settimane tutti gli atenei non avranno provveduto a modificare i bandi in conformità col dettato legislativo dovremo chiedere al ministro (comunicandolo anche alla stampa) che i bandi irregolari vengano cancellati.

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  11. Ma la questione sollevata da alcuni della precisazione che la discussione sui titoli non deve pesare sulla valutazione? Mi sembra la cosa più importante di tutti, perché se la cosa non viene precisata ed esplicitata dal ministro, si lascia una scappatoia grande come una casa per la manipolazione. Non prendiamoci in giro: le commissioni potranno comodamente trincerarsi dietro la "insindacabilità del giudizio" per fare come gli pare!

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  12. Dingo, ho messo su un nuovo post.
    La tua osservazione è molto importante: potresti rimetterla nel nuovo post?

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  13. Il D.M. sancisce un principio che mi sembra basilare. Chi viene assunto a tempo determinato si assume implicitamente un rischio rispetto ai TI. Di conseguenza tale rischio va remunerato. Anzi, bisognerebbe fare pressione perchè tale principio venga esteso anche al di fuori dell'università. Il lavoro a TD in italia è "precariato" proprio perchè non vale questo basilare principio sul mercato del lavoro

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  14. ....ma i ricercatori entrati a tempo indeterminato nel 2008 rimarranno a tempo indeterminato?

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  15. Mi inserisco nella discussione...
    Che fine fa un ricercatore che tra due anni avrebbe dovuto avere la conferma????

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