martedì 21 settembre 2010
Rete 29 Aprile: il documento
Prendiamo per buona l'ultima versione circolata sulla mailing list dei ricercatori precari, che dovrebbe essere la versione definitiva. Ecco qua il documento della assemblea di venerdi' 17 settembre.
(Immagine: stemma del Comune di Bene (CN), dove risiede il mitico Ben Altro).
L' assemblea ritiene indispensabile:
- che vengano accolte le proposte di riforma e le richieste contenute nel documento del coordinamento della R29A del 10.9.2010: ruolo unico della docenza, finanziamenti per Ricerca e Università, Diritto allo Studio, contratto unico pre-ruolo, distinzione tra reclutamento e progressione di carriera, governance democratica e trasparente
- IL RITIRO degli ingiusti tagli sugli scatti stipendiali
- che si fermi l'iter parlamentare, che si apra un confronto e che vengano immediatamente ripristinate le condizioni finanziare per consentire le attività didattiche e di di ricerca.
- che si avvii una discussione pubblica sulla funzione e il ruolo dell'università e della ricerca nel nostro Paese insieme alla scuola e gli enti pubblici di ricerca, a partire dalle tante proposte che questi soggetti possono condividere: dall'autonomia di scelta degli studenti e dall'autonomia e indipendenza della ricerca.
- l'avvio di un grande processo di partecipazione per costruire un'altra riforma dell'università.
- riavviare le procedure di reclutamento e di progressioni ordinarie, nonchè promuovere un reclutamento straordinario basato su un sistema di valutazione trasparente, per consentire un reale rinnovamento del corpo docente
- mobilitarsi in difesa del diritto allo studio, già largamente compromesso, che viene trasformato in privilegio per pochi, in un Paese con un welfare inadeguato a consentire eguali opportunità e garanzie per il futuro.
- mantenere l’indisponibilità alla didattica non obbligatoria non in contrapposizione con gli studenti e le loro famiglie ma al contrario nell’interesse di una riforma diversa che garantisca per davvero il Diritto allo Studio in tutti i suoi aspetti, fino a quando le richieste di cui sopra non trovino risposte adeguate.
- chiedere il rinvio dell’inizio dell’anno accademico, come segnale da parte di tutte le componenti dell'Universtà e presa d'atto dell'impossibilità di un regolare funzionamento dell’università nelle attuali condizioni e prospettive.
Chiediamo a tutto il mondo universitario di non limitarsi ad appoggiare la protesta, ma di prendervi parte attiva, ciascuno con il proprio ruolo e peculiarità nell'interesse generale.
Crediamo che ogni tentativo ed espediente teso ad aggirare il disagio provocato dalle indisponibilità sia un atto contro l'università pubblica.
L'accelerazione dell'iter alla camera richiede una risposta forte e collettiva.
- Fin da subito sarà necessario costruire momenti comuni con gli studenti (assemblee, lezioni in piazza, didattica alternativa, iniziative di protesta e sensibilizzazione) dentro e fuori gli atenei, per accrescere il consenso intorno alla protesta e decidere l'agenda e le forme delle mobilitazioni territoriale coordinandosi anche con i precari, gli studenti e i lavoratori dell'università. In particolare riteniamo cruciali le giornate di inizio ottobre: 4, 5 e 6, anche considerando l'importante mobilitazione degli studenti medi dell'8 ottobre e lo sciopero già indetto nella stessa data.
- proponiamo a tutte le componenti dell'università e del mondo della conoscenza alle forze sociali e politiche che hanno a cuore la sopravvivenza di questo sistema e il suo rilancio di organizzare in coincidenza dell'inizio dell'iter parlamentare del DdL un presidio-manifestazione a Montecitorio .
- L'assemblea ritiene indispensabile avviare un percorso condiviso con la scuola la ricerca e l'università per una mobilitazione comune, che esca fuori dalle mura degli atenei.
Per questo sarà importante connettersi alle altre mobilitazioni in difesa del lavoro, della dignità dei lavoratori e per il bene comune.
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(nozze-coi-fichi secchi)
RispondiEliminaIn gran parte è condivisibile, anche se è talmente spinto nelle proprie richieste da sembrar fatto apposta per essere bocciato dalla controparte. Attenzione a non chiedere la luna con il solo effetto di bloccare qualsiasi confronto nel merito, così da beccarci quello che ci danno senza modifiche...
alla fine ... stringi stringi, se al RTI gli dai l'ope legis è contento così!
RispondiElimina....si solito si chiede la luna per ottenere una stella (si chiede molto per ottenere ciò che serve).
RispondiEliminaCiò che non comprendo è l'affermazione "riavviare le procedure di reclutamento e di progressioni ordinarie, nonchè promuovere un reclutamento straordinario basato su un sistema di valutazione trasparente, per consentire un reale rinnovamento del corpo docente".
Qualcuno mi sa dare una buona interpretazione di questo passaggio del documento?
Grazie!
Significa che il reclutamento ordinario e' fermo, e andrebbe riavviato. E che magari potrebbero anche metterci due soldi in piu'per un reclutamento piu' ampio di quello che e'permesso dal vincolo sul turnover, visto che se tutto va bene col reclutamento ordinario assumi si e no 500 persone l'anno....
RispondiElimina@ anonimo delle 13.20: no perchè se l'ope legis gliela dai al precario quello la rifiuta schifato e procede nelle sua battaglia sul merito...
RispondiEliminaBah, tutto sommato mi sembra meno peggio di quel che si poteva temere.
RispondiEliminaSecondo me si dovrebbe rifletteremeglio sulla struttura complessiva del DDL, ma al contempo scorporarne alcune parti che, da sole, potrebbero utilmente essere approvate e mandate a regime subito (p.es. ANVUR, valutazione triennale, blocco scatti anzianita' per i fancazzisti, etc.), visto che potrebbero avere un ampio appoggio.
(nozze-coi-fichi secchi)
RispondiElimina@unimediapisa
In effetti la messa a regime dell'Anvur e la connessa questione della valutazione sarebbe da mettere in cantiere quanto prima, anche per non dare l'impressione che si stia qui a protestare per difendere l'esistente. Del resto qualcosa bisogna fare ed è interessante che sul sito de La Voce abbiano mostrato come i requisti per accedere ai ruoli di ricercatore e di associato non siano raggiunti da molti dei (vecchi) ordinari (che costano all'ateneo circa 100mila euro l'anno)
attenzione che venerdì p.v. uscirà dopo l'assemblea il comunicato degli altri RTI, i Merafina's....
RispondiEliminapoi carichiamo tutto su word e confrontiamo le due versioni...
credo che purtroppo il DDL verrà approvato.
RispondiEliminala protesta dei RTI conta poco, e cmq qualche briciola gliela daranno per accontentarli.
IO creso che invece di fare un lungo elenco di cose molto generali e poco concrete....(secondo me si dovrebbe parlare + "pane al pane e vino al vino" facendo nomi, cognomi, ed elencando cose concrete) dovremmo concentrarci su 2-3 cose caratteristiche dei precari:
RispondiElimina-Regolarità dei Concorsi
-Turn-Over blocca precari (nel senso che chi in univeristà non fa niente dave andare subito a casa-leggi licenziamento- e non aspettare la pensione)
Io la vedo così.
E' vomitevole vedere il mazzo che un precario si fa di fronte ad un associato di 60 anni che entra regolarmente alle 10 ed esce alle 11 "lavorando" dal martedì al giovedì (vedere per credere).
Questi devo essere licenziati! Altro che turn over!
ma alla Camera la discussione è già iniziata? tempi??
RispondiEliminala discussione è iniziatà e durerà minimo minimo un paio di mesi
RispondiEliminalo scribano della settima sa niente di nuovo?
RispondiEliminasul documento:
RispondiEliminaio riesco a commentarlo solo così...
http://www.youtube.com/watch?v=DVqGf2clvxo
la cosa divertente è che durante l'assemblea della R29, più di un intervento ha sostenuto la necessità di sit-in, blocchi del traffico, manifestazioni spontanee, incendi dolosi, bombe a mano e tric e trac ASSOLUTAMENTE PRIMA dell'arrivo del DDL alla Camera.
RispondiEliminaBeh...forse con il brutto tempo la rete è già caduta in letargo...
Che poi r29a è una minoranza dei ricercatori. L'assemblea importante sarà quella di venerdì 24.
RispondiEliminaLa destra intende approvare il ddl in aula entro il 15 ottobre e ha approvato un calendario dei lavori in commissione finalizzato a questo obiettivo.
RispondiEliminaQuesto è la sola informazione che si può avere, in quanto prevedere i tempi reali è come prevedere che tempo farà di qui a metà ottobre.
da qui al 15 ottobre??? così rapidi?? e magari mettono pure la fiducia per evitare un altro passaggio parlamentare?
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RispondiEliminase i tempi sono così stretti io credo che APRI dovrebbe porsi + concretamente per far presente al ministro quali effetti (aggiungo ingiusti se guardiamo a chi è dentro e che ha rovinato l'università) ha la riforma sui precari.
RispondiEliminaNo, nessuna fiducia.
RispondiEliminaIl ddl sarà modificato, anche se (sempre secondo le intenzioni iniziali della destra) solo per le correzioni. Gli emendamenti apportati agli ultimi articoli dopo che quelli precedenti erano già stati approvati, hanno creato alcune distorsioni che devono essere tolte. Per esempio, per come ora è il testo uno può farsi finanziare un TDb e poi giocarsi la chiamata diretta, praticamente coprendo solo i 3 anni di contratto.
In ogni caso, visti i ritmi che intendono seguire alla Camera, credo che poi la terza lettura al Senato andrebbe a razzo.
Venite tutti sulla lista nazionale
RispondiEliminahttp://groups.google.it/group/ricercatoriprecari-dibattito?lnk=srg
forse (speriamo!) assemblea nazionale dei precari l'8 ottobre!
Correte a dire la vostra.
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RispondiEliminaancora assemblee nazionali a Roma? ragazzi il Novecento è finito ormai da un pezzo..
RispondiEliminaSe vogliono che Zio Giulio scucisca qualcosa devono fare presto...
RispondiEliminaPer ora gioca con i Rettori come fossero barboncini da circo...
Dai due ultimi post, parrebbe di capire che il precario del XXI secolo preferisca prenderlo in un certo posto, piuttosto che provare a far sentire la sua. O, quanto meno, alcuni precari del XXI secolo...
RispondiEliminaForse si esercita a vendere il baugigi, qualità essenziale per l'Accademia Italiana.
RispondiEliminaLucas è sempre ben informato.
RispondiEliminaciò detto e premesso che la mia "sfera di cristallo si è offuscata", si possono facilmente fare alcune considerazioni.
1. le proposte di emendamento della lega - che al senato non è pervenuta - saranno forse un po' problematiche per la maggioranza.
2. numerosi elementi inseriti all'ultimo passaggio in aula al senato vanno corretti. tra questi c'è l'elemento sollevato da Lucas e c'è l'assurdo vincolo che collega e vincola RTDa ad RTDb.
3. ci saranno sicuramente emendamenti da approvare cosicché il testo dovrà tornare al senato.
con un minimo di realismo e un po' di conoscenza dei tempi parlamentari, è del tutto improbabile che il testo sia licenziato dalla camera prima di novembre. A quel punto l'anno accademico sarà iniziato da un pezzo, chissà quando verrà calendarizzata la seconda discussione al senato, chissà se ci sarà ancora questo governo, chissà cosa avrà deciso zio giulio riguardo ai soldini... insomma ci sono ancora margini per muoversi e qualche speranza che la barca affondi da sé.
in ogni caso APRI ha fatto e farà tutto quel che può per tutelare i precari. Stiamo redigendo le specifiche proposte di emendamento che presenteremo in commissione e questo è solo l'inizio....
quanto a una manifestazione dei precari, sarebbe davvero benvenuta.
RispondiEliminalo dico a titolo personale, poiché su questo i soci APRI dovranno votare, tuttavia sarebbe il caso di metter da parte tutte le distinzioni e scendere a Roma per farsi sentire.
Io ci sarò, ma dobbiamo essere in tanti.
Oggi in commissione sono intervenuti Nicolais e Cavallaro (entrambi PD) chiedendo più soldi per le promozioni di ricercatori e associati.
RispondiEliminaW il PD!
http://www.camera.it/453?shadow_organo_parlamentare=1500&bollet=_dati/leg16/lavori/bollet/201009/0921/html/07#0n4
il governo.....
RispondiEliminama l'opposizione.....
sono senza parole
CIPUR preoccupato su eta' pensionamento PA
RispondiEliminahttp://www.cipur.it/COMUNICATI/Comunicati%202010/71-COMUNICATO%20CIPUR-RIGUARDA%20I%20PROFESSORI%20ASSOCIATIset2010.pdf
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RispondiEliminaperchè sono stati eliminati dei post?
RispondiEliminann si possono esprimere idee diverse da quelle del moderatore?
forse il moderatore è omofobo?
Se leggi in alto a destra c'e' scritto "sarà cura dei gestori cancellare i commenti di anonimi, quelli contenenti insulti o polemiche gratuite, nonché quelli palesemente off topic"
RispondiEliminaSe vuoi discutere di "discriminazione dei dottorandi e precari Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender" ti invito a farlo quando dedicheremo un post al riguardo.
da quando leggo il blog l'amministratore mi è sembrato sempre molto corretto.
RispondiEliminaSe ha eliminato qualcosa sicuramente era perchè c'era qualcosa fortemente fuori tema.
@ chi sa
RispondiElimina-esiste attualmente un requisito obbligatorio di "esperienza all'estero" per accedere ai nuovi posti da RTD secondo l'ultima versione del ddl?
-è possibile che un cosa del genere venga inserita nei decreti attuativi se il testo attuale non ne parla?
-è vero che per ora non è obbligatorio nemmeno il dottorato?
ho cancellato io i due post. l'ho fatto perché erano, in termini tecnici, "minkiate di un perditempo".
RispondiEliminacome co-gestore di questo blog mi assumo la responsabilità delle scelte prese, oggi come in precedenza, sempre nel rispetto delle idee diverse e con l'intento di garantire un buon funzionamento del blog.
per dirla più kiaramente: CANCELLO SOLO PROVOCAZIONI INUTILI, INSULTI, KAZZATE VARIE
@ siberia
RispondiEliminarispondo per punti.
1. non esiste alcun requisito obbligatorio di esperienze all'estero, e sarebbe assurdo introdurre tale elemento come obbligatorio.
2. nei decreti attuativi possono fare tante cose, ma una roba del genere mi pare fortemente improbabile (per non dire assurda)
3. SI, è vero che non è obbligatorio nemmeno il dottorato. per essere precisi non è obbligatorio nemmeno essere laureati per fare i prof. universitari. i titoli di studio possono essere "titoli preferenziali", ma non sono obbligatori né possono esserlo ora come ora. tutto sommato mi pare giusto così: in linea di principio non importa il certificato di laurea ma la qualità delle pubblicazioni...
Grazie Insorgere.
RispondiEliminaPuntuale come sempre.
Aggiungo un'altra domanda a quella di Siberia chi ha gia fatto 4 anni di assegni di ricerca puo accedere ai nuovi RTD
RispondiEliminaQuesta la so! Ti rispondo io: chi ha fatto un numero di anni minore o uguale a 4 può accedere ai posti RTD.
RispondiEliminaIn realtà il limite non è sull'accesso ai posti RTD ma il ddl dice che la somma fra gli anni da RTD e gli anni di assegno non deve superare 10. Siccome i 6 anni da RTD te li devi fare tutti => gli anni di assegno non possono essere più di 4.
Il limite totale assegni (nuovi, non contano quelli già fatti)+TD è di 10 anni.
RispondiEliminaMa adesso esistono due TD: il TDa, che è un 3+2, e il TDb, che dura tre anni e sfocia nella possibile chiamata diretta come professore.
Per accedere al TDb bisogna aver fatto il TDa, anche solo per il primo triennio, per cui il percorso totale è 3 TDa + 3 Tdb, oppure 3 TDa + 2 TDa + 3 TDb. Cioé 6 oppure 8 anni. COnseguentemente, ne restano 4 o 2 per gli assegni.
a quanto detto dall'ottimo Lucas aggiungerei che è non solo auspicabile ma anzi ASSOLUTAMENTE NECESSARIO superare il nodo RTDa--->RTDb.
RispondiEliminase si vuole che si siano fatti un tot di anni di ricerca per accedere ad RTDb (che è quello che poi da la possibile chiamata diretta), si scriva semplicemente che sono necessari x anni dopo il dottorato.
ma senza assurdi vincoli ad una specifica tipologia contrattuale.
SU QUESTO APRI DARA' BATTAGLIA IN TUTTI I MODI POSSIBILI
Ma se uno consegue l'abilitazione a PA in un certo momento X durante uno qualsiasi degli anni da RTDa o RTDb potrebbe in teoria essere chiamato a PA dal Dipartimento in quel momento?
RispondiElimina@ euroscience
RispondiEliminanon propriamente. allo stato esiste un percorso che è RTDa +RTDb+abilitazione+chiamata = posto da associato
poi uno - a prescindere dai contratti TD - può sempre prendersi abilitazione nazionale a PA e concorrere per uno dei posti per "esterni" banditi da qualche ateneo. tuttavia questi posti saranno pochi e in quei casi il precario con abilitazione si troverà a concorrere contro RTI con abilitazione...lotta impari
in ogni caso, ciò che conta è l'assurdità del vincolo tra i due contratti TD. si trattà di un assurdo giuridico, tanto più che l'RTDa è equiparato genericamente ad "analoghi contratti avuto all'estero": KE VOR DI'!!!??? Perché 4 anni di assegno non van bene per RTDb, ma van bene tre di RTDa o 3 di post-doc a Zurigo?
A me, come precario, mi sentivo stabile, voglio dire, non mi dispiaceva nemmeno fare il "precario".
RispondiEliminaOgni qualche anno in un posto diverso, vai in giro, lavori con persone diverse, opportunità nuove, stimolanti.. mica le solite beghe incancrenite tra colleghi di dipartimento, che rovinano la vita di ogni collega col posto fisso.
Io farei anche a vita, il RTD. Mettete più soldi e eliminate i limiti!
Come suppongo anche a voi altri, mi ha molto colpito il suicidio di Norman Zarcone, collega 27enne di dottorato. Mi ha colpito perché più che essere un suicidio, mi è parso un omicidio di Stato, al pari di Stefano Cucchi e Federico Aldrovandi, solo ottenuto non per il tramite di poliziotti criminali invasati, ma per il tramite di quel muro di gomma italico su cui tutto rimbalza. Mi ha colpito perché se a 27 anni decidi di buttarti dal settimo piano della tua facoltà, significa che hai esaurito anche le belle speranze e le belle bandiere. Mi ha colpito perché ho pensato ai figli di Norman, che non ci saranno. Ai genitori di Norman, che rimangono amputati in questa fantastica Italia. Mi ha colpito perché è un fratello di generazione, di aspettative e perfino membro del Club dei nomi buffi, addirittura in rima col mio. E quindi ho pensato alle ragazze (o ai ragazzi) che Norman non bacerà, ai libri che non leggerà, ai post che non scriverà, agli articoli che non ricercherà, ai libri che non pubblicherà, alle scoperte che non farà, alle persone che non vedrà, ai viaggi che non compirà, agli studenti che non avrà. E a quanto abbiamo perso tutti, in Italia, con quel volo dal settimo piano.
RispondiEliminaSentimenti di dolore e confusione. Descritti molto bene da Giuseppe Provenzano su L’Unità.
iNCREDIBILE CHE IN QUESTO BLOG NESSUNO NE PARLI!!
o postatore senza nome,
RispondiEliminache postavi commenti in ogni dove,
non pensi che forse in questa sede,
il parlar di Zarcone sarebbe in malafede?
insorgere
RispondiEliminaguarda che si parla di organizzare una assemblea nazionale non una manifestazione nazionale
ma che si fa? si scimmiottano i fratelli maggiori? loro organizzano 2 assemblee e i precari subito dopo fanno la loro? Ma a che serve? Per discutere e decidere bastano e avanzano mailing list, forum etc.
io sono a Trento devo pagarmi un viaggio fino a Roma per parlare tra noi dentro 4 mura?
se si organizza una manifestazione, un presidio, insomma un'iniziativa di lotta, vale l'impegno della trasferta, sennò inutile smazzarsi per parlarsi addosso.
A grandi passi verso l'ope legis!
RispondiEliminahttp://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2010/09/22SIP3106.PDF
La qualità del giornalismo italiano! Quali sarebbero i cofinanziamenti sui quali si chiude l'articolo?
Carissimo Batman
RispondiEliminaIl perche' dell'assenza di un post specifico sulla questione che poni (suicidio di Norman) l'avevo dato in una risposta ad un commento su un precedente post.
Tutta la nostra solidarieta' alla famiglia di Norman. Siccome son cose serie, MOOOOOLTO piu'serie del tuo assegno in scadenza, della palla di vetro di Insorgere e delle puzze di Scoregion Zin Zon, non mi pare opportuno discuterne qui. Per rispetto, soprattutto, della famiglia, degli amici, di tutti quelli che a vedere l'ennesima defilippica sull'accaduto accostata ai post di INXULATOR potrebero, magari, risentirsi.
Aprista
RispondiEliminaForse la cosa sarebbe a Bologna, non Roma. E per fortuna, per l'APRI basta che ci vada UNA persona, e parla per tutti.
Poi per le manifestazioni oceaniche e la guerriglia urbana, vedremo... ;-)
Guido,
RispondiEliminaTuia sensibilità basisce a mmia!!
In questa sede, di cosa si dovrebbe parlare?
Ah giusto, del merito, che stupido. Si dai martelliamoci i marroni col merito ed evitiamo di parlare di quei pochi giovani dotati di ''attributi'' veri.
in questa Italia, una laureata modesta, se non mediocre, senza capacità professionali, cacciata via pure da un consiglio comunale di provincia, è Ministro dell'Università e della Ricerca.
RispondiEliminaIl suicidio di Norman è il proprio il frutto di questa Italia.
@guido cavalcanti.
RispondiEliminaGrazie
..e complimenti. Sei riuscito ad esprimere in rima tutto quello che si può dire della questione Zarcone in questo blog...
Il quid in più della poesia.
http://www.nottedeiricercatori.it/
RispondiEliminalo sentir nostro verso l'altrui gesto
RispondiEliminaè troppo nobil cosa per riposare
in questi luoghi pien di lamenti
di gens che lotta contro i potenti
ma non per questo smettiam di pensare
e il nostro cuore resta assai mesto
@ Anonimo che parla di Norma
RispondiElimina@ guido cavalcanti
come già detto da altri, Norman aveva un padre e una madre ... mi pare un pò fuori luogo discuterne in un blog nel quale si aggira gente del calibro di scoregion zin zon ... o no?
ma scusate tutti: di cosa si dovrebbe parlare in questo blog?
RispondiElimina- un ragazzo si è ucciso perchè non aveva prospettive;
- onestamente quando si arriva a un gesto così estremo devono esserci fortissime motivazioni, che non conosciamo in dettaglio;
- tuttavia il suo suicidio è chiaramente figlio della situazione. Fortunatamente non tutti si suicidano perchè non hanno prospettive, ma se il futuro è roseo è più facile essere ottimisti;
- tutto questo vorrei dire ai tanti che provano a strumentalizzare le proteste per il proprio tornaconto. Ai RTI: VERGOGNATEVI! Voi perderete 10 euri al mese ... c'è chi ha perso il FUTURO!
Dovreste mettere la testa nella sabbia e non rialzarla mai più!
Scusate lo sfogo!
Per rispetto non metto il nick completo.
INXULATOR ... mi hai commosso. Allora anche tu hai un cuore oltre che ...
RispondiEliminaEcco, esattamente quel che dicevo. Che effetto ti farebbe, Batman, come padre, vedere che la fine tragica di tuo figlio finisce per essere strumentalizzata da chiunque per discutere dei cazzi propri?
RispondiEliminaEvitiamo, vai...
Mio cugino non ha nulla contro Zarcone.
RispondiEliminaScriveva qui per dare un'espressione sensibile delle sue esternazioni sull'università.
allora perchè continuare a discutere di università ... per rispetto verso Zarcone dovremmo tacere. Anzi, perchè non chiudiamo l'APRI per rispetto verso Zarcone?
RispondiEliminaMAVALA'! Proprio per rispetto verso Zarcone dobbiamo lottare più forte e in primo luogo contro le indecenti proposte dei RTI
OK, ognuno ha chiarito le sue ragioni. Da qui in avanti ritorniamo al topic (documento assemblea 17 settembre), grazie.
RispondiEliminaE guardate il contrattacco di Merafina
RispondiElimina-------- programma dell'Assemblea Nazionale del 24 settembre -------
C.N.R.U.
Assemblea Nazionale dei Ricercatori Universitari
Dalle domande dell'Universita' alle risposte della Politica
Roma, 24 settembre 2010
Aula "La Ginestra" - Dipartimento di Chimica
I piano, vecchio edificio di Chimica - Citta' Universitaria
Universita' di Roma "La Sapienza"
Piazzale Aldo Moro, 5 - Roma
Ore 13.30 - Apertura dei lavori
Saluto del Preside della Facolta' di Scienze MM.FF.NN.
Prof. Elvidio LUPIA PALMIERI
Ore 13.45 - Stato giuridico dei Ricercatori: quale soluzione?
Marco MERAFINA
Coordinatore Nazionale del CNRU
Ore 14.00 - Il DDL "Gelmini" e un'analisi della situazione
Domenico UMBRELLO
Universita' della Calabria
Ore 14.15 - Lo stato attuale della protesta
Bartolomeo AZZARO
Prorettore alla Ricerca - Universita' di Roma "La Sapienza"
Ore 14.30 - Tavola Rotonda con i Parlamentari
Moderatore: Annalisa MONACO
Universita' dell'Aquila
Ore 15.30 - Tavola rotonda con le Associazioni Universitarie
Moderatore: Gianluca INTROZZI
Universita' di Pavia
Ore 16.30 - Dibattito
Interventi da 4 minuti l'uno
Ore 17.20 - Verso il primo congresso nazionale del CNRU:
la bozza di statuto
Clara FERRANTI
Universita' di Macerata
con
Simone MISIANI
Universita' di Teramo
Ore 17.45 - Votazione della mozione finale e chiusura dei lavori
Prof. Oscar ASCENZI
Universita' di Ferrara
Che Merafina fosse un professionista a fronte di quei 4 improvvisatori della R29A era cosa nota.
RispondiEliminaVedremo lo spessore e il tenore delle loro decisioni.
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RispondiEliminauna volta un ottimo ricercatore straniero mi disse: "Alla fine noi facciamo cose che, in futuro, risulteranno inutili o quasi nel 70% dei casi. Ci pagano per tenerci buoni: lo sanno che abbiamo risorse intellettuali sufficienti per dare del filo da torcere alla stabilità dei governi delle nazioni sviluppate"
RispondiEliminaLe risorse intellettuali (e soprattutto quelle morali) dei nostri accademici sono sufficienti al massimo per prendersi a bastonate dalle colonni dei giornali dove riescono ad avere un manutengolo di rendita da sfruttare per le proprie ciofeche di ragionamenti.
RispondiEliminaAnonimi
RispondiEliminaNon siate offensivi senza costrutto. Si puo' essere molto piu' cattivi usando argomenti piu'appropriati.
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RispondiEliminaL'ultimo anonimo non voleva essere offensivo verso gli accademici attuali... voleva solo prefigurare la possibilità di usare l'intelligenza per fini diversi dalla ricerca, qualora quest'ultima non fornisse più il pane a taluni.
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RispondiEliminaLa lettera aperta ai Rettori di R29A
RispondiEliminaAi Rettori delle Università statali italiane
Magnifici Rettori,
in questi mesi la Rete29Aprile (e, crediamo, tutti coloro che hanno a cuore l’Università pubblica come istituzione) sta assistendo con enorme preoccupazione al tentativo di smantellamento dell’Università pubblica condotto attraverso la cosiddetta “riforma Gelmini”. Molti, ci si consenta la sincerità, hanno l’impressione che i rettori, con l’acqua alla gola, pensino di barattare la riforma universitaria imposta dal Governo in cambio del momentaneo rifinanziamento delle Università statali. Finanziamento che, per la verità, non dovrebbe essere considerato una gentile concessione, ma semplicemente parte dei servizi fondamentali che qualsiasi Governo dovrebbe garantire per mantenere viva una istituzione pubblica.
Ci chiediamo, e Vi chiediamo: quale esito ha avuto sino ad oggi la strategia che vi abbiamo visto affermare in modo apparentemente compatto, senza incrinature?
Per parte nostra pensiamo che non sia possibile assistere, inerti, a quello che ci appare un progressivo dissolvimento dell’Università pubblica. Dissolvimento che non passa solo dal prosciugamento delle risorse minime necessarie per mantenere attiva una funzione pubblica, basilare per il Paese e per il suo progresso, ma, anche e soprattutto, per la perdita di dignità che viene inflitta al sistema universitario con uno stillicidio di umiliazioni.
Per non andare troppo lontano, e per evitare una lista talmente lunga da non poter essere racchiusa in una lettera, facciamo riferimento solo a pochissime, ma a nostro avviso significative, occasioni mancate ed episodi di evidente debolezza del sistema:
- il movimento spontaneo dell’Onda, nato dall’impegno civile degli studenti che lucidamente vedevano nei tagli imposti dalla legge 133 del 6/8/2008 un micidiale attacco all’Università pubblica, contrastabile solo attraverso una diffusa presa di coscienza da parte della società, è parso mal tollerato se non considerato ostile dai vertici universitari, e comunque non convintamente appoggiato, se non episodicamente e in poche sedi;
- i finanziamenti (o meglio, l’attenuazione degli insostenibili tagli!) che il Governo sembra a più riprese aver prospettato, non è mai arrivata, dando l’impressione di una Università che, come il giovane Oliver Twist, chiede “posso avere ancora un poco di minestra Signore?”, ma non riceve risposta e resta affamata e frustrata.
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RispondiEliminaPer espressa volonta' della maggioranza degli utenti in grado di firmarsi, fosse anche con un nickname, da ora in poi elimineremo ogni messaggio anonimo, offensivo e palesemente off topic
RispondiEliminaGiusto, io sono in grado di firmarmi.
RispondiEliminaMi riferisco a degli interventi apparsi sull'altro post, relativi al presunto invito del MIUR a ritardare il più possibile le prese di servizio per gli ideonei. Si dice che nessuno di loro sia stato chiamato. Scusate l'ignoranza, ma allora a cosa si riferisce la "data di delibera facoltà" che compare nelle schede dei concorsi sul MIUR?
RispondiElimina[UnRicercatore]
RispondiEliminaNon va bene neanche la pseudo firma tra parentesi quadre?
Se sei identificabile, va bene anche quella. Pero' siccome siamo distrattoni, magari ci sfugge, non essendo "canonica". Ma che ti costa selezionare Nome/URL ed inserire [UnRicercatore] nella riga "Nome"? URL lo puoi anche lasciare bianco, te lo accetta uguale.
RispondiEliminaNo.. un'identità.. i miei poteri stanno TORNANDO!!
RispondiEliminaI.. I cannot believe it!! I feel it FLOWING... This is SHEER POWER!!
Behold, [UnRicercatore] is HERE!!!
(da cancellare, cari admins, ma l'imprinting dei fumetti di Jack "The King" Kirby non si scorda mai)
http://tg24.sky.it/common/tg24_live_active_697.html
RispondiEliminaGelmini in diretta
Ha appena detto: le risorse non andranno ad aumentare la pianta organica ma per la riqualificazione dei ricercatori.
@ Fenesti:
RispondiEliminaci si puo' connettere anche' dall'estero, a me dice che la connessione e' bloccata, ma forse per via della rete del laboratorio che blocca alcune connessioni
se le Facoltà si impegnassero a NON chiamare gli idonei! ...
RispondiElimina@ lucia
RispondiEliminase non erro la chiamata da parte della facoltà NON coincide con l'effettiva presa di servizio.
http://video.palazzochigi.it/gelminitremonti20100922.asx
RispondiEliminahanno detto che a dicembre arriveranno soldini per passaggi da RU a PA e per borse di studio.
se non è chiaro vuol dire che il problema del precariato lo risolvono con lo sterminio per inedia dei precari stessi. Gli RTI che han rotto le balle invece saranno premiati.
@FNesti
RispondiElimina@ a tutti gli apristi del merito
quello che voi chiamate merdafina, con un mezzo sciopero ci ha inculati per sempre, il vostro caro ministro del merito si è appecoronato agli RTI come non mai, e in tutto lo show (con il buon zio giulio che ha detto di aver "partecipato" alla riforma, a che tittolo non si sà poi...) su noi precari neanche una parola (ma la riforma non era stata fatta prprio per noi...).
Altro che inseguire gli RTI, sul loro carro non ci vorranno +, a che serviasmo ora siamo solo zavorra...
ma tanto agli espatriati che gliene frega, pensano di applicare direttamente per gli rtd con TT...
ciao e per piacere almeno ora fate un pò di autocritica
@FNesti
RispondiEliminasolo per l'infausto link....
ecco le parole del ministro:
RispondiEliminaCon le risorse che abbiamo a disposizione non aumenteremo la pianta organica - ha spiegato il ministro - ma verrà riqualificato il ruolo dei ricercatori con la possibilità di farli passare al ruolo di professori. Ma ciò deve avvenire in un clima di reciproca responsabilità, non a danno degli studenti".
Ergo: ecco la caramellina a cui puntava R29A. Ovviamente nessuna modifica mirata alla riforma in corso, loro puntavano alle promozioni facili proponendo un documento che la controparte avrebbe ritenuto inaccettabile, cioe' velatamente dicendo: "protesteremo ad oltranza, a meno che non ci date la caramellina".
Mi chiedo che differenza ci sia tra questi RTI ed i camionisti...
@ salvo
RispondiEliminanessuna, entrambi hanno raggiunto l'obiettivo prefissato....sarebbe il caso di capire noi precari a chi assomigliamo...al dodo forse??penso proprio di si..
@ olandese volante,
RispondiEliminapurtroppo per bloccare i camion bisogna esssere autisti di camion e per bloccare la didattica bisogna minimo essere RTI strutturati... detto questo noi precari cosa potremmo bloccare? La ricerca forse ma siamo troppo ricattabili e sostituibili, almeno coloro che ancora operano sul territorio nazionale.
Detto questo quale sarebbe il nostro "obiettivo"?
Il mio sarebbe un sistema ed un ambiente di ricerca competitivo e stimolante per primo, diventare RTI per secondo, come riusciamo a migliorare sto cxxxo di sistema universitario e degli enti di ricerca in Italia se non adoperandoci per modificare le leggi in vigore? E come cavolo possiamo farlo se ogni volta si alza tizio e vuole la caramellina altrimenti sfascia tutto?
Se qualcuno della rete 29 aprile ci legge:
RispondiEliminaAdesso che Giulio vi ha dato la coramellina dell'ope leg... ooops delle meritate promozioni ad associato, senza peraltro recepire nessun punto del vostro documento, cosa intendete fare?
Continuate l'astensione della didattica per correggere la riforma o fellate il governativo membro?
@ olandese volanti e tutti
RispondiEliminacapisco e condivido inkazzature e apprensione.
ciò detto non prenderei per oro colato le dichiarazioni di mary star e tremorti. loro voglion far rientrare la protesta degli RTI per l'inizio dell'anno accademico.
in realtà per capire quale sarà la situazione bisognerà aspettare di vedere come si svilupperà il DDL ma anche quanti soldi e quando arriveranno. è tutto ancora molto vago e confuso.
possiamo ancora lottare, non è ancora il momento della disperazione.
certo una cosa è chiara: noi siamo invisibili e questa invisbilità - ci cui è complice la stampa che ci ignora - la stiamo pagando.
per questo ci vorrebbe una sana manifesta di precari, magari tanti e tanto inkazzati e rumorosi.
urge pero' farsi sentire, cazzo!!. URGE.!!!
RispondiEliminaQuesta se ne sbatte le palle di 50.000 (milioni di miliardi) precari della ricerca, hanno inventato quella finta tenure track in due tempi che non esiste da nessuna parte ci condiscono con quella? AAAAAAARGHHHHH!!!
chi rompe le balle viene sempre premiato
RispondiEliminachi non le rompe eprché dovrebbe essere premiato?
perchè esiste quella stronzata galattica chiamata "democrazia"
RispondiEliminaLascio perdere considerazioni ormai teoriche.
RispondiEliminaDirei che dalle parole ai fatti, bisogna mobilitarsi!
Organizzare azioni, presenza, proteste.. e poi dirlo, e che chi ha gruppi li convochi,
e che la notizia circoli e che chi può ci vada!
Ci licenziano? Protestiamo!
@Salvo: con dieci precari che guidano dieci macchine si può fare un corteo che gira in centro al minimo di velocità e blocca il traffico.
RispondiEliminaFacile, già fatto a L'Aquila, e funziona!
e 10 ambulanze, no?
RispondiEliminaNon chiamare l'insulto, RR.
RispondiEliminacon 10 precari maschi ci sono 20 palle che girano al massimo della velocità
RispondiEliminaportiamo quelle in centro a l'aquila?
non censuro l'ultimo post solo perché mi ha fatto ridere e ne avevo davvero bisogno...
RispondiEliminacmq una manifestazione ci vuole. per farlo bisogna darsi del tempo.
bisogna partire da mobilitazioni facoltà per facoltà e ateneo per ateneo.
sono sicuro che in tutti i principali atenei esistono assemblee di precari che si riuniscono più o meno regolarmente. andate e parteicpate, contribuite, organizzate la protesta localmente e tra qualche settimana (un mese?) potremo andare tutti a far casino davanti al MIUR.
@ insorgere
RispondiEliminaL'abolizione degli RTD e' gia' stata decisa; per cosa vuoi protestare?
intendevo gli RTI, cioè gli RU
RispondiElimina@ euroscience
RispondiEliminanon ho mai pensato di protestare per il mantenimento della terza fascia. non è questa la mia posizione né quella di apri.
si protesta perchè il DDL fa acqua e perché manca la lira, mi pare abbastanza
e ovviamente perché ci vogliono sterminare.
RispondiEliminaDice Giulio che la lira la caccia, per fare nuovi PA [non so dove la trovi].
RispondiEliminaVedi il piatto o lasci?
@ euroscience
RispondiEliminanon so dove tu viva, di sicuro non italia, qui ormai siamo al darwinismo puro, muore il più debole,cioè in italia muore chi non si fa sentire...
Ripeto il ministro, in una conferenza stampa pubblica (sotto lo sguardo benevolo di tremorti, che ha le chiavi della cassa...)ha detto che i fondi stanziati saranno impiegati per le ope legis mascherate x rti e PA.
Gli RTI ci hanno impartito una lezione memorabile, SENZA un giorno di sciopero, SENZA perdere una lira, SENZA alzare il culo dalla sedia, hanno ottenuto tutto quello che volevano (della riforma MERITOCRATRICA non gliene fotte niente, SVEGLIATEVIIIIIIIIII).
Il tempo stringe, anzi il tempo è già finito...saremo fieri di essere la prima generazione dalla fine della guerra a farsi inculare senza fiatare..
Un'ultima notazione, ma credete veramente che una manifestazione a roma (in quanti poi..)farà cambiare idea a questi signori...L'unica cosa è sabotare il sistema ognuno a modo suo...
@ olandese svolazzante
RispondiEliminaQui a Bruxelles abbiamo approvato una Regolamentazione dei Mercati Finanziari per creare 3 nuove Autorita' di Vigilanza.
Strano che in Italia siate ancora fermi al darwinismo, dovreste adeguarvi ai tempi, anche all'Università.
faccio mia l'idea già postata sul forum
RispondiElimina-per i cultori della materia, i professori a cnotratto e quant'altro fa esami(in alcune facoltà si arriva la 70%...), il presdiente dell'APRI dichiarerà alla stampa, che nella prima sezione d'appello di ottobre i suddetti precari(di cui logicamente, non si fornirà ilnome..) bocceranno tutti gli studenti...
E' perfettamente legale (il giudizio dell'esaminatore è insidacabile..) e avrebbe 3 effetti:
1- far capire il peso (spesso a gratis..) che i precari hanno nell'università.
2- la non ricattabilità dei precari (il barone di turno non saprà mai se il suo precario aderisce o meno..)
3- tutti gli studenti figli di papà saranno incazzati neri....(di conseguenza anche i loro augusti genitori)
Dobbiamo seguire l'esempio degli RTI e rilanciare....niente piazza ma bloccare il sistema (hanno già ceduto il rettore di bologna e i 2 ministri..l'avete vista la faccia di tremorti mentre la gelmini diceva l'aumenti della pianta organica, fosse stato per lui a calci in culo li prendeva..)
l'apri e il suo presidente ci stanno???
Legale NOT= morale (professionalmente)
RispondiElimina@ Olandese, vorrei proprio vedere il presidente di APRI dichiarare una cosa del genere... caso mai si puo' non presentarsi alle sedute d'esami e farle saltare, non fare lezione etc...
RispondiEliminaPERO'....
la differenza e' che un precario non e' strutturato, non ha un posto "fisso" inamovibile e quindi non ha le cartucce di un RTI.
Se un RTI opera il blocco della didattica: non succede nulla! Non perde un giorno di stipendio, non lo buttano fuori.
Se un professore a contratto non si presenta al corso: perde tutto, non lo pagano alla fine (infatti il rapporto e' prestazionale e pagato a fine prestazione) ed inoltre viene rimpiazzato l'anno successivo o anche l'anno in corso dal precario a fianco, magari piu' giovane, secondo la regola che ognuno pensa a se stesso.
Semplicemente non siamo RTI, quindi non abbiamo le frecce al nostro arco di cui gli RTI dispongono: posto fisso.
Quello che possiamo fare noi e' protestare, anche rumorosamente! E cercare di cambiare le cose d'ora innanzi.
Attenzione pero' a non partire alla carica con iniziative tipo: i precari bocceranno tutti! Rischiate di partire alla crica in 1000 e dopo qualche metro girarvi e ritrovarvi in 10 e con il protone di esecuzione dinanzi a voi.
Ho letto il terrore nelle risposte di molti sul forum al solo parlare di inviare una lettera ai commissari in cui si chiariscono le regole concorsuali, giusto o sbagliato che sia... cerchiamo dunque di essere realisti.
Servono docenti!
RispondiEliminaIl poppolo studentesco vuole abbeverarsi alla Fonte del Sapere!!
@ salvo
RispondiEliminacontiunuia non capire una cosa, a questo governo non importa nulla del merito della riforma (dopo la ocnferenza stampa di oggi, anche l'ultimo baluardo sugli RTI è caduto).Manifestare in piazza non serivrà a jnulla al max ci diranno che siamo tutti dei comunisti che vogliono essere solo satbilizzati...
La prprosta è indlore, legale,e inattaccabile legalmente (cosa si rischia in olanda a annunciare un moto spontaneoseppur garve ma dettato dalla disperazione della situazione). soprattutto nessuno dice che la bocciatura o perchè no promozione....avverrà
P.s. chi fa esami sa benissimo che se vuol bocciare o promuovere qualcuno può farlo..senza gorssi problemi..)
2 P.S. postmetto che io stesso non farei mai una cosa del genere, MAI..,ma minacciarla insieme ad altre forme di mobilitazione non costa nulla....ma preme molto...
sai il panico tra i baroni, i presidi di facoltà, i rettori..il ministero..Gli schiavi si ribellano e noi non possiamo farci niente....( tutti si domanderebbero:" ma anche lei aderisce o no......"
RispondiElimina@ olandese volande,
RispondiEliminaperdonami ma se alla minaccia poi non seguono i fatti a cosa vale la minaccia? Peggio se i fatti seguissero ma sarebbero portati avanti da 20 persone sparse in 10 atenei non avremmo 10 colleghi sulla coscienza?
Gli RTI hanno avuto successo portando avanti realmente il blocco e portandolo avanti compatti.
Seconda cosa che non mi e' chiara... ma cosa vorremmo chiedere? O meglio io so cosa chedere (abolizione RTDa ---> RTDb + pecunia per portare avanti la ricerca + selezione aperta a tutti e basata sul merito ed in massima parte ripartizione di una quota considerevole di fondi in base alla produttivita' degli atenei e dipartimenti). Ma tu cosa proponi di chiedere?
Perche' vedi chiedere cio' che ho messo io tra parentesi richiede una discussione, non e' una caramellina.
Se poi si riesce ad attuare un blocco della didattica da precari allora tanto di cappello.
attenzione che l'ultima rivolta degli schiavi in Italia risale a Spartaco, e li hanno rocefissi tutti alla fine ;)
RispondiEliminaIo porporrei meglio la seguente cosa: non accettare piu' didattica a ggratise, contrattini di straforo, presenziare a ggratise agli esami, non recarsi piu' nei laboratori anche se assegnisti etc... portando come giustificazione quella di aderire ad una protesta... siamo in grado di farlo? O meglio siete? Io nel mio piccolo lo ho gia' fatto ed ho fatto le valigie e varcato l'oceano Atlantico.
Mi ha chiamato mia cugino da Fiesole e mi ha detto che c'è odore di chiuso, e' vero?
RispondiElimina@ olandese
RispondiEliminati racconto una storia. ai tempi dell'onda all'università di pisa partì la campagna "io gratis non lavoro". l'obiettivo era mobilitare tutti i precari perché facessero solo ed esclusivamente quanto gli competeva da contratto.
il che vuol dire NIENTE ESAMI, NIENTE TUTORAGGIO STUDENTI, NIENTE SESSIONI DI LAUREA.
risultato? abbiamo bloccato una sessione di esami in una sola falcoltà (peraltro piccola).
ora io credo che quel fallimento non significhi che sia inutile ritentare. credo anche che il modello fosse giusto. operammo strettamente nei limiti della legge: non ci prestavamo più a fare esami gratis e denunciammo (o minacciamo di denunciare) a presidi di facoltà e stampa le commissioni d'esame illegali (ricordo che a norma la commissione deve esser composta da 2 persone almeno che insieme interrogano una persona, e non possono essere due a caso ma preregistrate). Basterebbe mettere davvero in pratica queste norme, ritirandosi contestualmente dal ruolo gratuito di cultori della materia, per bloccare tutto o quasi.
siamo in grado di farlo? dubito. anche solo per pensarci bisogna agire localmente, facoltà per facoltà. grandi proclami alla stampa non servono a nulla
Segnalo una dichiarazione di Pantaleone della FLC-CGIL sulla conferenza stampa Gelmini-Tremonti
RispondiEliminahttp://www.flcgil.it/notizie/comunicati_stampa/2010/settembre/ddl_gelmini_pantaleo_sospendere_approvazione_e_aprire_discussione_seria
Tutta la discussione, l'uscita di France, le esternazioni (ingenue, lasciatelo dire) dell'olandese volante, lo sconforto generale, denunciano la premessa monumentalmente errata di APRI: appoggiare la Gelmini sperando di cavare i soldi per nuovi RTD (e poi, nientemeno, PA) tramite il blocco di fatto della carriera degli attuali RTI.
RispondiEliminaLasciando perdere le valutazioni morali, il discorso era completamente fallato perché si basava su una clamorosa sopravvalutazione del peso numerico e didattico dei c.d. precari (i dottorandi NON sono precari, ve lo ricordo).
I trionfi mediatici ottenuti a spese di noi inutili e pigri fannulloni non potevano mascherare il banale fatto che gli RTI tengono in piedi la didattica. Mi hanno detto che alla Sapienza di Roma metà dei ricercatori di Ingegneria è bastata a far saltare un terzo dei CFU.
Di fronte a questo, con i PA mediamente carichi di didattica e i PO in rapida diminuzione, i discorsi mediatici (i.e. la valanga di letame rovesciataci quotidianamente addosso) contano molto poco.
Se invece consideriamo l'evoluzione degli organici e il blocco dei concorsi a PA dal 2003 al 2010, ci renderemo conto che non di ope legis si parla, ma del ripristino delle normali dinamiche di carriera: che libereranno altrettanti posti nella terza fascia. Con un pò di acume, e senza pensare di essere alla guida di un inesistente esercito di 50.000 persone, ci si sarebbe dovuti opporre strenuamente all'abolizione del ruolo RTI.
E prima che qualcuno inizi a concionare sul merito, vi invito nuovamente a leggere un po' di verbali dei concorsi II Fascia (p.es. del PoliMi I e II 2008). non solo gli "esterni" erano spesso ottimi, ma anche i tanto vituperati "interni" erano tutt'altro che impresentabili, anzi.
Il mondo non finisce a Biologia o Lettere e non si limita a situazioni patologiche "col 70% dei corsi a contratto" (ci credo comunque pochissimo).
Il vostro nemico non eravamo e non siamo noi.
@ un ricercatore
RispondiEliminamai pensato che fossi tu il nostro nemico.
Noi abbiamo fatto proposte, specifiche e puntuali, per intervenire prima sugli attuali concorsi da ricercatore e poi sul DDL. non stavamo con o contro il ministro, eravamo schierati a favore di un modello di università non di una parte politica.
Quel che non capisci è che noi non siamo corporativi, non pensiamo che i precari siano intrinsecamente migliori degli strutturati. Desideriamo un sistema europeo
nessuno ha mai pensato di sistemarsi a spese dei ricercatori. volevamo solo un sistema in cui si potessero giocare partite pulite con arbitri onesti. tutto qua.
e continueremo a perseguire questo obiettivo
ultima nota:
RispondiEliminala terza fascia va abolita perché non ha senso. a prescindere da ogni valutazione sul vantaggio tattico per questo o quell'altro gruppo non esiste da nessuna parte un sistema su tre fasce in cui la terza sia destinata esclusivamente alla ricerca.
@ un ricercatore,
RispondiEliminala terza fascia serve solo ad avere una pletora di strutturati a basso costo, non ha molto senso e comunque ormai non e' quello che doveva essere poiche', come tu dici, "i ricercatori tengono in piedi la didattica", il che e' un controsenso se si pensa a cosa doveva essere la terza fascia quando e' stata istituita, cioe' appunto dei ricercatori che non avessero alcuna cattedra ma casomai con compito da "assistenti".
Per il resto quoto insorgere, io non vi ho considerato mai il nemico ma ora sarei curioso di vedere i propositi di R29A dove andranno a finire, con tutta onesta'.
@salvo @insorgere
RispondiEliminaSull'abolizione della terza fascia sono in teoria d'accordo.
Il fatto e' che abolire la terza fascia ancor prima di aver avviato un serio sistema di valutazione rischia di portarci tutti verso la famigerata "ope legis" (che, visti i tempi, significherebbe un premio di consolazione per tutti - indipendentemente dal merito).
Comunque, anche io son curioso di vedere come andra' a finire.
A veder quel che ha combinato la Gelmini finora, mi torna in mente il famoso motto di spirito:
"In politica, se non sai come risolvere un problema, creane un altro".
Ah belli, ma torniamo alla realtà che mi sembra meglio. Velina CRUI di oggi...
RispondiEliminaCOMUNICATO STAMPA DELLA CRUI
La Giunta della CRUI valuta positivamente quanto dichiarato dai Ministri
Gelmini e Tremonti sulla riforma universitaria in corso di approvazione al
Parlamento e sulle risorse finanziarie da destinare al sistema.
La chiara connessione fra i due aspetti fatta dal Ministro dell’Economia e il suo
impegno a garantire in questa prospettiva dotazioni adeguate alle necessità
appaiono particolarmente importanti.
Ed è parimenti da sottolineare l’indicazione da parte del Ministro Gelmini di
destinare in via prioritaria tali risorse al rifinanziamento del fondo di
finanziamento ordinario per le Università statali, al recupero dei tagli subiti dalle
Università non statali, al diritto allo studio e alla copertura di posti di professore
associato da attribuire agli attuali ricercatori a tempo indeterminato che
supereranno l’abilitazione di professore associato, secondo la richiesta avanzata
con costanza e coerenza dalla CRUI in tutti questi mesi.
E’ di oggi la decisione di calendarizzare in Aula alla Camera per il prossimo 5
ottobre il disegno di legge di riforma. Sembra dunque, se a tali premesse
seguiranno quantificazioni e decisioni operative conseguenti, che si stia
finalmente giungendo a un punto di svolta per il sistema universitario
mettendolo nelle condizioni di fare fronte ai compiti insostituibili ed essenziali
che gli sono propri.
Roma, 22 settembre 2010
@ salvo
RispondiEliminaio propongo di applicare il vecchio adagio "primum vivere"..
Io non ho la palla di vetro ma tutti i politici dicono che si vota in primavera, quindi la riforma anche se passa non avrà alcun effetto nei prossimi anni (vedi la moratti che entra in vigore nel 2012 cioè dopo 7 anni..).Ma il taglio dei fondi per 2011-2012 è già realtà, e con quantod etto dalla gelmini i fondi che arriveranno saranno per gli RTI E studenti (cioè tenre buoni gli unici che hanno protestato e protesteranno nei prossim mesi).
Questo in cosa si traduce per noi:
1 niente fondi, migliaia di posti di PA occupati per ope legis mascherata
2 niente nuovi posti da RTI nell'immediato, (che università li bandirebbe, sapendo che sono ad esauriemntoe che ci saranno specifici fondi ministeriali per gli RTI)
3 tra 6 anni (bene che và...) con tutti i posti da PA da ope legis (quindi con pianta organica piena...), quante università bandiranno RTD con TT??? QUASI NESSUNA ..tutti RTDa cioè assegni di ricerca con compiti di didattica rifutati dagli strutturati.......
Quello che propongo lo già detto, dobbiamo far capire al ministro (e non solo...)che ci siamo anche noi (e anche noi qualcosa.. per far funzionare l'uni la facciamo), a quel punto i fondi li otterremo anche noi (per RTRI se non passa la riforma o per RTD con TT se passa...) oppure gli toglieranno agli RTI che va bene cmq...
@ insorgere
RispondiEliminala mia proposta è diversa da quella dell'onda, che ad esempio io non potreei mai fare, (siamo quasi tutti ricattabili e chi no lo è lavorain gruppi che contano poco o niente diciamo la verità).
A questo governo non fanno paura le manifestazioni dei metalmeccanici, figurati una nostra passeggiata sul lungo tevere (in quanti poi 500-1000 ...)
Impariamo la lezione degli RTI...per piacere, l'unico modo per ottenre risultati è bloccare la macchina universitaria (che si regge in peidi grazie a noi cazzo..non scordiamocelo).
Se avete altre idee, facciamocele venire in mente,ma che siano innovative (non seve a niente rinuciare agli inseganemnti o bloccare le sedute di laurea e altre baggianate del secolo scorso..serve un'azione decisa e coraggiosa, anche un po vigliacca purtroppo siamo nell'era di cosentino a capo del CIPE e ho detto tutto...)
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RispondiEliminaDevo una risposta a UnRicercatore. Mettiti comodo, e' lunga.
RispondiEliminaSe leggi, e leggi, da un po' quello che scriviamo, dovresti aver capito che noi non diciamo che "i RTI sono i nemici dei precari". Certo, nei commenti ci trovi anche quelli che ne pianificano lo sterminio, ma se dici APRI ti riferisci ad un sottoinsieme di quelli che leggi qui. Noi diciamo, dall'inizio, che "i precari NON hanno alleati". Che e' diverso, e' di piu'.
Non sono alleati gli studenti, perche' la massa che si "mobilita" diverge l'attenzione dai problemi reali per sposterli su cazzate galattiche che scimmiottano quel '68 che hanno fatto, ormai, i loro NONNI.
Non sono alleati PO e PA, perche' in gran parte responsabili del compromesso al ribasso "premio la fedelta', garantisco la qualita'".
Non sono alleati i RTI, perche'temono una concorrenza diretta sui loro avanzamenti di carriera, in molti casi meritati, chi lo nega?
Non sono alleati i politici, di nessuno schieramento, perche', GIUSTAMENTE, guardano ai numeri, e i precari, fras studenti, PO, PA e RTI sono comunque una minoranza.
Quel che fa incazzare me personalmente e'che il sistema NEL SUO INSIEME avrebbe la forza di correggere tutte storture (il ruolo subalterno e indefinito dei RTI, la speculazione ignobile sull'offerta didattica, l'infame propagazione del precariato, la cronica carenza di fondi che impedisce di avere strutture adeguate allo studio e alla ricerca). Invece ogni componente, per egoismo e, in fondo, una scarsa onesta' intellettuale e materiale, si costituisce in micro-corporazione. L'intento nostro era, oltre a dare una voce a quei precari che non vedono nella PROPRIA ope legis la soluzione a tutti i problemi (e ne abbiamo conosciuti, negli anni), smascherare queste ambiguita' con l'arma piu'semplice, ovvero riportando il dibattito sul piano della "conversione all''Europa (migliore, sottinteso)" del sistema. Che detta cosi' sembra un segone idealista, ma tradotta da noi significava selezioni SEMPRE aperte e SEMPRE basate sui CV per il reclutamento, CHIAREZZA nei percorsi dal dottorato al PO, valutazione ex-ante ed ex-post sui progetti di ricerca, sulle performance di ricerca e didattica e conseguente responsabilizzazione delle strutture e delle persone (Dipartimenti, Universita', direttori, consigli, rettori...).
@ tutti
RispondiEliminaE che proteste volete fare?
La decisione fare 2 Fasce è già stata presa, e siete pure d'accordo.
Le chiamate a PA degli abili saranno "facilitate", cioè senza concorso, ed e' ovvio che in ogni caso a beneficiarne saranno gli RU, visto che si tratta ormai di "progresssioni di carriera".
La questione delle risorse non è uno specifico "precario" ma del sistema: se Zio Giulio ha detto che il sistema deve dimagrire, questo è un fatto politico da valutare con canoni "generali" più che di "categoria".
Allo stato dei fatti non avete ancora metabolizzato la messa ad esaurimento degli RU. Ora tutto si concentra sugli RTD, ma questa nuova programmazione non potra' certo basarsi su rapporti numerici tipo 60-30-10 che non ha piu' senso.
Urge un'altra strategia.
[L'OLANDESE ATTERRANTE]
RispondiElimina[Un precario] ha ragione. Se IN TEORIA la cosa migliore da fare sarebbe (stata) quella di dar seguito ad una delle proposte di APRI, IN PRATICA dobbiamo riconoscere che l'unico modo per evitare che migliaia di precari vengano espulsi dal sistema universitario nei prossimi mesi o anni è quella di conservare i RTI e relativi concorsi per rendere almeno la posizione contrattuale dei precari stabile (quindi farli uscire dal precariato). Le cose evolvono rapidamente e una volta entrati con concorsi da RTI gli attuali precari potrebbero poi confrontarsi (doverosamente) con valutazioni periodiche e realmente sanzionatorie. Ma se le cose rimangono così quel poco che c'è finirà in progressioni di carriera a PA (e mi permetto di far notare che questo processo spingerà in sù anche gli attuali PA verso l'ordinariato). I RTD sono costosi e come possiamo credere che tra 6 anni con tute le progressioni che avverrano nel frattempo gli atenei abbiano i soldi per stabilizzarli? LOTTIAMO PER IL SECOND BEST ALMENO! CONCORSI DA RTI!!!
@euroscience
RispondiEliminaquando dici
"Le chiamate a PA degli abili saranno "facilitate", cioè senza concorso, ed e' ovvio che in ogni caso a beneficiarne saranno gli RU, visto che si tratta ormai di "progresssioni di carriera".
cosa intendi per facilitate?
che i RU che risultassero idonei PA (con le regole nuove e vecchie) vengono chiamati senza altro concorso, oppure che chiunque anche esterno che abbia l'idoneità da associato viene chiamato senza concorso?
oppure per "facilitate" intendi che ci saranno soldi per chiamare gli idonei PA (vecchie regole e nuove) sia che siano RU oppure esterni?
sono un po confuso.
grazie
@ eurodisney, e tutti
RispondiEliminaIntendo questo: il Ruolo Unico è fatto. Se non c'e' più il concorso per progredire nei gradini di carriera vuol dire che il ddl Gelmini realizza quello che è richiesto urbi et orbi, e scritto anche nel comunicato della R29A.
Se i Ricercatori hanno vinto, è perchè avevano ragione: non puoi imporre la docenza titolare agli RU, e pure alla camorra accademica c'è un limite (dato dalla legge, fino a quando resiste lo Stato di Diritto in Italia).
Da Novembre esisterà di fatto solo il Ruolo Unico Accademico, nel quale sono collocate le Tre Fasce attuali, che in futuro si ridurranno a Due. Per progredire nelle Fasce basterà ottenere l'abilitazione nazionale E vincere una battaglia politica su fondi e priorità a livello di Consiglio di Dipartimento. Nei fatti si renderà più evidente il concetto di "fila" per passare di Fascia, come informalmente c'è già adesso. Basta con i concorsi-farsa: così la finiranno quegli stupidoni dei giornalisti nel fare le statistiche sui vincitori in-sede e fuori-sede.
La "fila" sarà poi ufficializzata anche per l'entrata in ruolo: prima ti fai un assegno, poi un RTDa, poi un RTDb, e poi, se sei abile, ti prendono come Professore. Così hai fatto corrispondere la realtà giuridica alla realtà sociale: e non lamentarti. Fai la tua trafila. Cioè devi fare la fila per fare la trafila.
Dov'è il problema? Tienes problemas?
@ eurodisney, e tutti
RispondiEliminaIntendo questo: il Ruolo Unico è fatto. Se non c'e' più il concorso per progredire nei gradini di carriera vuol dire che il ddl Gelmini realizza quello che è richiesto nel comunicato della R29A.
Se i Ricercatori hanno vinto, è perchè avevano ragione: non puoi imporre la docenza titolare agli RU, e pure alla camorra accademica c'è un limite (dato dalla legge, fino a quando resiste lo Stato di Diritto in Italia).
Da Novembre esisterà di fatto solo il Ruolo Unico Accademico, nel quale sono collocate le Tre Fasce attuali, che in futuro si ridurranno a Due. Per progredire nelle Fasce basterà ottenere l'abilitazione nazionale E vincere una battaglia politica su fondi e priorità a livello di Consiglio di Dipartimento. Nei fatti si renderà più evidente il concetto di "fila" per passare di Fascia, come informalmente c'è già adesso. Basta con i concorsi-farsa: così la finiranno quegli stupidoni dei giornalisti nel fare le statistiche sui vincitori in-sede e fuori-sede.
La "fila" sarà poi ufficializzata anche per l'entrata in ruolo: prima ti fai un assegno, poi un RTDa, poi un RTDb, e poi, se sei abile, ti prendono come Professore. Così hai fatto corrispondere la realtà giuridica alla realtà sociale: e non lamentarti. Fai la tua trafila. Cioè devi fare la fila per fare la trafila.
Dov'è il problema? Tienes problemas?
...invece di dare spazio alle chiacchere, date spazio alle iniziative. Un abbraccio.
RispondiElimina@ eurodisney, e tutti
RispondiEliminaIntendo questo: il Ruolo Unico è fatto. Se non c'e' più il concorso per progredire nei gradini di carriera vuol dire che il ddl Gelmini realizza quello che è richiesto nel comunicato della R29A.
Se i Ricercatori hanno vinto, è perchè avevano ragione: non puoi imporre la docenza titolare agli RU, e pure alla camorra accademica c'è un limite (dato dalla legge, fino a quando resiste lo Stato di Diritto in Italia).
Da Novembre esisterà di fatto solo il Ruolo Unico Accademico, nel quale sono collocate le Tre Fasce attuali, che in futuro si ridurranno a Due. Per progredire nelle Fasce basterà ottenere l'abilitazione nazionale E vincere una battaglia politica su fondi e priorità a livello di Consiglio di Dipartimento. Nei fatti si renderà più evidente il concetto di "fila" per passare di Fascia, come informalmente c'è già adesso.
Basta con i concorsi-farsa: così la finiranno quegli stupidoni dei giornalisti nel fare le statistiche sui vincitori in-sede e fuori-sede.
La "fila" sarà poi ufficializzata anche per l'entrata in ruolo: prima ti fai un assegno, poi un RTDa, poi un RTDb, e poi, se sei abile, ti prendono come Professore. Così hai fatto corrispondere la realtà giuridica alla realtà sociale: e non lamentarti. Fai la tua trafila. Cioè devi fare la fila per fare la trafila.
Dov'è il problema? Tienes problemas?
Quali?
RispondiElimina@ eurodisney, e tutti
RispondiEliminaIntendo questo: il Ruolo Unico è fatto. Se non c'e' più il concorso per progredire nei gradini di carriera vuol dire che il ddl Gelmini realizza quello che è richiesto nel comunicato della R29A.
Se i Ricercatori hanno vinto, è perchè avevano ragione: non puoi imporre la docenza titolare agli RU, e pure alla camorra accademica c'è un limite (dato dalla legge, fino a quando resiste lo Stato di Diritto in Italia).
Da Novembre esisterà di fatto solo il Ruolo Unico Accademico, nel quale sono collocate le Tre Fasce attuali, che in futuro si ridurranno a Due. Per progredire nelle Fasce basterà ottenere l'abilitazione nazionale E vincere una battaglia politica su fondi e priorità a livello di Consiglio di Dipartimento. Nei fatti si renderà più evidente il concetto di "fila" per passare di Fascia, come informalmente c'è già adesso. Basta con i concorsi-farsa: così la finiranno quegli stupidoni dei giornalisti nel fare le statistiche sui vincitori in-sede e fuori-sede.
La "fila" sarà poi ufficializzata anche per l'entrata in ruolo: prima ti fai un assegno, poi un RTDa, poi un RTDb, e poi, se sei abile, ti prendono come Professore. Così hai fatto corrispondere la realtà giuridica alla realtà sociale: e non lamentarti. Fai la tua trafila. Cioè devi fare la fila per fare la trafila.
Dov'è il problema? Tienes problemas?
@ eurodisney, e tutti
RispondiEliminaIntendo questo: il Ruolo Unico è fatto. Se non c'e' più il concorso per progredire nei gradini di carriera vuol dire che il ddl Gelmini realizza quello che è richiesto nel comunicato della R29A.
Se i Ricercatori hanno vinto, è perchè avevano ragione: non puoi imporre la docenza titolare agli RU, e pure alla camorra accademica c'è un limite (dato dalla legge, fino a quando resiste lo Stato di Diritto in Italia).
Da Novembre esisterà di fatto solo il Ruolo Unico Accademico, nel quale sono collocate le Tre Fasce attuali, che in futuro si ridurranno a Due. Per progredire nelle Fasce basterà ottenere l'abilitazione nazionale E vincere una battaglia politica su fondi e priorità a livello di Consiglio di Dipartimento. Nei fatti si renderà più evidente il concetto di "fila" per passare di Fascia, come informalmente c'è già adesso. Basta con i concorsi-farsa: così la finiranno quegli stupidoni dei giornalisti nel fare le statistiche sui vincitori in-sede e fuori-sede.
La "fila" sarà poi ufficializzata anche per l'entrata in ruolo: prima ti fai un assegno, poi un RTDa, poi un RTDb, e poi, se sei abile, ti prendono come Professore. Così hai fatto corrispondere la realtà giuridica alla realtà sociale: e non lamentarti. Fai la tua trafila. Cioè devi fare la fila per fare la trafila.
Dov'è il problema? Tienes problemas?
@euroscience: questo nel lungo periodo, ma come dicevam Keynes nel lungo periodo siamo tutti morti... Nel breve e medio periodo, invece, se scompaiono i concorsi da RTI e se non arrivano MOLTI soldi agli atenei (e non arriveranno), allora scomparirà anche la selva di 35-40enni di precari attuali. Ah qualcuno crede che in Italia le abilitazioni riusciranno ad essere fatte in modo efficiente ogni anno?
RispondiEliminaNel breve periodo devi partecipare ad un concorso per i nuovi RTDa - o, se ne hai i requisiti, per RTDb.
RispondiEliminaQuesto è tutto ciò che devi sapere. Vai in pace e rendi grazie a Dio.
@euroscience
RispondiEliminami potresti rispondere al post di prima.
ti ringrazio
@ eurodisney
RispondiEliminaIntendevo questo: il Ruolo Unico è fatto. Se non c'e' più il concorso per progredire nei gradini di carriera vuol dire che il ddl Gelmini realizza quello che è richiesto nel comunicato della R29A.
Se i Ricercatori hanno vinto, è perchè avevano ragione: non puoi imporre la docenza titolare agli RU, e pure alla camorra accademica c'è un limite (dato dalla legge, fino a quando resiste lo Stato di Diritto in Italia).
Da Novembre esisterà di fatto solo il Ruolo Unico Accademico, nel quale sono collocate le Tre Fasce attuali, che in futuro si ridurranno a Due. Per progredire nelle Fasce basterà ottenere l'abilitazione nazionale E vincere una battaglia politica su fondi e priorità a livello di Consiglio di Dipartimento. Nei fatti si renderà più evidente il concetto di "fila" per passare di Fascia, come informalmente c'è già adesso. Basta con i concorsi-farsa: così la finiranno quegli stupidoni dei giornalisti nel fare le statistiche sui vincitori in-sede e fuori-sede.
La "fila" sarà poi ufficializzata anche per l'entrata in ruolo: prima ti fai un assegno, poi un RTDa, poi un RTDb, e poi, se sei abile, ti prendono come Professore. Così hai fatto corrispondere la realtà giuridica alla realtà sociale: e non lamentarti. Fai la tua trafila. Cioè devi fare la fila per fare la trafila.
Dov'è il problema? Tienes problemas?
@ eurodisney
RispondiEliminaIntendevo questo: il Ruolo Unico è fatto. Se non c'e' più il concorso per progredire nei gradini di carriera vuol dire che il ddl Gelmini realizza quello che è richiesto nel comunicato della R29A.
Se i Ricercatori hanno vinto, è perchè avevano ragione: non puoi imporre la docenza titolare agli RU, e pure alla camorra accademica c'è un limite (dato dalla legge, fino a quando resiste lo Stato di Diritto in Italia).
Da Novembre esisterà di fatto solo il Ruolo Unico Accademico, nel quale sono collocate le Tre Fasce attuali, che in futuro si ridurranno a Due. Per progredire nelle Fasce basterà ottenere l'abilitazione nazionale E vincere una battaglia politica su fondi e priorità a livello di Consiglio di Dipartimento. Nei fatti si renderà più evidente il concetto di "fila" per passare di Fascia, come informalmente c'è già adesso. Basta con i concorsi-farsa: così la finiranno quegli stupidoni dei giornalisti nel fare le statistiche sui vincitori in-sede e fuori-sede.
La "fila" sarà poi ufficializzata anche per l'entrata in ruolo: prima ti fai un assegno, poi un RTDa, poi un RTDb, e poi, se sei abile, ti prendono come Professore. Così hai fatto corrispondere la realtà giuridica alla realtà sociale: e non lamentarti. Fai la tua trafila. Cioè devi fare la fila per fare la trafila.
Dov'è il problema? Tienes problemas?
@ eurodisney
RispondiEliminaIntendevo questo: il Ruolo Unico è fatto. Se non c'e' più il concorso per progredire nei gradini di carriera vuol dire che il ddl Gelmini realizza quello che è richiesto nel comunicato della R29A.
Se i Ricercatori hanno vinto, è perchè avevano ragione: non puoi imporre la docenza titolare agli RU, e pure alla camorra accademica c'è un limite (dato dalla legge, fino a quando resiste lo Stato di Diritto in Italia).
Da Novembre esisterà di fatto solo il Ruolo Unico Accademico, nel quale sono collocate le Tre Fasce attuali, che in futuro si ridurranno a Due. Per progredire nelle Fasce basterà ottenere l'abilitazione nazionale E vincere una battaglia politica su fondi e priorità a livello di Consiglio di Dipartimento. Nei fatti si renderà più evidente il concetto di "fila" per passare di Fascia, come informalmente c'è già adesso. Basta con i concorsi-farsa: così la finiranno quegli stupidoni dei giornalisti nel fare le statistiche sui vincitori in-sede e fuori-sede.
La "fila" sarà poi ufficializzata anche per l'entrata in ruolo: prima ti fai un assegno, poi un RTDa, poi un RTDb, e poi, se sei abile, ti prendono come Professore. Così hai fatto corrispondere la realtà giuridica alla realtà sociale: e non lamentarti. Fai la tua trafila. Cioè devi fare la fila per fare la trafila.
Dov'è il problema? Tienes problemas?
Trovare un paese più sottosviluppato del nostro è difficile, oramai.
RispondiElimina@ eurodisney
RispondiEliminaIntendevo questo: il Ruolo Unico è fatto. Se non c'e' più il concorso per progredire nei gradini di carriera vuol dire che il ddl Gelmini realizza quello che è richiesto nel comunicato della R29A.
Se i Ricercatori hanno vinto, è perchè avevano ragione: non puoi imporre la docenza titolare agli RU, e pure alla camorra accademica c'è un limite (dato dalla legge, fino a quando resiste lo Stato di Diritto in Italia).
Da Novembre esisterà di fatto solo il Ruolo Unico Accademico, nel quale sono collocate le Tre Fasce attuali, che in futuro si ridurranno a Due. Per progredire nelle Fasce basterà ottenere l'abilitazione nazionale E vincere una battaglia politica su fondi e priorità a livello di Consiglio di Dipartimento. Nei fatti si renderà più evidente il concetto di "fila" per passare di Fascia, come informalmente c'è già adesso. Basta con i concorsi-farsa: così la finiranno quegli stupidoni dei giornalisti nel fare le statistiche sui vincitori in-sede e fuori-sede.
La "fila" sarà poi ufficializzata anche per l'entrata in ruolo: prima ti fai un assegno, poi un RTDa, poi un RTDb, e poi, se sei abile, ti prendono come Professore. Così hai fatto corrispondere la realtà giuridica alla realtà sociale: e non lamentarti. Fai la tua trafila. Cioè devi fare la fila per fare la trafila.
Dov'è il problema? Tienes problemas?
@ france and euroscience
RispondiEliminaquali iniziative?? chiedo al presidente di APRI COSA PROPONE DI FARE LUI, A QUESTO PUNTO....niente forse??
aspettare e chattare??
ATTENDO ANSIOSO UNA RISPOSTA (E MAGARI UNA PROPOSTA..)
(che prObabilemnte come altre saranno ironiche, un pò sprezzanti e inconclusive..)
(non sono il presidente, comunque...)
RispondiEliminaMe la caverei bene dicendo che NON LO SO. O meglio, so cosa non funziona, ma non so cosa puo'funzionare. Non funziona accodarsi alle proteste che verranno il 5,6,7, 8, 16, 17 ottobre. Perche' li' i precari sono pochi in mezzo a tanti, che fanno molto piu'rumore. Mica sto dicendo che non si debba andare, anzi, e'bene andare perche' bisogna far evdere che i precari esistono. Ma so che non servira'ad altro.
Non serve astenersi dalla didattica (i precari, dico): infatti SE i RTI continuano ad astenersi, la scena e'tutta loro, e il massimo che propongono e'il ruolo unico su 3 livelli (che non otterranno, fra l'altro). Se invece i RTI non si astengono, l'astensione dei precari verra' assorbita da vario "crumiraggio", RTI, professionisti e neoprecari in testa. Non dico che non si debba astenersi, anzi e' giusto, ma non aiutera'.
Non funzionera' la solita mitragliata sui media: a patto che sia concesso uno spazio, e solo ai precari poi, senza una azione concreta incartera'il pesce del giorno dopo. Con tutto, scriviamo, telefoniamo, proviamo.
Non funzionera' nemmeno la pressione sui politici, visto lo spettacolino di Gianni e Pinotto ieri sera. Qulli hanno gia'fatto i loro conti, e i precari sono fuori. E mica solo loro eh? Vedi il soccorso di Pisa dei deputati PD e Lega...
Cosa puo' funzionare? Ci penso, ma non trovo una risposta. Pensiamoci insieme, vi va?
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RispondiEliminano?
RispondiEliminaNon capisco il perche' dell'eliminazione del commento di CHIUDI. Era in topic e diceva una cosa ovvia: l'obiettivo finale dell'APRI e' che di associazioni come APRI non ce ne sia piu'bisogno! Prova te a trovare qualcosa di simile nell'Europa civile, vai...
RispondiEliminaMa esistono altre associazioni che hanno come fine ultimo quello di sparire?
RispondiEliminaLega Italiana Lotta all'Aids, AIRC, AISM... Se la malattia e'sconfitta...
RispondiEliminaCon la rapida approvazione del ppl Gelmini si potrà tornare a parlare di contenuti e chiudere la drammatica pagina dei ricercatori a vita durata trent'anni, che ci sta consegnando come ultimo sfogo di moribonda insulsaggine questa lotta fra poveri e sfruttati.
RispondiEliminaSperiamo lo si torni a fare a partire dalle definizioni, e dai fondamenti. Cos'è l'istruzione, a cosa serve, cos'è un docente e cos'è uno studente.
Magari con soggetti più sensati dell'accozzaglia di Sigle Sindacali che ha accompagnato questa triste decadenza, e con medici migliori di quelli accorsi al suo capezzone.
Comunicato stampa
RispondiEliminaQuando le parole sono bruscolini: i ministri Gelmini e Tremonti e la
protesta dei ricercatori
La Rete29Aprile dei ricercatori universitari considera profondamente
inadeguate le affermazioni del ministro Gelmini rese oggi durante la
conferenza stampa congiunta con il ministro Giulio Tremonti. Il
ministro
si è espresso in termini indeterminati e vaghi su questioni centrali,
quali la ricerca e l’alta formazione. Ma ciò che colpisce maggiormente
sono le inesattezze evidenti nella parte del suo discorso dedicata alla
protesta dei ricercatori, peraltro sempre evitando un confronto diretto
nonostante l’esplicito invito a farlo rivoltole dal Capo dello Stato ai
primi di agosto.
Per anni i ricercatori universitari hanno, con senso di responsabilità,
tenuto corsi con dedizione e passione come fossero professori, quasi
sempre a titolo gratuito, sottraendo tempo e risorse alla ricerca che
(come dice il loro nome) è il loro compito primario. Quest’anno, come
tutti gli altri anni, i ricercatori universitari lavoreranno a tempo
pieno facendo con immutato senso di responsabilità la ricerca e la
didattica che compete loro: tutoraggi, assistenza agli studenti,
seminari, senza incarichi aggiuntivi di volontariato.
L’indisponibilità a tenere corsi non è pigrizia, ma un segno di
protesta
contro il DdL in discussione oggi alla Camera. Sono più di 10.000 i
ricercatori che in 35 atenei si sono uniti alla più grande protesta dei
ricercatori italiani mai verificatasi. Una protesta che vuole non solo
difendere l’università pubblica, ma renderla migliore cominciando da
un’autentica semplificazione nei ruoli e nelle funzioni docenti con
l’introduzione del ruolo unico dei professori universitari: l’unico
strumento per eliminare i poteri baronali, che l’On. Gelmini ha più
volte ricordato essere il primo ostacolo alla sua riforma, e che invece
il DdL in discussione in Parlamento rende più forti che mai,
concentrando in essi il controllo dei concorsi e del sistema di governo
degli Atenei.
Nella grande assemblea nazionale dei ricercatori universitari della
Rete
29 Aprile (www.rete29aprile.it) tenutasi lo scorso 17 settembre a Roma,
sono stati ribaditi i punti critici della politica universitaria di
questo governo, e non solo per quanto riguarda lo stato giuridico dei
ricercatori. Infatti la politica del Governo, oltre a mettere gli
attuali ricercatori strutturati su un binario morto, senza
riconoscimento del lavoro svolto e senza reali prospettive di
avanzamenti:
...
Per chi è interessato a dati concreti sulla protesta:
RispondiEliminahttp://www.rete29aprile.it/dati-su-rti-e-mobilitazione/dati-indisponibilita.html
@euroscience
RispondiEliminaquando dici
"Le chiamate a PA degli abili saranno "facilitate", cioè senza concorso, ed e' ovvio che in ogni caso a beneficiarne saranno gli RU, visto che si tratta ormai di "progresssioni di carriera".
cosa intendi per facilitate?
che i RU che risultassero idonei PA (con le regole nuove e vecchie) vengono chiamati senza altro concorso, oppure che chiunque anche esterno che abbia l'idoneità da associato viene chiamato senza concorso?
oppure per "facilitate" intendi che ci saranno soldi per chiamare gli idonei PA (vecchie regole e nuove) sia che siano RU oppure esterni?
sono un po confuso.
grazie
@ eurodisney
RispondiEliminaIntendevo questo: il Ruolo Unico è fatto. Se non c'e' più il concorso per progredire nei gradini di carriera vuol dire che il ddl Gelmini realizza quello che è richiesto nel comunicato della R29A.
Se i Ricercatori hanno vinto, è perchè avevano ragione: non puoi imporre la docenza titolare agli RU, e pure alla camorra accademica c'è un limite (dato dalla legge, fino a quando resiste lo Stato di Diritto in Italia).
Da Novembre esisterà di fatto solo il Ruolo Unico Accademico, nel quale sono collocate le Tre Fasce attuali, che in futuro si ridurranno a Due. Per progredire nelle Fasce basterà ottenere l'abilitazione nazionale E vincere una battaglia politica su fondi e priorità a livello di Consiglio di Dipartimento. Nei fatti si renderà più evidente il concetto di "fila" per passare di Fascia, come informalmente c'è già adesso. Basta con i concorsi-farsa: così la finiranno quegli stupidoni dei giornalisti nel fare le statistiche sui vincitori in-sede e fuori-sede.
La "fila" sarà poi ufficializzata anche per l'entrata in ruolo: prima ti fai un assegno, poi un RTDa, poi un RTDb, e poi, se sei abile, ti prendono come Professore. Così hai fatto corrispondere la realtà giuridica alla realtà sociale: e non lamentarti. Fai la tua trafila. Cioè devi fare la fila per fare la trafila.
Dov'è il problema? Tienes problemas?
@ eurodisney
RispondiEliminaIntendevo questo: il Ruolo Unico è fatto. Se non c'e' più il concorso per progredire nei gradini di carriera vuol dire che il ddl Gelmini realizza quello che è richiesto nel comunicato della R29A.
Se i Ricercatori hanno vinto, è perchè avevano ragione: non puoi imporre la docenza titolare agli RU, e pure alla camorra accademica c'è un limite (dato dalla legge, fino a quando resiste lo Stato di Diritto in Italia).
Da Novembre esisterà di fatto solo il Ruolo Unico Accademico, nel quale sono collocate le Tre Fasce attuali, che in futuro si ridurranno a Due. Per progredire nelle Fasce basterà ottenere l'abilitazione nazionale E vincere una battaglia politica su fondi e priorità a livello di Consiglio di Dipartimento. Nei fatti si renderà più evidente il concetto di "fila" per passare di Fascia, come informalmente c'è già adesso. Basta con i concorsi-farsa: così la finiranno quegli stupidoni dei giornalisti nel fare le statistiche sui vincitori in-sede e fuori-sede.
La "fila" sarà poi ufficializzata anche per l'entrata in ruolo: prima ti fai un assegno, poi un RTDa, poi un RTDb, e poi, se sei abile, ti prendono come Professore. Così hai fatto corrispondere la realtà giuridica alla realtà sociale: e non lamentarti. Fai la tua trafila. Cioè devi fare la fila per fare la trafila.
Dov'è il problema? Tienes problemas?
@ eurodisney
RispondiEliminaIntendevo questo: il Ruolo Unico è fatto. Se non c'e' più il concorso per progredire nei gradini di carriera vuol dire che il ddl Gelmini realizza quello che è richiesto nel comunicato della R29A.
Se i Ricercatori hanno vinto, è perchè avevano ragione: non puoi imporre la docenza titolare agli RU, e pure alla camorra accademica c'è un limite (dato dalla legge, fino a quando resiste lo Stato di Diritto in Italia).
Da Novembre esisterà di fatto solo il Ruolo Unico Accademico, nel quale sono collocate le Tre Fasce attuali, che in futuro si ridurranno a Due. Per progredire nelle Fasce basterà ottenere l'abilitazione nazionale E vincere una battaglia politica su fondi e priorità a livello di Consiglio di Dipartimento. Nei fatti si renderà più evidente il concetto di "fila" per passare di Fascia, come informalmente c'è già adesso. Basta con i concorsi-farsa: così la finiranno quegli stupidoni dei giornalisti nel fare le statistiche sui vincitori in-sede e fuori-sede.
La "fila" sarà poi ufficializzata anche per l'entrata in ruolo: prima ti fai un assegno, poi un RTDa, poi un RTDb, e poi, se sei abile, ti prendono come Professore. Così hai fatto corrispondere la realtà giuridica alla realtà sociale: e non lamentarti. Fai la tua trafila. Cioè devi fare la fila per fare la trafila.
Dov'è il problema? Tienes problemas?
@ eurodisney
RispondiEliminaIntendevo questo: il Ruolo Unico è fatto. Se non c'e' più il concorso per progredire nei gradini di carriera vuol dire che il ddl Gelmini realizza quello che è richiesto nel comunicato della R29A.
Se i Ricercatori hanno vinto, è perchè avevano ragione: non puoi imporre la docenza titolare agli RU, e pure alla camorra accademica c'è un limite (dato dalla legge, fino a quando resiste lo Stato di Diritto in Italia).
Da Novembre esisterà di fatto solo il Ruolo Unico Accademico, nel quale sono collocate le Tre Fasce attuali, che in futuro si ridurranno a Due. Per progredire nelle Fasce basterà ottenere l'abilitazione nazionale E vincere una battaglia politica su fondi e priorità a livello di Consiglio di Dipartimento. Nei fatti si renderà più evidente il concetto di "fila" per passare di Fascia, come informalmente c'è già adesso. Basta con i concorsi-farsa: così la finiranno quegli stupidoni dei giornalisti nel fare le statistiche sui vincitori in-sede e fuori-sede.
La "fila" sarà poi ufficializzata anche per l'entrata in ruolo: prima ti fai un assegno, poi un RTDa, poi un RTDb, e poi, se sei abile, ti prendono come Professore. Così hai fatto corrispondere la realtà giuridica alla realtà sociale: e non lamentarti. Fai la tua trafila. Cioè devi fare la fila per fare la trafila.
Dov'è il problema? Tienes problemas?
Non è per niente così. Le chiamate dirette (che nelle condizioni presenti e nel prossimo futuro altro non significano che "tutto il potere alle mafie") durano solo 6 anni. Poi, a regime, ci saranno regolari concorsi, non solo il concorsino truccato per diventare TDa o TDb, ma anche quello truccato per passare da PA a PO, quindi nessun ruolo unico.
RispondiEliminaOltretutto i poteri accademici dei PO rispetto ai PA saranno mantenuti e rispetto ai ricercatori precarizzati saranno di vita o di morte. Nessuno ruolo unico, ma tutto l'opposto.
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RispondiEliminaa breve presenteremo il testo delle nostre proposte di emendamento al DDL.
RispondiEliminaa euroscience, che si chiede perché protestiamo, rispondo che la battaglia da fare riguarda i seguenti punti:
1. Eliminazione della propedeuticità RTDa --> RTDb, sostituire eventualmente con tre anni di postdoc.
2. Rimodulazione del limite di 10 anni di contratti TD :
a. Esclusione degli RTDb dal conteggio (ma RTDb 1 volta nella vita)
b. Limite di 5 anni per RTDa (e volendo assegno) nello stesso ateneo.
c. Limite di 3 anni (nella vita) agli assegni (eccetto dottorato) [poco importante, ora è 4]
3. Pensionamento degli ordinari a 68 anni.
4. Impossibilità per tutti i docenti ulra-65 di ricoprire cariche accademiche ed essere commissari.
5. Requisito dell'abilitazione per concorrere a RTDb
6. In caso di mancata conferma del RTDb, estensione automatica di 1 anno, senza possibilità di chiamata, e obbligo di bandire un concorso (no chiamata diretta) da PA nello stesso SSD.
7. Quote rigide e oneste per promozioni RIC->ASS /reclutamento RTDb per i primi 6 anni. Per i primi 6 anni metà delle risorse da turn-over devono andare a RTDb.
commenti, suggerimenti, proposte?
ecco l'ope legis x i RTI .... ARGHHHHHHH!
RispondiEliminapunto 7: tutto per RTDb! I RTI sono tutti mangiafranchi che andrebbero LICENZIATI ... altro ke promossi!
RispondiElimina... e censurate questo!
@ a gigi e all'incazzato
RispondiEliminariusciamo a fare interventi sensati? se dovete sfogarvi - esigenza che condivido - fatelo in altro modo o in altra sede pls
@ insorgere
RispondiEliminaCommenti, suggerimenti, proposte:
3: favorevole
4: favorevole
5: favorevole
1: favorevole, se congiunto con 5, altrimenti da ripensare
6: non comprendo
7: da approfondire, scritto così non capisco bene
2: punto più delicato, diciamo forse l'architrave di tutto il sistema. Ci devo pensare.
@ euroscience
RispondiEliminaovvio che 1 e 5 sono congiunti, anche perché tutti i punti sono pensati come collegati tra loro e se ne togli uno indebolisci tutta la struttura.
il punto 6 vuol dir questo: nel caso nel ddl non venga inserito il punto 5 - quindi abilitazione dopo rtd - se il precario NON ottiene abilitazione si deve procedere nel senso di 1. dare allo stesso un anno di tempo per finire il suo lavoro e trovarsi una sistemazione alternativa 2. mettere a concorso il posto che era destinato alla chiamata diretta del TD abilitato
Chi sono gli RU?
RispondiEliminaPunto 7, spiegazione lunga:
RispondiEliminaPer un periodo transitorio (diciamo 6 anni) è possibile promuovere i RTI a PA senza concorso, ma solo a patto di assumere altrettanti RTDb.
Il punto 6 si applicherebbe anche se venisse approvato il punto 5, nel caso il RTDb non passi la valutazione d'ateneo.
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RispondiEliminail prossimo cretino che strumentalizza la vicenda di norman mi impegno a identificarlo tramite il suo ip e andarlo a gonfiare di mazzate personalmente
RispondiElimina(con una astensione)
RispondiEliminaRoma, 23 settembre 2010
La Conferenza dei Rettori, mentre ribadisce la necessità di garantire il diritto fondamentale e irrinunciabile degli studenti al regolare corso dell’anno accademico, comprende – come motivo di preoccupazione per tutti gli Atenei – il disagio dei Ricercatori le cui competenze scientifiche e didattiche sono essenziali per il mantenimento di un’offerta formativa coerente e qualificata.
Nello stesso tempo conferma il proprio impegno a richiedere un piano pluriennale di attribuzione di posti di Professore Associato con tempi, modi e finanziamenti certi, fondato su criteri esclusivamente meritocratici (duemila concorsi all’anno di Professore Associato per gli anni a venire) e a sostenere soluzioni coerenti con la valorizzazione della funzione dei Ricercatori che in questi anni hanno ampiamente contribuito a garantire la qualità e il funzionamento degli Atenei.
Infine, mentre apprezza i recentissimi annunci dei Ministri Gelmini e Tremonti, sollecita il Governo a rendere noti e certi i tempi e le entità dei finanziamenti, i cui tagli a tutt’oggi, indiscriminati e insostenibili, stanno compromettendo la funzione pubblica e il ruolo stesso dell’Università.
@ Mozione CRUI
RispondiEliminaa lavorare ... andate a lavorare!
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RispondiElimina@ Paolo
RispondiEliminasono i RTI
Il migliore è il 4, ma è purtroppo impossibile che venga accolta una cosa del genere
RispondiEliminail punto 2b e c li capisco poco:
RispondiEliminab. Limite di 5 anni per RTDa (e volendo assegno) nello stesso ateneo.
perchè 5? non dovevano essere 3? e poi a che serve la specifica nello stesso ateneo?
c. Limite di 3 anni (nella vita) agli assegni (eccetto dottorato) [poco importante, ora è 4]
se ho capito quello che volevi dire, occhio alla retroattività!noi vecchi precari 4 anni di assegno ce li abbiamo quasi tutti...
se ho capito male per favore spiegami meglio, grazie.
@ siberia
RispondiEliminail problema reattività non si pone, perché si tratta di fattispecie contrattuali differenti.
i due punti servono a ricalibrare il limite massimo dei dieci anni di precariato. mettere un limite al numero di anni in cui si può esser precari nello stesso ateneo serve a spingere alla mobilità. serve a evitare che il precario si piazzi in unposto, facendo tappezzeria magari, fino a che un giorno essendo diventato parte dell'arredo non lo promuovono a tempo indeterminato.
Insistere su questo significa anche impedire che le mezze seghe vengano portate avanti (dal dottorato al ruolo di PA) da un singolo barone in una singola sede, senza aver mai lavorato con altri o esser stati giudicati da altri
il limite nello stesso ateneo e' una idea fantastica! Limitera' a dismisura il baronato e promuovera' per forza di cose l'interscambio ed il merito. Vi sono paesi, come USA ed anche Spagna, dove addirittura un dottorando non puo' fare il postDoc nello stesso ateneo! Qui anmeno poniamo un limite agli anni.
RispondiEliminaOggi come oggi la mobilita' all'interno del territorio italiano e' pressocche' assende al livello di assgnisti, infatti chi lascia l'alveo "materno" del proprio ateneo, spesso si reca all'estero. Infatti non troverebbe spazi in altri atenei. Se invece la regola la si introduce a forza, gli spazi si libereranno.
si ok per chi comincia è una fantastica idea ed è onesto sapere che se fai il dottorato in un ateneo magari il RTD lo dovrai fare in un altro. Ma sempre occhio alla retroattività ora non venitemi a dire che non posso fare l'RTD dove sto facendo l'assegno perchè io le regole non le sapevo all'inizio e a questo punto salterebbero i piani di vita miei e della mia famiglia, alla nostra non più giovanissima età è giusto pensare anche a questo.
RispondiElimina@ siberia, che io sappia ad oggi, riforma moratti, c'e' gia' un limite al numero di assegni, cioe' 4. Attenzione nel pianificare.
RispondiEliminasi ok e infatti non dicevo di volere assegni ad libitum ma solo che se ora sto facendo l'assegno a Pisa voglio poter avere la possibilità di concorrere per un RTD a Pisa.
RispondiEliminaSe però ho capito male scusate, è il sonno...
@siberia Non c'è e non ci può essere retroattività. Anzi, i "nuovi" assegni non si cumulano con i vecchi per cui potrai avere altri 4 (o 3 se passa la nostra proposta) anni di assegno. Però (sempre se passasse la nostra proposta) nonpotrai fare più di 5 anni tra "nuovo" assegno e RTDa a Pisa Dopo i 5 anni, o trovi un posto RTDb con tenure track, o un posto da associato, o ti sposti in un altro ateneo, o cambi lavoro.
RispondiEliminaok ci sto! anche perchè se fra 10 anni(3+5+1,5 anni di assegno vecchio che mi rimane) non sono RTDb sono sicuramente fuori da questo mondo. Mi sono data un tempo e una dignità non invecchierò ante portam...
RispondiEliminaGrazie
E sì, ognuno contiamo quanti anni di assegno cir estano e su questa base proponiamo la riforma...
RispondiEliminaAndiamo bene
Mercoledi' in Commissione alla Camera un dibattito di basso livello, veramente inadeguato. Ma inutile ripetere sempre le stesse cose, sappiamo come siamo messi, e risparmiamo le lacrime.
RispondiEliminaUnico sussulto, un po' fuori ordinanza, l'atteggiamento decisamente critico e polemico dell'On. Bachelet (PD), di cui riporto l'intervento, che ha lasciato qualche strascico.
[...]
Giovanni Battista BACHELET (PD) rileva innanzitutto che in occasione dell'intervento della ministra non è stata data la possibilità ai deputati di interloquire, con un metodo che ancora una volta non è parso rispettoso delle prerogative dei componenti della minoranza.
Valentina APREA, presidente, precisa che lo svolgimento del calendario dei lavori della Commissione, relativo all'esame del provvedimento in discussione, è avvenuto nel rispetto delle decisioni assunte dall'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresenti di gruppi.
Giovanni Battista BACHELET (PD) rileva in ogni caso che non è stato possibile replicare alle affermazioni svolte dalla ministra Gelmini, la quale ha tra l'altro parlato a vanvera di profili concernenti il merito. Ritiene innanzitutto che la ministra non abbia pieno titolo a parlare di tutela della meritocrazia nell'università, tenuto conto anche di notizie che riguardano il suo curriculum scolastico e accademico e che ha acquisito personalmente da amici bresciani. Il merito dell'università non può essere esaurito solo con le affermazioni svolte dalla ministra su alcuni episodi di nepotismo emersi alla ribalta della cronaca nei mesi passati. Aggiunge d'altra parte che non si può parlare dell'università italiana come del luogo in cui va tutto male, visto che i nostri laureati trovano ottimi posti di ricerca in tutto il mondo. È vero anzi che le riforme cosiddette a costo zero funzionano male, o in modo parziale. Il sistema del «tre più due», per esempio, ha funzionato, per questo, in alcune facoltà ma in altre no. A maggior ragione evidenzia che non possono farsi riforme a costo negativo, visto che dal 2008 sono stati sottratti al bilancio dell'università 1 miliardo e 350 milioni di euro. Ritiene quindi necessario prevedere stanziamenti adeguati, che non si limitano certo agli 800 milioni di euro assicurati dalla ministra Gelmini.
Ricorda che da un'indagine pubblicata sulla rivista Paradoxa della Fondazione Novaspes, ad opera del professore Figà Talamanca, è emerso che se anche solo quindicimila su venticinquemila ricercatori dovessero entrare in ruolo, vi sarebbe un ulteriore aggravio di 500 milioni di euro in più ogni anno, per un totale complessivo di 1.850 milioni di euro, solo indicando cifre per difetto. Sottolinea, d'altra parte, che la presidente Aprea è stata l'unica ad essere invitata a partecipare al Convegno organizzato dalla stessa Fondazione Novaspes recentemente alla Lumsa, pur essendo il suo settore d'interesse principale quello scolastico, senza che invece sia stato invitato alcun rappresentante del gruppo cui lui appartiene. Ribadisce quindi che anche da questi dati, che non sono di parte, emergono forti criticità della riforma voluta dal Governo che andrebbe sostituita con interventi diversi a partire dall'introduzione di regimi transitori che senza prefigurare un ope legis garantiscano a chi ne ha titolo l'appartenenza al ruolo che merita, come anche sostenuto dal vicepresidente della Commissione Nicolais. Ritiene che altrimenti l'unico risultato che si potrà raggiungere con il disegno di legge è quello di distruggere l'università.
@salvo, siberia
RispondiEliminaForse non sapete che lungi dal costituire una novità 'mericana che spingerebbe il c.d. "merito", l'imposizione del trasferimento altrove è stata per anni una manifestazione baronale: diventi PA altrove, in un nostro feudo, per tornare se resterai fedele E non abbiamo altre priorità.
Massimo esempio, Giurisprudenza a Roma 1 dove o torni da PO o non torni affatto!
Ovviamente questo vuol dire che c'è tutto un giro di feudi delle grandi sedi, università minori dove parcheggiare i subordinati "in attesa", gli scomodi o semplicemente i perdenti: mi dicono L'Aquila, Siena, Cagliari, il Molise per Roma 1, oppure Napoli 2, Cassino e le innumerevoli sedi campane per la Federico II.
Inutile dire che il "potere baronale" così aumenta e non diminuisce.
Tralascio, perché degli adulti dovrebbero saperlo, la questioncella dei costi del trasferimento in Italia, specie verso città medio-grandi; spese che sarebbero ovviamente a spese esclusive delle vittime delle vostre ricettucole "americane".
Bachelet: "la ministra non ha pieno titolo a parlare di tutela della meritocrazia nell'università, tenuto conto anche di notizie che riguardano il suo curriculum scolastico e accademico"
RispondiEliminaQuello che ho scritto io svariate volte su questo blog e altrove. CI fosse stata una volta che l'abbia detto l'APRI. Bravo Bachelet!
@
RispondiEliminaW gennaro,
ma come avete potuto pensare che un ministro come quello attuale avrebbe mai potuto fare una riforma meritocratica(lei che si è trasferita a RC per superare l'esame da avvocato, cosa che in qualunque altro paese, avrebbe impedito qualsiasi velleità di fare non dico il ministro ma già solo politica........)...
Vi ha solo usati (vedete che anche i precari, quelli che vogliono il merito..sono con me)
e presi in giro (i 65 anni, l'ope legis per gli RTI, RTD senza alcuna vera TT, nessun obbligo a fare le fondazioni, CdA trasformato in una ASL cioè con nomine politiche....)..
e ora vi svegliate (a meno di 10 giorni dalla discussione in aula...)con i 7 punti di insorgere...senza nessuna autocritica..
Sarebbe importante invece, palesare a tutti,(COME PRIMO DEI SETTE PUNTI...) che l'APRI si dissoccia, pesamente e definitaveemnte da questo aborto di CONTRORIFORMA, avendo visto le sue apsettative e promesse dle ministro completamente stravolte e disattese.
@ insorgere
i 7punti sono importanti e mi trovano in quasi totale accordo, c'è solo un piccolo problema che in molti conosciamo:
non ci sono le risorse per questi 7 punti, e per le promesse fatte dai GELMONTI in conferenza stampa agli RTI. Quindi alla fine della fiera senza una mobilitazione incisiva sappimao già im ministro la CRUI e compagnia cantando cosa hanno scelto....
Certo devo essere proprio scemo o sordo o tutteddue perche' io che la Gelmini abbia detto "l'APRI sta dalla mia parte" non l'ho mai sentito. E nemmeno il contrario, se e'per questo. Quanto all'attacco personale alla ministra, é risaputo che di UNiversita' non conosce che quella che ha frequentato. Che non e' una "del ramo". E a me personalmente non me n'e' fregato mai un cazzo, ci potevano mettere anche una scimmia che fuma ir sigaro, va bene? Chissene! Son cazzi di chi vota Priapo e il suo circo. A me quello che mi frega e' che NONOSTANTE il cretino al vertice, la macchina vada dove vogliamo noi. Perche' tutti, dico tutti, presi uno a uno e in forma anonima, ti dicono che la soluzione e' fare come in (aggiungere paese europeo civile a scelta). Anche la scimmia etc...
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