sabato 5 marzo 2011

Sos ricerca. Quali soluzioni?


In visita al CERN di Ginevra il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha lanciato un sos per la ricerca italiana, invitando "in una fase di tagli alla spesa pubblica" a "non intervenire con il machete, mettendo sullo stesso piano tutti i capitoli di spesa". Infine ha concluso: "Non so se Galileo fosse in grado di garantire l'immediata ricaduta delle sue scoperte" ma "pochi sono i giovani ad essere così motivati come quelli che si dedicano alla ricerca scientifica", e non aiutarli "sarebbe un delitto".

Il Presidente Napolitano ha anche precisato che spetta all'esecutivo e non a lui mettere in campo misure efficaci di sostegno alla ricerca. Ma visto che il governo è dormiente, in altre faccende affaccendato, e le forze politiche (quelle di opposizione incluse) sono prive di iniziativa in questo settore (e non solo), ci proviamo noi a proporre alcune "soluzioni" all'ormai eterno problema della ricerca in Italia, tenendo a mente che il nostro obiettivo è favorire l'ingresso nel sistema universitario di ricercatori meritevoli e mettere fine al nepotismo tipicamente italico.

Proviamo a fare un test, tenendo anche a mente che siamo in un periodo di "vacche magre" e le risorse sono quelle che sono a meno di inattesi moti rivoluzionari.

1. Introdurre un reclutamento straordinario per ricercatori a tempo determinato (tipi a e b), con finanziamento aggiuntivo ministeriale, gestito dalle università secondo le regole della legge Gelmini

2. Rifinanziare in misura massiccia il FIRB giovani, dando la possibilità ai ricercatori di scegliersi la propria sede di afferenza in caso di successo

3. Dare incentivi alle università per il bando di posizioni di ricercatore TD di tipo b)

4. Fissare a 65 anni l'età di pensionamento dei professori ordinari e associati, in linea con gli altri paesi europei.

5. Premiare i ricercatori più attivi nell'esame di abilitazione nazionale per professore associato, ad esempio tenendo conto solo delle pubblicazioni apparse negli ultimi 5 anni.

6. Ripristinare la figura di ricercatore a tempo indeterminato, abrogata prima dalla legge Moratti e poi definitivamente dalla legge Gelmini.

Voi quale preferite? Potete indicare al massimo due risposte. Votate in massa.

226 commenti:

  1. visto che ne posso votare solo 2, direi: 1 e 5. Appena sotto la 2.

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  2. visto che ne posso votare solo 2, direi: 1 e 5. Appena sotto la 2.
    La 3 e 4 non sono utili al sistema, IMHO.

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  3. 4 e 5. Soprattutto 4.

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  4. 1 e 2.
    La 4 e' pura follia economica (costa allo Stato e non aiuta l'universita'). Negli USA non esiste un limite di eta'. Impariamo dalle best practice

    ameriKan

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  5. 3 e 4. soprattutto 4.

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  6. 6. Ripristinare da subito le posizioni da RTI.

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  8. nick: bel

    1 e 3

    se ne accorge anche il Presidente della Repubblica dello stato in cui verte la ricerca Italiana post-Gelmini: zero concorsi! fondi tagliati... siamo messi maluccio...

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  9. ho aggiunto al numero 6. il ripristino della figura di ricercatore TI, come suggerito da anonimo (però ragazzi datevi un nome qualunque sennò il giochetto del voto non funziona)

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  10. Aggiungi la 7: tariffe agevolate per biglietti aerei. Se occorre, anche transoceanici. Ce le finanzia lui con il 10% del budget del Quirinale.

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  11. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  12. @ Untenured

    proposta: potrebbe essere carino inserire, oltre al voto, anche posizione (ricercatore all'estero, TD Moratti, assegnista IV anno, ecc...), area (o ssd) ed eta'...secondo me se ne vedrebbero delle belle...

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  13. 3

    perché è la via prevista dalla ormai riforma per dare stabilità ai giovani ricercatori precari

    5

    per escludere dalla promozione i ricercatori ti pelandroni e permettere ai giovani di avere possibilità di concorrere.

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  14. Tipo 4 e 5.

    In aggiunta, bastone fra capo e collo dei baronazzi.

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  15. 2 e 5, ma anche 4 non è male.

    Ma poi qualcuno raccoglie i voti e fa una sintesi? Sarebbe interessante vedere il risultato.

    N, RTI.

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  16. 3 e 4 (...seguiti a brevissima distanza dal 5)
    ...e poi se penso al mio caso (ricercatore all'estero) anche le tariffe agevolate per biglietti aerei non sarebbero male...

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  17. ma che cavolo di votazione e'? un anonimo puo' rivotare 100000 volte!
    xyz

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  18. @ xyz

    è un'occasioen per ragionare insieme. un po' di elasticità mentale, suvvia

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  19. 2 e 5, seguiti dal 4

    sid

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  20. Dal punto di vista della situazione attuale della riforma direi 2 e 3 (seguiti da 1)...se parliamo oltre la riforma la verità è che non esiste sistema al mondo che consenta solo ai prof. associati di avere un contratto a tempo indeterminato e quindi direi 6 ma non come prima, con una tenure track interna seria....

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  21. Vedo un unico limite comune alla maggior parte delle soluzioni proposte, cioè che il cugino del rettore entrerà comunque nel mondo accademico prima di tanti di noi.

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  22. ragazzi i voti saranno conteggiati, possono uscirne indicazioni utili per future campagne.. è ora di riprendere l'iniziativa

    non credo ci siano problemi di voti ripetuti, siamo tutti adulti e vaccinati, ricercatori "responsabili" :-)

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  23. 6 tutta la vita.
    Senza il ripristino della figura del ricercatore TI, ci sarà un buco di reclutamento di almeno 7-8 anni a partire da ora.

    4 previa valutazione del livello e della qualità della ricerca negli ultimi 5 anni. Dalle mie parti ci sono ordinari che acquisito lo status quo se ne fregano di quello che producono scientificamente. Questi signori in sistemi virtuosi non sarebbero mai divenuti ordinari o associati, si dia almeno la possibilità al sistema di liberarsene con anticipo.

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  24. circolano droghe pesanti. io vorrei conoscere il pusher....

    http://www.movimentoricercascientificaitaliana.org/Comunicati%20stampa.htm

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  25. @ MaxDi
    perché dici ciò? perché ci vuole l'RTI per reclutare? non si potrebbero fare RTDB? lo so che ci sono problemi di costi, di conflitti coi ricercatori ecc., ma in un paese normale sarebbe possibile avere due sole fasce e reclutare con una tenure track seria (e questa non è che lo sia, ma ci si avvicina)

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  26. 4 e 5, ca va sans dire...

    Una cosa: sono al Biophysical Meeting di Baltimora ed è venuto a Parlare Steve Chu, il segretario di Stato americano alla Scienza ed all'Energia.

    Sono andato a sentirlo. Parlava di scienza, presentava alcuni suoi risultati di ricerca degli ultimi anni. Ho pensato alla gelmini e sono dovuto andare in bagno.

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  27. @ Insorgere

    Condivido perfettamente ciò che tu asserisci... soprattutto la parte in cui parli di un paese "normale".
    In Italia invece succede che se domani il sottoscritto vince un RtDb nel suo Dipartimento, la facoltà al termine dei 3 anni non lo chiamerà mai come associato (ad abilitazione acquisita) indipendentemente da come ha lavorato , perchè ci sono prima da sistemare gli attuali RTI. Poichè attualmente ve ne sono 3, siamo al paradosso che il sottoscritto spera che gli RtDb vengano banditi quanto più avanti nel tempo è possibile, perchè prima di 10 anni (il tempo che deve trascorrere perchè vada in pensione il decano del Dipartimento) sarebbe altro tempo buttato, e permettimi di tempo e di lavoro (71 pubblicazioni) io ne ho già perso abbastanza.

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  28. 3 e 4

    alessandra

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  29. MaxDi

    per i RTI c'è una strada spianata (il 4/5 dei posti!) davanti per essere chiamati come associati, se sono in grado di prendersi l'abilitazione, non vedo il conflitto d'interessi con i precari

    se prima un posto da ricercatore veniva chiamato per coprire esigenze didattiche (lasciamo stare le operazioni clientelari o le mere sanatorie) infatti il posto lo bandiva la facoltà, ora dovrebbe essere lo stesso con i RTD b

    comunque condivido che c'è bisogno di una politica di incentivazione per bandire RTD b

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  30. StarTrek

    5 e 6, tutto il resto non ha senso, includo la 2 visto il modo ridicolo in cui sono valutati i FIRB (la stragrande maggioranza degli ordinari non fa ricerca, secondo voi come valuta un FIRB?)

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  31. 1 e 3,
    ormai la strada è questa,
    non mi piace ma è questa.

    Se tornare agli RTI significasse anche cancellare un quindicennio di contratti 2222, cococo, assegni, RTD Berlinguer - e magari restituire pure quindici anni di vita a chi se li è fatti tutti e ci è rimasto impiccato - sarei per il 6, ma questo non lo può fare nessuno.

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  32. farn uscire i decreti sarebbe già un bel contributo...poiuna volta letti li si migliora ma cosi è la catastrofe.
    dobbiamo chiedere che escano i decreti (di cui piu o meno sappiamo i contenuti) prima di tutto...
    e subito dopo chiedere piu soldi.

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  33. Ah ma siete ancora qui a giocare a fare i legislatori...

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  34. Bell'intervento di Luca Schiaffino:

    LE FURBE INTERPRETAZIONI...

    Da ormai più di un mese nelle università italiane stiamo assistendo ad
    un vero e proprio licenziamento di massa. Gli assegni di ricerca non
    possono essere banditi perché il ministro ancora non riesce ad emanare
    le due righe di decreto attuativo della "riforma" Gelmini che ne devono
    fissare l'importo minimo. Rettori ed amministrazioni, paralizzati dalla
    paura di non si capisce bene cosa, rifiutano di rinnovare i vecchi
    assegni in scadenza e in alcuni casi addirittura bloccano le procedure
    bandite prima dell'entrata in vigore della "riforma". Il ministero si
    rifiuta ostinatamente di diffondere uno straccio di nota esplicativa che
    tranquillizzi le burocrazie d'ateneo. A contrattisti e borsisti già in
    servizio alla data di entrata in vigore della "riforma" è vietato
    svolgere attività di ricerca (nonostante siano pagati per questo) e
    nessuno nel governo pensa sia il caso di sanare questa follia
    legislativa.
    Questo stato di cose sta provocando il licenziamento de facto di 120-150
    precari al giorno, domeniche comprese. Ad oggi quasi 5000 persone hanno
    già perso il lavoro senza essere protette da alcun tipo di
    ammortizzatore sociale ed è facile calcolare che, in assenza di
    opportuni interventi, diventeranno decine di migliaia entro la fine
    dell'anno.

    Però...

    ...i timori che impediscono a rettori e amministrazioni di rinnovare e
    bandire assegni di ricerca, svaniscono improvvisamente quando si tratta
    di bandire docenze a contratto gratuite o sottopagate richiamandosi a
    leggi esplicitamente abrogate dalla "riforma"! Da Torino a Cosenza,
    dall'Aquila a Roma, i commi oramai abrogati della vecchia "riforma
    Moratti" sono utilizzati da rettori e presidi per bandire contratti di
    docenza in aperto contrasto con le normative vigenti e, alle
    osservazioni dei precari, si risponde invocando i regolamenti di ateneo
    o rinviando ad un secondo momento l'eventuale adeguamento alla nuova
    normativa. Come se gli atenei avessero l'indipendenza della Repubblica
    di San Marino e nell'ordinamento giuridico italiano non vigesse una
    gerarchia delle fonti che pone i regolamenti interni di un ateneo in un
    rango nettamente inferiore rispetto alle nuove disposizioni di legge.

    Questa politica di ignorare le novità della legge Gelmini per evitare di
    sopprimere corsi e al tempo stesso abbandonarsi alle interpretazioni più
    ottusamente pignole quando si tratta di licenziare precari è
    inaccettabile! Si adotti una coerente linea di comportamento, si ponga
    fine al licenziamento dei precari e si abbandoni per sempre la
    deprecabile abitudine di bandire contratti di docenza gratuiti o
    sottopagati.

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  35. @ Mimmo

    mah, questa dicotomia io non la vedo.

    per esempio roma1 e roma3 continuano bellamente a bandire assegni di ricerca con la vecchia e con la nuova normativa (a seconda dell'umore dei direttori di dipartimento e/o degli uffici assegni)

    la verita' e' che in assenza di indicazioni precise dal ministero, ognuno fa un po' quel che gli pare.

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  36. claudietto:

    3 e 4

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  37. nuovo intervento di Napolitano a favore della ricerca

    http://www.repubblica.it/politica/2011/03/07/news/napolitano_ricerca-13291359/?ref=HREA-1

    RispondiElimina
  38. Sull intervento di Schiaffino

    il problema esiste, ma parlare a vanvera affermando "...ed è facile calcolare che, in assenza di opportuni interventi, diventeranno decine di migliaia entro la fine dell'anno" non aiuta alla "causa".

    Quante decine di migliaia? Fonti? Non mi risulta che, anche se rimanessero bloccate le cose, a fine anno perderebbero il lavoro decine di migliaia di persone...

    Se si "spara" su questo, le persone serie pensaranno che si inventa anche altro...
    rps

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  39. @ rps
    basta fare il conto di assegnisti, cococo, docenti a contratto in scadenza. la cifra sta in quell'ordine di grandezza

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  40. @ Insorgere

    intendi dire - ne sarei sorpreso (ma magari sbaglio io) che ci sono > 20.000-30.000 persone a cui scade il contratto quest'anno e che hanno come principale lavoro l'universita'?

    Vorrebbe dire piu' di 300 persone mediamente per ateneo...

    RispondiElimina
  41. Ad oggi quasi 5000 persone hanno
    già perso il lavoro senza essere protette da alcun tipo di
    ammortizzatore sociale ed è facile calcolare che, in assenza di
    opportuni interventi, diventeranno decine di migliaia entro la fine
    dell'anno.

    Già e ancora si continua a discutere di aria fritta ed a chiederci quale tra i vari desideri ci piacerebbe esaudisse il mago Zurlì!!

    Siamo veramente fatti di burro fuso o ci volete rappresentare così?

    Proponete invece qualcosa di concreto su come farci valere, su come fare ad ottenere un riconoscimento concreto per ciò che abbiamo fatto finora in questi anni di precariato, malpagato.

    Io non so voi ma fin qui ho dato parecchio mi frega una fava che la legge sia cambiata e che non ci siano soldi, VOGLIO UN FUTURO così come è stato dato ad altri.

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  42. @ RPS

    in realtà stai stimando male: se quei dati fossero corretti, significherebbe quasi 500 persone per ateneo (che sono circa 61, a seconda di come li conti)


    anche a me sembra un numero esagerato (*), ma non ho dati


    ameriKan


    (*) Se fossero 30,000 le persone significherebbe che esistono > 70-80,000 persone che hanno un lavoro precario nelle universita' (contando anche assegnisti e altri a cui NON scade il contratto quest'anno e precari in amministrazione). Vorrebbero dire > 1200-1300 precari per ateneo...ad occhio mi sembra esagerato

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  43. Ci sono 12000 assegnisti in servizio nelle universita' statali; si aggiungano circa 700 ricercatori TD. E poi un numero non ben definito di postdoc.
    TUTTI questi scadranno quest'anno, a meno di bandi usciti sul filo di lana. Almeno 13000 persone.
    E direi che 20000 non sono un numero fuori dal mondo, considerando i borsisti.
    Poi se si vuole, si possono aggiungere i professori a contratto. Il numero ufficiale e' circa 30000, ma vanno considerati conteggi doppi (ovvero assegnisti o personale di ruolo) e aggiungerei anche una fetta non piccola di professionisti.
    Ma nelle facolta' umanistiche questo, a naso, fa almeno un 5000 da aggiungere.
    Fate voi le considerazioni.

    Fonti: http://cercauniversita.cineca.it
    http://statistica.miur.it/

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  44. gli unici dati certi del numero di precari sono quelli di Cineca-Miur relativi agli assegnisti:

    11647 (atenei statali) + 372 (atenei non statali)

    poi ci sono docenti a contratto, borsisti e persone non più coperte da assegni il cui numero è difficile da calcolare

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  45. amerikan e rps
    ma in che mondo vivete?

    lo sapete o no che in atenei medi come pesi i precari sono la metà del personale (anche un po' di più)?

    svegliaaaaa

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  46. ho scritto pesi invece di pisa

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  47. @Amerikan

    nel tuo primo post affermi che la soluzione 4 e' "costosa per lo stato" e che negli stati uniti il limite non c'e'.

    Il primo punto e' assolutamente trascurabile: si parla di poche migliaia di persone, con un anticipo di 5 anni. Hai ascoltato troppe campane interessate...

    il secondo punto e' vero, ma dimostra anzi il contrario, ovvero che e' NECESSARIO un pensionamento a 65 anni. Ecco perche'. Negli stati uniti si resta in servizio fino a che si produce (prodootti di ricerca, grant, si conduce un gruppo etc). Ebbene negli USA il numero di over-65 e' il 4-5% dell'intero corpo docente. In Italia il 18%! A menon di non invocare una maggiore capacita', intelligenza dei nostri over-65, questo vuol solo dire che i 3/4 dei docenti over-65 italiani sono improduttivi....

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  48. @ Antonio

    "Ci sono 12000 assegnisti in servizio nelle universita' statali; si aggiungano circa 700 ricercatori TD. E poi un numero non ben definito di postdoc.
    TUTTI questi scadranno quest'anno, a meno di bandi usciti sul filo di lana. Almeno 13000 persone."

    Da cineca si ricava 11647 (grazie aprista). Ma perche' tutti questi dovrebbero scadere quest'anno??
    Di solito un assegno dura 2 anni (+2), quindi mediamente solo la meta' di questi dovrebbe scadere quest'anno.

    I ricercatori TD: solitamente sono contratti pluriennali. Quindi circa 1/3 (max 1/2), dovrebbe scadere quest'anno.

    Quindi da 13000 si arriva a circa 6130.


    Ne mancano > 14000 per arrivare a 2 decine di migliaglia (Schiaffino scriveva "decine"...ad intendere ben oltre 2 decine).

    Docenti a contratto: come dicevi tu, okkio a non contarli due volte, ed a togliere i professionisti o quelli che fanno le supplenze a scuola. Le docenze ad 100, 1 e zero euro non le conto, per ovvie ragioni.

    Non capisco veramente come si arrivi a 20-30000 precari che perdono il posto quest'anno.

    Attenzione: non sto dicendo che il problema non esista (!), ma che gonfiare i dati ad arte non e' corretto e si richia far perdere credibilita' alla "causa"

    RispondiElimina
  49. @ Amerikan

    stavo facendo una stima molto "prudente", a favore della tesi "decine".

    @ Insorgere

    Saranno anche meta' degli strutturati ((e sinceramente non ne sono cosi' sicuro, a meno di considerare anche i dottorandi, che non considero precari, nelle realta' che conosco sono meno)), ma mica a tutti scade quest'anno il contratto

    RispondiElimina
  50. non sono dati gonfiati.

    ribadisco che ci sono anche migliaia di cococo e centinaia di borsisti.

    sei fuori dal mondo caro rps

    RispondiElimina
  51. le stime medie attendibili computano tra i 50mila e i 70mila precarie (di ogni genere e razza) che 20mila scadano mi pare un dato più che ragionevole.

    cmq il punot non è questo. rps ci hai portati fuori strada.
    il punto è che il miur non sta facendo il suo dovere

    RispondiElimina
  52. Andrebbero aggiunti anche i neo dottori che non potranno avere un assegno. Tecnicamente non si tratta di licenziamenti (a dire il vero nessun mancato rinnovo lo è) ma è pur sempre gente che aveva delle aspettative che si vede negate. Per favore astenersi interpretazioni malevole.

    Sottoscrivo l'ultimo post di Antonio. In più, il piccolo costo aggiuntivo sarebbe compensato dalla maggiore produttività dei giovani.

    RispondiElimina
  53. a quanto detto da antonio va aggiunto che il ricambio che seguirebbe ai prepensionamenti porterebbe nuovi contributi alle casse dell'inps, il che contribuirebbe a ridurre ulteriormente il costo dell'operazione.

    RispondiElimina
  54. @ Antonio

    sulla base di quale criterio consideri "trascurabile" quel costo?

    Anticipare il pensionamento di persone con quel sistema pensionistico (che ti ricordo e' diverso dal nostro) significa aumentare i costi per lo Stato. Non e' efficiente. Specie considerando il vincolo di bilancio. Io vorrei che quei soldi 'risparmiati' (da non pensionare anticipatamente) lo Stato li usasse per FIRB e finanziamenti per bandi RTD.

    Assumi anche che i 3/4 dei docenti >65 sia improduttivo. Seguire la tua proposta significa mandar via (sostenendo un costo aggiuntivo per lo Stato!) 1/4 di persone "produttive". Non solo e' inefficiente, ma anche iniquo (considerare l'eta' e' discriminatorio).


    @ Insorgere

    70mila precari della ricerca nelle universita' statali italiane? Significherebbe > 1150 per ateneo! Delle due l'una: o il dato e' esagerato (e lo spero/credo) oppure forse occorre pensare a quanti di questi siano veramente utili al sistema


    ameriKan

    RispondiElimina
  55. Seguo spesso il blog anche se non ho mai scritto. Grazie a tutti (e soprattutto a insorgere) per il vosto lavoro. Riguardo al sondaggio, io propenderei per le soluzioni 4 e 5.

    RispondiElimina
  56. @ Insorgere

    Scusa quando ho inviato il mio commento non avevo visto il tuo ultimo mex.

    Per lo Stato i contributi non aiutano ad abbassare il costo dell'operazione, in quanto sono una partita di giro.

    ameriKan

    RispondiElimina
  57. @insorgere
    riguardo alla tabella di mancia indicata nella legge questo mese dovrebbe uscire il decreto con i nuovi SSD.
    si sa nulla?
    grazie

    RispondiElimina
  58. @ ameriKan

    Mi sembra molto più inefficiente tenerli tutti per salvarne 1/4.
    L'età della pensione c'è per tutti. Perchè considerare l'età sarebbe discriminatorio per loro e non per gli altri?

    Non potendo licenziare la gente, per ridurre i costi ed aumentare la produttività ad un'azienda rimane solo il richiedere il pensionamento del personale. E se il sistema pensionistico è mal fatto e troppo generoso con qualcuno ci si metta una pezza. Ma non può essere l'università a farne le spese.

    RispondiElimina
  59. @ amerikan
    l'inps risponde alle esigenze di milioni di italiani, credi davvero che poche migliaia - in larga parte sostituiti da gente che prima i contributi NON li versava - creerebbero tale danno devastante?

    ma non farmi ridere

    RispondiElimina
  60. ultima nota: se c'è da tagliare è sugli anziani. l'italia ha incontestabilmente troppi docenti anziani e troppo pochi giovani. per questo il pensionamento a 65 anni - che sarebbe in linea con gli standard europei - contribuirebbe a reimmettere il sistema in un contesto virtuoso, o almeno normale

    RispondiElimina
  61. non so perché ma sento che amerikan è un professore ordinario o associato

    RispondiElimina
  62. In Piemonte gli assegnisti nel 2009 erano (fonte Osservatorio Regionale per l’Università e il Diritto allo Studio)

    UNITO: 679
    POLITO: 709
    Piemonte Orientale: 193
    Totale: 1572

    Considerando gli assegni di due anni, possiamo ipotizzare 786 persone con contratto scaduto nel 2010 che anche con (eventuali) fondi disponibili non hanno contratto.


    Sid

    RispondiElimina
  63. @ Insorgere

    Non ho scritto che è devastante, ma che è costoso per lo Stato (vorrei farti ridere Insorgere, ma purtroppo è così). E se lo ritieni necessario lo dimostro. Inoltre, ricordati che i contributi nella PA (anche se versati per conto di persone che prima non li versavano) sono PARTITE DI GIRO per lo Stato. Quindi non si abbassa alcun onere.

    Io vorrei che quei soldi 'risparmiati' (dal non pensionare anticipatamente e forzatamente alcuno) lo Stato li usasse per FIRB e finanziamenti per bandi RTD. Questa è una scelta a costo zero.

    Sul numero precari: prima hai scritto che sono circa la meta' degli strutturati a pisa, poi scrivi che a Pisa ci sono circa 4000 precari. Significa che il persona strutturato di pisa e' di circa 7000/8000? Ma ne sei sicuro?

    ameriKan

    RispondiElimina
  64. @ Michele
    "Mi sembra molto più inefficiente tenerli tutti per salvarne 1/4.

    Questo ragionamento lo applichiamo a tutti? Precari inclusi? Sinceramente mi sembra un'assurdità. Se in una stanza ci sei tu (assumiamo bravo) e 3 precari fannulloni. Allora mandiamo tutti a casa? Mi sembra un ragionamento alla InXUlator (senza offesa)

    "L'età della pensione c'è per tutti. Perchè considerare l'età sarebbe discriminatorio per loro e non per gli altri?"

    Negli USa e' considerato "agism". In Italia: quali altri? In quale altro caso si costringe una categoria di lavoratori in Italia ad andare in pensione 5 anni prima del previsto?

    "Non potendo licenziare la gente, per ridurre i costi ed aumentare la produttività ad un'azienda rimane solo il richiedere il pensionamento del personale. "

    Se per quello esistono esistono meccanismi di incentivazione, valutazione, controllo, blocco stipendi, ecc. Mica c'e' solo licenziamento o prepensionamento per aumentare la produttività in un'azienda.....

    AmeriKan

    RispondiElimina
  65. @ aprista

    almeno fosse :-)

    ho appena iniziato l'assegno


    ameriKan

    RispondiElimina
  66. http://www.movimentoricercascientificaitaliana.org/Comunicati%20stampa.htm accipicchiola, attenti che questi vi rubano il campo!!! pare di leggere i primi comunicati apri sulla legge gelmini!

    qualche numero meno sparato a casa (davvero mi chiedo dove vive certa gente): http://sauron.uniroma1.it/stat/all_stat.php NB non sono considerate borse post-doc e non fatte sui singoli fondi di ricerca

    ultima considerazione meramente contabile: è un'idiozia dire che laddove prima serviva un RTI ora si farà un RTD, in quanto: se si tratta di RTD senza sbocchi mi pare evidente la differenza per il malcapitato che poteva aspirare ad un posto di lavoro degno di questo nome dopo anni di lavoro e tutti i titoli e si ritrova davanti alla precarietà senza fine, se invece si tratta di RTDb realmente legati ad una posizione da associato con disponibilità da subito, si tratta di qualcosa che costa da subito come un associato, quindi di questi tempi di vacche magre come potete pensare che si faranno tanti posti quanti se ne sarebbero fatti di RTI? conclusione: il sostegno all'abolizione del RTI, da sempre sostenuto dall'apri, è una vergogna e un danno per moltissimi precari, il resto sono chiacchiere da cortile.

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  67. @ amriKan, ma pensionare a 65 anni sarebbe pensionare "anticipatamente e forzatamente?". Ma se praticamente tutti in Italia, RTI compresi, vanno in pensione a 65 anni. Caso mai sarebbe eliminare una sorta di "induto" per i docenti universitari, cioe' un privilegio.
    Per quel 1/4 che da ancora un contributo attivo (in genere di esperienza piu' che di lavoro sul campo) ed il cui contributo fosse prezioso, si trovano modi di collaborazione esterna senza gravare sul FFO. Cosi' succede anche in USA.Qui e' pieno di "retired" che continuano a lavorare, nessuno li butta via a calci.

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  68. ... continuo,

    l'unica cosa che un retired non potrebbe fare, in usa come in Italia, e' occupare posti di potere, commissioni, coordinamento progetti etc... sono figure di esperienza che spesso rimangono per coadiuvare la transizione generazionale, seguire ancora i loro vecchi progetti aiutando i nuovi coordinatori etc... non sara' che, visto che lo stipendio si avrebbe comunque, lavorare lo si potrebbe continure a far comunque etc... agli ordinari italiani interessi il "potere"?

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  69. anonimo

    guarda che il ruolo di RTI è stato abolito nel 2005 (legge Moratti) ben prima che nascesse Apri. Non so tu, ma c'è chi tra noi ha dato anima e corpo, pagando anche in prima persona, per contrastare quell'abolizione, invano. Non risulta peraltro che neppure il governo di centro-sinistra 2006-08 abbia mai pensato di abrogare la legge Moratti. E Apri ancora non era nata. Insomma non diciamo falsità storiche. Il ruolo di RTI è scomparso nel disinteresse generale, Apri ha cercato una soluzione alternativa al nulla assoluto che si andava profilando.

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  70. @ Salvo

    "praticamente tutti"? In realta' quasi nessuno (operai, impiegati, insegnanti, ecc) in Italia va in pensione a 65...ma non ha senso fare confronti cross-sectional così

    a me di quello che interessa ai PO cale poco. A me interessa il sistema Italia. Sostenere un costo aggiuntivo per preprensionamenti significa che lo Stato ha meno risorse per fare altro. Con quei soldi vorrei facesse piu' RTD e piu' FIRB aumentando l'FFO, senza 'trucchetti' contabili (FFO uguale, ma prepensionamenti, + spese per INPS, alla fine costo per lo Stato superiore).

    Ti dirò di più, mi sembra anche miope (sono un precario, ma aspiro a diventare PO!) e poco 'equo' (sei produttivo, hai lavorato tutta la vita facendo ricerca seria, magari hai un H>30 e solo perche' hai 65 anni ti prepensiono...).


    ameriKan

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  71. @amerikan, tutti

    sulla questione 65 anni e' stato e si e' dibattuto gia' molto. Invito a leggere il blog sui iMille
    http://www.imille.org/2010/06/se-i-baroni-difendono-se-stessi/
    dove mi sembra che amerikan usi argomentazioni simili a Mario Sechi (poi degenerate nel sarcasmo inconcludente).
    Si possono quindi facilmente rimuovere le critiche mosse, per es. il fatto di buttar via il 1/4 produttivo, la giustizia etc...
    Ricordo i cardini della proposta:

    1. pensionamento a 65 E 40 anni di contributi
    1bis (i 65 anni possono essere graduabili)

    2. possibilita' per gli atenei di fare contratti di didattica o ricerca a chi e' produttivo (ovvero puo' tenere corsi necessari, attrarre fondi, etc), anche ben remunerati
    2bis (esistono gia' i professori emeriti, per es.)

    3. adeguamento nel futuro ai limiti di pensioni italiani e europei (se insomma si alzano i limiti per tutti in europa a 70 anni, bene, riportiamoli a 70 anni). Se decidiamo di eliminarli del tutto, si eliminino, come negli US.

    Ora il limite a 70 anni (o 72) appare nel sistema attuale una soluzione inefficiente per l'universita' e i suoi obiettivi di didattica e ricerca, oltre a permettere a chi ha contribuito allo sfacelo del sistema universita' di oggi a continuare ad agire per i successivi anni con le stesse dinamiche.

    Ripropongo anche il messaggio di Nerzin, all'inizio di questo post, che faceva notare come in America (caro amerikan) un consigliere di stato, si permette e vuole parlare di scienza alla sua audience. Cerchiamo di ristabilire una accademia che parla di scienza (letteratura, arti, diritto...etc) e non di politica. Se un over 65 puo' e vuole farlo ne deve avere tutte le possibilita'. Se vuole restare a fare il politicante, decidere delle sorti di chi vive un mondo che lui neanche immagina, con dinamiche e modalita' da medioevo beh, si accomodi.

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  72. Ah, dimenticavo; la questione del "peso per lo stato" dei prepensionati e' assolutamente risibile.
    In parte e' gia' stato risposto (al posto dei prepensionati si inserirebbero persone che ora non contribuiscono alle casse pensionistiche, altro che giro di posta!!!!).
    Inoltre considera che questo e' un peso limitato nel tempo, circa 5 anni; poi avrebbero gravato comunque nella casse INPS.
    Ma vediamo i numeri. I docenti universitari over 65 nei prossimi anni che andrebbero in pensione sono circa 2000/anno (per circa 5-6 anni, poi calano a 1500/anno -> uff. statistica MIUR). Sapete quanti nuovi pensionati gravano sulle casse dell'inps? 700.000/anno (-> fonte INPS, osservatorio statistico). Ovvero lo 0.3%. Anche considerando che le pensioni dei prof. universitari sono piu' alte, possiamo stimare un 1%.

    E non stiamo considerando il gettito introdotto dai nuovi assunti.
    E non stiamo considerando la possibile gradualita' nella regola.
    E non stiamo considerando, soprattutto, le conseguenze positive sul piano economiche, sociali e sul lavoro, di rilancio della ricerca, di miglioramento dei prodotti della didattica e ricerca, nel pur piccolo mondo dell'universita'.

    RispondiElimina
  73. @ Antonio

    - Non sapevo che se ne fosse discusso molto. Io ho solo scritto (una riga) che tale proposta rappresenta un costo (e nessuno ha dimostrato il contrario) e che pertanto, a mio personale parere, non è utile
    - ora che leggo quanto scrivi (ed il link che mi hai inviato) ti dirò di più: la tua posizione mi sembra molto pro domo propria (ora li cacciamo fuori, quando ci saremo noi, alloa si pò anche estendere), poco meritocratica e molto poco ameriKana. è ovviamente legittima, ma è di parte, non pro-sistema

    - nel blog che mi hai segnalato io non ho mai scritto (nè lo conoscevo). Quindi non può essere il "dove" ho usato argomentazioni simili a tale Sechi

    ameriKan

    RispondiElimina
  74. @ Antonio

    si tratta di una partita di giro per lo Stato. Chiedilo a chiunque si occupi di contabilità pubblica (o la abbia semplicemente studiata all'università) e te lo confermerà

    ameriKan

    RispondiElimina
  75. Rispondo infine sulla questione precari nell'universita' e futuri disoccupati.
    (mi connetto per questo blog poche volte, e concentro le risposte, scusate....)
    Se siano 30000 (il 50% dei docenti di ruolo) o 20000 (il 33%) poco cambia. E chi vede il proprio orticello, ricordi che le realta' sono ben diversificate, anche nello stesso ateneo.

    Anche il contratto dell'assegnista e' andato differenziandosi. Qui qualcuno ha parlato di 2+2; in realta' sono spesso 1+1 o 1 (e basta), oppure anche 2+2 ma con contratto da rinnovare annualmente. Dipende essenzialmente da dove arrivano i fondi (esterni o interni, FFO).

    Ma ricordo una cosa: gia' ora molti atenei applicano in maniera restrittiva la legge gelmini impedendo il rinnovo a chi, secondo il bando, ne aveva la possibilita', anche dovendo fare un nuovo contratto.
    Questo rinnovo in realta' e' garantito dalle norme transitorie (art. 29 comma 2).
    Tuttavia lo stesso articolo dice che la norma transitoria decade quando vi saranno i nuovi regolamenti per gli assegni.

    Quindi cari tutti, giusto per fare un po' di sano "terrorismo informativo", se dovete firmare un nuovo contratto e pensate di essere in una botte di ferro, vi conviene prima informarvi presso la vostra amministrazione, per sapere cosa succede dopo che saranno emanati i nuovi regolamenti (e tutti gli atenei ci stanno lavorando).
    Anche perche' se non ci muoviamo noi, state tranquilli che qualche giorno prima uscira' ColuiChe vi dira' "ah, senti mi ero dimenticato di dirti una cosa....".

    RispondiElimina
  76. Scusate, leggermente off topic, ma neanche troppo visto che si parla di "anziani" e università, vi segnalo l'articolo

    http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/03/06/news/universit_bufera_sulla_nomina_di_pani_il_sindaco_una_scelta_che_fa_vergognare-13264284/#commentatutti

    La cosa interessante è che il rettore di UniBa definisce i 18000Euro lordi, una cifra in passato assolutamente normale per un assegno di ricerca, come sostanzialmente argent de poche.


    Mi sembra si possa concludere che in questo paese l'unica cosa ritenuta valida è l'esperienza dei "vecchi", ovviamente senza uno straccio di valutazione oggettiva. Si tralascia assolutamente la considerazione che se siamo dove siamo è certamente loro responsabilità.
    Non parliamo poi della replica del selezionato che dice di "sacrificarsi per i giovani"

    Pino

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  77. @ Amerikan

    sei tu che hai tirato in ballo l'efficienza. Tra le due, tutti dentro o tutti fuori, sono spiacente ma la piu` efficiente e` la seconda.

    Certo la soluzione ideale sarebbe valutare caso per caso, purche` la valutazione non sia quella usata fino a ieri per concedere il fuori ruolo.

    Sul costo aggiuntivo hai ragione tu: si tratta solo di una partita di giro. Ma come ti e` stato dimostrato si tratta di piccole cifre per un periodo limitato a fronte di un immediato e duraturo aumento di produttivita`.

    RispondiElimina
  78. @ amerikan:
    Ritengo di aver parlato chiaramente e di aver dato tutti gli elementi necessari alla discussione. Per farla progredire. Non retrocedere.

    Quindi, ultime precisazioni:
    Che si tratti di una partita di giro: non concordo, ma non sono un economista; ma soprattutto non e' essenziale. Come vedi i numeri sono irrisori. E quindi si, e' un costo (era scontato che lo fosse!!!!) ma appunto e' un costo irrisorio rispetto i vantaggi che si ottengono.

    Che centra poi la "pro domo sua". I discorsi sull'allungamento delle pensioni vuole essere del tutto generale, e nasce da un'altra critica generalmente usata contro la proposta del prepensionamento, che sta nel dire: ma tutti i paesi tendono ad innalzare l'eta' pensionabile e noi l'abbassiamo?
    Beh, in realta' la stiamo solo uniformando, esattamente come negli altri paesi europei dove i docenti vanno in pensione a 65 anni.
    Se poi in futuro verra' deciso di innalzarla ancora (ricordo che l'italia si e' subito uniformata alla regola europea dei 65 anni per le donne...), la si innalzera'.

    E mi scuso se a volte appaio un po' offensivo e saccente, ma appunto queste cose sono state discusse lungamente, non solo nel blog indicato, ma anche in questo stesso e quindi mi sembra spesso di ripetermi.

    Ah, il mio voto (lo ammetto, molto pro-domo-mia):
    3 e 4
    Aggiungo: sblocco del turn-over, ovvero anche mi accontenterei delle dichiarazionei della Gelmini, che ha affermato che avrebbe lasciato la pianta organica dell'universita' invariata (qualcuno la ritrova?)

    RispondiElimina
  79. Per il voto

    3 e 4

    il 2 mi sembra ridicolo visti quali sono i valutatori del FIRB e il 6 fuori tempo massimo

    Pino

    RispondiElimina
  80. risultati parziali del test/sondaggio:

    votanti n. 34

    1. - 7 voti
    2. - 10 voti
    3. - 13 voti
    4. - 18 voti
    5. - 14 voti
    6. - 4 voti

    a voi le considerazioni, la votazione continua anche domani..

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  81. @ Insorgere

    "le stime medie attendibili computano tra i 50mila e i 70mila precarie (di ogni genere e razza) che 20mila scadano mi pare un dato più che ragionevole.
    cmq il punot non è questo. rps ci hai portati fuori strada.
    il punto è che il miur non sta facendo il suo dovere"

    Stime medie attendibili? 70mila? Posso sapere quale e' la fonte di tale dato? Se ti riferisci ai precari della ricerca, significa considerare circa 1000 precari per ateneo (dato medio tuo, dato medio mio) e circa 58mila (!!!) precari oltre agli assegnisti.

    Scrivere di decine di migliaia per riferirsi a 20mila se non e' gonfiare e' perlomeno fuorvinante.

    Sul fatto che il MIUR non stia facendo il suo dovere non ci piove. Ma spararle grosse non aiuta ad essere credibili, anzi. Forse è una mia deformazione professionale, ma caXXo abbiamo tt un phd!

    RispondiElimina
  82. @antonio e amerikan

    una proposta che vale 1% dei costi annuali dell'INPS costa un fottio, altro che trascurabile. Il buon tremonti si vende l'intera universita' x molto meno...

    da economista confermo che i contributi per i dip. statali sono partite di giro per lo Stato.

    Amerikan: dovresti pero' considerare anche i benefici derivanti dalla maggiore spesa pubblica (il buon vecchio Kenyes...)

    Interessante notare che quando proponevo di considerare l'eta per i posti TDa fosse discriminatorio, anticostituzionale (come se i limiti di età non esstessero in diversi concorsi pubblici), mentre per gli altri i limiti di età vanno bene...

    RispondiElimina
  83. visto che alcuni me l'hanno chiesto vorrei chiarire il senso dell'opzione 3. Dare incentivi alle università per il bando di posizioni di ricercatore TD di tipo b)

    ad esempio nella distribuzione del Fondo di Finanziamento Ordinario il MIUR potrebbe prevedere una premialità per gli atenei che hanno bandito un più alto numero di RTD b)

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  84. per il sondaggio voto la 3 la 4 e la 5
    :)

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  85. Anonimo avverso al punto 5:

    La 5 non ha nessun senso e non capisco perché sostenerla. I motivi per cui uno è stato meno attivo negli ultimi anni possono essere di molti tipi, specie in questi tempi di vacche emaciate - ad esempio, uno può essersi ritrovato senza uno straccio di assegno di ricerca o simili ed essere stato costretto a fare tutt'altro lavoro per vivere, ma magari fino a pochi anni prima aveva scritto delle cose assolutamente fondamentali. Del resto anche la continuità della produzione scientifica non mi è mai sembrata un gran criterio: a volte nella vita di un ricercatore un periodo di silenzio è fisiologico e finanche igienico per poter "incubare" un nuovo lavoro, specie se ambizioso e relativo ad un ambito diverso rispetto a quello di cui si era occupato fino ad allora. A volte quelli che producono con continuità sono quelli che si sanno semplicemente riciclare col minimo sforzo e fanno ricerca come pelerebbero patate. Insomma, secondo me il valore di un ricercatore si vede dalla sua produzione NEL SUO COMPLESSO, dopotutto il nostro lavoro è produrre idee nuove e/o nuove interpretazioni di fatti già noti, e non di sfornare prodotti industriali.

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  86. @RPS
    Non ho scritto 1% dei costi annuali dell'INPS!!!!
    Ho scritto: 1% dei costi annuali delle NUOVE pensioni INPS (in quell'anno, e peraltro di quelle da dipendenti; non credo di aver considerato autonomi e invalidi).
    Ma muovere il ditino per andare a verificare voi stessi? (e magari verificare se ho fatto errori, visto che non e' il mio campo....) Ecco dove ho preso i dati:
    http://www.inps.it/portal/default.aspx?sID=%3b0%3b&lastMenu=6840&iMenu=1&iNodo=6840&p4=2

    Ma poi, anche "a naso", coi conti della serva, per esperienza o come vi pare: ma secondo voi i prof che vanno in pensione in una amministrazione, l'universita', di cui i docenti contano 60.000 dipendenti contro 3.600.000 di tutta l'amministrazione pubblica (1.6%), contro le 18.302.063 (0.3%) pensione erogate in questo momento, e quanto mai possono sbilanciare le casse INPS?????
    Anche se andassero in pensione tutti e 20000 i prof. ordinari, a malapena se ne accorgerebbero!

    Ma che scienziati siete? tutto chiacchere e IF! :)

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  87. @ultimo anonimo

    Esistono delle apposite formule, che molti avranno ritrovato nei bandi di concorso, a volte, e che recitano:
    "... attivita' svolta in 5 anni, anche non continuativi,...." dove si certificano i periodi di interruzione (malattia, aspettativa, anno sabbatico, ...)
    E poi, scusa, uno puo' anche incubare, ma in 5 anni qualcosa dovra' pur produrre! Anche solo per soddisfare la verifica triennale che viene richiesta a tutti i ricercatori universitari. E le verifiche annulai che ogni sfigato qui dentro ha prodotto al rinnovo di un contratto.

    Insomma non si puo' opporre un niet categorico con scuse facilmente aggirabili... cerchiamo piuttosto di migliorare le proposte e se non se ne esce, ci si oppone.

    Oggi mi trovate acido... sorry.

    RispondiElimina
  88. a me antonio acido piace un kasino

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  89. @ rps
    docenti a contratto sono molti di più degli assegnisti. e poi devi aggiungere i cococo

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  90. @ antonio

    sul rinnovo dei vecchi assegni garantito dalla norme transitorie non ci giurerei.

    l'art. 29 comma 2 fa riferimento ai regolamenti di cui all'art. 18, comma 1, che con gli assegni di ricerca non c'entrano.
    quelli sono i regolamenti per la chiamata dei professori di prima e seconda fascia.

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  91. per le proposte voto 1 e 2 visto che il 6 è imposibile.

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  92. @antonio
    Intanto l'ente pensionistico è l'INPDAP. Poi si ragiona per comparti. Se mandi in pensione N docenti universitari devi fare in modo che quelli attivi contribuiscano per quelli già in pensione più i nuovi N. E' teoricamente possibile prendere da altri lavoratori pubblici ma non percorribile per ragioni che puoi ben comprendere. Un PO che guadagna 5000 euro al mese (ahime ci sono) versa all'INPDAP circa 1500 euro/mese, se va in pensione (proviene dal retributivo) prenderà 4000 euro/mese. Un neo assunto a 1500 euro/mese versa all'INDPDAP 400 euro/mese, un po' pochini. Questo vuol dire che se mandi in pensione un PO forzatamente, finisci con ridurre il FFO del 90% della sua pensione e forse non basta. In questo momento è un bel casino.

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  93. Premesso veramente che nel sistema della comunicazione spararle grosse aiuta sempre e non è vero che danneggi,dai dati dell'ufficio statistica del MIUR si ricavano 50000 precari fra assegnisti e contrattisti di ogni tipo.

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  94. 16207 assegnisti, 9214 cococo, 745 borse post-doc, 643 RTD. Rilevazione 2009.

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  95. Collaboratori in attività di ricerca 2009

    di cui dottorandi Totale
    M F M F
    26032 31054 658 600 57086

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  96. i dottorandi da che mondo e mondo non sono precari.

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  97. informiamoci che è meglio...8 marzo 2011 13:53

    acido?

    ma se parla di inps e manco sa che c'è l'inpdap.

    e vogliamo aprire il discorso per i precari che un giorno diventeranno strutturati sul problema della congiunzione delle casse inps e inpdap?

    ma informiamoci prima di spararle grosse...

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  98. @ Claudio, giusto per capire, ma se un Po va in pensione un PA non diventera' nel breve PO? Cioe' la progressione di carriera mica e' testa-coda, altrimenti non mndiamo piu' in pensione nessuno ed all'IMPDAP faran soldi a palate. Poi un neoassunto a PA credo guadagni piu' di 1500 euro (cifra da RTDa o forse da nuovo assegno).
    La verita' e' che va svecchiato il corpo docente, anche sostituendo i PO ultrasessantacinquenni con dei PO freschi sui 50/55 anni.
    Poi in futuro, a trent'anni da adesso, magari si andra' in pensione tutti a 70 anni, universitari compresi. Oggi pero' c'e' oggettivamente un problema, oggi si dovrebbe intervenire.

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  99. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  100. L'importante è abolire le posizioni precarie.
    In particolare rendere a tempo indeterminato le borse di dottorato.

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  101. @ Salvo

    è importante lavorare per rendere più facile il ricongiungimento dei contributi INPDAP e INPS. Penso che APRI debba farsi carico di questa battaglia.

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  102. informiamoci che è meglio... ha detto...

    acido?

    ma se parla di inps e manco sa che c'è l'inpdap.

    e vogliamo aprire il discorso per i precari che un giorno diventeranno strutturati sul problema della congiunzione delle casse inps e inpdap?

    ma informiamoci prima di spararle grosse...

    RispondiElimina
  103. La 6. Ridateci i concorsi RTI

    RispondiElimina
  104. @salvo
    Il neo assunto seppure TD sarà il ricercatore. Il sistema dello stato stazionario che vede un flusso che scorre dalla assunzione al pensionamento prevede un regime. Se prepensioni in massa PO e PA anziani rischi solo di perdere risorse future per le assunzioni in quanto non sono immediatamente acquisibili (se lo fai mandi in tilt il sistema e per molto tempo). E' ragionevole svecchiare il sistema ma la messa ad esaurimento dei RTI ha peggiorato la situazione anzichè migliorarla. Infatti io voterei 6 senza alcun dubbio.

    @albert
    La tua cifra comprende 24191 contratti di specializzazione dei medici. Quindi i precari della ricerca sono 26809 (la somma delle cifre che avevo riportato). Almeno il 25% di questi, cioè circa 7000, devono essere assunti nei prossimi 3 anni.

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  105. Purtroppo mi rendo conto adesso che bisognava insistere di più sull'assurdità di rendere così precaria la forma di ingresso nell'università e salvare un ruolo magari riformato ma cmq a tempo indeterminato (che poi nei paesi seri c'è una verifica e uno che non fa niente se ne va)...io stesso all'inizio pensavo che il sistema degli rtd potesse portare a qualche miglioria ma temo sempre di più che gli rtd a a pioggia saranno solo un calmiere per i più bravi (magari!) o i più necessari e dopo l'ennesimo salto nel vuoto...non esistono università costituite da soli PA....a meno che questi non intendano risparmiare facendo sì che di ordinari non ce ne saranno più, i PA saranno i titolari di cattedra e il resto a saltare qua e là da un rtd a all'altro in attesa dell'"ascensione"....

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  108. @ rps

    ma tu veramente stai in Università???
    che caxxo significa "rendere a tempo indeterminato le borse di dottorato"???

    Invece bisogna rendere a TD i mangiapane a ufo RTI

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  109. [un ricercatore]8 marzo 2011 15:36

    70mila precari della ricerca nelle universita' statali italiane? Significherebbe > 1150 per ateneo! Delle due l'una: o il dato e' esagerato (e lo spero/credo) oppure forse occorre pensare a quanti di questi siano veramente utili al sistema

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  110. @ [un ricercatore]

    ma nei 70000 si continuano a considerare i dottorandi ... che sono studenti non ricercatori!

    RispondiElimina
  111. @ Claudio,

    non ho parlato di flusso stazionario ma semplicemente di considerarlo il flusso, mentre tu mi sembra che stessi considerando solo la testa-coda nel bilancio di quanto costa.
    Se consideri il flusso totale, il disgravo e molto minore per le casse INPDAP.
    Nessuno vuole il flusso stazionario, altrimenti che si interverrebbe a fare? Certo nessuno neppure vuole bloccare il sistema pensionistico (ce comunque reggerebbe bene il colpo) portando tutto subito da 70 a 65 anni ma farlo gradualmente, un anno per anno per cinque anni, di modo da non creari un nuovo gradino generazionale in futuro. Infatti la situazione di oggi e' critica anche a causa dei gradini generazionali creati dalle ope legis fina anni 70.
    Oggi si sta gia' iniziando... molti atenei non concedono le proroghe a molti PO. Basterebbe abbassare di un anno l'anno.
    Il "prepensionamento" e' una tua assurdita' devi ammetterlo, poiche' si propone di uniformare i docenti universitari a TUTTI gli altri lavoratori. Diritti e doveri uguali per tutti.
    Non mi dite la barzelletta che altrove nessuno va via a 65 anni perche' anche in UNIV. noi proponiamo 65 anni ED IL MAX CONTRIBUTIVO (e non e' un dettaglio).
    Mia madre era un primario medico, un dirigente primo livello, ed a 65 anni ha avuto la proroga biennale ed e' andata via a 67. Mio padre era un semplice medico di altra struttura, meno potente, e gli han negato anche la proroga, e' andato via a 65 anni esatti.
    E se questo accade ai medici ospedalieri, una delle lobbies piu' potenti, credo accada ovunque.

    RispondiElimina
  112. @ Giovanni

    ma i dottorandi devono essere riconosciuti come RICERCATORI!
    E per questo che bisogna riconoscere a TI le borse

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  113. maledetto TROLL8 marzo 2011 15:46

    ARGHHHHHHHHHHHHHHHHHH!

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  114. @ Inxulator e tutti

    il messaggio assurdo delle 14.59 non è mio. c'e' qualcuno che si diverte a sparare caXXate. Reendere indeterminato i dottorati...

    RispondiElimina
  115. in realtà sono io ... rps con le lettere minuscole!
    E ritengo che i dottorandi debbano diventare a TI perchè sono gli unici che lavorano in università

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  116. @ Antonio

    avevo capito male io. Ma guarda che mica si mette tutto in un calderone: INPDAP ha conti separati dall'INPS e un PO versa un bel po' di contributi (piu' dello stipendio di un assegnista...) e costera' un bel po' di pensione

    RispondiElimina
  117. TUTTI IN PENSIONE A 65 ANNI

    Salvo ha detto...

    @ Claudio,

    non ho parlato di flusso stazionario ma semplicemente di considerarlo il flusso, mentre tu mi sembra che stessi considerando solo la testa-coda nel bilancio di quanto costa.
    Se consideri il flusso totale, il disgravo e molto minore per le casse INPDAP.
    Nessuno vuole il flusso stazionario, altrimenti che si interverrebbe a fare? Certo nessuno neppure vuole bloccare il sistema pensionistico (ce comunque reggerebbe bene il colpo) portando tutto subito da 70 a 65 anni ma farlo gradualmente, un anno per anno per cinque anni, di modo da non creari un nuovo gradino generazionale in futuro. Infatti la situazione di oggi e' critica anche a causa dei gradini generazionali creati dalle ope legis fina anni 70.
    Oggi si sta gia' iniziando... molti atenei non concedono le proroghe a molti PO. Basterebbe abbassare di un anno l'anno.
    Il "prepensionamento" e' una tua assurdita' devi ammetterlo, poiche' si propone di uniformare i docenti universitari a TUTTI gli altri lavoratori. Diritti e doveri uguali per tutti.
    Non mi dite la barzelletta che altrove nessuno va via a 65 anni perche' anche in UNIV. noi proponiamo 65 anni ED IL MAX CONTRIBUTIVO (e non e' un dettaglio).
    Mia madre era un primario medico, un dirigente primo livello, ed a 65 anni ha avuto la proroga biennale ed e' andata via a 67. Mio padre era un semplice medico di altra struttura, meno potente, e gli han negato anche la proroga, e' andato via a 65 anni esatti.
    E se questo accade ai medici ospedalieri, una delle lobbies piu' potenti, credo accada ovunque.

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  118. Zon Zin Scoregin8 marzo 2011 15:55

    Io ci ho un posto fisso indeterminato in bagno.

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  119. @salvo
    Il prepensionamento è una vostra idea non mia. Per me va bene 40 anni di contribuzione il che potrebbe volere dire molto presto di nuovo 70 anni perchè di contributi gli attuali precari non ne hanno praticamente. Comunque la categoria più anziana è quella dei magistrati ai quali i PO si ispirano (diciamo così) molto.

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  120. @ Insorgere

    "docenti a contratto sono molti di più degli assegnisti. e poi devi aggiungere i cococo"

    quanti di piu'? secondo le tue stime dovrebbero essere circa 58mila (oltre agli assegnisti). A me sembra esagerato, ma se hai una fonte verificabile sono pronto a ricredermi.

    Secondo le tue stima dovremmo avere 8000 strutturati a PISA...

    PS
    Ovviamente non considero i dottorandi nel calcolo (non sono precari).
    Escluderei anche un docente a contratto che e' un libero professionista, dipendente pubblico, ecc (ossia fa anche altro nella vita)

    RispondiElimina
  121. Pensionamento a 65 anni per i magistrati!

    Tutti con i forconi davanti al Parlamento!

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  122. Pensionamento a 65 anni per i Professori!

    Tutti con le vanghe davanti a Palazzo Chigi!

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  123. Se si può ancora votare, io voterei 1 e 2 (nell'ordine)

    carlo

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  124. @ Claudio,

    la nostra idea e' 65 anni .AND. max contributivo.

    Se non hai il max contributivo, puoi stare fina a 70 anni, quindi non vedo il problema. A meno che non lo si voglia creare.
    Sinceramente pensare oggi a quale sia la situazione pensionistica dell'odierno precario tra 35/40 anni fa ridere un pochetto.

    Non non proponiamo un "pre-pensionamento" come ti ostini a riportare, non proponiamo la fine di un privilegio, che e' altra cosa. Cioe' Prof. universitari (e perche' non, magistrati) vadano in pensione come tutti i lavoratori in lavori non usuranti. Uguali regole per tutti.

    RispondiElimina
  125. @salvo
    OK con l'AND sono daccordo.

    RispondiElimina
  126. @ Salvo&Claudio

    TUTTI IN PENSIONE A 65 ANNI!

    Quello che proponete voi significa:
    io sono ancora precario a 40anni ... quindi una voltà che avrò un pò di potere non volete farmelo gestire fino a quando schiatto?!?!?!

    FUORI I BARONI IMPRODUTTIVI, tutti in pensione a 65 anni.

    RispondiElimina
  127. rivogliamo i posti a TI

    RispondiElimina
  128. @ Giacobbe

    forse non e' chiaro a tutti, ma anche se uno e' precario versa contributi (pochi, ma li versa). Anzi i cotnributi si versano gia' dal I anno di dottorato. Quindi dire in pensione a 65, con 40 anni di contributi significa dire: cari precari, avrete una pensione da fame.

    A meno che, una volta strutturato, dire: eh no, tutti in pensione a 70-75 anni di nuovo!

    RispondiElimina
  129. Io direi 1 e 6, ma soprattutto 6

    RispondiElimina
  130. Giacobbe (ricercatore precario che lavora)8 marzo 2011 18:02

    @ RPS

    e questo vuol dire che è facile fare la morale sulla pelle degli altri, quando poi la si vuole fare sulla vostra ...
    ma andate a lavorare!

    RispondiElimina
  131. ma qualcuno si aspetta ancora qualcosa da nap?

    RispondiElimina
  132. in ogni caso parlare di "licenziamento" dei precari è fuorviante.
    I precari sono precari, solo i migliori potranno andare avanti, quelli peggiori che non lavorano andranno semplicemente a fare altro

    RispondiElimina
  133. I dottorandi in quel dato sono 1258, per cui restano 55000 e passa precari, levando anche gli specializzandi passiamo a 31000, cui vanno aggiunti i contratti su fondi esterni non censiti dal MIUR che sono la maggior parte dei co.co.co. Direi che il totale è come minimo da 40000 in su, molto probabilmente sui 50000.

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  134. @ Giacobbe

    ???? chi sarebbero gli altri?

    RispondiElimina
  135. @giacobbe
    ci sono 8000 professori e più con più di 65 anni. Se li pensioni tutti insieme Tremonti non ti lascia il budget ma si tiene quello delle loro pensioni (6000 posti circa). Morale 2000 posti oggi e zero per i prossimi 5 anni. Bella fregatura. E' meglio premere per avere 2000 posti l'anno e non indurre a comportamenti pericolosi. OK per la legge del 105 (anni+contributi).

    @albert
    Quando interroghi il MIUR seleziona il riepilogo per categorie e non duplicare i cococo come stai facendo.
    Contratti di prestazione autonoma per programmi di ricerca=9214

    RispondiElimina
  136. @ RPS

    non fare finta di non capire ... TROLL che non sei altro!

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  137. @ insorgere

    Il forum RTI-apristi è sconsolatamente vuoto dalla sua apertura (20 giorni fa ...), forse qualcuno dovrà ammettere che avevo (e che ho) ragione sui RTI.

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  138. @ inxulator

    è un esperimento. ci vorrà del tempo

    RispondiElimina
  139. @ Claudio, finalmente ci capiamo :)

    @ RPS,
    i precari versano contributi in gestione separata. Se non metti la quota parte, essi non corrispondono al totale del periodo contributivo. Tuttavia contano se e solo se prendi un posto da lavoratore dipendente. Nel qual caso qualora arrivassi a 65 anni ed il massimo contributivo (grazie agli anni di gestione separata) non prenderesti una pensione "da fame" ma collegata all'ultimo tuo tipendio, alla tua classe stipendiale al momento della pensione.
    Una pensione "da fame" la prendi se resti precario a vita, specie se assegnista a vita (cioe' lavoratore non dipendente con contributi in gestione separata. Altrimenti i lavoratori, universitari compresi, non farebbero a gara a riscattarsi perfino la laurea se cio' non comportasse un vantaggio, cioe' il piu' rapido raggiungimento del max anni contributivi.

    RispondiElimina
  140. risultati finali del test:

    votanti n. 41

    1. 12 voti
    2. 12 voti
    3. 15 voti
    4. 20 voti
    5. 16 voti
    6. 6 voti

    il pensionamento a 65 dei prof. è la proposta più votata

    secondo posto per le pubblicazioni degli ultimi 5 anni per l'abilitazione

    terzo posto per gli incentivi per bandire RTD b)

    RispondiElimina
  141. Ottimo risultato Untenured, ma sappaimo quanta resistenza incontri la proposta 4.

    Intanto per coloro che sono indipenti e volessero uscire dall'Italia (o rimanerci fuori) segnalo questo bando da 'independnet fellow':
    http://www.via-academy.org/JobOffers.aspx

    RispondiElimina
  142. un mio commento, dal punto di vista delle future campagne:

    il punto 1. può accomunare precari e RTI, entrambi interessati in un ringiovanimento degli organici

    il punto 2. accomuna i ricercatori più attivi scientificamente, che hanno interesse nel merito come criterio di carriera, sia precari sia RTI

    il punto 3. riguarda i precari che oggi hanno i titoli per essere strutturati

    RispondiElimina
  143. Magari sono fuori tempo massimo ma io aggiungerei una proposta: incentivi a chi assume esterni.

    Perchè ritengo falsa l'affermazione: "tutti i concorsi vinti da un interno sono truccati"; ma è quasi certamente vera la seguente: "tutti i concorsi truccati sono vinti da un interno".

    RispondiElimina
  144. Visto che citavo la maggiore produttività dei giovani a sostegno del pensionamento a 65 anni questo calza a pennello:

    http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/La_carriera_accademica_in_Italia_(e_Francia)%3A_il_caso_dei__fisici#body

    RispondiElimina
  145. In quese settimane molti dottorandi conseguono il loro agognato titolo (nel mio ateneo il dottorato segue l'anno solare). Nessuno di loro potrà avere l'assegno di ricerca. Non è un tantino scandaloso e non sarebbe il caso di parlarne?

    RispondiElimina
  146. credo che l'ADI se ne stia occupando..

    RispondiElimina
  147. INXULATOR (stanco di essere inxulato dai RTI)9 marzo 2011 13:27

    @ insorgere

    "quanto" tempo? se non basta un mese dobbiamo aspettare un anno? un decennio?
    certo che sul lungo periodo la questione dei precari si risolve da sola e nella maniera più semplice.
    Quando capiremo chi sono gli amici e chi i NEMICI da combattere con tutte le nostre forze?

    Me la prendo tanto con i RTI per un motivo pratico:
    - i RTI sono quelli con i quali sarai in competizione per le posizioni di PA;
    - nel passato, anche se insorgere e Ugo avevano la stessa qualificazione, se Ugo era un RTI allora era avvantaggiato rispetto a insorgere per una posizione di PA perchè "costava" di meno;
    - questa barbarie NON è stata abolita;
    - molti(ssimi) RTI sono dei fannulloni improduttivi.
    ... ti basta o devi essere inxulato ancora un pò per reagire?

    RispondiElimina
  148. PS certo che PA e PO non sono da meno, ma almeno per ora NON sono i tuoi diretti concorrenti, quelli che stanno mangiando il tuo pranzo ...

    RispondiElimina
  149. @ Michele

    esistono svariati controesempi a "tutti i concorsi truccati sono vinti da un interno", le ramificazioni delle lobby potenti molto spesso travalicano i confini dei dipartimenti e degli atenei.

    RispondiElimina
  150. @ Precariamente

    beh si hai ragione, non intendevo formulare un teorema. Per esempio succede che i baroni piazzino i loro protetti nelle "sedi periferiche", che magari sono atenei giovani o medio piccoli. In un certo senso anche qui il vincitore è un interno.
    Certo che in questo modo i baroni veramente potenti possono aggirare anche norme sugli interni vs esterni. Purtroppo l'unica soluzione contro i baroni è l'abbattimento. Del barone si intende:)

    RispondiElimina
  151. @ insorgere

    ancora, guardati quello che diceva ieri Claudio alle 18:22.
    Un pensionamento di massa degli attuali PO e PA ultra65enni produrrebbe semplicemente una promozione di massa degli attuali RTI ...

    RispondiElimina
  152. @ Salvo

    "... contano se e solo se prendi un posto da lavoratore dipendente. Nel qual caso qualora arrivassi a 65 anni ed il massimo contributivo (grazie agli anni di gestione separata) non prenderesti una pensione "da fame" ma collegata all'ultimo tuo tipendio, alla tua classe stipendiale al momento della pensione. "

    Attenzione questo vale solo per chi e' nel vecchio regime, chi e' nel regime contributivo (in media tutti quelli che hanno meno di 40-45 anni) il collegamento al tuo ultimo stipendio NON vale. Quindi per chi e' precario ora NON vale!

    Vale la sommatoria (con indicizzazione, ecc) dei contributi effettuati nei 40 anni.

    Quindi chi si e' si e' fatto tanti anni di precariato (a cui sono da ggiungere i 3 anni di dottorato) si ritrova - sui 40 anni - oltre 10-12 o piu' con contributi minimi, ergo stipendio da fame se poi lo fai lavorare solo altri 28 anni.

    Prendila come battuta: caXXo voi scienziati di laboratorio di realta' economica capite un cippa :-) (non che io capisca molto di scienza della vita, anche se sono vivo :-) )

    RispondiElimina
  153. @ InXulator

    strano a dirsi :-), ma sull'ultima affermazione hai ragione. Da quello che ho potuto vedere io nella mia realta', gli unici che hanno difeso i precari sono stati alcuni PO e PA, contro la richiesta esplicita (o implicita) di ope legis degli RTI

    RispondiElimina
  154. @ RPS

    grazie per la segnalazione, questa cosa non la sapevo.
    Comunque non tocca gli odierni 65-enni e la proposta 4 resta valida.
    Iniziera' a preoccupare invece tra 25 anni quando gli odierni 40-enni raggiungeranno i 70 anni. Sono pronto pero' a scommettere che per quella datta si andra' tutti (i lavoratori "non usuranti") a 70 anni o giu' di li'.

    RispondiElimina
  155. intendevo "reggiungeranno i 65 anni"

    RispondiElimina
  156. @ Michele

    prenderei i risultati di quello studio con le pinze.

    premesso che ho sotto mano solo il WP su NBER (sono fuori sede, non ho accesso a quella rivista). Farei notare (da loro nota metodologica) che:

    - sono state escluse dallo studio riviste generaliste (Science, Nature). Non sono un fisico, ma credo che pubblicare su Science non sia male...(corregetemi se sbaglio!)
    - hanno escluso dalla lista gli studiosi troppo 'produttivi' e quelli non produttivi (ed io vorrei vedere le "code", dato che e' di quelli che stiamo parlando)

    RispondiElimina
  157. @ Salvo

    saro' franco (anche perche' siamo entrambi due "ragazzini" a detta di alcuni di quelli che scrivono qui): quello che hai appena detto e' una combinazione fra miopia e opportunismo.

    Se > 65 si diventa meno produttivi, allora lo diventeremo anche noi. Quindi, troveremo una generazione dopo la nostra di vorra' prenderci a calci nel culo (e ci ritroveremo con una pensione da fame)

    Se > 65 si diventa meno produttivi, allora vale sempre, per quelli che ci sono oggi e per chi sara' in futuro. Altrimenti, come ho scritto in altro post, viene fuori che si perseguono gli interessi miopi di "corporazione" e non quelli meritocratici per il sistema

    RispondiElimina
  158. @ RPS

    l'esclusione di alcune riviste non dovrebbe introdurre alcun bias, a meno che quelle riviste pubblichino esclusivamente articoli di anziani :)

    Se si tenesse conto delle code l'effetto sarebbe probabilmente ancora più marcato. Se è vera l'ipotesi che i giovani sono più produttivi, eliminando gli iperproduttivi sottostimi il contributo dei giovani, mentre eliminando gli inattivi sovrastimi il contributo dei vecchi.

    Comunque ho fatto l'esame di statistica troppo tempo fa per impelagarmi seriamente in una discussione. La spiegazione che hai dato su contributivo vs retributivo è perfetta. Certo che se mi fanno PO subito posso permettermi una pensione integrativa :)

    RispondiElimina
  159. (ENNESIMA) PRESA PER IL CULO

    Voci sempre più insistenti secondo cui la prima abilitazione partirebbe sì a ottobre...ma del 12. Con esse collima la testimonianza, da me raccolta, di un membro del CUN secondo la quale la pasionaria del delinquente non ha ancora nemmeno chiesto formalmente al CUN stesso di iniziare (dico di iniziare) il lavoro di produzione del decreto attuativo coi requisiti minimi per le 14 aree.
    Se qualcuno ha notizie sulla penosa questione, gentilmente le comunichi.
    Se APRI può protestare contro questa nuova presa per il culo e contribuire a tentare di stornarla, gentilmente lo faccia.

    RispondiElimina
  160. [UnRicercatore]

    @RPS, Salvo

    Veramente avevo solo dato del "ragazzo" al Brookhaven Boy (cosa da lui giustificata a posteriori col righello penico...)
    A integrarne le neonate nozioni pensionistiche, segnalo che oggi il riscatto della laurea è anch'esso contributivo cioè costa decine di migliaia di euro.

    Quanto agli "esterni": voi giovinetti non sapete che al tempo della 382 le sedi c.d. minori servivano apposta al parcheggio (temporaneo o definitivo nei casi sfortunati) dei nuovi associati. Vale ancora per giurisprudenza, ad esempio.

    Non dubito che lo schema tornerà in auge ora che la meritocrazia impera

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  161. La CRUI non è una Associazione privata dei Rettori, uti singuli, come sentiamo dire qualche volta, e come parrebbe dal nome...

    http://cronaca.anvur.it/2011/03/la-conferenza-dei-rettori-non-e-la.html

    RispondiElimina
  162. @ ugo

    quel che dici è coerente con quel che so anche io.
    noi proveremo a protestare, anche se va detto che sta cosa ai giornalisti non interessa molto. peraltro a me pare più urgente sollevare il tema del bloco di assegni, rtd ecc ecc

    RispondiElimina
  163. @ insorgere

    Riguardo al blocco dei concorsi per RTD, il punto è che, per le informazioni che ho, molte se non tutte le sedi fanno le furbette asserendo (ciò che naturalmente è clamorosamente falso) che non può nemmeno partire il lavoro di scrittura dei relativi regolamenti (si noti, un lavoro che si può tranquillamente iniziare un lunedì e finire già venerdì) prima che sia terminato o perlomeno molto inoltrato il lavoro di riscrittura degli statuti (per cui praticamente tutte le sedi chiederanno la proroga e che quindi durerà 9 mesi). Faranno anche le furbette perché il delinquente le ha lasciate in mutande o completamente nude, e soprattutto per gli RTDb dei soldi occorrono, ma comunque la morale è: 90% di probabilità che l'intero 11 trascorra senza niente di niente, né abilitazione e nemmeno concorsi a precario. E anche un ritardato capisce che da sempre la fermissima volontà del delinquente e della sua pasionaria, e ancor più di giulio, era che proprio a questo si arrivasse

    RispondiElimina
  164. @ RPS,

    Non ho mai inteso sostenere il paragone sugli ultrasessantacinquenni in termini di produttivita'. Anche perche' la qualita' (nel senso del tipicum) di essa varia con l'anzianita'. Io sono stato sempre per la valorizzazione dell'anzianita' in modo corretto, cioe' valorizzandone in bagaglio d'esperienza ad essa (spesso) collegato. Questo avra' indotto l'amico "un ricercatore" a vedere una mia "correzione col righello", credo.
    Non e' importante a mio avviso che l'ultra 65-enni stia sul campo (qualunque cosa questo "campo" sia) ma che dirigga bene un gruppo, che consigli, te tenga i contatti, si batta per i fondi, corregga, segua, formi etc... d'altronde le guerre coi soli fanti di prima linea le si perde, ci vogliono anche i bravi (sottolineo bravi) generali nel bunker.

    Il problema oggi e' che in Italia:

    1) Tutti vanno in pensione a 65 anni e max contributivo (eccetto PO, PA e magistrati).

    2) In Universita' si e' creato un tappo dovuto ad una "ondata generazionale" in ingresso a fine anni 70 inizio 80 nello spazio di pochi anni.

    3) Gra parte dei 65-enni Prof. in Italia e solo in Italia hanno smesso di leggere e scrivere da un pezzo. Perche' appartengono alla famosa cadegoria degli opelegizzati, epoca in cui e' entrato dentro di tutto.


    Il problema e' ora rimuovere questo tappo e rimuovere un assurdo privilegio pensionistico. In futuro poi tutto si potra' muovere omogeneametne e se nel 2040 ormai un 65 sara' abbastanza in forze e la vita molto allungata sara' naturale, PER TUTTI, andar in pensione a 67-70 anni con max contributivo.
    La cosa lo ammetto puo' essere opportunistica, ma di questo parliamo, cioe' di dare una opportunita' a noi stessi. Noi pero', al contrario dei nostri coetanei del 1980:

    1) Non entreremo per ope-legis
    2) Risponderemo della nostra produzione
    3) Arriveremo a 65 anni con un problema contributivo che in Prof. 65-enni di oggi non hanno
    4) non entreremo con una ondata generazionale quindi non vi sara' un tappo dopo di noi e non ha neppure senso parlare di "generazioni"
    5) Non vogliamo tirare un calcio agli attuali 65-enni anzi non arrecheremmo loro nessun danno, hanno gia' il max contributivo (se non lo hanno posson rimanere), potrebbero se produttivi continuare a collaborare da Prof. Emeriti, seguendo i loro progetti, consigliando, andando a conferenze col marchio dell'Istituto etc... ed avendo anche conrsi a contratto se il caso. Si chiede loro di non gravare sul FFO (cosa che a loro non costa nulla) e di lasciare le posizioni di potere magari seguendo il nuovo coordinatore, Direttore, etc... con ruolo consultivo (cosa che forse a loro costa).

    RispondiElimina
  165. Segnalo a tutti l'articolo di Sara Rossi su "Università,studenti: focus su statuti Atenei,manifestazione 12/3"

    http://it.notizie.yahoo.com/4/20110309/tts-oittp-movimento-studenti-piazza-ca02f96.html

    NOTO DALL'ARTICOLO CHE OCCORRONO 6 MESI PER RISCRIVERE GLI STATUTI.... MAMMA MIA COME SIAMO MESSI MALE... SOLO BUROCRAZIA SE VA BENE QUESTA RIFORMA AVRA' QUALCHE PSEUDO EFFETTO NEL 2013... !

    RispondiElimina
  166. Scusate, ma perché linkate il sito della mailing list come se fosse il blog del cpu, che invece è questo:
    http://coordinamentoprecariuniversita.wordpress.com/
    ????

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  167. @ albert
    hai ragione. quando ho messo il link ero rincoglionito.
    provvedo a sistemare

    RispondiElimina
  168. Ho letto l'articolo di Pansa di oggi su Libero e ho vomitato.

    RispondiElimina
  169. Non gli si puo' dire qualcosa a questo uomo evidentemente affetto da ritardo senile?

    RispondiElimina
  170. Pansa è un deficiente, ma non mi sembra il caso di chiamare in causa la "demenza senile"

    RispondiElimina
  171. anzi il "ritardo senile".. che brutto linguaggio,

    RispondiElimina
  172. Ugo (coll'iniziale maiuscola)10 marzo 2011 11:33

    @ bartlindon

    Ma che cosa ti aspetti da uno che scrive su quel quotidiano cui non ricordo più quale ricercatore universitario applicò qualche mese fa la strepitosa e perfetta definizione di "fecale"?

    RispondiElimina
  173. @ugo
    @insorgere
    ma il miur non ha bisogno del CUN per fare i decreti..o si?
    potrebbe farli sulla base dei documenti gia pubblicati del cun di cui già si è parlato.

    RispondiElimina
  174. @ eurodisney

    Il decreto attuativo coi settori concorsuali (192) è pronto, il CUN lo ha di fatto prodotto a novembre 09. Quello coi requisiti minimi il MIUR potrebbe benissimo produrlo lunedì prendendo di peso il documento prodotto dal CUN a gennaio 09 e aggiornato poi a settembre di quello stesso anno. Ma naturalmente non ne ha la più pallida intenzione perché significherebbe far partire regolarmente e seriamente la prima abilitazione a ottobre di quest'anno come la pasionaria del delinquente ha sempre detto o almeno lascioato nettamente intendere che sarebbe avvenuto; ma che scherziamo, pretendi che per una volta non abbia mentito? Quindi il MIUR chiederà al CUN di dare una controllata a quel documento di due anni fa, e la bella notizia è che non gliel'ha ancora chiesto e chissà quando si deciderà a farlo.
    C'è però un particolare su cui riflettevo stamattina. Il regolamento dell'abilitazione, già approvato a un cdm, fa capire chiaramente che i tempi "in prima applicazione" possono essere diversi da quelli che prevederanno tassativamente, dalla seconda tornata in poi, l'avvio del macchinone a ottobre. Io nella mia patetica ingenuità avevo pensato che si trattasse della traccia di un'intenzione di far partire il macchinone, limitatamente alla prima volta, qualche mese prima di ottobre (ottobre 11, ovviamente). Invece, ora che appare probabile che a ottobre 11 non partirà nulla, può restare da sperare che si tratti di un escamotage che consenta di far partire la prima abilitazione qualche mese dopo ottobre 11, ovvero che, per intenderci, la prima abilitazione parta, chessò, a gennaio 12 e la seconda a ottobre 12, e poi ovviamente tutte le seguenti via via nei mesi di ottobre. Resta da sperare questo, perché, se non sarà così, direi che resta solo lo schifoso scenario per cui fino a ottobre 12 ci si starà a grattare

    RispondiElimina
  175. @ugo

    puoi mandarmi il link al testo approvato dal cdm?
    oppure copialo qui se è breve.
    grazie

    per quanto riguarda il fatto che la gelmini ancora non ha chiesto al cun di rivedere il testo lo sai da un tuo contatto all'interno del cun, ma riguardo al fatto che intenda richiedere un parere lo dici tu (e come darti torto?) oppure è una informazione sempre proveniente dal contatto CUN?

    RispondiElimina
  176. @ eurodisney

    Ecco il link al regolamento
    http://www.ricercatoriprecari.it/docs/schema_reg_abilitazione_20genn_bis.pdf

    La mia fonte è un membro del CUN che mi dice che considerano certo che il MIUR richiederà loro un lavoro di controllo ed eventuale ritocco del documento di gennaio 09 aggiornato a settembre 09 (e d'altronde, essendo il vero intento della ministra tirare alle calende greche, figuriamoci se non lo farà), e che tale richiesta non è ancora pervenuta al CUN. Poi un alto funzionario del MIUR mi ha assicurato che tale lavoro di controllo ed eventuale ritocco eseguito dal CUN diventerà alla lettera il decreto attuativo sui requisiti minimi, che, insieme al regolamento e al decreto attuativo coi settori concorsuali, è la precondizione del lancio della prima abilitazione

    RispondiElimina
  177. ho cercato anch'io di "contattare un contatto" CUN (per interposta persona).
    da questa fonte la risposta e' stata: "non e' certo" che partano ad ottobre 2011, decreti attuativi "in bozza", tempi per l'emanazione "incerti".

    certezza che _non_ partano ad ottobre 2011 non mi pare ci sia ancora.

    RispondiElimina
  178. le abilitazioni del 2011, se ci saranno, saranno riservate ESCLUSIVAMENTE ai RTI

    RispondiElimina
  179. @RPS
    e perche saranno riservate solo ai RTI?

    RispondiElimina
  180. @ eurodisney

    Quella di RPS è, non può che essere, deve essere UNA BARZELLETTA. Se tale non si rivelerà, non risponderò più delle mie reazioni

    RispondiElimina
  181. "le abilitazioni del 2011, se ci saranno, saranno riservate ESCLUSIVAMENTE ai RTI"

    questa non e' una mia affermazione. Ma di un troll che si diverte ad utilizzare il mio nick per fare confusione.

    A me risulta (fonte PO 'vicino' a rettore) che le abilitazioni 2011 saranno aperte a tutti, e che tutto dipendera' dalla commissione.
    Rimane aperto il dubbio se ci sia la vlonta politica di avere una commissione per ottobre 2011, o far slittare al 2012. Si pcrevedere che se si inizia nell'ottobre 2011, i risultati dovrebbe aversi per aprile-giugno 2012.

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  182. @ Salvo


    condivido al 100% con te quanto detto sul ruolo dei PO 'anziani'. A patto che siano bravi concordo. un cattivo generale non serve, ma anche un cattivo fante puo' essere sacrificato.

    Io cercherei criteri di merito per decidere chi deve andare via prima o dopo. Se uno e' coordinatore di un progetto importante ($$$) non lo puoi andare via e dirgli: fai il consulente.

    Un bravo generale e' normale che faccia fatica ad accettare il ruolo di consulente, specie se questo significa: niente accesso ai laboratori, niente accesso ai fondi di ricerca, niente gestione HR, ecc.

    Strategicamente a noi - precari meritevoli - conviene supportare i PO bravi, perche' sono meglio di un RTI e non sono ns concorrenti, nazi sono quelli che vorranno contribuire a far 'salire' gente brava . Ho letto mail in ML di ateneo di PO Highly cited ISI (and you know what I mean...) incaXXati dalla mancanza di 'rispetto' di gente che ha un H tanto piccolo se non pari a 0.

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  183. @ RPS

    BRAVO! Hai centrato la questione.
    Noi precari dobbiamo stare con i PO bravi contro la marmaglia RTI senza virtù e senza rispetto.
    Non ci credo alla favoletta del RTI ultracinquantenne bravo ma sempre trombato ... almeno chi è riuscito a diventare PO qualche virtù la ha espressa, magari solo politica ma la ha espressa.

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  184. @ RPS

    Se il mese entro cui presentare domanda, titoli e pubblicazioni partirà a ottobre 11, la lista degli abilitati DOVRA' (la legge e il regolamento lo impongono) essere compilata e pubblicata ad aprile 12. Comunque torno a dire che non sottovaluterei l'ipotesi che la prima abilitazione parta in un mese successivo ad ottobre 11 e intermedio fra ottobre 11 e ottobre 12 (magari uno dei primi del 12); il regolamento, facendo un'eccezione per "la prima applicazione", lo consente

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