giovedì 10 marzo 2011

TUTTI IN PIAZZA



Riproduco il testo di un appello di giovani precari di diverse categorie che - finalmente uniti - rivendicano i diritti di una generazione troppo a lungo costretta in una condizione di minorità, povertà e debolezza.

COSA NE PENSATE?




IL NOSTRO TEMPO E' ADESSO. LA VITA NON ASPETTA


Non c'è più tempo per l'attesa. E' il tempo per la nostra generazione di prendere spazi e alzare la voce. Per dire che questo paese non ci somiglia, ma non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarlo. Soprattutto nelle mani di chi lo umilia quotidianamente.
Siamo la grande risorsa di questo paese. Eppure questopaese ci tiene ai margini. Senza di noi decine di migliaia di imprese ed enti pubblici, università e studi professionali non saprebbero più a chi chiedere braccia e cervello e su chi scaricare i costi della crisi. Così il nostro paese ci spreme e ci spreca allo stesso tempo.
Siamo una generazione precaria: senza lavoro, sottopagati o costretti al lavoro invisibile e gratuito, condannati a una lunghissima dipendenza dai genitori. La precarietà per noi si fa vita, assenza quotidiana di diritti: dal diritto allo studio al diritto alla casa, dal reddito alla salute, alla possibilità di realizzare la propria felicità affettiva. Soprattutto per le giovani donne, su cui pesa il ricatto di una contrapposizione tra lavoro e vita.
Non siamo più disposti a vivere in un paese così profondamente ingiusto. Lo spettacolo delle nostre vite inutilmente faticose, delle aspettative tradite, delle fughe all'estero per cercare opportunità e garanzie che in Italia non esistono, non è più tollerabile. Come non sono più tollerabili i privilegi e le disuguaglianze che rendono impossibile la liberazione delle tante potenzialità represse.
Non è più tempo solo di resistere, ma di passare all'azione, un'azione comune, perché ormai si è infranta l'illusione della salvezza individuale. Per raccontare chi siamo e non essere raccontati, per vivere e non sopravvivere, per stare insieme e non da soli.
Vogliamo tutto un altro paese. Non più schiavo di rendite, raccomandazioni e clientele. Pretendiamo un paese che permetta a tutti di studiare, di lavorare, di inventare. Che investa sulla ricerca, che valorizzi i nostri talenti e la nostra motivazione, che sostenga economicamente chi perde il lavoro, chi lo cerca e chi non lo trova, chi vuole scommettere su idee nuove e ambiziose, chi vuole formarsi in autonomia. Vogliamo un paese che entri davvero in Europa.
Siamo stanchi di questa vita insostenibile, ma scegliamo di restare. Questo grido è un appello a tutti a scendere in piazza: a chi ha lavori precari o sottopagati, a chi non riesce a pagare l'affitto, a chi è stanco di chiedere soldi ai genitori, a chi chiede un mutuo e non glielo danno, a chi il lavoro non lo trova e a chi passa da uno stage all'altro, alle studentesse e agli studenti che hanno scosso l'Italia, a chi studia e a chi non lo può fare, a tutti coloro che la precarietà non la vivono in prima persona e a quelli che la "pagano" ai loro figli. Lo chiediamo a tutti quelli che hanno intenzione di riprendersi questo tempo, di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro, e che hanno intenzione di farlo adesso. Tutti in piazza il 9 Aprile.
I promotori
Salvo Barrano, archeologo freelance, Associazione nazionale archeologi
Eleonora Voltolina, giornalista, Repubblica degli Stagisti
Pierpaolo Pirisi, portuale interinale, rete precari portuali di Civitavecchia
Luca Schiaffino, ricercatore precario, Coordinamento precari università
Ilaria Lani, sindacalista, Giovani NON+ disposti a tutto-Cgil
Marco Palladino, imprenditore, fondatore del progetto Mashape
Alessandro Pillitu, avvocato a p. iva, Associazione praticanti 6° piano
Claudia Cucchiarato, giornalista, autrice del libro "Vivo altrove"
Raffaella Ferrè, scrittrice, Coordinamento giornalisti precari Campania
Ilaria Di Stefano, operatrice precaria dello spettacolo, Duncan 3.0
Francesco Vitucci, assegnista di ricerca, ADI Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani
Teresa Di Martino, giornalista precaria, Diversamente occupate
Imane Samia Oursana, redattrice precaria, associazione Going to Europe
Francesco Brugnone, operatore call center, 4U di Palermo



147 commenti:

  1. E intanto chi ha il posto a TI scrive:

    <<[Un Ricercatore]

    Si, ma avalla le allucinanti posizioni di quanti vomitano fango sui Ricercatori. Questo è inammissibile e qualifica APRI come una organizzazione pro-Gelmini e pro-Baroni.
    Ma come si fa a non censurare qualcuno che dice:

    "sostanzialmente, concordo sull'idea della "saldatura" con PO (e forse ancora di più PA, che devono ancora fare molta carriera) bravi. Qua gli RTI mi guardano tutti molto, molto storto.
    claudietto "

    ma non penso che i RTI abbiano mediamente da temere dai cosiddetti precari, si tratta di figure normalmente con capacità ed esperienze ben diverse, che impropriamente il governo vuole mettere a confronto e in concorrenza.
    Mediamente i cosiddetti precari non hanno chance in un concorso per PA e dovrebbero poter concorrere per posizioni solo di Ricercatore (oggi TD purtroppo). I concorsi per PA non sono stati (secondo me erroneamente) riservati ai Ricercatori, ma senza dubbio saranno vinti al 99% da Ricercatori. Non per questioni di "pastetta" come qui si vuol far credere, ma semplicemente perchè sono più bravi. >>

    che contrasto!
    Si ragiona in due maniere completamente diverse

    RispondiElimina
  2. @ anonimo
    datti un nick!
    tra un po' cancellerò tutti i commenti anonimi

    RispondiElimina
  3. @ [Un Ricercatore]

    Non ho capito di quali concorsi da PA parli. Quelli fatti in passato o delle future chiamate dirette degli abilitati? Oppure ci sono concorsi in itinere non ancora espletati?

    RispondiElimina
  4. @ Un Ricercatore

    Ribadisco la mia posizione. Non ho paura di NESSUNO degli RTI del mio settore nella mia Università. Personalmente, in passato ho già operato nella direzione indicata nel mio post precedente, ed auspico che coloro che si trovano nelle mie medesime condizioni facciano lo stesso. Non sono così cattolico da "amare" chi mi "odia", eppure non voglio rimanere isolato nella mia professione. Ti sembra così innaturale?

    claudietto

    RispondiElimina
  5. a proposito dell'appello per il 9 aprile.

    Sarebbe il caso di fare proposte concrete di lotta comune - penso in particolare alla richiesta di un reddito di cittadinanza che sottragga dal ricatto della precarietà - altrimenti rischiano di sembrare operazioni fini a se stesse.

    RispondiElimina
  6. [UnRicercatore]

    Non sono [Un Ricercatore]; ma in ogni caso, la "saldatura con i PO" è GROTTESCA.
    Agli highly revered PO cari a RPS rode molto che in consiglio di Dip., area e facoltà uomini e donne di 40 anni esprimano con le dichiarazioni e il voto le proprie opinioni.
    E questo capita(va) ogni giorno di più man mano che i loro sodali (non tutti highly revered, ma sicuramente tutti PO) spariscono progressivamente nelle nebbie della pensione.
    Il potere assoluto dei grandi ordinari sta(va) ineluttabilmente sparendo.
    E allora, questa riforma da voi fiancheggiata in che direzione va?

    E se i concorsi non si bandiscono, come tra il 2003 e il 2008, è molto facile, come ho già scritto, arrivare ricercatori a 40 anni senza ce ci sia nulla di cui vergognarsi.

    RispondiElimina
  7. Le organizzazioni ed associazioni sindacali dell'Università esprimono un punto di vista unitario sui nuovi Statuti di Ateneo

    http://www.flcgil.it/universita/le-organizzazioni-ed-associazioni-sindacali-dell-universita-esprimono-un-punto-di-vista-unitario-sui-nuovi-statuti-di-ateneo.flc

    RispondiElimina
  8. @ un ricercatore
    non abbiamo fiancheggiato nulla. noi volevamo una riforma diversa.
    ciò detto è solo un bene che il vecchio potere baronale sia in crisi

    RispondiElimina
  9. concordo con untenured: oltre all'allarme sulla condizione precaria ci vogliono proposte. quella del salario minimo garantito mi pare una delle possibili proposte e andrebbe discussa

    RispondiElimina
  10. [UnRicercatore]

    @insorgere

    da te mi aspetto uno standard ben più alto..
    Voi siete stati a fianco della Gelmini per lunghissima pezza, e di fatto siete stati la testa di ponte mediatica della c.d. riforma.

    RispondiElimina
  11. [UnRicercatore]

    Ma non volevo polemizzare con te, beninteso.
    E' quella saldatura con i PO che mi ha urtato..

    RispondiElimina
  12. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  13. @ [UnRicercatore]

    "Non sono [Un Ricercatore]; ma in ogni caso, la "saldatura con i PO" è GROTTESCA.
    Agli highly revered PO cari a RPS rode molto che in consiglio di Dip., area e facoltà uomini e donne di 40 anni esprimano con le dichiarazioni e il voto le proprie opinioni."

    A me sono "cari" solo i PO (ed i PA, forse anche di piu') highly cited...

    Da noi gli alcuni RTI leader del 'movimento' contro i baroni sono quelli con H index = 0 e poche o nessuna pubblicazione negli ultimi 3-5 anni. Tutta gente che sperava di fare carriera facendo casino non facendo ricerca

    Detto questo ci sono anche RTI meritevoli e precari che non lo sono, ci mancherebbe.

    RispondiElimina
  14. [precario estero]

    Salve a tutti. Scusate la domanda off-topic.

    Qualcuno saprebbe dirmi dove posso trovare le tabelle di corrispondenza definite dal ministero per posizioni da ricercatore-professore Italia/estero?

    RispondiElimina
  15. [UnRicercatore]

    Caro RPS, si vede che tu non fai vita di dipartimento. Se no ti renderesti conto che aver h-index altissimi non impedisce assolutamente di tenere bordone ai peggiori arnesi della vecchia guardia e di imporre così una cappa pestilenziale a interi corsi di laurea -pur avendo un proprio gruppo di ricerca efficiente e blasonato, nota bene.

    Essere highly cited non impedisce affatto di essere una testa di c@##0, e di esserne il miglior alleato e alibi.

    Tra l'altro proprio i tuoi eroi hanno giocato alla moltiplicazione degli ordinari durante la corsa all'oro del 1998-2002.
    E così ci troviamo con gente entrata PO a 35 anni perchè qualcuno doveva mostrare di essere più figo di altri, che invece avevano messo in cattedra il loro allievo a 36.

    Tutta gente ottima beninteso: ma questo giochino ci ha portati fin qui. Incidentalmente, la creazione di "esigenze didattiche" coincidenti con certi -narrow indeed- fields of research ha creato ulteriori problemi e distorsioni didattiche, ormai irrecuperabili... ma sto divagando.

    RispondiElimina
  16. [UnRicercatore]

    A proposito: molti di quei che "fecero casino", tengono corsi con centinaia di allievi e hanno oneri didattici largamente superiori a molti PO.

    Cosa che bisognerebbe provare in prima persona..

    RispondiElimina
  17. @ un ricercatore

    non sai di cosa parli oppure sei in malafede.
    dire che apri è stata la "testa di ponte mediatica della riforma" è falso e per di più imbecille. ma ti pare che con i vari della loggia e company avevano bisogno di apri?

    peraltro noi abbiamo più volte sputtanato mary star per ritardi e pasticci del suo ministero, come si vede dalla rassegna stampa apri consultabile su www.ricercatoriprecari.it

    RispondiElimina
  18. @ un ricercatore
    ultima battuta, poi con te non dialogherò più:
    ma ti fanno davvero tanta paura sti precari eh?
    brucia l'idea di essere superato da qualche giovine in gamba, vero?

    RispondiElimina
  19. invito a restare in topic: cosa ne pensate dell'iniziativa?

    RispondiElimina
  20. l'iniziativa è ottima. Diffonderò la voce in dipartimento e oltre.

    claudietto

    RispondiElimina
  21. per tutti:
    ma è così difficile scorrere il menù a tendina sotto e scegliere il campo "nome" al posto di quello "anonimo"?

    per gente di siffatta statura scientifica mi sembra poca cosa, o è chiedere troppo?

    RispondiElimina
  22. c'è una soluzione semplice semplice x mettere fine al dualismo RTI/RTD:

    dare agli attuali RTI due scelte:
    a) timbrare un cartellino e fare un orario di lavoro prefissato restando RTI;
    b) diventare RTD e quindi passare per la forca abilitazione dentro / fuori.

    Altrimenti non se ne esce. I RTI sono avvantaggiati xchè x loro l'abilitazione non è dentro / fuori, se non la passano conservano il posto fisso. Così chi è conscio dei propri limiti resterà RTI ma dovrà fare almeno tot ore di lavoro a settimana (e questi potrebbero seguire didattica, piani di studio, tutorato, ... visto che evidentemente fanno poca ricerca).
    Solo chi sarà veramente in gamba potrà tentare l'abilitazione, ma rischiando come i precari.

    Cosa ne pensate?

    RispondiElimina
  23. [Un Ricercatore]

    @ insorgere

    basta guardare i post passati di questo blog ... poi magari nn servivate, ma siete serviti, come altri, a dire che questa riforma era per i precari contro i baroni!
    Un pò di autocritica nn vi fa male ... fatela!

    RispondiElimina
  24. scusate la domanda off-topic

    la riduzione delle facoltà a 12, vale solo per le università pubbliche o anche per quelle private? dal testo della legge sembrerebbe che la riduzione riguardi solo le università pubbliche...

    RispondiElimina
  25. Maria Carla Asliburd11 marzo 2011 12:18

    @ Giacobbe

    Mi sembra una proposta sensata ed equilibrata.
    Non mettiamo in mezzo alla strada i cinquantenni con famiglia, ma impediamo che continuino a bloccare il sistema. Io aggiungerei: incentiviamo la migrazione verso altre amministrazioni (poste, inps, ...)

    RispondiElimina
  26. [Un Ricercatore]

    non avevo visto il post di Giacobbe ... ecco che si capisce il vostro spirito: regole e regolette per fregare i RTI, visti come concorrenti insuperabili (in quanto sono effettivamente mediamente migliori di voi)

    RispondiElimina
  27. Senza intenti polemici, su che basi ritieni i RTI piu` bravi degli assegnisti? Hai dei dati?
    Di sicuro mediamente hanno piu` titoli, avendo maggiore anzianita` e quindi piu` tempo per accumularli.
    Se sono davvero piu` bravi, allora non hanno nulla da temere dalla nostra concorrenza, e passando RTD guadagnerebbero anche di piu`. Ti pare?

    RispondiElimina
  28. [Un Ricercatore]

    primo - non è vero che guadagnerebbero di più, un RTI con 10-15 anni di servizio ha lo stesso stipendio;

    secondo - si tratterebbe di lanciarsi in una lotteria, non è detto che ci siano le abilitazioni nazionali e le chiamate sono subordinate alla disponibilità finanziaria

    quindi:
    la vostra proposta è in MALAFEDE!

    Poi un assegnista è sicuramente più acerbo di un RICERCATORE con anni di esperienza

    RispondiElimina
  29. @ Giacobbe:

    Ci sto. Versioni di questa proposta le ho già viste in altri lidi. I miei colleghi di solito non sono d'accordo, ma questa tua versione salverebbe il posto a tutti.
    Per conto mio, passerei RTD subito.
    RTI

    RispondiElimina
  30. Ne deduco che:
    tutti i RTI con meno di 10-15 anni di servizio guadagnerebbero di piu`. Chi ha quella anzianita` non ci rimetterebbe.
    Non hai alcun dato, basi la tua valutazione sul tuo sentore personale ed un vago concetto di maturita`.

    Io credo che, senza abilitazione non partiranno neanche i RTDb. All'atto del bando le risorse devono essere accantonate, quindi dovrebbero esserci.

    RispondiElimina
  31. ragazzi chiudiamo la polemica precari/rti.
    non serve a nulla, anche perché la legge è quella che è e certo non la possiamo cambiare ora. i ragionamenti di giacobbe et. al. sono pure sensati, però fuori tempo massimo

    RispondiElimina
  32. un vero RTI non si firmerebbe mai "Un RTI", al massimo Ricercatore Universitario (RU).

    RispondiElimina
  33. [Un Ricercatore]

    @ insorgere

    Questa è la legge che avete appoggiato voi, e ora ve ne lamentate!
    Per conto mio il posto a tempo indeterminato me lo tengo stretto, e non ci penso nemmeno a cadere in "trappole" con l'esca di abilitazioni fasulle.

    RispondiElimina
  34. Non credo che la situazione cambierà molto: chi era in odore di bando "ad hoc" come TI, adesso aspetterà in coda un bando RTDb (se ha già i titoli). L'RTI che era in odore di associatura potrà comunque vedersi un concorso prossimamente per lui.
    Conta e conterà sempre l'appoggio che si ha, l'unica cosa che è cambiata è che la coperta si è ulteriormente accorciata.
    Anzi, credo che ormai sarà impossibile che un RTDb venga vinto da un non-interno, anche perché il dipartimento potrà facilmente non chiamarlo dopo i due anni, e questo sarebbe la fine. Non so se, nell'Italia baronale, sia "sano" vincere con merito un RTDb che non era destinato. In pratica: se per assurdo una commissione "virtuosa" premiasse il merito facendo vincere un esterno, secondo voi che possibilità avrebbe questo di essere chiamato?
    La mia esperienza di dipartimento dice: 1-2%.

    RispondiElimina
  35. MA DEL POST NE VOLETE PARLARE PLEASE? O continuate a fare la gara a chi ce l'ha piu'lungo fra dottorandi, assegnisti junior, RTD Moratti, RTI, PA e PO? Lo dico per voi, occhio che a tirasselo troppo poi si strappa...

    RispondiElimina
  36. La precarieta' "all'italiana" venne decisa fra il 1992 e il 1994 dall'Unione Generale Sindacal-Babbionica, per poter inchiavardare dentro un fortino tutti quelli che ci stavano già (con contratti "tradizionali") e lasciare fuori, al freddo, tutti i ggiovani di vario lavoro ed estrazione sociale.

    Ovviamente solo in Italia poteva essere fatta una simile operazione, in questo modo, e solo in Italia il Precariume ha chinato la testa in maniera supina, rincoglionito dal Grande Fratellu e dall'abolizione degli esami di riparazione nel '94, fatta apposta per degradare la nuova generazione.

    RispondiElimina
  37. @ Un Ricercatore

    questa cosa dell'"assegnista piu' acerbo" di un RTI fa veramente schiattare dalle risate.

    potrei elencarti una marea di RTI infinitamente piu' acerbi di me (e di tanti altri assegnisti con 4 o piu' anni di postdoc) entrati nell'ultima infornata della II 2008 (o nelle precedenti) nel mio settore disciplinare.

    e che bellamente popolano i dipartimenti e che si troveranno a competere con assegnisti di gran lunga piu' anziani di loro (per eta' e CV) nelle prossime abilitazioni.

    prima di scrivere bisognerebbe riflettere.
    i veri raccomandati (e questo sistema si basa da decenni sulla raccomandazione) entrano RTI subito, dopo il dottorato o al massimo dopo un anno di postdoc.

    poi certo non hanno niente da temere anche se sono infinitamente piu' "acerbi", e meno titolati. loro hanno il posto fisso, l'abilitazione la prenderanno e il posto da associato prima o poi l'avranno. quando l'ordinario di riferimento gli dara' il via libera ovvio. non prima.

    d'altra parte gli RTI con eta' anagafrica e accademica vagamente paragonabile a quella di tanti assegnisti rimasti fuori da certe logiche clientelari, se non erano proprio degli incapaci in 6 o 7 anni da ricercatore l'idoneita' da associato dovrebbero averla gia' presa....

    RispondiElimina
  38. [UnRicercatore, senza lo spazio in mezzo]

    @insorgere

    Ti rispondo. Noi non fabbrichiamo disoccupati e i c.d. "precari" sono pochissimi. E hanno al più Cv da potenziali RTi perchè noi, appunto, non prendiamo in giro la gente con prospettive inesistenti: o forse, da noi vengono adulti che non si prendono in giro da soli. Fai un po' tu, magari ripensando al titolo di imbecille che affibbi con tanta facilità.


    @precariamente

    Ti ricordo che tra il 2003 e il 2008 non ci sono stati concorsi a PA. Chi è entrato dal 2000 in poi ha avuto "a disposizione" solo la I sessione 2008 dove le idoneità messe a concorso sono state, per il mio SSD, meno di una ogni 5 RTI.
    Ripeto, leggetevi gli atti dei concorsi del PoliMi prima di sentenziare sugli RTI di lungo corso...

    Più in generale, se non si mettono a concorso posti PA siamo noi RTI i coglioni che non riescono a diventare associati, se non ci sono concorsi RTI siete voi i martiri del provincialismo italiano...
    Piagnistei a parte, bisognerebbe riuscire a correlare i due fatti visto che la pianta organica NON può crescere a dismisura.

    RispondiElimina
  39. @ Un Ricercatore

    dal 2003?? ma che dici...

    i concorsi da Associato sono stati fermi la III 2006, la I 2007, e la II 2007 e sono ripresi nella I 2008, e nella II 2008, per poi rifermarsi di nuovo.

    chi e' entrato nel 2000 ha avuto dalla I 2001 alla II 2006, (piu' di 5 anni) e le due sessioni 2008 "a disposizione".

    RispondiElimina
  40. [UnRicercatore]

    @precariamente

    Dico precisamente che nel mio SSD *NON CE NE SONO STATI* tra il 2003 e il 2008. Scommetto che non siamo stati gli unici sfigati, anzi.

    Poi: chi è entrato nel 2000 per *ovvie* ragioni non ha potuto concorrere prima del 2003, salvo essere miracolato. Se da te il ricercatore neoassunto ha i titoli per diventare subito associato, c'è qualcosa che non va.
    Tra l'altro la tanto vituperata prova didattica è pressoché insuperabile per chi non abbia tenuto un corso per qualche anno (non le esercitazioni: un corso intero)

    RispondiElimina
  41. ok, mi avete rotto.
    cancellerò tutti i commenti off topic.

    @ un ricercatore
    cartellino giallo. al prossimo commento polemico o fuori tema comincerà la censura sistematica.

    @ tutti
    don't feed the troll

    RispondiElimina
  42. @ Giacobbe:

    sono un RTI, credimi.
    Sul merito del post non commento, mi sa che il documento non mi riguarda. Ma se riuscite a cambiarmi il paese in meglio ve ne sarò grato.

    RispondiElimina
  43. mi unisco all'appello di Insorgere:

    [un ricercatore] è un troll, non gli rispondete please

    RispondiElimina
  44. siamo finiti...11 marzo 2011 23:41

    Segnalo infine (ed è un segnale sinistro) le categorie che potranno
    essere chiamate a ricoprire incarichi per contratto (a titolo oneroso o
    meno): dipendenti pubblici, professori in pensione, liberi professionisti
    con almeno 40.000 euro di reddito annuo.
    Anche se Napolitano aveva fatto una appunto negativo sulla questione, il
    decreto milleproroghe non la ha sanata. Ergo tutti i precari saranno fuori
    concorso.

    RispondiElimina
  45. @ siamo finiti

    ma perche' dovete continuare a scrivere cose inesatte?

    il comma 2 dell'art. 23 dice che con "soggetti in possesso di adeguati requisiti scientifici e professionali" le universita' possono stipulare contratti a titolo oneroso.

    scusa insorgere l'off topic, ma non si possono lasciare andare certe inesattezze senza battere ciglio.. .

    RispondiElimina
  46. @ precariamente
    hai fatto bene.

    @ siamo finiti
    ma l'hai letta la legge? non parlare a vanvera pls. sono previste due tipologie di contratti: 1. anche gratuito, per chi ha un reddito (ovvero le categorie cui fari riferimento) 2. non gratuito per tutti gli altri (ovvero anche i precari).

    RispondiElimina
  47. @siamo finiti... e ad altri
    Giusto per riportare alcune argomentazioni nel contesto di questo post: arriva un tempo che "il sistema" non trova conveniente nemmeno la schiavitu'. Non neghiamolo, molti di quelli che scrivono qui sopra (me included) sono entrati in gioco quando il contratto non scritto diceva "fatti sfruttare qualche anno, e poi verrai ricompensato". In mille forme: fai una tesi di laurea di 2 anni cosi' prenderai 110 e lode; fai il tirocinio gratuito di un anno per l'esame di stato; fai il dottorato senza borsa che poi un assegno si trova; fai le esercitazioni agli studenti che ti fara' curriculum... Beh, mi fermo qui, ma gli esempi sono infiniti, e il trend assicurava, bene o male, un percorso di stabilita', sebbene faticoso. Solo che poi e' arrivata LA FINE DEL MONDO e il contratto, che NON era scritto, e' volato via. O, per intendersi, il contratto non scritto non ce lo avevano solo i precari: per i RTI valeva lo stesso, fatti il culo oltre misura e poi con calma diventerai PA. LA differenza e' stata che per i RTI, alla fine del mondo, e' scattata una protezione "di sistema" che ha assicurato, giustamente, il minimo vitale, per i precari no.
    Adesso il sistema si riallinea sulle nuove condizioni, molto peggiori perche' nel frattempo sono spariti i soldi, spariscono gli studenti e le teste al comando annusano il vento e capiscono che alla nuova societa' di Univ&Ricerca non frega piu' niente. E per questo e' inutile rimpiangere quello che non c'e' piu', perche', davvero, non c'e' piu'! Dare via il culo a gratis non servira' piu' ai precari perche' non serve piu' nemmeno al sistema in generale.
    L'unica cosa che chi e' rimasto in Italia puo' fare e' cercare di invertire la tendenza, magari avvantaggiandosi di quegli stessi dispositivi che sono stati introdotti, con altre finalita', nella legge. Servono coraggio, costanza e (prodotto in esaurimento) pazienza...

    RispondiElimina
  48. news:
    sembra in dirittura d'arrivo il d.m. sui "settori concorsuali"
    cfr. articolo di italia oggi su rassegna stampa cnr

    RispondiElimina
  49. Sono un ricercatore confermato

    Ho fatto di tutto per oppormi alla pseudo riforma. L'unico scopo della riforma é stato quello di elitari i conciso nazionali Moratti.

    Tutto il resto fumo.

    Dal 2004 non ci sono stati cocorsi PA e PO se non in deroga alla legge vigente voluti da Mussi. Quindi pd e pdl corresponsabili dello schifo.

    L'unica possibilità ė come dice france ė che non vi facciate schiavizzare. Quando vede un precario che fa lezione o assiste ad usame sabbiate che lui ė il vostro vero nemico.

    Se non avete un contratto non andate in laboratorio. Se vede qualcuno che lo fa sappiate che é lui ė un complice.

    Io ha segherò dtre dottorandi e 5 resisti specialista ma nessuno ha mai fatto lezione al mio posto e nessuno ė venuto a fare assistenza agli esami. Sono tutti ė tre con contratti post DOC e non ho niente da rifacciarmi.

    Di crediti ne ho fatto fino a 18 l'anno e qusi tutti in corsi di servizio.

    Purtroppo so che la maggioranza dei precari per compiacere l'ordinario di turno fanno corsi gratis e esami gratis. Come famosi studenti di dottorato scattone e Ferrara

    RispondiElimina
  50. @ insorgere

    Bella forza, quel decreto è di fatto pronto da 16 mesi: scommettiamo che i settori concorsuali saranno gli stessi 192 individuati nel documento CUN di novembre 09? I cavoli amari, anzi amarissimi riguardano l'altro decreto; vedremo nel resoconto della seduta del CUN di ieri e dell'altro ieri se la pasionaria del delinquente s'è almeno degnata di fargli pervenire la letterina con l'invito a cominciare a occuparsene.

    RispondiElimina
  51. siamo finiti...12 marzo 2011 15:26

    Si vede che nelle università ci siete poco.

    Se vi leggete bene la legge con le due tipologie e la incastrate con la finanziaria, siamo finiti.

    Ma la seguite la programmazione didattica e il numero di corsi che verranno chiusi? Ma dove vivete?

    Datemi pure del buffone, impreciso, etc., addirittura malinconico di un passato di merda.
    Per leggere la realtà però bisogna conoscerla. I presidi hanno i machete in mano, altro che lana caprina...

    RispondiElimina
  52. @ siamo sfiniti
    la legge impone un limite del 5% ai corsi a contratto.
    è un male la riduzione di tali contratti (spesso malpagati o addirittura gratuiti)?
    per chi ha a cuore il sistema e per chi ha a cuore il futuro dei precari sicuramente non lo è.

    lamentati pure che non avrai più il contrattino pagato due lire (se va bene). credevi davvero che tali contrattini ti avrebbero portato da qualche parte?
    SVEGLIAAAAA

    RispondiElimina
  53. Le legge impone un limite al 5% dei corsi a contratto GRATUITI

    Ma concede la possibilità di avere contratti per corsi solo ai dipendenti di scuola, istituti, enti e aziende o ai professionisti da 40.000 euro l'anno

    Agli altri sono riservati contratti di didattica anche integrativa che a casa mia non sono corsi, ma ore all'interno di corsi

    Almeno questo e' quanto ho capito io

    RispondiElimina
  54. Solo degli Italiani possono volere la continuazione della Precarietà "all'Italiana".

    E' tautologico, ma anche triste.
    SVEGLIAAAAA

    RispondiElimina
  55. @ anonimo
    ma è tanto difficile darsi un nick?
    cmq hai capito male.

    chi non ha reddito superiore a 40000 puo' avere varie tipologie di contratti pagati, sia di didattica integrativa che di didattica "piena".

    RispondiElimina
  56. tutto molto bello, ma se adesso dobbiamo cancellare meta' dei corsi che ricadono nel nostro SSD perche' nessuno li puo' ricoprire a contratto, tra uno o due anni come facciamo a chiedere un RTD?

    RispondiElimina
  57. non devi aspettare uno o due anni.
    se vogliono tenere aperti i corsi di laurea devono fare rtd adesso.
    altrimenti li chiudono, e in molti casi non sarebbe un male.

    il sistema non serve per alimentare le speranze (vane) del precariume. o servono davvero i corsi, e si possono sostenere degnamente pagando adeguatamente docenti competenti, oppure è giusto chiuderli

    RispondiElimina
  58. Il lavoro va pagato. E' un postulato della modernità. Una volta c'era lo schiavismo, e poi il caporalato.

    RispondiElimina
  59. Conosco le vostre posizioni e non le ho mai condivise, anzi ho fatto di tutto per combatterle e per questo non sono mai intervenuto sul blog.

    RispondiElimina
  60. @ Anonimo

    La manovra Gelmini/Tremonti/Giavazzi sulla didattica e' chiara: ti taglio i finanziamenti e limito le possibilita' di dare corsi 'pro bono', cosi' sei costretto a tagliare i corsi ed a ridurre il fabbisogno di docenti futuro.

    Perche' e' prassi ovunque di bandire i posti sulla base delle supposte esigenze didattiche (e nn a caso diversi RTI prima hanno fatto casino per avere 1-2 corsi e poi hanno minacciato di nn tenerli, puntanto all'ope legis)

    RispondiElimina
  61. @ France e siamo finiti, ricercatore confermato ed altri

    Sul 'contratto non scritto': sinceramente non ho molta stima x chi ha vissuto facendosi schiavizzare sperando poi di ricevere il 'biscottino'. Ora il 'biscottino' non c'e' piu'? cest la vie, bar(b)oncino!

    Diverso e' arrivare a dire: non fare attivita' didattica se non pagata, niente assistenza esami, ecc.
    Faccio outing: io faccio sia esami che esercitazioni, anche non pagato. perche' lo faccio? lo faccio per aiutare un prof che credo se lo meriti, il quale a sua volta mi aiuta nella ricerca. Mi sembra equo, non mi sento sfruttato ne' 'crumiro'. Imparo anche il lato 'didattico', e ho la possibilita' di lavorare assieme ad uno dei migliori del suo campo. Ed i lavori in cui lavoro li firmiamo assieme. questo e' l'aspetto fondamentale per me

    RispondiElimina
  62. @ rps
    non esiste in nessun paese avanzato questo tipo di sfruttamento.
    il lavoro va pagato: io gratis non lavoro

    RispondiElimina
  63. @ rps
    e poi siamo seri, gli fai esami ecc. perché sai che così funziona il sistema. se non gli sei utile in modi molto bassi e concreti, è più difficile che poi si senta motivato a piazzarti. ma questo fa schifo, è questo meccanismo che va abbattuto

    RispondiElimina
  64. Strano, io lavoro in continuazione a scrivere monografie, saggi, recensioni eccetera e nessuno mi ha mai pagato per questo.

    RispondiElimina
  65. @ Insorgere

    non ho detto che gli faccio gli esami. Ho scritto che lo aiuto a farli assieme. Non mi sento sfruttato, in quanto lo faccio liberamente, mica sotto costrizione, neppure implicita. Cosa ne guadagno? Poter imparare da uno dei migliori nel mio campo, che mi insegna (e mica lo pago!) a fare ricerca ad alto livello e con cui firmo i lavori dove collaboro.

    Tra l'altro e' un PA, se avessi voluto fare quello che affermi lo farei con un PO...

    tu gratis non lavori? ma allora perche' non vai sul vero job market?

    se il mio obiettivo immediato fossero me ne andrei in qualche societa' di consulenza, guadagnerei il doppio

    RispondiElimina
  66. se il mio obiettivo immediato fossero gli €...e' saltato il simbolo :-)

    RispondiElimina
  67. E poi, chi ti ha insegnato VERAMENTE a fare ricerca che cosa ne ricavava, soldi?

    Io mi ricordo che DOPO la discussione di laurea il mio controrelatore mi rilesse la tesi correggendola parola per parola in vista della pubblicazione. Quando mi restitui' il testo, due mesi dopo, io gli chiesi perche' lo aveva fatto e lui mi rispose che altri un tempo lo avevano fatto per lui e confidava che io, nel futuro, avrei fatto lo stesso per altri.

    Ma si sa, in Europa e in America ognuno guarda solo al suo tornaconto personale...

    RispondiElimina
  68. @ rps
    non ho detto che il mio obiettivo sono i soldi, figuriamoci.
    sostengo solo che una delle malattie del sistema consiste in quel patto implicito - e perverso - di cui parlava france.

    in un paese avanzato - o anche solo in un paese normale - il reclutamento non si basa su chi ha leccato di più ma si chi fa il lavoro più interessante, più utile per la comunità scientifica ecc.
    in fondo è - o dovrebbe essere - una banalità.

    tu fai esami con lui. è normale, in italia. ma pensaci bene, sei pagato per quello? se sei assegnista sei pagato per fare ricerca e basta. se vogliono farti fare altro ti diano un contratto di didattica integrativa. questo sarebbe giusto e normale.

    poi il fatto che lui ti insegni è altra cosa. lui si confronta con te - non credo che ti insegni come si fa ai bimbi delle elementari - e lo farà perché lo ritiene utile anche per il suo lavoro. quello si chiama scambio scientifico-intellettuale e ha una sua dignità oltre a essere il fondamento del sistema

    RispondiElimina
  69. @ anonimo
    se non ti darai un nick comincerò a cancellare i tuo messaggi.

    guarda che fai un sacco di confusione. che un docente segua lo sviluppo e la pubblicazione di ricerche condotte sotto la sua supervisione è normale, è suo dovere. non è solo parte del suo lavoro - per il quale è pagato - ma coinvolge direttamente la sua credibilità di fronte al resto della comunità scientifica. anche perché, se pure non ne sia l'autore, tutti sapranno chi ha seguito quella ricerca

    RispondiElimina
  70. @ Insorgere

    sul patto implicito, corcordo. Lo ho gia' scritto su. La carriera si deve fare x meriti scientifici, non pulendo i vetri dello studio di un barone...

    Forse nelle materie umanistiche e' diverso, ma da noi su certe cose si "impara" come alle elementari (mutatis mutandis, ovviamente).
    Perche' lo fa lui? non credo lo faccia contro il suo interesse, ovvio, ma, quello che io posso dare a lui 1 rispetto al 9 suo, al momento...quindi ho tutto da guadagnare io dallo scambio scientifico.
    Pertanto mi sembra equo aiutarlo in altro, tutto qui. Ma non mi aspetto certo di fare carriera perche' ho aiutato a fare esami, ma perche' sono stato in grado di produrre pubblicazioni di valore!

    RispondiElimina
  71. @ Insorgere

    Non credo che un docente sia pagato per correggere un lavoro di cui non sia autore. Puo' scegliere di farlo, ma non e' obbligato contrattualmente. tant'e' che molte rivista top-tier pagano i reviewers (almeno nel mio campo)

    RispondiElimina
  72. @Insorgere

    Cancella pure tutto, preferisco che non restino tracce dei miei interventi e non mi interessa aprire polemiche sterili.

    Buon divertimento, io continuo la mia lunga e divertita attività di lettore di questo blog.

    RispondiElimina
  73. @RPS

    Nelle materie umanistiche si impara coll'apprendistato.

    Cosi' e' stato per me e cosi' per chi ha imparato (anche) da me.

    RispondiElimina
  74. @ Anonimo

    datti un nick, anche perche' quello che scrivi e' fortemente convivisibile. Solo chi non ha capito come funzioni l'universita', o chi non ha avuto un maetro non capisce

    RispondiElimina
  75. @ rps

    fatti questa domanda e datti una risposta:

    il giorno che ci sara' da dare un posto da ricercatore, tra te (che lo hai "aiutato"...) e un altro con i tuoi stessi identici titoli, pubblicazioni, didattica, anni di assegno, dottorato, stesso argomento di ricerca, il posto lo dara' a te (che lo hai "aiutato" ... ) o lo dara' all'altro?

    poi fatti ques'altra:
    se quell'altro avra' un articolo pubblicato piu' di te, e per il resto lo stesso CV uguale identico, il posto lo dara' a te (che lo hai "aiutato"...) o a quell' altro?

    devi rispondere solo "a me" o "all'altro".
    senza argomentare.
    a te o all'altro?

    RispondiElimina
  76. @ Precariamente

    "fatti questa domanda e datti una risposta" non sapevo che Marzullo fosse un precario della ricerca...

    Rispondendo alla tua domanda: ne' a me ne' alll'altro. E' un PA, come ho gia' scritto, quindi non sara' in commissione per assegnare a me (o ad un altro) un RTD

    RispondiElimina
  77. @ Precariamente

    ora una domanda x te: in quale settore sei specializzata?

    ma so gia' che non risponderai

    RispondiElimina
  78. @insorgere

    per favore, cancella tutto, non so cosa mi sia venuto in mente di perdere tempo a scrivere qui dentro.

    RispondiElimina
  79. Premessa: questo vale per il settore umanistico, per altro non ho strumenti per valutare.
    Io ho un'impressione: che forse non si è capito che la figura del ricercatore "puro" è sparita: torna di brutto l'importanza di avere una base di docenza alle spalle, e intendo corsi a contratto non esercitazioni, seminari o lezioni spot. Non basta vincere un concorso RTDb, bisogna che ci sia poi la necessità di un DOCENTE da chiamare, non uno che ha solo fatto un monte di ricerca. E soprattutto ci deve essere l'esigenza di DIDATTICA per chiamare da PA chi ha vinto un RDTb.
    Per cui, un consiglio che mi sono sentito dire, e che voglio condividere: cerchiamo di fare anche (soprattutto?) didattica prossimamente, perché sarà anche (soprattutto?) quella che diventerà la molla che renderà credibile il bando di un RTDb (che, ripeto, è finalizzato a creare un PA, non un ricercatore).
    Poi, ognuno la veda come creda, ma questa "riforma all'italiana" è andata in quella direzione.

    RispondiElimina
  80. siamo finiti...12 marzo 2011 22:21

    Io ho sempre avuto contratti pagati e anche discretamente.

    Parlate di quello che conoscete, non straparlate a casaccio, che finite come la nostra classe politica.

    Ciò che viene chiuso oa, non verrà mai più riaperto, spesso non è un male, ma molte volte sì

    RispondiElimina
  81. @ rps

    complimenti per l'ipocrisia.
    ripararsi dietro il fatto che e' un associato e' veramente penoso.
    non ti viene il dubbio che questo associato, o altri mille associati come lui, un giorno saranno ordinari, ed avranno altri RPS che "li aiuteranno", e che avranno come candidati nei concorsi... no eh?

    tristemente questo sistema si autoalimenta con persone invischiate in queste logiche perverse come te. non c'e' riforma del reclutamento che tenga davanti ad un morbo cosi' radicato.

    e il bello e' che venite pure qui a fare la morale agli altri, a riempirvi la bocca di h-index et similia.

    abbiate almeno il pudore di restare in silenzio..

    RispondiElimina
  82. @ miguel

    ti do questa notizia che forse ti sconvolgera': (se avessi dato una letta veloce alla legge non ce ne sarebbe stato bisogno).

    RTD_A e RTD_B avranno obbligatorie 350 ore di didattica, didattica integrativa o servizio agli studenti (200 se RTD_A a tempo definito).

    RispondiElimina
  83. @ RPS

    secondo me fai bene. Se sei dentro un gruppo ke lavora bene sul lato della ricerca, fare un po' di attivita' collaterali non e' un problema. L'importante è imparare e che firmi i papers su cui lavori. Perchè è su quello che farai carriera

    @ Precariamente

    ma non eri tu quella che riteneva che la didattica dovesse contare similmente alla ricerca? e che addirittura non si dovesse prendere in considerazione la produttività degli ultimi 5 anni? Perche' le mamme, le donne, bla bla?

    il pudore della coerenza si applica solo agli altri?

    Produttività scientifica, tutto il resto è fuffa

    ameriKan

    RispondiElimina
  84. Per favore, non mettetevi a fare la gara a chi e' piu'pulito perche' allora mi sa che si salvano solo le matricole (dei corsi senza numero chiuso). E' un sistema infetto che contamina al tocco, per cui e' inutile fare i santi. Ma questo non significa che ci siano diversi livelli di contaminazione!!!! Concordate che l'abuso piu' odioso e' quello che si attua su chi non ha alternativa, non ha protezione e non ha prospettiva? E chi meglio rappresenta questa condizione se non il precario (contrattista, borsista, assegnista) negli ultimi 10 anni? Io credo che se l'appello del post si rivolge ad un "profilo" non possa che essere quello, e se dovesse avere un obiettivo, non potrebbe essere che il rovesciamento della "condanna sociale" che si sente sempre rumoreggiare in sottofondo: "Ve la siete voluta". No, ce l'avete imposta!!! Badate bene che l'ignoranza completa (voluta o accidentale) del transitorio da parte di ministero, politici, accademia ha radice proprio in questo. Non e' la riforma in se' che vi fara' fuori ma un modo, piuttosto che un altro, di metterla in pratica... Come non sara' la Crisi a fare fuori la nostra generazione ma il modo in cui verra' affrontata. Qui ormai si tratta "solo" di far pagare il conto a chi finora ha solo mangiato....

    RispondiElimina
  85. @ France

    concordo con te che fare la gara a chi e' piu' pulito serva a nulla. Anche perche' se il ssitema e' cosi' marcio come qualcuno sostiene, no capisco come abbia fatto ad avere i rinnovi degli assegni...

    Sul 'contratto non scritto', lo ho gia' scritto, sinceramente non ho molta stima x chi ha vissuto facendosi schiavizzare sperando poi di ricevere il 'biscottino'. Ora il 'biscottino' non c'e' piu'? cest la vie, bar(b)oncino! E questo vale sia per chi c'era 10 anni fa che per chi entra ora.
    Ti diro' di piu': io mi sono dato una 'scadenza': se entro 2 anni - sono al I anno di assegno e ho 28 anni - non vinco un RTD, o me ne vado all'estero o vado nel privato. E se non lo faro' sara' colpa mia...


    @ precaria-mente

    evito di riponderti per evitare di alimentare la tua polemica sterile. Rimane la solita domanda: ma quale specializzazione hai?

    RispondiElimina
  86. @ AmeriKan

    ho sempre firmato come coautore i paper in cui ho lavorato. Su questo non si transige, vovio. ma devo anche dire che non ho neanche mai avuto il bisogno di chiedere, anzi.

    RispondiElimina
  87. @ amerikan

    e che c'entra scusa questo con il valore della didattica?
    la mia opinione sul valore della didattica e' quella che ho espresso piu' volte.

    la mia opinione su queste pseudo-relazioni di "dare e avere" che alimentano il nostro sistema e' invece quella che ho espresso qui.

    gli ordinari non devono chiedere di lavorare gratis a dottorandi ed assegnisti, e i dottorandi e gli assegnisti quando gli viene chiesto devono rispondere di NO.

    e se invece lo fanno devono essere cosi' onesti da ammettere, anche pubblicamente, che lo fanno perche' sono consapevoli che un giorno non troppo lontano qualcuno saldera' loro il conto con un posto da ricercatore.

    si tratta di onesta' intellettuale.
    ma vedo, e' come il coraggio, se uno non ce l'ha, non se lo puo' dare.

    RispondiElimina
  88. @ rps

    eviti di rispondere perche' sai che la risposta la conosciamo tutti e non hai il coraggio di ammettere quello che tutti sanno.

    ma e' tipico, tutti quelli che si piegano a certe logiche sono convinti che loro, comunque, il posto l'avranno perche' sono piu' bravi degli altri, sei solo uno fra tanti a raccontarsela in questo modo.

    potresti anche evitare di ripetere sempre la "solita domanda", perche':

    1) dovresti prima spiegare perche' ti interessa tanto conoscere il mio settore disciplinare. per interloquire con qualcuno ti serve per forza avere il suo CV sottomano o sai farlo a prescindere? vedi qualcun altro qui che chiede il settore disciplinare alle persone con cui interloquisce? io no.

    2) se sei cosi' intelligente da aver capito che non ti rispondo, la domanda e' "perche' continui a fare la stessa domanda, come un bambino petulante?" sei un ricercatore in erba no? non piu' un bambino petulante...

    RispondiElimina
  89. @rps
    Sul "contratto non scritto" quel che dico io e' che ha "funzionato" negli anni 90 e nei primi 2000, sebbene moralmente iniquo. Ha cominciato a decomporsi dal 2003 in poi, e chi lo rimpiange oggi dimostra semplicemente una immensa ingenuita'. Di questi compromessi al ribasso e' poi infettata tutta la societa' italiana: io Stato ti do servizi di merda, e tu, quando puoi evadi le tasse; io datore di lavoro ti pago un cazzo e ti vesso quando posso, e te lavoratore fai il minimo indispensabile e se puoi mi freghi le viti dal cassetto, e mi spacchi le palle coi sindacati sui centesimi di secondo di pausa etc etc...
    Tutto, in fondo, perche' abbiamo un brontosauro obeso nella cristalleria e nessuno ha veramente il coraggio di affrontarlo...

    RispondiElimina
  90. @ France

    condivido quello che scrivi, anche fuori Universita'.

    Quel 'contratto' non e' valido, IMHO. Che abbia funzionato e non funzioni piu' non mi interessa. Chi ha pensato che facendo cosi' avrebbe fatto carriera e poi non c'e' riuscito non suscita in me nessuna solidarieta'. E' anche colpa loro (dico loro perche' mi pare che neanche tu siano uno di quelli cosi'). You fool me once shame on you, you fool me twice shame on me...

    RispondiElimina
  91. @ Precaria-mente

    e' stata la prima cosa che Tu hai chiesto a ME ("ma che sei un economista...? Yes I am, and proud of it!), quindi mi sembra lecito fare lo stesso. Capire l'area significa poter comprendere alcune affermazioni (se un umanista non conosc le funzioni non e' un problema grave, se uno scienzianto della vita non sa che il sardo e' una lingua idem, se un umanista afferma che H-index non e' applicabile ok...ecc)

    Per il resto non avrei problemi a risponderti. Se il moderatore mi da l'ok esplicito e ritiene ke non sono polemiche sterili, lo faro'.

    RispondiElimina
  92. @ rps e precariamente
    a me sembrano sterili polemiche e vi inviterei -se proprio ci tenete - a proseguire privatamente il vostro dialogo tra sordi

    RispondiElimina
  93. @ Precariamente

    hai mai lavorato gratis? hai mai fatto un'ora di esercitazione nella tua vita senza essere tutor ufficiale pagato? Si o No? Come hai ottenuti i rinnovi dei contratti?

    Perchè qui oltre a coraggio - ce ne vuole poco in realta' a scrivere in maniera anonima - serve coerenza intellettuale. Se la didattica conta, uno deve imparare a farla. E la si impara entrando in aula...

    Se RPS fa lo schiavo per un PA e' un idiota, non solo un leccaculo. Meglio scegliersi un PO importante a quel punto, specie se sei donna.
    Tanto un PA non ti porterà da nessuna parte, neanche se vuole

    Fare qualche attivita' collaterale in un gruppo che lavora a mille sulla ricerca, non e' schiavitu', ma 'cittadinanza organizzativa'. Non farlo è una scelta, non capirlo significa avere scarsa intelligenza relazionale

    Produttività scientifica e il retto è fuffa, ripeto

    ameriKan

    RispondiElimina
  94. @ RPS

    se ti viene riconosciuto il lavoro di ricerca che fai, e se impari, allora fai bene. lascia perdere chi dice il contrario


    ameriKan

    RispondiElimina
  95. @ rps

    su, non ti serve il permesso di nessuno per rispondere ad una domanda: solo un po' di onesta' intellettuale.

    io non ti ho chiesto se eri una economista per sapere di che settore eri. se tu che sei arrivato qui pontificando su teorie economiche et similia facendo il "professorino" mentre ce ne stavamo tranquillamente a disquisire su limiti di eta' e di altro tipo.

    la mia era una domanda retorica.
    non l'avevi capito?

    in ogni caso, fare una domanda e' lecito, continuare a farla da diverse settimane quando hai capito che non ottieni risposta e' da bambino petulante.

    dopo di che la motivazione non regge.

    qui non sei con i tuoi studenti (anzi con quelli del tuo prof) e non sei chiamato a mettere il voto a chi scrive su quello che sa o non sa, le funzioni.. gli "errori gravi"... cosa devono o non devono sapere...
    cerca di fartene una ragione. il professorino quando sara' lo farai in classe, non con chiunque ti passi sotto il naso o di cui leggi messaggi su un blog pubblico.

    inoltre, visto che nessun altro ti richiama all'ordine su questo lo faccio io.

    sei pregato di riportare il mio nick name in maniera corretta e non con trattini stupidi da bambino delle elementari, altrimenti mi tocchera' fartelo dire da qualcuno che amministra il blog.

    RispondiElimina
  96. @ amerikan

    la risposta alle prime tue domande e': no.

    la terza che domanda e'?

    gli assegni si rinnovano in base alla qualita' dell'attivita' di ricerca. i contratti per la didattica si rinnovano in base alla qualita' della didattica svolta l'anno precedente.

    RispondiElimina
  97. @ Precariamente

    qui da noi se non hai esperienza di attivita' didattica integrativa non danno supplenze (e mi pare giusto. poveri studenti altrimenti).
    Se da te funziona uguale posso indurre che non sei mai entrata in un'aula da docente?

    Per i rinnovi, spiego meglio la mia domanda: quali indicatori hanno utilizzato per la tua valutazione per il rinnovo?

    ameriKan

    RispondiElimina
  98. ragazzi state boni. mi sembra di essere la maestra che riprende i monelli durante la ricreazione

    RispondiElimina
  99. @ amerikan
    ho avuto tre anni di didattica piena (per un totale di 66 crediti) in due atenei diversi e mai nessuno si è premurato di verificare se avevo fatto didattica prima. ho ottenuto il posto in un caso per conoscenze, nell'altro presentandomi a caso e non trovando altri concorrenti.
    la prima volta non avevo alcuna esperienza didattica

    RispondiElimina
  100. siamo finiti...13 marzo 2011 22:02

    Nelle idoneità ad associato la didattica non ha alcun valore...

    RispondiElimina
  101. @ amerikan

    ho auto contratti retribuiti per didattica integrativa (esercitazioni e lezioni integrative) per sei anni, quasi sempre entrambi i semestri, al triennio e ad alcuni corsi master.

    ho vinto una selezione in un altro ateneo (bando trovato su internet) per un corso da titolare nel 2009 (retribuito anche questo) ma ho dovuto rinunciare perche' avevo vinto un assegno in una citta' diversa e troppo lontana da quella dove avrei dovuto svolgere il corso.

    per i rinnovi ho consegnato le relazione di fine anno e chi doveva decidere ha deciso per il rinnovo.

    serve altro?

    RispondiElimina
  102. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  103. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  104. -Riflessioni intorno a mezzanotte (tanto non c'e' nessuno)-
    Mi piace l'incipit del post:
    IL NOSTRO TEMPO E' ADESSO. LA VITA NON ASPETTA

    La chiusa pero' delude:
    Tutti in piazza il 9 Aprile.

    Tanto per cambiare.

    E poi? di nuovo in piazza, e di nuovo, e di nuovo...
    Per cambiare le cose veramente come dice il post, servira' almeno un'altra generazione. La nostra e' chiaramente saltata, divisa tra integrati e diseredati. Metter bombe? Ci vuole fegato, siamo dei cacasotto. Inutile guardare la Libia, l'Egitto, la Tunisia...(saranno arretrati, ma cribbio, che vitalita'). Siam troppo idealisti, e bamboccioni. E siamo pure intellettuali, quindi non-violenti (e fregnoni). Ma si, scendiamo in piazza un'altra volta, e poi un'altra, e un'altra...
    xyz

    RispondiElimina
  105. Non so se avete sentito la Gelmini questa sera....con un personaggio del genere come interlocutore non si va da nessuna parte. O la si sopprime o non c'è speranza!

    RispondiElimina
  106. @ Precaria-mente

    come vedi il moderatore sta cancellando le risposte OT, quindi non ti posso rispondere.

    Riporta correttamente il mio nick e faro' altrettanto.

    Insorgere cancella questo post, se vuoi. Ma sarebbe carino cancelassi anche quelli in cui vengo insultato da Precariamente.

    RispondiElimina
  107. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  108. @ Anonimo sulla Gelmini

    che vuoi...
    in fondo se nessuno, quando le ha dato il posto da ministro, le ha spiegato che i bidelli non sono imprese di pulizie non e' colpa sua...

    RispondiElimina
  109. Bidelli, prof, RTI, ecc..
    come in tutti i campi c'è chi si sbatte e chi fa il minimo dei minimi, magari ancorato ai centesimi di secondo di pausa sindacale.

    La scuola, come l'università, ha più probabilità di annoverare quote di fancazzisti.

    Il problema è che il governo denuncia questa situazione e sbandiera ai 4 venti lo slogan "stop alle inefficienze"
    Bravi, concordo
    Poi, però la soluzione è:
    chi è fuori è fuori , chi è dentro è dentro
    e quelli dentro possono continuare a fare quello che hanno fatto finora.

    E allora odio loro, presunti efficientisti in realtà cauti conservatori
    e odio gli altri, che a falso efficientismo, rispondono con richieste di garantismo per certi versi ancor più conservatrici.

    RispondiElimina
  110. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  111. Anonimo

    "litigate come bambini"

    il litigio ('litigation') è l'essenza della politica democratica (Rancière)

    RispondiElimina
  112. @ Precariamente

    ero convinto di aver risposto stamattina, ma deve essere andato in crash il tutto.

    Quali criteri per valutare la qualità della tua attività di ricerca ha usato chi doveva decidere? Criteri oggettivi, simpatia o altro?
    Perchè è questo che è dirimente

    ameriKan

    RispondiElimina
  113. @ amerikan

    nel chiuso delle loro stanze io non c'ero.

    ma considerato che avevo migliore attivita' di ricerca di persone a cui avevano dato il posto da RTI e valutazione della didattica migliore degli ordinari a cui facevo lezioni integrative ed esercitazioni, evidentemente trovare motivazioni oggettive per non rinnovare assegno e contratti per la didattica deve essergli risultato un po' difficile.

    RispondiElimina
  114. @ Precariamente

    cosa intendi per "avevo migliore attivita' di ricerca...". Come la misuri? Perche' questo è il punto, altrimenti siamo solo a chiacchere e distintivo

    Nel ns dipartimento per il rinnovo considerano: il n. pubblicazioni, pesate per ranking, di WP, piu' un grado di soggettivita' (ossia se non sai lavorare in gruppo - leggi hai scazzato con tutti - non ti rinnovano via)

    Non devono trovare 'mmotivazioni oggettive' per non rinnovare, ma motivazioni per rinnovare. Almeno da noi funziona cosi', sono in diversi che dopo il 1 assegno non hanno avuto il rinnovo.

    ameriKan

    RispondiElimina
  115. @ amerikan

    intendo numero di articoli pubblicati ovviamente.

    RispondiElimina
  116. @ Precariamente

    beh mica ovvio. E' un dato piuttosto grezzo. A quel punto conviene pubblicare tanto x pubblicare, se non consideri le differenze fra pubblicare su un top-journal o su 'topolino'.


    ameriKan

    RispondiElimina
  117. Dal resoconto della seduta del CUN di giovedì e venerdì scorso:

    "Lavori
    Il CUN ha avviato una riflessione a proposito del parere da rendere a proposito del decreto
    attuativo relativo ai criteri e ai parametri - differenziati per funzioni e per area - per la
    valutazione dei candidati alle abilitazioni nazionali (art. 16, L. 240/2010)."

    Forse resta dunque qualche sensata speranza che la prima abilitazione parta a ottobre 11 o perlomeno solo pochi mesi più tardi, ovvero che non la si debba attendere fino al lontanissimo ottobre 12

    RispondiElimina
  118. Certo che l'abilitazione che slitta dovrebbe far incazzare soprattutto i RTI (i 6 anni di corsia preferenziale si riducono). Eppure non mi sembra che stiano di vuovo sui tetti...

    RispondiElimina
  119. @ France

    può far incazzare gli RTI bravi, ma quelli, come in tutte le categorie (precari comrpesi) sono relativamente pochi. Gli altri possono avere convenienze che ci sia qualche ritardo, tanto loro possono permettersi di aspettare, i precari meno.

    Se a questo aggiungi miopia (sull'abolizione degli RTI si è salito sui tetti dopo qualche anno che la Moratti lo aveva stabilito)...ecco il risultato.

    RispondiElimina
  120. @france

    sono un ricercatore universitario confermato da ormai 6 anni. Non avendo appoggi per passare di grado non vedo perche' dovrei essere preoccupato del ritardo. Piu' tempo passa piu' "baroni" se ne vanno in pensione e meno giochi di potere devo vedere.

    Tanto con le nuove regole o si e' fatto da portaborse per un mega ordinario o il passaggio di grado non e' possibile. Quindi visto che non voglio fare il portaborse non vedo di che preoccuparmi. Almeno non vedo portaborse passare ad associato. Io lo stipendio lo prendo lo stesso.

    Voi no ... quindi smettete di pensare al merito e sceglietivi un ordinario di 60 anni a cui portare a spasso il cane se no andate a lavorare all'estero o nel privato

    Nella legge gelmini la meritocrazia non esiste ed ogni norma fa di tutto perche' non conti. Se non lo avete capito tornate in 6 elementare a prendere lezioni di Italiano. Basta saper leggere.

    Ciao a tutti

    RispondiElimina
  121. @ ultimo anonimo-rti

    mi sa che non hai capito bene come funziona il gioco. le idoneità saranno a lista aperta, per cui se hai un cv decente e sopra la soglia minima indicata dal cun te la prenderai con relativa tranquillità. quanto alla chiamata, se uno è disposto a muoversi, e dunque a rientrare nella quota del 20% per esterni, non è così difficile

    RispondiElimina
  122. ultimo anonimo-rti

    @insorgere forse non hai capito che la quota 20% è il minimo necessario a fare ritornare in sede chi e' uscito temporaneamente o per sistemare (colonizzare) posti periferici da parte di potentati nazionali.

    Poi basta uscire 1 anno ... con rta da un amico e non sei piu' interno....
    e sei nella quota 20%....

    Soglia minima ... no problem... mi aspetto 6 idonei per ogni apertura. Chiamati non i migliori ma i piu' vicini al gruppo dominante...

    Che fai ancora in Italia... cambia paese..... Consiglio disinteressato...

    RispondiElimina
  123. @ anonimo-rti
    non hai letto bene la legge. c'è scritto che è da considerarsi esterno chi no abbia lavorato presso una sede (in nessuna forma, nemmeno con contratti) negli ultimi 3 anni.

    quanto alle abilitazioni, nel mio settore si prevedono decine di abilitati (più di 50) all'anno. che poi ad essere chiamati saranno i soliti noti è più che probabile, ma se uno non si mette in gioco di fatto facilita la partita alle componenti peggiori del sistema

    RispondiElimina
  124. @ anonimo-rti,


    pero' leggetevel le regole... poi se avviene lo schifo prendiamocela pure con lo schifo, ma basta con il qualunquismo.

    RispondiElimina
  125. @salvo

    si ma smettiamola con il qualunquismo della meritocrazia ... certo che se uno scrivi 1 invece di 3 ci si attacca anche a questo.

    Comunque se uno firma un lavoro con 200 autori .... scientificamente quelle pubblicazione vale zero...

    RispondiElimina
  126. a Bologna si spenderanno 2 milioni per pagare i corsi ai RTI ... con quali soldi?
    Quelli che sarebbero dovuti servire per i primi bandi RTD!!!

    RispondiElimina
  127. E' l'ora della risposta del miur all'interrogazione parlamentare.

    RispondiElimina
  128. Il lavoro va pagato. No al caporalato e alla servitu' della gleba.

    RispondiElimina
  129. Il Governo ha appena risposto all'interrogazione sugli assegni di ricerca (e i contratti)

    http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=35410&stile=6&highLight=1&paroleContenute=%27INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+IN+COMMISSIONE%27

    Buone notizie. Sostanzialmente la risposta si è articolata in 3 punti:

    - le procedure emanate prima dell'entrata in vigore della legge Gelmini si svolgono regolarmente secondo la normativa vigente al momento del bando.

    - i bandi contrattualizzati prima dell'entrata in vigore della legge Gelmini proseguono secondo la normativa vigente al momento del bando, compresa la possibilità di rinnovo, qualora prevista

    - il decreto ministeriale sull'importo minimo degli assegni di ricerca è stato firmato dal Ministro lo scorso 9 marzo e inviato alla Corte dei Conti il 10 marzo.

    Aspettiamo la pubblicazione del resoconto ufficiale della VII commissione della Camera dei Deputati e poi possiamo fare pressione sulle amministrazioni utilizzando un atto ufficiale.

    Ciao a tutti,
    Luca

    RispondiElimina
  130. e quant'è st'importo minimo?
    si hanno indiscrezioni al riguardo?

    RispondiElimina
  131. 16'000 €/anno ... meno di quello che era previsto precedentemente!

    RispondiElimina
  132. @ insorgere

    ahi ahi ahi ... continui nei fatti a difendere la Gelmini!
    VERGOGNA TU E APRI

    RispondiElimina
  133. @ Insorgere

    sai a chi spetta il compito di verificare che un chiamato come 'esterno' non abbia avuto contratti nei 3 anni precedenti? Grazie

    RispondiElimina
  134. @ rps
    agli uffici che - come sempre - devono controllare se un candidato è ammissibile alla procedura concorsuale.

    @ uppertale
    ma che stai a dì?

    @ gongolo
    veramente a me risulta 19000

    RispondiElimina
  135. @ Insorgere e Gongolo

    sugli assegni anche a me risulta 19.000 (poco meno di quello che prendo ora)

    sugli esterni: quale procedura concorsuale? quella 'interna'? quindi ci saranno posizioni copribili solo da esterni e posizioni copribili solo da 'interni'? o le 'chiamate' ono per gli interni e le procedure concosuali x gli esterni? Mi rendo conto di nn essere molto chiaro, se non lo fossi, ci riprovo :-)

    RispondiElimina
  136. l'importo minimo dei vecchi assegni era 16.138 (lordo assegnista, quindi a cui togliere solo la gestione separata).

    quindi se fosse 19.000, e si trattasse dello stesso tipo di lordo, si tratterebbe di un aumento.

    RispondiElimina
  137. @ precariamente
    certo che è un aumento, è per quello che hanno rideterminato l'importo

    @ rps
    c'è solo una procedura concorsuale. le chiamate sono solo per interni.

    RispondiElimina
  138. @ Insorgere

    quindi le chiamate valgono solo per gli RTI dell'universita' "chiamante", oppure anche per i precari dell'universita' "chiamante"?

    qualcuno potra' pensare che e' un dettaglio, ma non lo e'. Sia per il discorso della % riservata agli esterni, sia perche' il divieto a chiamare parenti o affini esiste solo x le chiamate

    RispondiElimina
  139. cmq la quota di esterni è su tutti gli assunti

    RispondiElimina
  140. @ Insorgere...
    una cosa non mi e' chiara sulle quote. Come nella pratica funzionera' la cosa? Se in tutte le selezioni si dichiarasse che il migliore e' l'interno, qualcuno dovrebbe cedere? Oppure chi bandisce a ed espleta a fine anno sarebbe vincolato dai risultati delle selezioni precedenti? E nel qual caso come si stila il verbale? Tipo: "il migliore e' Mister X interno ma essendo orai piena la quota assumiamo Mister Y esterno"?
    Certo la soluzione migliore sarebbe che gli atenei si dotino di strumenti idonei per controllare la regolarita' delle procedure, nel qual caso il 20% non sarebbe un problema essendo ampiamente entro la statistica. D'altronde si possono indicare i profili, quindi scegliere un esterno e' molto ma molto meno rischioso di prima.

    RispondiElimina
  141. non è chiaro neanche a me...

    RispondiElimina
  142. @ Salvo e Insorgere

    dovrebbe funzionare cosi': fatto 100 il reclutamento, le procedure concorsuali saranno definite (dall'ateneo, ex-ante) per 20 e le chiamate 80. Ossia, es. SECS-p01 procedura esterna, SECS-P09 chiamata...Il tutto ovviamente è un po' piu' complicato, eprche' nnon è chiaro se la % si calcoli sui punti organico o sugli individui

    Considerate ke nel 'calderano' del 20% ci sono anche le posizioni PO, utili a chiamare 'esterni' che hanno o hanno avuto in passato lo so che c'e' il vincolo dei 3 anni) rapporti con il Dipartimento (leggi gruppo di ricerca)

    RispondiElimina
  143. @ Insorgere

    se le chiamate sono solo per precari RTDb (tra i precari), significa che un precario non RTDb figlio del barone puo' fare la procedura concorsuale per PA direttamente???

    RispondiElimina
  144. @ RPS,

    si credo funzionera' come dici tu... il 20% lo si coprira' in maggior parte con chiamate dirette.

    Sul vincolo dei tre anni attenzione, "avere rapporti" lo si intende come rapporti contrattuali, cio' non esclude che l'esterno conosca ed abbia collaborato col gruppo che lo assume, il che d'altra parte pare anche plausibile.

    RispondiElimina