martedì 22 febbraio 2011

La gestione del transitorio (o "De capitombolo")




Chissà che tra le lezioni che l'autorevole ministro Gelmini dovrebbe impartire nell'improbabile scuola lombarda di politica non ne esista una in cui si parli del concetto di "transitorio".
Ma forse questo vocabolo per il ministro è sconosciuto, vista la situazione che regna attualmente nell'università italiana.

Da quasi un mese dall'entrata in vigore della legge, facoltà e dipartimenti sono nel caos più completo: le vecchie posizioni contrattuali con le quali i ricercatori precari sono stati tenuti "in vita" per decenni (assegni di ricerca, RTD ex Moratti, co.co.co., borse di studio) non esistono più e contemporaneamente il MIUR e gli atenei non sono evidentemente nelle condizioni di poter emanare i decreti attuativi e i nuovi regolamenti che permetterebbero di bandire le nuove figure previste dalla 240/2010.

- Ti è scaduto l'assegno di ricerca? Peccato, fintanto che non esce il decreto attuativo con i nuovi minimi ed i relativi regolamenti di ateneo devi attendere (e con te il tuo padrone di casa se paghi un affitto o la tua banca se paghi il mutuo).
- Ti è scaduto il co.co.co.? Pazienza, la riforma prevede che i co.co.co. non possano più far parte dei gruppi di ricerca, quindi non hai alcuna speranza che ti venga rinnovato.
- Avevi trovato l'ente disposto a finanziare una posizione di ricerca triennale su un progetto di tuo interesse? Spendili per una supercrociera visto che in questo momento non puoi utilizzarli per alcunché nell'università italiana.

A giudicare dall'esperienza di chi ci ha provato, sembrerebbe inutile anche scrivere direttamente al MIUR per chiedere lumi sulla corretta interpretazione di alcuni passaggi della Legge dal momento che il ministro è latitante e i direttori generali, veri artefici della normativa, sono divisi tra chi è andato in pensione e chi sta dimettendosi per (si mormora) contrasti interni.

Metaforicamente, si è nella situazione che capita a chi, avendo tolto il piede dallo scalino più basso, non può ancora poggiarlo su quello più alto…e non ci risulta che l'università italiana abbia (ancora) messo le ali.

257 commenti:

  1. ma perché nessun giornale ne parla?
    soprattutto dopo aver dato così ampio spazio alla protesta studentesca di dicembre...

    RispondiElimina
  2. Caro anonimo,
    nel paese dei "qualitativi", finchè gli slogan sono:
    MORTE AI FANNULLONI da una parte
    DIRITTO ALLO STUDIO dall'altra

    è tutto bello e facile, perchè su quei temi si possono scannare tanto gli avventori da bar, quanto i prestigiosi ospiti di BrunoVespa...rievocando passate lotte studentesche piuttosto che terrorismo, ecc.

    Ma su un decreto ministeriale, su regole, date, numeri, ecc..
    Su quelle è più difficile litigare a suon di slogan dozzinali

    RispondiElimina
  3. A proposito di transitorio (?), sperando di non essere off topic ( e nel cas mi scuso) propongo uno stralcio di un'intervista al Rettore di UniTo apparsa su Repubblica settimane fa.
    Alla domanda dell'intervistatore, guardate come risponde il Magnifico...
    Ha senso la sua risposta? Se sì, perché 2018???

    I ricercatori dovranno dire addio ai contratti a tempo indeterminato. Diventeranno dei precari a vita?
    "La riforma entrerà a regime come minimo nel 2018. Prima di allora però bisogna prevedere dei concorsi che inquadrino i ricercatori come professori associati. Se la valutazione sulla loro attività scientifica e didattica è positiva, deve esserci un posto per queste persone. Non possiamo permetterci di disperdere un patrimonio del genere".

    RispondiElimina
  4. Probabilmente perché secondo la sua mente bacata, seguendo il percorso previsto dalla riforma RTDa + RTDb, realisticamente la prima tenure che arriva alla chiamata da associato avverrà nel 2018.

    Ma le cose ovviamente non stanno così per mille motivi.

    RispondiElimina
  5. ma poi di concorsi farnetica questo rettore?
    i ricercatori potranno essere inquadrati come associati se prenderanno l'abilitazione. e nessuna legge sara' in grado di disperderli giacche' sono ricercatori a vita..

    ma una letta veloce alla legge l'ha data, almeno lui che fa il rettore di unito, o ne parla solo per sentito dire?

    RispondiElimina
  6. Mimmo ha detto...
    "nel paese dei "qualitativi", finchè gli slogan sono:..."

    hai ragione, la mancanza capacita' (volonta') di ragionare su dati, piuttosto che su opinioni, e' un problema. Spesso nenache tutti i ricercatori , almeno in certe aree, riuescono a ragionare sui dati, figuramoci i giornalisti, che non ne capiscono nulla...

    rps

    RispondiElimina
  7. @ lassie

    non ho capito i link ai "dimissionari" e ai "pensionanti", tutte le persone che compaiono ai link che hai postato sono dimissionarie e/ pensionanti?

    RispondiElimina
  8. Vi faccio notare il seguente articolo sul manifesto:
    http://iononfaccioniente.files.wordpress.com/2011/02/manifesto.png
    sembra che al Dipartimento di Fisica a Roma vogliano rendere la didattica obbligatoria per gli assegnisti di ricerca.

    RispondiElimina
  9. @ Mitopap

    nel 2018 andra' a regime il "sistema": da quel momento in poi arrivera' la "valanga" (piccola o grande dipende da quanti RTDa si bandiscono) che avra' superati il periodo di RTDa e b, Prima di tale data ci dovrebbero essere (tranne eccezioni) solo arrivi da persone che non hanno fatto il "percorso completo" previsto dalla legge.

    rps

    RispondiElimina
  10. "Valanga": dipende molto da quanti soldi ci saranno. Pochi, in my opinion...

    RispondiElimina
  11. @precariamente

    il link ai "pensionati" riporta un settore del MIUR in cui il posto di dirigente è, appunto, vacante. Era il posto ricoperto da Masia fino a Dicembre 2010.
    il link ai "fuoriuscendi" porta invece a Tomasi, ferratissimo dirigente del MIUR che, secondo indiscrezioni uscite sui giornali qualche settimana fa, sarebbe sull'uscio per frizioni sul posto di lavoro.

    RispondiElimina
  12. @ France

    vero. Anche se per TDa so di diverse universita' che si stanno muovendo per canali extra FFO (su tutti Regioni)...

    rps

    RispondiElimina
  13. ma io non ho capito, ma vi pare normale che nella situazione in cui siamo, un rettore di un ateneo grande come unito, intervistato per un'opinione, vada pensare a quello che succedera' tra 7 anni a persone che al momento neanche esistono?

    qualcuno ha controllato se per caso il tizio in questione ha qualche nipote che ha appena iniziato un dottorato, almeno questo spiegherebbe il ragionamento futuristico...

    ma poi quali valanghe? la valanga di gente a cui dare un posto c'e' oggi, tra 7 anni i pochi sopravvissuti che saranno riusciti ad avere quei pochi RTD_X staranno pure larghi nei posti che si libereranno dai pensionamenti.

    bah, qui siamo alla fantascienza pura..

    RispondiElimina
  14. le dichiarazioni di quel rettore si commentano da sole.
    è sicuro che ci saranno pochi RTDA e pochissimi B. il grosso dei precari camperanno di assegni, oggi come ieri.

    RispondiElimina
  15. http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2011/02/22/visualizza_new.html_1584085961.html

    incertezza sul milleproroghe, rilievi del quirinale

    RispondiElimina
  16. @insorgere
    se non passa il milleproproghe, salterà lo slittamento al 2012 del divieto per borsisti e co.co.co. di afferire a dipartimenti e partecipare a progetti e gruppi di ricerca.
    Il che rende ancora più attuale l'argomento del post.

    RispondiElimina
  17. Il 1000proroghe ci porge anche altri temi di incombenza ministeriale...
    http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=XNQBX&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1

    RispondiElimina
  18. @ lassie

    ma quindi questo slittamento nel milleproroghe c'è?
    Le opinioni in merito sono discordanti, e io nel testo del milleproroghe proprio non l'ho trovato
    (anche se visto la complessità del decreto, non escludo che sia per colpa mia).

    RispondiElimina
  19. Voglio segnalare questa ultima mossa dei geronti ammanicati dell'Università di Bologna che è fantastica nel candore della dichiarazione del rettore:

    http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/02/22/news/una_chance_per_i_ricercatori_dal_tesoretto_dell_ateneo-12774088/

    Già nel mio Dipartimento da tempo la piramide era a cono gelato, con 2 ricercatori e tutti gli altri autopromossi negli alti gradi. Con questo provvedimento si va verso la scomparsa completa della punta del cono.

    RispondiElimina
  20. @Cammagno

    in effetti mi sono limitato a riportare quanto dichiarato da LucaS senza controllare il testo del 1000proroghe.
    Se ho tempo oggi cerco di darci un'occhiata.

    RispondiElimina
  21. Da qui sembra che la proroga co.co.co sia stata bocciata

    http://www.flcgil.it/milleproroghe.-il-senato-approva-il-maxiemendamento

    RispondiElimina
  22. @ lassie

    Testo del milleproroghe approvato in Senato:
    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Ddlmess&leg=16&id=525324

    Ad una ricerca (veloce) nel testo usando le seguenti chiavi di ricerca:

    * 240 (Legge 240/2010, legge Gelmini)
    * 180 (DL 180/2008 => L 1/2009, legge universita' con nuove regole conc RTI)
    * 9 gennaio (DL 180/2008 => L 1/2009, legge universita' con nuove regole conc RTI)
    * 78 (DL 78/2010 => L 122/2010, manovra)
    * 133 (DL 122/2008 => L 133/2008, manovra)

    non vi e' traccia di emendamenti (a meno che non me li sia persi) alla legge gelmini sull'articolo 18 commi 5 e 6 (proroga del blocco su cococo e borse) o alla legge 1/2009 relativamente alle regole per la formazione delle commissioni RTI.

    Hanno solo abrogato il comma 5 dell'art. 6 della legge Gelmini che confliggeva con un comma dell'art 29 (uno modificava, l'altro abroga il comma 11 della Moratti)

    Gianluca

    RispondiElimina
  23. Insorgere ha detto...
    "è sicuro che ci saranno pochi RTDA e pochissimi B. il grosso dei precari camperanno di assegni, oggi come ieri."

    Dipende da quanto si intende x "pochi". Che il "grosso" rimanga a livello di assegnista
    non e' necessariamente sbagliato, IMHO.
    Solo "pochi" assegnisti - i piu' bravi - dovrebbero vincere un TDa e solo i bravi TDa dovrebbe andare a TDb (lo stesso dovrebbe valere nel passaggio dottorato - assegno).

    Da noi nel solo passaggio dottorato si "perde" almeno il 50%. Nel successivo un altro 50%.
    Se il gruppo con cui uno lavora pensa che un candidato non sia meritevole, o il candidato non e' meritevole o sbaglia il gruppo. Nel secondo caso meglio cambiare aria e fare ricerca da un'altra parte o andare a fare un altro lavoro (da noi - economia - molti vanno in consulenza o banche). Nel primo caso lo stesso.

    rps

    RispondiElimina
  24. In "precaria" grandina

    RispondiElimina
  25. @ rps
    provo a spiegarmi, per educazione.

    mediamente c'erano circa un migliaio di RTI l'anno.
    è ragionevole ritenere che i TDB sarnno meno di un terzo e che il totale di TDB e TDA non raggiunga quella cifra.

    siccome i vecchi assegni e quelli nuovi non si cumulano - chi ha già fatto quattro anni di vecchi assegni potrà farne altri quattro di nuovi - molti precari di lungo corso come me camperanno ancora per anni con assegni. e tutto ciò - ovviamente - a prescindere dal merito. chiaro così?

    RispondiElimina
  26. insorgere ha detto...

    sei stato chiaro. Due domande:

    - da cosa deduci che " che il totale di TDB e TDA non raggiunga quella cifra." (ossia < 1000)

    < 1000 vorrebbe dire circa 15 Td per ateneo (vado a memoria, correggimi, se sbaglio). Quindi neanche un TD per dipartimento (o vecchia facolta'). Mi sembrano troppo pochi, a meno che non ci sia una forte varianza fra atenei.

    "siccome i vecchi assegni e quelli nuovi non si cumulano - chi ha già fatto quattro anni di vecchi assegni potrà farne altri quattro di nuovi"

    Il non cumulo lo vedi come una cosa positiva e pavresti preferito che si cumulassero?


    rps

    RispondiElimina
  27. @ insorgere (o qualcun altro di apri)

    potreste invitare gentilmente RPS a smetterla di dare dell'ignorante a chi scrive su questo blog (vedi coda penosa del penultimo post)??

    scusate, ma la mia pazienza e' infinita ma a sto punto e' proprio esaurita.

    se potete fargli un invito ufficiale almeno voi che siete i padroni di casa,

    grazie

    RispondiElimina
  28. "Il non cumulo lo vedi come una cosa positiva O avresti preferito che si cumulassero?"


    scusa il typo

    rps

    RispondiElimina
  29. chiediamo a scusa a tutti se la situazione nell'altro post ci è sfuggita di mano.
    Non si ripeterà.

    RispondiElimina
  30. @ tutti

    siete pregati di evitare insulti e polemiche

    @ rps

    il non cumulo è positivo, perché altrimenti sarebbe stato un precaricidio

    quanto al fatto che saranno meno, è un dato evidente perché costano molto di più e le risorse complessive non sono aumentate bensì diminuite. quanto alla distribuzione per ateneo dei posti, varia moltissimo ed è difficile fare previsioni. in ogni caso è ovvio e scontato che non ci sarà un td per dipartimento, come prima non c'era ogni anno un RTI per dipartimento.

    RispondiElimina
  31. @ insorgere

    Non sono pessimista come te sui numeri. E' vero che i TD costano piu' degli RTI (anche se solo x i primi 3 anni, dopo la differenza non e' rilevante), e' pero' anche vero' che essendo posizioni TD sono budget determinato, non indeterminato, quindi e' piu' facile trovare un'azienda che li finanzi (cosa praticamente impossibile per un RTI).
    So di atenei che si stanno muovendo molto in tal senso.

    Sono denari completamente fuori da FFO.

    Se fai riferimento ai 'vecchi' dipartimenti concordo. MA se guardiamo alle 'vecchie' facolta' e' diverso. Prima, almeno nelle realta' che conosco, c'era ben di + di un RTI per facolta'. Nella sessione 2010 le sole facolta' di economia (non Medicina...) hanno bandito > 100 RTI.
    In generale, La Sapienza da sola nella sessione 2010 ha bandito quasi 80 posti RTI, UNITO > 90. Nelle piccole UNISS 28, UNICA 14 (tanto x rimanere in sardegna). Sono solo esempi, senza alcun valore generalizzante, ovviamente.


    Ad occhio (non ho i dati), quel numero (RTD < 1000) puo' essere dato solo se diverse universita' non bandiscono affatto (o bandiscono solo numeri irrisori - 3-5 RTD annui).


    rps

    RispondiElimina
  32. @ insogere
    "siccome i vecchi assegni e quelli nuovi non si cumulano"

    scusa ma da dove lo sai che i vecchi assegni non si accumulano con i nuovi?

    RispondiElimina
  33. @ Insorgere

    Chiaro sulla tua opinione sul "cumulo". Da quanto avevi scritto prima, avevo inteso erraneamente il contrario.

    rps

    RispondiElimina
  34. @ anonimo
    datti un nick.

    vecchi e nuovi assegni sono fattispecie giuridiche differenti. la vecchia normativa prevede che non si possa fare più di 4 anni di assegni vecchio tipo (chiamiamoli ai assegni sensi della legge y). la nuova legge crea figure nuove appunto, ai sensi della legge gelmini, e tali assegni non possono esser rinnovati per più di quattro anni.

    in sostanza, anche se si chiamano tutti e due assegni, sono figure contrattuali disciplinate da leggi diverse. ne consegue che non c'è cumulo, sono due cose diverse. su questo non vi è dubbio.

    quindi uno può aver avuto 4 anni di vecchi assegni e ora farsi altri 4 anni di nuovi assegni. non è il massimo, ma si può campare per un po'

    RispondiElimina
  35. @ rps
    il tuo ragionamento vale per i TD di tipo A, e solo per certe facoltà.

    inoltre non consideri il fatto che per i TD di tipo B le università devono mettere da parte il budget per l'associatura. con i pochi fondi che ci sono ora ciò è del tutto improbabile.

    RispondiElimina
  36. insorgere,

    alcuni atenei considerano vecchi e nuovi assegni senza soluzione di continuita`. Per cui chi ha gia` fatto 4 anni di vecchi assegni non potra` averne di nuovi. In ogni caso sommando i due tipi non si potranno superare i 4 anni.

    RispondiElimina
  37. @ Michele

    A quali atenei fai riferimento? Parli di discussioni in corso o di nuovi regolamenti già emanati? Sarebbe interessante cominciare a leggerli - se già ne circolano -.

    RispondiElimina
  38. @ michele
    interpretazione errata e non conforme alla legge.
    in ogni caso sommando i due tipi SI PUO arrivare a 8 anni, su questo nessun dubbio

    RispondiElimina
  39. @ michele
    leggo ora, ad esempio, il regolamento appena emanato da unimore (http://www.unimore.it/hreg/RegAssegniRicerca2011.pdf) e non mi pare che si orientino per il cumulo di vecchi e nuovi a.r.

    per gli importi, nelle more del decreto sui minimi, hanno optato per uno scaglionamento in fasce

    RispondiElimina
  40. @ Insorgere

    Si, certo vale per TDa, soprattutto. data la 'furbata' di costringere la Uni all'accantonamento e' molto + impegnativo per un'azienda finanziare un TDb.

    Con riferimento alle materie: piu' facile ottenere finanziamenti per TD che si occupano di ricerche con stretto legame con il 'mondo del lavoro' (economia, informatica, chimica, ingegneria, etc), meno per lettere, filosofia e scienze della comunicazione (su tutti). cmq ci sono aziende pubbliche (Regioni , su tutte) con cui universita' stanno cercando accordo per finanziare RTD. Ecco perche' non sono cosi' pessimista.

    Domanda: fatto 100 il costo annuale per un TDb, sai quanto dovrebbe accantonare l'universita'?
    L'importo e' da accantonare tutto il primo anno o l'accantonamento e' suddivibile nei 3 anni?

    rps

    RispondiElimina
  41. devono accantonare i punti budget per la chiamata di un associato.

    quanto ai tdb, non sono finanziabili dall'esterno perché la legge prevede che chi li finanzia ci metta soldi per coprire lo stipendio per 12 anni (o 11, non ricordo esattamente). in ogni caso è chiaramente troppo.

    mi chiedo peraltro a che serva moltiplicare i tda se poi non avranno sbocchi

    RispondiElimina
  42. vorrei essere ottimista quanto voi, ma temo il peggio rispetto a questa questione.
    se e' vero che il ministero sta per emanare un circolare per chiarire importi minimi e altre faccende sugli assegni, non scommetterei un centesimo sul fatto che non metteranno mano alla questione degli assegnisti 449/97

    spero di sbagliarmi

    RispondiElimina
  43. Grazie infinitejest e grazie anche insorgere

    non sono un grande esperto tuttavia mi sembra che la legge sia scritta malino e poco chiara e ci saranno bei casini

    RispondiElimina
  44. ma come mai la concorrenza degli anziani sui nuovi assegni non e' vista con preoccupazione nell'ipotesi di non-cumulo?

    RispondiElimina
  45. compresibilemnte ragioniamo sul caos attuale, tuttavia non bisogna smettere di pensare al futuro e di proporre iniziative che possano rilanciare il sistema

    http://www.imille.org/2011/02/“pensioniamoli-tutti”-anzi-no/

    RispondiElimina
  46. @insorgere
    scusami se ti faccio domande alle quali probabilmente avrai già risposto tante volte.

    1)se un assegnista ha fatto due anni di assegno e a novembre 2010 ha preso servizio per un ulteriore anno, alla fine di questo terzo anno arriverebbe a tre. Potrebbe partecipare per rtdb?

    2) se invece dopo due anni di assegno il primo marzo prendesse servizio come RTD vecchio tipo (durata tre anni). In questo caso potrebbe partecipare per rtdb
    a)dopo un anno
    b) dopo tutti e tre gli anni
    c) mai deve in ogni caso fare il rtda.

    grazie

    RispondiElimina
  47. @ eurodisney

    1. si, può partecipare a rtdb quando ha concluso terzo anno
    2. al terzo anno complessivo di post-doc può partecipare a rtdb

    RispondiElimina
  48. Purtroppo l'emendamento che avrebbe posticipato al 2012 lo stop ai contratti è stato bocciato in commissione a Senato e poi non inserito nel milleproroghe. Il MIUR aveva datto assicurazione sulla sua approvazione, ma il ministero dell'economia è stato di altro avviso.
    A questo punto è evidente che l'intenzione di devastare l'università è in primo luogo in via XX settembre.

    RispondiElimina
  49. ricercatori precari in cerca di fortuna in Libia ora in pericolo:

    http://palermo.repubblica.it/cronaca/2011/02/24/news/in_missione_per_l_universit_due_docenti_bloccati_in_libia-12835153/?ref=HREA-1

    RispondiElimina
  50. @ Insorgere

    Grazie della spiegazione sull'accantonamento. Quindi di punti organico, e non denaro, si tratta. Allora ha piu' senso. Di fatto i TBb vanno in competizione con le abilitazioni. Giusto. Fondamentale che sia per una posizione sia per l'altra vi siano dei meccanismi di criteri minimi che tanto minimi non siano. questo anche se si tratta di "mandare a casa" un TDb che e' 15 anni che fa il precario o un ricercatore che ha 20 anni di anzianita' di servizio.
    Altrimenti in sistema non funziona.


    Concordo che "moltiplicare" i TDa senza che poi vi siano sbocchi in TDb non ha senso se si considera il TDa una posizione junior con una "naturale" progressione (per i "meritevoli") in posizione tenure-track (TDb).
    (Considera cmq che le prime posizioni di TDa dovrebbero uscire verso fine anno e che quindi c'e' a queste saranno "collegate" le posizioni TDb di fine 2014).


    Se, invece, i TDa sono cosiderate posizioni simili a quelle TDb, con una differenza - in termini di carriera - che non prevedono una tenure-track, allora e' efficiente che il numero di TDa NON sia legato al numero di TDb (in una qualsiasi proporzione). Come Universita' bandisco i TDa e TDb che ritengo utili per fornire il servizio (didattica, ricerca e servizi al territorio) nel rispetto dell'economicita'.

    rps

    RispondiElimina
  51. @ rps
    nel rispetto dell'economicità i tdb non servono. quindi tutti precari senza sbocco

    RispondiElimina
  52. @ Insorgere

    e perche' "nel rispetto dell'economicità " non servirebbero?

    rps

    RispondiElimina
  53. costano di più dei tda e fanno le stesse cose. peraltro una volta stabilizzati a PA sono meno ricattabili e dunque più scomodi, oltre che più costosi

    RispondiElimina
  54. Ciao a tutti, scusate se mi intrometto, ma ho una curiosità da fugare se qualcuno di voi ne è a conoscenza. Il budget che verrà liberato dai pensionamenti del personale docente a partire dall'anno 2011 come sarà ripartito? (mi spiego da un prof ordinario quanto rimane? vengono decurtati come avveniva prima della riforma? Se si in che forma?) E' possibile, mi è sembrato così leggendo la riforma, che la metà dei fondi debba essere destinata a RTD e l'altra metà per avanzamenti di carriera RTI->PA e PA->PO per 6 anni? Alla fine dipende molto da quanto rimarrà dai budget dei pensionamenti!

    RispondiElimina
  55. @ Insorgere

    vero che costano + dei TDa, ma dovrebbero essere piu' bravi. Quindi, saranno in grado di vincere maggiori fondi di ricerca (--> + finanziamenti all'ateneo, ed al dipartimento), pubblicare meglio (--> + risorse, again), fare + conto terzi (di nuovo, + risorse), insegnare meglio (+ soddisfazione degli studenti). Il tutto ceteris paribus, ovviamente.
    Se non sono in grado di fare nulla di cio', beh allora perche' un'universita' dovrebbere remunerarli meglio (+ soldi + tenure-track) di un TDa o di un assegnista?


    Se la logica fosse *solo* quella citata da te non dovrebbero esistere (o quasi) PO, dato che i PO costano + dei PA e fanno le stesse cose, sono meno "ricattabili e dunque + scomodi". Eppure di PO siamo pieni!


    Inoltre, l'universita' avra' molto bisogno di professori, che tengano + di un corso, anche numeroso (In Economia i PA e PO solitamente si "smazzano" i corsi da >200 studenti). Quindi, c'e' bisogno di reclutare.
    Ovviamente non in misura uguale per tutte le universita' e per tutte le aree.

    Gestire secondo economicita' non e' contrario ai precari, anzi. E l'unico modo di rendere il sistema in grado di perdurare nel tempo.


    rps

    RispondiElimina
  56. Ecco la proposta di regolamento a Fisica:
    http://iononfaccioniente.wordpress.com/2011/02/22/la-contestata-bozza-di-regolamento-didattico-del-dipartimento-di-fisica-alla-sapienza/

    se si obbligheranno gli assegnisti a 60 ore di lezione, pagati 1200 euro al mese, chi avra' bisogno di RTA o RTB o altro ?

    RispondiElimina
  57. @Anonimo

    però gli assegnisti non rientrano nei criteri minimi , rtd a e b sì. Certo in una grande facoltà dove i minimi sono già garantiti il rischio aumenta....

    RispondiElimina
  58. @ rps

    visto che sei un'economista volevo sapere una tua opinione su questo call for assistant professor of economics (3+3 anni) trovato in inomics:

    http://www.inomics.com/economics/jobs/2011/2/24/assistant-professor-economics

    Come vedi non ci sono assurdi limiti di anni di laurea ...(vedi post precedente) ma devi almeno aver un revised & resubmitted in rivista A.

    RispondiElimina
  59. @ Alembico

    attenzione: le facolta' non esisteranno più! Occorre capire come verranno calcolati i docenti minimi nei corsi per i Dipartimenti

    RispondiElimina
  60. i punti organico non sono denaro??
    questa e' bella...

    RispondiElimina
  61. @ultimo anonimo
    no, i punti organico sono una stima del costo futuro.

    per esempio, un ricercatore anziano costa più di un neo-associato, ma vale meno punti organico.

    RispondiElimina
  62. @ Andrea

    la definizione di "punto organico" e' "l'equivalente del costo medio annuale di un professore ordinario".

    se un costo non e' denaro cos'e'?

    RispondiElimina
  63. @ Ultimo anonimo

    E' un elemento economico e non numerario (o finanziario).


    Un costo non e' denaro. I due aspetti possono essere collegati (un costo genera un'uscita di denaro, etc), ma sono due concetti distinti.



    rps

    RispondiElimina
  64. @ marco enrico

    rispondo alla tua domanda. il turnover si calcola così: prendi il totale dei punti budget liberati da pensionamenti ecc. e lo dividi per 2 (perché c'è il turnover al 50%). poi di quella metà che rimane il 50% va a RTD, il 20% a PO e il restante 30% diviso tra PA e ammnistrativi.

    il problema è che la legge stabilisce queste quote, giuste, ma non specifica quali contratti TD (se A o B). noi avevamo proposto un emendamento che sancisse che una quota pari al 40% dei TD fosse di tipo B, ma è stata bocciata. il rischio è che si facciano solo A

    @rps
    hai una visione molto astratta di come funziona l'accademia. credi davvero che si recluti o si promuova in funzione della capacità di attrarre fondi o della qualità della didattica? sarebbe giusto e bello ma non è così. non prendiamoci per il culo, per favore

    RispondiElimina
  65. @ rps

    La programmazione dei dipartimenti si fa con i punti organico, se un direttore programma un costo deve programmare anche come pagarlo. Programmare/bandire un rtd significa accantonare/programmare i soldi per pagarlo. Se un ordinario va in pensione libera un punto organico (cioe' soldi) per pagare altre figure in entrata.

    Senno' cosa programmiamo: quale ufficio gli diamo e come coloriamo le tende?

    RispondiElimina
  66. @ insorgere

    forse l'hai gia' detto: quanti punti organico ci vorranno per un RTD_A o B?

    0.50 come i vecchi RTI o meno, o differente secondo se A o B?

    RispondiElimina
  67. @ Ultimo anonimo (datti un nick)

    accantonare denaro (operazione che da luogo ad un fondo) e' cosa diversa da programmare un'uscita. Piu' precisamente: posso programmare un'uscita senza fare alcun accana bilancio tonamento per gli anni futuri.

    Andrea ti ha gia' spiegato la differenza fra denaro e punti organico


    rps

    RispondiElimina
  68. @ Insorgere

    Non so se ho una visione "astratta", perlomeno non piu' di altri qui (il promuovere lo strumento della "chiamata responsabile" in un sistema come quello che descrivi tu come lo spieghi?)

    Non nego (ed ecco perke' il *solo* di prima) che esistano logiche differenti, ma sinceramente non credo al mito del "tutti i PO sono baroni ignoranti, tutti i ricercatori leccaculo e tutti i precari sono bravi, mantengono in piedi la ricerca e la didattica, ma ingiustamente non sono promossi). Non ci credo perche' ho visto realta' molto differenti.

    E ti diro' di piu', se credessi che fosse tutto vero me ne sarei gia' andato dall'universita', perche' lavorare in un posto del genere a me non interessa.

    Mi interessa promuovere sempre di piu' il merito dentro l'universita'. Perche' se il sistema non funziona di avere un posto (TD o whatever) in un sistema simile non mi interessa.

    Se l'universita' non agisce secondo economicita' il sistema non regge.

    Ovviamente e' un'opinione personale e non necessariamente condivisibile.

    rps

    RispondiElimina
  69. @ rps
    anche a me interessa promuovere una modernizzazione del sistema, però questo non mi impedisce di guardare in faccia la realtà per come essa è ora.

    quanto ai punti budget dei TD, ancora non è chiaro.

    RispondiElimina
  70. @ Insorgere

    dovrebbero essere: 0.7 per un TDb e 0.15 (o 0.25 non ricordo bene) per un TDa. Potrei sbagliarmi, ma questa e' l'ordine delle grandezze.

    Se le universita' inizieranno ad agire secondo economicita' il sistema migliora. A me di ottenere un "posto" a discapito di tutto non interessa.

    rps

    RispondiElimina
  71. @ rps
    i punti budget li definisce il miur, finché non esce circolare in proposito è tutto fermo.

    quanto al sistema, se migliorerà sarà lentamente. a me fa sinceramente schifo, tuttavia mi diverto a fare ricerca e a insegnare e non vorrei fare altro. ognuno faccia come crede, sarebbe già un passo avanti coltivare come obiettivo l'europeizzazione del nostro mondo provinciale

    RispondiElimina
  72. le differenze formali, di definizione o di lana caprina qui non ci interessano.
    quello che interessa e' che un direttore di dipartimento non bandisce un posto RTD finche' non e' sicuro di poterlo pagare, i.e. finche' o non gli si liberano punti organico, o non gli arrivano soldi da qualche altra parte.

    RispondiElimina
  73. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  74. io sono stata assistente per un paio d'anni e la prof con cui dovevo fare il dottorato mi ha detto:"eh, ma il dottorato non è mica un concorso che s'improvvisa. devi avere qualcuno che ti appoggia, altrimenti mica lo passi. Ah, sai una cosa? Ti puoi arrangiare". Inutile dire che il concorso l'ho fatto, e passato, senza di lei.
    Vale
    noalpostofisso.blogspot.com

    RispondiElimina
  75. Il turn over quando torna al 100%? Mi pare di ricordare dal 2013. E' così?

    RispondiElimina
  76. scusa Valec ma ... che caxxo significa "sono stata assistente"?
    Vuoi dire che sei stata a leccare senza vedere una lira ...?

    RispondiElimina
  77. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  78. @ Anonimo

    "le differenze formali, di definizione o di lana caprina qui non ci interessano.
    quello che interessa e' che un direttore di dipartimento non bandisce un posto RTD finche' non e' sicuro di poterlo pagare, i.e. finche' o non gli si liberano punti organico, o non gli arrivano soldi da qualche altra parte"

    Qui dove? E' la prima volta che scrivi e' gia' decidi cosa e' in topic e off topic? Lascialo fare ai gestori del blog. O ti sei seplicemente dimenticato di fare log in?

    La differenza fra punti organico e denaro ti e' gia' stata spiegata. Ed e' rilevante.

    rps

    RispondiElimina
  79. @ Insorgere

    Sui punti organico per TD: vero che li decide il MIUR (ed ecco perche' il dovrebbe mio di prima), ma l'ordine di grandezza dovrebbe essere quello. L'informazione * non ufficiale* e' stata data in sede CRUI

    rps

    RispondiElimina
  80. http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2011/02/25SI85106.PDF

    sul caos degli statuti d'ateneo...

    @ rps
    evita le polemiche pls, per criticare o censurare commenti inopportuni ci sono i moderatori del blog

    RispondiElimina
  81. @ Insorgere

    Hai ragione. Mi riferisvo a questo scritto da un anonimo nei mie confronti ("le differenze formali, di definizione o di lana caprina qui non ci interessano...")

    cancella pure questo mio mex.

    rps

    RispondiElimina
  82. COMUNICATO STAMPA
    Università di Pisa prima in Italia: GRANDE PARTECIPAZIONE alle elezioni del ricercatore PRECARIO in Commissione Statuto

    L'assemblea dei docenti e ricercatori precari ha organizzato giovedì 24 febbraio le elezioni per designare il proprio rappresentante in seno alla Commissione per la riscrittura dello Statuto dell'Università di Pisa (prevista d'obbligo dalla Legge Gelmini in ogni Università d'Italia). Grazie all'impegno dell'assemblea, Pisa è la PRIMA e l'UNICA Università che ha incluso in tale Commissione, di importanza cruciale per il futuro della comunità universitaria, un rappresentante dei ricercatori precari (senza diritto di voto, ma con pieno diritto di parola e di proposta).

    Nonostante il pochissimo tempo a disposizione (48 ore dal via libera ufficiale dell'ateneo) l'assemblea ha allestito una vera e propria consultazione con seggi, presentazione delle candidature e un accurato sistema di verifica e di registrazione del diritto di voto.

    Nonostante il brevissimo preavviso gli elettori - ricercatori che hanno avuto un rapporto di ricerca o didattico nel nostro ateneo nel biennio 2009-2010 - hanno risposto con una partecipazione che è andata ben al di là delle aspettative: alla fine a votare si sono recate più di duecento persone (218). Code in vari momenti della giornata al seggio permanente della Sapienza e a Ingegneria; alla chiusura delle operazioni di voto erano ancora molti i precari che chiedevano di poter votare essendo stati raggiunti solo all'ultimo dalla notizia.

    Tre i candidati: Martina Cheli, borsista di Ingegneria elettronica e delle telecomunicazioni, Pasquale Cuomo, ricercatore precario di Storia, Elvira Todaro, docente a contratto di Informatica Umanistica.

    E' risultato vincitore CUOMO, con 158 voti (72,5%); a seguire Martina Cheli 48 voti e Elvira Todaro, 9 voti.

    Più di 200 persone hanno scelto di rivendicare i diritti dei ricercatori precari tramite un rappresentante in Commissione Statuto. L'inedita esperienza della presenza di un precario nella Commissione (davvero pioneristica in Italia) comincia con un forte sostegno da parte di una componente della comunità universitaria che fornisce un contributo imprescindibile alle attività svolte all'interno dell'ateneo. Una componente la cui esistenza è stata però finora sempre ignorata.

    L'auspicio è che questa prima importantissima legittimazione porti con sè risultati concreti: la rappresentanza in tutti i nuovi organi dell'ateneo, diritti e tutele elementari per i lavoratori della ricerca e della didattica, una programmazione razionale dei percorsi per giungere all'inserimento a tempo indeterminato nel sistema universitario.

    Anche così si costruisce un'Università migliore, con didattica e ricerca di qualità superiore, un'Università più aperta e più democratica.

    Assemblea dei precari della ricerca e della didattica - Università di Pisa

    RispondiElimina
  83. porcate gelminesche....

    http://www.corriere.it/politica/11_febbraio_25/dieci-milioni-per-insegnare-federalismo-sergio-rizzo_f7a407f4-40a9-11e0-a0e9-e3433e14003f.shtml

    RispondiElimina
  84. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  85. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  86. precario omosessuale25 febbraio 2011 13:13

    Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  87. vero ricercatore25 febbraio 2011 13:31

    Il Rettore dell’Università del Sannio parla chiaro al ministro
    Gelmini: “Abbiamo collaborato con voi contenendo la protesta, adesso
    aiutateci”


    Durante la Conferenza stampa Gelmini-Caldoro di ieri 23 febbraio
    per la presentazione dell’«accordo di programma» tra il Ministero, la
    Campania e i sette atenei della Regione, il rettore dell’Università
    del Sannio Bencardino ha davvero parlato chiaro al ministro alla
    presenza del presidente della Regione Campania, Caldoro.

    Perorando la causa dell’alta formazione campana e del futuro del
    Mezzogiorno tutto, Bencardino ha infatti affermato a un certo punto
    [testuale]: «Noi stiamo facendo il massimo degli sforzi, stiamo
    riducendo le spese, stiamo razionalizzando corsi di laurea e servizi,
    però le università stanno vivendo un momento difficile e lei lo sa.
    Tra l’altro noi [intende i Rettori, ndr] abbiamo collaborato per
    portare avanti la riforma, anche cercando di contenere le pressioni
    che venivano dal basso, dagli studenti, dai colleghi ricercatori. Ci
    siamo riusciti, la riforma è andata in porto, adesso il governo si
    deve impegnare nell’aiutarci con un piano decennale di attenzione, di
    incremento dell’FFO perché le università italiane stanno avendo un
    momento difficile, ma particolarmente difficile è il momento delle
    università del Mezzogiorno perché il contesto è più difficile».

    Purtroppo la trascrizione dell’italiano parlato non è mai pari
    alla finezza di qualsiasi ragionamento, ma in questo caso non si
    sbaglia: siamo stati con voi, invece che coi «colleghi ricercatori» e
    con gli «studenti», quindi adesso pagate.

    Non si ha notizia, negli annali della storia dell’università
    mondiale, di un caso simile di bassezza, di un piegarsi così
    docilmente al volere del governo in carica, dimenticandosi di
    ascoltare o anche solo di prendere in considerazione i motivi delle
    proteste che evidentemente, per Bencardino e per tanti suoi colleghi,
    non erano rilevanti. Forse solo durante il fascismo, con la triste
    cerimonia del giuramento al regime di tutti i professori
    universitari, raggiungiamo esiti simili. Sarebbe stato Bencardino tra
    i dodici che all’epoca si rifiutarono di firmare?

    Il dubbio è legittimo. Infatti, anche durante questa allegra
    cerimonia, i rettori hanno dato prova che loro la firma la mettono
    volentieri e con solerzia, anche se non c’è la promessa di un
    centesimo, anche se l’accordo prevede il ridimensionamento dei corsi
    di studio e delle sedi, anche se il governo ha sbeffeggiato in tutti i
    modi gli universitari definendoli fannulloni e vecchi arnesi di
    apparato, anche se ha stretto alla gola tutto il sistema universitario
    tagliando le risorse ed eliminando sbocchi per i giovani aspiranti
    ricercatori, anche se ha decurtato gli stipendi dei professori e dei
    ricercatori e li ha bloccati fino al 2013. Ma tutto questo non conta,
    per i solerti rettori campani: quando arriva il momento di siglare
    l’intesa la ministra, penna alla mano, apre il protocollo e invita i
    rettori a firmare ma Caldoro la avverte: «i rettori hanno già
    firmato». Da soli, e appartati, prima della cerimonia. Non fosse mai
    che la ministra cambiasse idea durante la conferenza stampa. La
    ministra, di rimando: «ah, hanno già firmato. Efficientissimi. Non
    avevo dubbi».

    Per una volta siamo d’accordo con lei ministro: neppure noi
    avevamo dubbi, ma non sull’efficienza, bensì sull’acquiescenza dei
    solerti magnifici.

    Un’immagine resta comunque impressa: guardare Bencardino parlare
    e osservare lo sfondo del dipinto dietro le sue spalle (le natiche di
    un cherubino svolazzante sull’affresco), rende allegro ciò che non è:
    l’ammissione di aver pensato ai propri piccoli sistemi di potere
    invece che al bene e al futuro dei «colleghi», ricercatori e non.
    Grazie.

    RispondiElimina
  88. scoregion zin zon25 febbraio 2011 13:32

    Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  89. @ Insorgere

    come mai non ti sei canditato a Pisa?

    RispondiElimina
  90. per tante ragioni. non sono più precario bensì disoccupato, ero via nei giorni in cui è stata improvvisamente indetta la campagna elettorale, so che ci sono persone più adatte di me a svolgere quel ruolo

    RispondiElimina
  91. Qualcuno sa a che punto sia il CUN nell'elaborazione del decreto attuativo coi requisiti minimi per l'abilitazione (sempre ammesso e non concesso che si stiano degnando di lavorarci)? Il riassunto del riassunto della loro seduta di martedì e mercoledì scorsi, apparso nel sito di FLCGIL (per il riassunto "ufficiale" e un po' più dettagliato nel sito del CUN chissà quanto ancora si dovrà aspettare) non contiene una sola parola sull'argomento. Che vuol dire, che ritengono di aver già fatto e finito o che se ne occuperanno forse dopo Pasqua?

    RispondiElimina
  92. @ Ugo

    ma e' il CUN che deve "lavorare al decreto" o il ministero? magari il CUN ha finito ma e' il ministero che se la prende comoda?

    RispondiElimina
  93. @ Precariamente

    Il ministero con quel decreto non c'entra nulla. Al massimo, una volta finito il lavoro del CUN, potrà forse essere sottoposto a una verifichina dell'ANVUR (ammesso che l'ANVUR esista, e a me pare che sostanzialmente ancora non esista); dopodiché il MIUR emana quello che gli è stato passato (purtroppo, s'intende, è sempre possibile che, prima di emanarlo, lo "covi" deliberatamente anche per due mesi dopo averlo ricevuto). Comunque il lavoro è del CUN, ed è per questo che mi piacerebbe sapere a che punto sia giunto il CUN

    RispondiElimina
  94. @ Ugo

    pensavo in effetti alla "cova" deliberata...

    RispondiElimina
  95. @ insorgere

    Come fonte hai un membro del CUN o un esterno? Sui quotidiani e in rete non si trova mezza parola sul tema

    RispondiElimina
  96. @ insorgere

    hai visto che avresti fatto meglio a lavorare? ...

    RispondiElimina
  97. http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=406917&IDCategoria=1

    RispondiElimina
  98. Carissimi,
    facendo seguito alla nostre del 4 e del 22 febbraio u.s. relative rispettivamente, all’accordo Governo – Sindacati del P.I. sulla regolamentazione del regime transitorio conseguente al blocco dei contratti nazionali, ed alla circolare n. 1/2001 emanata “per eccesso di zelo” dal Ministro della Funzione Pubblica, si rende necessario analizzare il quadro normativo allo stato vigente, tanto al fine di valutare le ricadute dell’accordo medesimo e della relativa circolare nel settore Universitario, che, rispetto alla restante Pubblica Amministrazione, risulta gravato anche dalla recente approvazione della Legge n. 240/2010 (Riforma Gelmini).

    Per leggere il testo completo:
    http://www.cislunipd.it/?pagina=pagina_generica.php&id=39

    La segretria
    CISL

    RispondiElimina
  99. E Bari non è l'unica in questo stato.

    Senza i soldi hai voglia a contare materiale organico...

    RispondiElimina
  100. @ RTI
    io lavoro e ho lavorato sempre tanto. ho una produzione pari a quella di molti associati. in ogni caso fatti i caxxi tuoi

    RispondiElimina
  101. Un saluto a tutti. Segnalo il forum APRI-RTI:
    http://www.ricercatoriprecari.it/RTI/
    A parte il nome (provvisorio), l'idea sarebbe quella di un luogo di discussione senza anonimi, per precari e strutturati. Non è una associazione, e non comporta l'iscrizione ad APRI (che, ricordiamo, è riservata ai non-strutturati). Buon week-end.

    RispondiElimina
  102. @ anonimo delle 21,39

    E' quello che avevo già fatto presente io, dicendo che gurdano la tabella 2009 senza sconti uscita ora. Ma insorgere disse di "fregarsi della tabella". Evidentemente non è così...

    RispondiElimina
  103. @ carmelo
    non hai capito, evidentemente. il caso barese riguarda uno sforamento negli anni passati, ed è per quello che non possono chiamare ora.

    quando io dissi di fottersene delle tabelle era nell'ambito di una discussione sullo sforamento di quest'anno e sulle sue conseguenze. le due cose sono temporalmente distinte e separate.

    una cosa sono i blocchi derivati dallo sforamento passato e che incidono sull'oggi, altro i blocchi futuri che deriveranno dagli sforamenti odierni. per intenderci bari aveva sforato prima e a prescindere dal milleproroghe e dalla mancata riproposizione degli sconti per il personale medico.
    chiaro?

    RispondiElimina
  104. @ fra
    aggiungo link degli RTI-apristi

    RispondiElimina
  105. Intanto che state qua a commentare serissimamente la Riforma Gelmeni, vi informo che dal documento di richiesta di rinvio a giudizio di SB risulta che anche la Gelmini sia stata vista ballare nuda alle serate di Arcore.

    RispondiElimina
  106. @ ultimo anonimo dall'inclinazione qualunquista

    mi sa che ti sfugge il fatto che - qualunque cosa abbia fatto mary star - la sua riforma incide fortemente (e duramente) sull'università. capire cosa succede è vitale per reagire e difendersi

    RispondiElimina
  107. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  108. ma veramente pensate di poter discutere con i RTI ...
    con il nemico non si discute ... il NEMICO SI ABBATTE!
    MORTE AI FANNULLONI.

    RispondiElimina
  109. @ insorgere

    Io sono l'anonimo del post su Mary Star nuda, e non sono anche l'autore del post successivo di risposta al tuo. Più che una incliinazione qualunquista la mia è pragmatica, visto che ho ritenuto che l'unico modo per difendermi fosse andarmene a fare ricerca all'estero dove ora mi trovo.

    RispondiElimina
  110. sono d'accordo con inxulator. Parecchi RTI sono solo gentucola entrata per sbaglio, con mezza pubblicazione, dopo aver fatto la tesi con qualche ordinario che voleva un lacche'. Dopo la "miracolazione", hanno tirato a campare. Ora, sono disposti a fare a pezzi qualunque precario per acchiappare qualche brandello di potere in piu'. Piu' della meta' degli RTI che appestano il mio dip. sembra uscita da un film di Romero.

    cb

    RispondiElimina
  111. e non credo se ne fottano granche' dell'universita' in quanto tale, visto che sono entrati solo per convenienza.

    cb

    RispondiElimina
  112. @ Fra

    il forum con i RTI è desolatamente vuoto
    cvd

    con i RTI non si discute
    DOBBIAMO LOTTARE PER UNA COSA SOLA:
    LICENZIAMENTO IN TRONCO DEL 75% dei RTI
    (quelli improduttivi)

    RispondiElimina
  113. penso di interpretare correttamente il pensiero di Fra dicendo che l'iniziativa - che nasce da un gruppo di APRISTI passati al lato oscuro della forza (RTI) - mira a coinvolgere la parte migliore del gruppo RTI.

    RispondiElimina
  114. http://www.repubblica.it/scuola/2011/02/27/news/reazioni_scuola-12968165/?ref=HRER1-1

    RispondiElimina
  115. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  116. Ma secondo voi cosa significa "settori disciplinari omogenei", di cui parla la legge a proposito della riorganizzazione dei Dipartimenti?

    RispondiElimina
  117. L'unica persona veramente competente e preparata del mio gruppo è l'RTI se non fosse per lui probabilmente non avrei mai scoperto cosa significa fare ricerca; il resto: il PO è una brava insegnante ma non sa fare ricerca, le 2 PA sono una più stupida dell'altra e l'altro RTI pensa solo a tornaconti personali ed economici. Se non avessimo quel RTI che prende poco più di un assegnista ma lavora da ordinario procurandosi fondi privati e pubblici a volontà e che alleva e seleziona dottorandi e assegnisti saremmo letteralmente PERSI.
    Io la lotta agli RTI non la faccio.

    RispondiElimina
  118. @ Siberia

    Concordo con te. Non credo al mito del "tutti i PO sono baroni ignoranti, tutti gli RTI leccaculo fannulloni e tutti i precari sono bravi, mantengono in piedi la ricerca e la didattica, ma ingiustamente non sono promossi".
    Non ci credo perche' ho visto realta' molto differenti. Da noi il piu' bravo e' un PO e poi un PA. Ci sono RTI bravi e altri lasciamo perdere... alcuni precari bravi ed almeno due che lasciamo perdere, again...

    rps

    PS Ma lo sapete che se anche un RTI non viene confermato non e' detto che non rimanga i Universita'? Li chiamano 'fantasmi'...

    RispondiElimina
  119. per chiarire:
    la guerra agli RTI l'APRI non l'ha mai dichiarata.
    anzi, puntiamo a valorizzarne la parte sana per combattere insieme una battaglia per rendere il nostro sistema più moderno e più europeo.
    per questo è nato il forum apri-rti.

    chiunque faccia affermazioni idiote contro tutti gli RTI è uno sciocco oppure è in malafede, non perdiamo tempo dietro certe prese di posizione infantili

    RispondiElimina
  120. @zoe
    non vuol dire una mazza. non essendovi obblighi chiari, né sanzioni per chi fa il comodo suo, la riaggregazione dei dipartimenti avverrà per lo più in base a logiche di potere e non altro.

    RispondiElimina
  121. @ inxulator
    nei tuoi confronti estraggo il primo cartellino giallo.
    se insisti con dichiarazioni qualunquiste e inutili comincerò a censurare sistematicamente i tuoi messaggi

    RispondiElimina
  122. Art. 31 DPR 382/80
    Conferma dei ricercatori universitari.

    I ricercatori universitari, dopo tre anni dall'immissione in ruolo, sono sottoposti ad un
    giudizio di conferma da parte di una commissione nazionale (...)
    Se il giudizio è sfavorevole, può essere ripetuto una sola volta dopo un biennio. Se anche il secondo giudizio è sfavorevole, il ricercatore cessa di appartenere al ruolo. Coloro che non superano il secondo giudizio di conferma possono avvalersi, a domanda, della facoltà di passaggio ad altra amministrazione, disciplinata dal successivo art. 120.

    RispondiElimina
  123. nesusn RTI che non ha passato la conferma e mai stato licenziato
    anzi se non ricordo male uno solo

    RispondiElimina
  124. A beneficio di tutti i frequentatori del BLOG, potreste spiegare l'affanno del momento riguardo agli statuti delle universita'? Che margine di liberta' vera avranno mai gli atenei in presenza di una legge cosi' dirigistica come la 'riforma' Gelmini? Grazie

    RispondiElimina
  125. @ Anonimo delle 01.48

    il problema non e' l'Art. 31 DPR 382/80, ma la mancanza di enforcerment.

    rps

    RispondiElimina
  126. @insorgere
    riguardo il blocco degli stipendi di ricercatori e professori, sono bloccati anche gli stipendi dei ricercatori non confermati? non era stato sbloccato almeno il primo anno dove prendono molto poco cosi il blocco partiva dal secono ?

    RispondiElimina
  127. Mauro

    Uno degli aspetti fondamentali, almeno per i precari, è che al momento in quasi tutte le Facoltà nuovi contratti sono bloccati. Non si va più con i vecchi se non banditi in precedenza, non ci sono ancora i nuovi. Ad esempio, bisogna stabilire il regolamento per i nuovi assegni e chi ci può accedere. Ci sono Facoltà che vogliono ripartire da zero (sembra il senso della Legge), quindi chiunque può farsi ancora 4 anni di assegno, e chi come il Politecnico di Torino che sembra indirizzato a considerare comunque un limite di 4 anni tra vechio e nuovo.

    Sid

    RispondiElimina
  128. Sugli assegni credo sia opportuno che le universita' differenzino fra assegni 'junior' (importi minori, aperti solo a ricercatori meno esperti) e assegni 'senior (importi maggiori, aperti a ricercatori con maggior esperienza). Altrimenti si rischia che a fare gli assistant researchers ci vada gente con 8 anni di esperienza post-doc...una follia

    rps
    PS tanto per prevenire facili critiche: io il mio assegno lo ho gia' vinto, quindi mi cambia veramente poco...

    RispondiElimina
  129. le universita' non possono fare una differenza del genere, banalmente perche' la legge non lo prevede.

    le universita' devono aspettare le indicazioni del ministero su importo e cumulo/non cumulo con i vecchi assegni (che stanno per arrivare). poi stilare nuovi regolamenti sulla base di quelle indicazioni.

    RispondiElimina
  130. @ Anonimo (datti un nick, o e' la mia ultima risposta)

    la legge prevede si possano avere importi diversi per gli assegni e nulla vieta che i regolamenti di ateneo facciano quanto ho proposto

    rps

    RispondiElimina
  131. la legge non consente di imporre requisiti in termini di anzianita' postdoc per l'accesso agli assegni. le universita' possono stabilire che solo il dottorato di ricerca (o titolo equivalente all'estero) puo' costituire requisito obbligatorio per l'ammissione al bando.

    RispondiElimina
  132. @ ultimo anonimo
    datti un nick!

    cmq hai perfettamente ragione e rps ha torto

    RispondiElimina
  133. @rps

    nick: bel

    pure gli assegni per senior e junior! Ma la tua è una fissa! (Ti prego fatti una risata non leggerelo in tono polemico questo commento!) Fattene una ragione la riforma gelmini non distingue fra junior e senior!

    Ciao

    RispondiElimina
  134. @ bel

    lo faranno diverse universita', dato che non e' vietato dalla legge (qualcuno mi spieghi dove lo vieta espressamente?) e che e' puro buon senso...

    ciao
    rps

    RispondiElimina
  135. @ rps

    quando una legge stabilisce cio che _ PUOI FARE_ e' sottinteso che tutto il resto _ NON LO PUOI FARE_

    esempio: art. 22, commma 3 "gli assegni possono avere una durata compresa tra uno e tre anni". che significa questo? che un assegno non puo' avere una durata di 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, .... 1357, 1698, 3257 anni.

    ma la legge non vieta espressamente tutti gli interi naturali maggiori o uguali a 4, vedi?

    quindi: leggi il comma 2 dell'articolo 22 ed applica lo stesso principio.

    il buon senso non e' una legge dello stato. una legge e' una legge pure se priva di senso.

    tra l'altro, manco la 449/97 vietava espressamente di imporre requisiti in termini di anzianita' postdoc, ma in 13 anni nessuno si e' mai azzardato a mettere anzianita' postdoc in un bando per un assegno di ricerca.
    ti dice niente questo?
    in questo caso puoi usare il buon senso per trarre le tue conclusioni.

    inoltre: questo e' un forum pubblico, da molti ritenuta una fonte di informazione preziosa.

    sarebbe bene tu la smettessi di proporre come oro colato tue personali interpretazioni della legge, prive di ogni fondamento, e di insistere a sostenere di avere ragione pure dopo che persone piu' competenti di te ti ripetono che sei in torto.

    RispondiElimina
  136. @ bel e rps

    cerchiamo di evitare polemiche inutili. le diverse posizioni sono chiare.

    RispondiElimina
  137. al di là di quel che dice la legge che potrebbe pure lasciare margini di interpretazione, il metodo di Apri è infallibile: guardiamo alle pratiche in uso nella comunità internazionale, se là esistono certi criteri bene sono ammissibili, altrimenti sono da scartare.

    Ebbene, personalmente, non ho mai visto un bando per assistant researcher (equivalente assegnista) che distingue tra senior e junior, un assistant researcher è un assistant research punto.

    Inoltre mi arrivano sempre bandi (anche se di questi tempi son pochi) di università statunitensi: mai visto un limite d'età di qualsiasi tipo per le posizioni di assistant professor (equivalente ricercatore TD di tipo b)).

    L'unico criterio che guida le loro selezioni è sempre e solo il merito scientifico. Che da noi è un illustre sconosciuto, per questo poi si ricorre a ridicoli espendienti burocratici per orientare le scelte.

    RispondiElimina
  138. @ Insorgere

    Non mi pare di aver polemizzato con Bel (e non mi sembra che neanche lui/lei lo abbia fatto con me). Gradirei invece che riprendessi *tutti* (vedi messaggio 'polemico' finale del messaggio delle 22.20 di Precariamente, a cui evito di rispondere per evitare polemiche).

    Cancella pure questo mex, se vuoi, dopo averlo letto.
    rps

    RispondiElimina
  139. @ Untenured

    sono pienamente d'accordo con te che le leggi si interpretano, non basta leggerle, e condivido anche l'invito a guardare i criteri (e le prassi) internazionali migliori.

    Secondo la tua esperienza quanto e' prassi che una persone con 4-5 anni post-doc negli USA (o in UK) vada ad "applicare" per una posizione da research assistant? O applichera' per una posizione da lecturer (assistant professor) o solitamente da senior lecturer?

    Almeno in economia la prassi internazionale e' che i Phd migliori vadano nelle posizioni di assistant professor (anche spesos si aplica prima di finire il PHd - ultimo anno), i Phd meno brillanti vadano nelle posizioni da researc assistant (spesso coperte anche durante il PhD) e chi ha > 4-5 anni di post doc vada per senior lecturer o, se meno brillante, per lecturer (assistant professor) altrimenti solitamente cambia lavoro.

    Qui si rischia di fare la fine della scuola, dove vige il principio di anzianita'.

    rps

    RispondiElimina
  140. @ insorgere

    nick: bel

    la mia non era polemica (infatti ho sottolineato questo nel post precedente! vedi sopra)

    Anche se le posizioni sono divergenti fra me e rps, ritengo doveroso ribattere quando necessario. La legge non può essere interpretata come + fa comodo (in questo sono d'accordo con Precariamente). Il decreto Gelmini non prevede posizioni junior e senior nè da ricercatore nè da assegnista di ricerca; se nei bandi ci fosse un limite di età o di anni di laurea/dottorato allora chiedo ai giuristi se questi bandi sono impugnabili davanti al TAR in quanto limitano l'applicabilità della legge!

    Grazie

    RispondiElimina
  141. @ bel

    si possono avere opinioni diverse, ma senza per questo non poterne discutere. Non mi sembra tu sia stato polemico con me (a meno che non me ne sia accordo :-) )

    Sul "comodo" a me personalmente non fa comodo nessuna interpretazione della legge sugli assegni - ho gia' l'assegno (I anno...). Mi interessa il funzionamente del sistema.
    Non sono un giurista, ma IMHO, non credo che mettere limiti di esperienza (leggi anzianita' di ricerca) sia illegititmo (altrimenti lo sarebero stati anche le posizioni CNR passate). Specie quando gli assegni sono banditi con fondi non FFO (come saranno sempre di +)

    buona giornata
    rps

    RispondiElimina
  142. @ rps

    come accade a livello internazionale, la responsabilità di scegliere se occorre un assistant researcher (assegnista) con più o meno esperienza (senior o junior) si deve lasciare a chi recluta, cioè al prof. responsabile dei fondi, siano essi FFO o FLP.. solo lui/lei sa chi gli/le serve, poi sarà la valutazione del progetto a giudicare se ha fatto una scelta giusta.

    imporre limiti per legge o per regolamento d'ateneo non solo è sbagliato ma è proprio stupido.

    Diverso sarebbe il discorso per un bando nazionale centralizzato per figure post-doc dove criteri anagrafici potrebbero aver senso.

    Ma non mi pare la riforma Gelmini abbia scelto quella strada (contrariamente alla versione originale del DDL presentato in parlamento), né per gli assegni tantomeno per i RTD.

    Si è scelta invece la strada della *responsabilità* di chi recluta (bandi locali), bene, perseguiamola fino in fondo!

    RispondiElimina
  143. ok, forse stavolta c'è stato da parte mia un eccesso.

    cmq ribadisco che le posizioni son chiare non serve a molto ripetersi mille volte, chi pro chi contro tale iniziativa

    RispondiElimina
  144. un po' di realismo:

    i bandi per assegni son fatti ad hoc, inutile discutere tanto se debbano esser per senior o junior. saranno per il predestinato di turno

    RispondiElimina
  145. insorgere

    fai il moderatore ma non soffocare il dibattito :-) se qualcuno ha ancora dubbi possiamo aiutare a scioglierli..

    RispondiElimina
  146. insorgere

    così è sbagliato ragionare, noi dobbiamo andare verso un sistema aperto e competitivo, poi se "loro" (i professori) continuano a perpetuare le vecchie logiche di reclutare sempre e solo il proprio figliuolo è un altro conto

    RispondiElimina
  147. Mah, la riforma gelmini disegna un reclutamento ultra-localistico dove tutto sarà deciso a livello di Ateneo. Siccome l'abilitazione dovranno darla quasi a tutti (perché si presenteranno caterve di persone con ottimi cv superiori alla media di tanti entrati nel periodo delle vacche grasse,l'unico effetto migliorativo sarà l'uscita di scena di piante di ficus e gente evidentemente improduttiva....ma si dovrà vedere se la valutazione diventerà effettivamente una realtà....

    RispondiElimina
  148. @ Untenured

    Concordo sull'obiettivo finale (sistema aperto e meritocratico). Scegliere la strada della "responsabilità" di chi recluta (bandi locali) significa permettere a chi e' responsabile della scelta di scegliere i criteri della stessa. Quindi, se un ateneo e' "responsabile" (in termini di valutazione delle performance) della scelta dovrebbe poter inserire i criteri che ritiene piu' opportuni.
    Questo per evitare che i singoli (professori, dipartimenti...) scelgano liberamente ma irresponsabilmente (mica un prof puo' essere licenziato...).
    Credo che concordiamo che lasciare liberta' di scelta senza responsabilita' e' sbagliato.

    Per questo puo' essere proficuo permettere diversi regolamenti in Italia, altrimenti si sarebbe andato in maniera centralistica.
    O dove mi sbaglio?

    rps

    RispondiElimina
  149. perché deve essere la burocrazia d'ateneo a imporre regole astruse e non un professore/dipartimento a decidere responsabilmente chi prendere? Non mi risulta che in nessun paese avanzato le burocrazie d'ateneo impongano ai professori chi debbano prendere..

    l'unico criterio in cui deve avere interesse l'ateneo è la produttività scientifica, il resto sono pasticci da azzeccacarbugli.

    la responsabilizzazione la si ottiene non solo con la minaccia di licenziamento, in Italia impossibile a meno che non si privatizzino le università, ma anche tagliando i fondi ai dipartimenti non virtuosi. E questo lo dovrà decidere l'Anvur

    RispondiElimina
  150. volete davvero i limiti d'età? ma che valgano a tutti i livelli.

    allora facciamo un bel regolamento o una bella legge in cui si dice che non si può diventare professori associati dopo i 45 anni e professori ordinari dopo i 50 anni. Basta con la piaga dei neo associati cinquantenni e dei neo-ordinari sessantenni. Facciamo veramente posto ai giovani, ma a tutti i livelli.

    RispondiElimina
  151. sbaglio o stiamo perdendo di vista l'oggetto di questa discussione?

    siamo qui a capire come funzionera' una legge in vigore da ormai un mese, e cosa potranno o non potranno scrivere i singoli atenei nei regolamenti locali, o stiamo ragionando del migliore dei mondi possibili, del miglior reclutamento possibile, di cio' che dovrebbe essere e cio' che non dovrebbe essere?

    la legge e' questa, buona o cattiva che sia.
    e i regolamenti locali non potranno imporre cio' che la legge vieta di imporre.

    vi ricordo che a norma del comma 13, art. 29 (Norme transitorie) la laurea magistrale o equivalente unitamente ad un curriculum scientifico professionale idoneo allo svolgimento di attivita' di ricerca, (quindi neanche il dottorato) e' titolo valido per la partecipazione alle procedure pubbliche di selezione realtive ai contratti di cui all'art. 24 (leggi RTD_A, perche' per i b) c'e' l'ulteriore requisito).

    quindi un laureato con un paio d'anni di attivita' di ricerca non meglio specificata, dovra' poter fare domanda per un RTD_A, e voi pensate che nei regolamenti d'ateneo per gli Assegni, (livello inferiore della carriera) potranno essere imposti vincoli di anzianita' postdoc, se a norma di questo comma non potranno essere imposti vincoli del genere neanche per un RTD_A?

    RispondiElimina
  152. la norma transitoria che ho riportato sopra e' in vigore fino all'anno 2015.

    RispondiElimina
  153. altro aprista1 marzo 2011 13:12

    aprista

    non metteranno mai limiti d'età per diventare associato o ordinario. A chi comanda nell'università piace fare il forte con i deboli (i precari) e il debole con i forti (gli strutturati)

    RispondiElimina
  154. @ Untenured e RPS

    scusate se mi intrometto. è utile che l'ateneo regoli certi comportamenti dato che e' il primo responsabile (ossia ne paga le conseguenze in termini d finanzimenti).

    Il dip. è responsabile solo in secondo momento (i finanziamenti statali non vanno direttamente ai dip.). Si potrebbe pensare a regolamenti a livello di dip, e non di ateneo. Potrebbe essere utile. Il regolmamento non deve essere necessariamente a livello di ateneo, ma non permettere agli atenei(o ai dipartimenti) di mettere criteri (come qualcuno qui ha sostenuto) fa danno.
    Ciò che è importante è che tutto non sia burocraticamente centralizzato a livello nazionale.

    Con un limite. Lasciare tutto a livello di professore non funziona. Un PO/PA non puo' essere licenziato (ne' avere lo stipendio decurtato), quindi nessuna vera penalizzazione (se non gli interessa la ricerca, prende l'amante, sai che gli frega che poi in futuro avra' meno fondi di ricerca. Comunque il beneficio l'ottiene).

    Freedom with accountability.

    ameriKan

    RispondiElimina
  155. amerikan

    makes sense quel che dici.. è del tutto legittimo che gli atenei si facciano le proprie regole. Infatti se io fossi rettore porrei un limite di 45 anni per diventare prof associati e di 50 anni per gli ordinari, non se ne può più della piaga dei cinquantenni che diventano associati e dei sessantenni che diventano ordinari. Ma ha ragione l'altro aprista: non lo faranno mai, più facile prendersela con i precari che con gli strutturati cui invece si promettono rose e fiori.

    RispondiElimina
  156. @ insorgere

    allora non si possono esprimere posizioni difformi dalle tue e non si possono criticare i RTI (non è ke stai per passare al lato oscuro anche tu? magari con l'ultimo salvagente Mussi???) ...
    CAPITO
    Fatto è che c'è una mostruosità, ed è che i RTI sono a vita e NON SI POSSONO LICENZIARE, quindi anche se nn fanno niente (non tutti dico, ma una bella fetta) non c'è nulla da fare: continueranno a consumare risorse fino alla pensione (che loro prenderanno e noi no!).
    Ancora
    @ Siberia
    i RTI non prendono stipendi da fame, un RTI con 10 anni di servizio becca quasi 2000 euri tondi tondi netti al mese ...

    RispondiElimina
  157. Con il livore non si va molto lontano e ancora meno si scrivono regole.

    RispondiElimina
  158. @ Aprista

    beh nulla vieta ad un ateneo di non chiamare un PA o PO abilitato o d preferirne un altro.

    ameriKan

    RispondiElimina
  159. @ inxulator

    per non prendere il secondo cartellino giallo non devi essere d'accordo con quel che dico io, basta evitare facili slogan e polemiche inutili.

    RispondiElimina
  160. @ INXULATOR
    Guarda che uno studente di dottorato in Austria prende fino a 2200 euro al mese (tanto per fare un esempio).

    RispondiElimina
  161. @ Anonimo

    certo ... ma 2000 euro sono tanti in rapporto agli stipendi medi dell'università in Italia, e sono tanti anche in rapporto agli stipendi in generale in Italia. Se poi vuoi dire che gli stipendi sono in generale bassi questo è vero. Ma questo non toglie che un assegnista prende 1200 euro al mese (12 mensilità) mentre un RTI anche 2000 con tanto di tredicesima! Saranno anche tutti bassi, ma la sperequazione è fortissima per persone che (spesso) non fanno una mazza.
    Quello che voglio dire è che il sistema è bloccato (anche) per colpa di questa gente.
    Facciamo un esempio:
    un RTI di 40 anni decide di non fare più nulla (dico nulla) ... prenderà il suo bravo stipendio (e gli scatti automatici!) per altri 25 anni. L'università spenderà così mediamente 50000 euro l'anno (lordi) per questa persona per 25 anni! Tutti soldi che potrebbero essere usati per pagare borse, assegni, RTD ... e invece questi soldi vengono letteralmente BRUCIATI.
    Se non si ha il coraggio di fare pulizia le risorse non si libereranno MAI, questo è quello che intendo.

    RispondiElimina
  162. http://sites.google.com/site/precariuniversitadibattito/

    RispondiElimina
  163. Ovvio che bisogna liberarsi di chi non fa nulla. Ma questo e' un problema generale della pubblica amministrazione. E non si risolve tenendo bassi gli stipendi di tutti (anche quelli che lavorano), ne' bloccando gli scatti stipendiali, ne rendendoli triennali invece di biennali. Queste non sono soluzioni.

    Un RTI in ingresso prende 1300 euro, poco piu' di un assegnista. In entrambi i casi si tratta di uno stipendio basso (ripeto, non e' che per punire chi non lavora si puo' pagare poco anche quelli che lavorano). Lo stipendio dopo 10 anni e' sempre basso, 2000 euro e' meno di quanto prende uno studente di dottorato all'estero.

    Poi e' chiaro che c'e' sempre chi sta peggio. Gli stagisti IKEA, giovani laureati, prendono 300 euro al mese e lavorano otto ore al giorno. I giornalisti freelance prendono due lire ad articolo. La lista degli sfruttati e' lunga.

    RispondiElimina
  164. amerikan

    provo a chiarire. Se alcuni atenei stanno davvero pensando di introdurre limiti d'età via regolamento per i ricercatori TD per mettere fine al "fenomeno dei ricercatori a 40anni" sembra sensato mettere fine anche al fenomeno degli "associati a 50 anni" o degli "ordinari a 60 anni". Si potrebbe prevedere regole apposite anche per debellare questi fenomeni nei regolamenti d'ateneo.

    O solo i precari possono essere sacrificati sull'altare del "ringiovanimento"?

    Forti con i deboli (precari) deboli con i forti (gli strutturati), old wine in new bottles

    RispondiElimina
  165. [UnRicercatore]

    @INXULATOR, aprista

    Mi sforzo di essere corretto solo per evitare il cartellino rosso...
    Allora:

    1) Si diventa associati dopo i 40 anni per il semplice fatto che NON ci sono i concorsi: chi ha preso servizio RTI nel 2000-2 non ha potuto approfittare dei concorsi Berlinguer (di cui molti straparlano senza sapere che degli 8 o 9 concorsi PA previsti dalla "382" tra il 1980 e il 1998 ne furono banditi solo 3....), a meno di non essere un miracolato.
    L'unica possibilità sono stati i concorsi I e II sessione 2008, esperiti nel 2010. A quel punto la mia generazione di RTI era di quarantenni. A proposito: prima di scrivere dei pessimi RTI, leggetevi gli atti dei concorsi 2008 (sul sito PoliMi, per fare un esempio) e poi ne riparliamo.

    2) I 2000 euro/mese. Innanzitutto, chi lavora da dipendente sa che purtroppo dalla tabella statale bisogna togliere le addizionali regionali e si va a 1900 e qualcosina; in secondo luogo è insultante dire che 2000 euro sono tanti. E lo dico per voi. Dovreste vergognarvi di considerare il nostro lavoro, che richiede una estrema specializzazione e una vita di studio, "strapagato" per questa somma.
    Tutti i miei colleghi di corso, pur laureati mediocremente, guadagnano più di me.
    Sempre posto che non siate troll, vi segnalo che lo stipendio universitario è su 13 mensilità, senza alcun benefit, premio o gratifica.
    E' inutile chiedere il rispetto altrui se si è i primi a disprezzare il proprio lavoro.

    RispondiElimina
  166. @ Aprista

    a me di regolamenti per limiti di età o di anzianità di ricerca (credo che si stesse discutendo dei secondi, non dei primi, ma forse sbaglio io) interessa poco.
    Ciò che mi preme è chiarire è ke è utile che un ateneo regoli certi - quali essi siano - comportamenti ke ritiene rilevanti dato che e' il primo responsabile (ossia ne paga le conseguenze in termini d finanziamenti). Non può fare tutto lo Stato, altrimenti si burocratizza il sistema.

    Per rispondere alla tua richiesta: perkè no 50 anni x i PO? Perkè non esistono concorsi locali x PO, quindi come ateneo cosa regolamento? Eventualmente decido di non chiamare uno che ha preso l'abilitazione nazionale a PO...ma x fare questa scelta non ho bisogno di un regolamento, xkè la chiamata è già decisa dagli organi centrali di ateneo e non c'è rischio di comportamenti dannosi da parte di un dip.(o peggio singolo prof)

    il principio è sempre freedom with accountability

    ameriKan

    RispondiElimina
  167. mentre discutete del niente pare sia quasi certo che venga definito il limite di quattro anni per assegni di ricerca (compresi quelli in atto). Da chiarire se verrà tolto anche a coloro che attualmente sono al quarto anno superato (in qual caso sarebbe legittima la rivolta). A questo punto appare inutile qualsiasi discussione sul merito. Siamo tagliati fuori punto e basta. Chi è dentro è dentro chi è fuori è fuori.

    RispondiElimina
  168. @ ganjalf

    di che parli? chi definirebbe tale limite? sicuramente non è intenzione del miur, se poi lo fanno singoli atenei è un'altra questione.

    RispondiElimina
  169. @ Un ricercatore
    stavolta sono d'accordo con te su tutto

    RispondiElimina
  170. http://precariunipi.noblogs.org/

    RispondiElimina
  171. Ma nessuno ha mai pensato a bruciare una effige, una foto della Gelmini in piazza? secondo me l'effetto psicologico sarebbe di impatto, un po' come quando vediamo bruciare la bandiera americana dagli arabi

    RispondiElimina
  172. comunicazione di servizio:
    tra i link (a destra) sono stati aggiunti quelli del blog del CPU e del blog dei precari dell'Università di Pisa. Quest'ultimo contiene anche i resoconti dei lavori della commissione statuto dove siede - primo e unico caso finora - un rappresentante eletto dei precari

    RispondiElimina
  173. Regioni ed RTD:

    vi chiedo di comunicare quanto sapete in merito agli interventi regionali in materia di ricerca e in particolare riguardanti il finanziamento di RTD (sia per il passato che per quanto riguarda i propositi futuri). E' evidente che le regioni giocheranno un ruolo crescente e raccogliere informazioni è un punto di partenza necessario per avviare una campagna che coinvolga assessorati regionali "aiutandoli" ad orientare tali politiche.

    conto sul vostro aiuto

    RispondiElimina
  174. un ricercatore

    mai detto da parte di nessuno di Apri che i RTI sono più scarsi scientificamente dei precari, ci mancherebbe.

    In passato abbiamo criticato gli RTI per le loro posizioni rivendicative in quanto non basate sulla richiesta di meritocrazia e ambigue sull'ope legis. Per colmare questo vuoto infatti è stata creata una costola RTI di APRI.

    RispondiElimina
  175. @ Untenured
    "perché deve essere la burocrazia d'ateneo a imporre regole astruse e non un professore/dipartimento a decidere responsabilmente chi prendere? Non mi risulta che in nessun paese avanzato le burocrazie d'ateneo impongano ai professori chi debbano prendere.."

    Beh meglio a livello di ateneo che a livello centrale, come sostiene, di fatto, chi dice la legge Gelmini qui la. L'ateneo e' poi responsabile finanziariamente, non il singolo professore. Se/quando la valutazione sara' fatta a livello di dip. concordo con te che i criteri dovranno essere a livello di dip.

    rps

    RispondiElimina
  176. Salve,

    qualcuno ha il bando delle elezioni del rappresentante dei docenti e ricercatori precari a Pisa? Sembra che non sia più nella pagina originaria.
    La definizione dell'elettorato attivo e passivo non è banale, e vorrei vedere come questo è stato risolto a Pisa.

    RispondiElimina
  177. @insorgere
    nel milleproroghe alla fine c'e' lo sconto per il personale di medicina?
    grazie

    RispondiElimina
  178. @ Anonimo Ricercatore

    non x essere qualunquista ... ma sarei curioso di conoscere il tuo H-index (quello vero, non il 22 che stavi per rispondere!).
    Caro RTI, fatti un bell'esame di coscienza prima di sbraitare.
    Qua c'è gente che meritava sicuramente più di te e che è ancora precaria ... solo perchè tu (nel senso di RTI generico) hai saputo leccare di più e meglio!

    RispondiElimina
  179. @ insorgere

    la regione lazio ha finanziato lo scorso anno quasi 200 RTD per le varie università regionali, i posti sono stati assegnati in maniera assolutamente discutibile, usando regole non chiare e ben diverse da quelle dei nuovi concorsi.
    Una questione sicuramente da approfondire!

    RispondiElimina
  180. @ a tutti

    scusate se off-topic, ma qualcuno sa quando si chiude la II sessione 2010?

    Thanks!

    RispondiElimina
  181. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  182. @anonimo

    Sicuramente questo clima di scontro perenne tra RTI e precari non aiuta nessuno. Il diritto a stipendi decenti è sacrosanto sia per gli strutturati sia per i precari ed è la base per attirare le menti migliori.
    1500 euro per un assegno di ricerca post dottorato sono un minimo decente, così come 2000 euro mensili per un RTD sono dignitosi.
    Le considerazioni economiche prescindono dal merito: se non ci sono stipendi decenti, le menti migliori non restano in università ed è tutto il sistema che ci perde!
    Se la paura è quella che i 2000 euro vadano al cugino del preside di facoltà, la risposta deve riguardare la modalità di recrutamento e non il salario!

    RispondiElimina
  183. @ Tara

    concordo pienamente con quanto hai scritto. E aggiungo: anche il cugino - se bravo - ben venga!!

    ameriKan

    RispondiElimina
  184. Cosa direste voi se un giorno i certificati medici con le relative diagnosi, prodotti «per eccellenza» dell’attività professionale nel settore sanitario, venissero qualificati come meri “pezzi di carta” da politici, giornalisti, e perfino da un ex Presidente della Repubblica?...

    http://cronaca.anvur.it/2011/02/certificato-di-lodevole-profitto.html

    RispondiElimina
  185. @insorgere
    Per il futuro dovrebbero sempre di più valere iniziative come quelle che si stanno prendendo sul finanziamento di poli di innovazione tecnologica (vedi per esempio http://www.unipi.it/ricerca/applicata/regionali/Bando-Poli.htm_cvt.htm). Non sono molto fiducioso...

    @francesco
    di che elezioni parli? Se ti riferisci alla commissione statuto, i lavori partiranno dalla settimana prossima. Il rappresentante dei precari ha diritto di parola ma non di voto. La questione delle rappresentanze sta a cuore a tutti ma in questo momento presidi e direttori stanno imponendo un po' le cose.

    @INXULATOR
    Il cannibalismo è contro natura.

    RispondiElimina
  186. @ inxulator

    questo superbando dei 200 RTD in regione lazio deve essere approfondito, sai quanti ne hanno fatti a Tor Vergata?

    RispondiElimina
  187. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  188. E' chiaro che nel 2010 la saldatura tra precari, studenti e
    ricercatori (e in extremis professori associati) ha corso il "rischio" di
    quasi centrare l' obbiettivo di fare saltare la riforma universitaria. Basta
    pensare alla grande manifestazione pacifica di Roma ai tanti onorevoli e
    senatori che sotto l' occhio delle telecamere hanno salito le scalette che
    portavano ai tetti di roma (e che ora sono spariti). E' ovvio che il potere
    politico dell' esecutivo dovesse fare leva sui Rettori degli Atenei per
    cercare di portare a casa il risultato. Fa parte del gioco politico.


    Una parte della CRUI voleva e vuole la riforma, lo dicono
    apertamente in pubblico ed in privato ed io credo che ne siano anche
    intimamente convinti della bontà della riforma stessa.


    Pochi soldi pubblici (FFO) per un ristretto gruppetto di università
    autoelettisi migliori, il resto licei universitari con poca pochissima
    preparazione (subito dopo abolizione del valore legale del titolo di
    studio), emarginazione prima culturale e politica poi economica ed infine
    fisica di chi non è ortodosso ed ha la grave colpa di pensarla diversamente
    e soprattutto di "pensare". POI magari qualche norma nazionale che introduca
    la cassa integrazione guadagni in certe parti della Pubblica Amministrazione
    magari con il beneplacito di qualche sindacato. Fantasie ?? Follie ??
    Preveggenze ? vederemo ...


    Il punto è che la 240 del 2010 è fortemente autoritaria, poco
    democratica e restringe gli spazi di rappresentanza in modo considerevole,
    andando contro ogni forma di controllo democratico dal basso. Ha in se le
    chiavi a mio personale giudizio dello sfascio perché nulla e nessuno
    permetterà di controllare veramente quello che succede nella stanza dei
    bottoni, se non a sfascio avvenuto. E di chiudere le stalle a buoi scappati
    ampiamente.


    L' esempio più eclatante sotto gli occhi di tutti i senesi (e basta perché i
    media nazionali guarda caso la hanno completamente ignorata) è SIENA. Lì un
    gruppetto di persone per anni ha picconato le solide fondamenta di un Ateneo
    di cinquecento anni che aveva avuto illustrissimi Rettori come il professore
    di Medicina Legale, il tutto senza che nulla o nessuno (OO.SS. comprese)
    intervenisse DURANTE la picconatura. Mi dispiace ma questo è un fatto
    assodato e lo stanno pagando a carissimo prezzo i senesi.


    In questa Università servono controlli veri, AUDIT di processo e di
    sistema efficaci e condotti da terzi per vedere la bontà l' efficacia e la
    efficienza dell' amministrazione delle università: tutto questo manca ora e
    soprattutto credo che mancherà anche domani con la Gelmini purtroppo.


    Il fatto di tenere fuori gente perbene e con la schiena dritta ed
    anche permettemi di sottolinearlo di buon livello professionale fuori dalle
    Commissioni Statuto è un sintomo preoccupante della malattia. Non è la
    malattia ma è il sintomo: io non ti coopto neanche con il diritto di
    tribuna, perché TU NEANCHE DEVI VEDERE E SENTIRE cosa ci si dice nella
    stanza dei bottoni. Attenzione TUTTI !!


    Non ci serve in nessun caso la prepotenza ed il potere per il
    potere, la gente che si crede di essere nuovi RAIS. La gente perbene e con
    la schiena dritta combatterà sempre queste forme di deviazione così come
    fece tanti anni fa durante la guerra e prima ancora e prima ancora perché la
    storia insegna che non c' è niente di più odioso delle forme di tirannide
    sia pure mascherate sotto altri aspetti: la gente prima o poi si scoccia.


    Gli avvertimenti ed i segnali non ci sono mai piaciuti, certi metodi
    autoritari ci infastidiscono moltissimo ed ottengono l' effetto opposto,
    perché l' Università non è di pochi eletti cooptati, è di tutti e
    soprattutto è degli studenti che devono essere sempre e soltanto la nostra
    stella polare.

    RispondiElimina
  189. precario gay2 marzo 2011 19:24

    Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  190. ma la volete smettere con stè stronzate? ...
    l'ultima è veramente terribile ma, solo per l'acronimo andrebbe salvata e tutelata dal nostro moderatore come esempio dell'umana (?) imbecillità

    RispondiElimina
  191. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  192. Cosa direste voi se un giorno i certificati medici con le relative diagnosi, prodotti «per eccellenza» dell’attività professionale nel settore sanitario, venissero qualificati come meri “pezzi di carta” da politici, giornalisti, e perfino da un ex Presidente della Repubblica?...

    http://cronaca.anvur.it/2011/02/certificato-di-lodevole-profitto.html

    RispondiElimina
  193. Renzino

    diremmo che lo hai già scritto 3 volte...

    RispondiElimina
  194. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

    RispondiElimina
  195. secondo me serve più merito.
    Peccato che:

    1) non ci sono più soldi
    2) figure precarie serviranno sempre per costruire le carriere di una piccola elite
    3)i pochi euri rimasti serviranno a garantire upgrade (piuttosto che nuovi ingressi, semplice matematica)
    4) i buchi didattici verrano coperti con contratti esterni e/o da prof. irriducibili in pensione

    Avete cannato le previsioni degli ultimi due/tre anni, non vi sembra. L'università peggiora così come la condizione di noi precari e comunque si continua a parlare del sesso degli angeli, di criteri fantasmo-idealistici che forse verranno presi in considerazione solo dalla fata morgana. Esempio, ditemi un solo caso degli ultimi concorsi (nuove regole) in cui non abbia vinto il predestinato. Già ma nel vostro wonderland ci si opera er cambiare le cose, tanto c'è tempo le bollette possono aspettare, così pure l'affitto e poi se non ci va bene è così facile emigrare all'estero, specie se hai famiglia o problemi di altra natura.


    già puro sfogo, comunque hasta il merito siempre!!

    RispondiElimina
  196. @ ganjalf

    apprezzo il nick, meno le considerazioni qualunquiste.

    @ chi lo chiedeva
    per info sulle procedure usate a pisa per l'elezione del rappresentante dei precari cfr. l'apposito link e scrivete ai responsabili

    RispondiElimina