Manifestare il proprio pensiero e le proprie idee nel rispetto degli altri è una delle grandi liberta, dei grandi privilegi e dei grandi doveri che le nostre società dovrebbero concedere a noi cittadini. Questa è la prima conisderazioni che mi è venuta in mente quando leggevo i lanci di agenzia su tutto quello che sta succedendo in Italia; è anche lo stesso pensiero che mi sovveniva quando qualcuno dall’estero mi domandava se sta avvenendo la rivoluzione o se altri mi si chiedevano se ero asserragliato su un tetto.
Ma cosa sta accadendo in verità?
La verità è semplice, forse di più di quella che io stesso riesco a capire.
Alla Camera dei Deputati si sta discutendo il d.d.l Gelmini e in piazza, per le strade, le piazze, per i tetti di tante città di Italia si trovano studenti, precari e ricercatori universitari che non sono d’accordo con l’impostazione che questo d.d.l. vuole dare all’università.
Ognuno può avere le proprie idee (il ministro Gelmini, per esempio, può anche sostenere che tutti i manifestanti siano traviati o al soldo dei Baroni), ma può farsi un’idea più precisa di quello che aviene nelle nostre stanze guardano il dibattito in diretta (http://webtv.camera.it/portal/portal/default/default) sul sito della Camera (attenzione sembra che gli unici browser veramente supportati siano Internet Explorer e Firefox).
L’idea personale è (formata dall’ascolto due ore ininterrotte di diretta) è che molti dei nostri onoreveli deputati non siano bene (non scrivo minimamente per lasciare il beneficio del dubbio) a conoscenza di ciò che stanno votando e in molti casi neppure degli impatti, che certi emendamenti da loro stessi presentati hanno sull’università.
Altra considerazione è che sembra che si stia consumando una lotta che non riguarda solo il destino della università, ma che riguarda la tenuta di questo governo. É vero questo porta ad approvare emendamenti anche dell’opposizione, ma carte alla mano sono emendamenti (in alcuni votati con il giudizio favorevole del relatore) che non intaccano o non migliorano in modo radicale l’impianto del d.d.l .
Intanto oggi si discutono importanti questioni come l'obiezione procedurale sollevata dal PD dopo la sospensione a proposito del parere della commissione bilancio e come tutto ciò che riguarda gli articoli sul reclutamento e sulle norme transitorie.
Nel mentre c’è gente che manifesta il proprio pensiero nelle strade, nelle piazze, sui tetti, c’è chi blocca autostrade, chi stazioni ferroviarie, chi areoporti e chi addirittura “forza” il senato. Hanno ragione? Hanno torto? Bisognerebbe dire parafrasando Gaber “ma cos’è la ragione, cos'è il torto”. Non che non esista la ragione o il torto o siano concetti labili, ma ognuno dovrebbe avere una sua opinione sulla questione basata su fatti e idee concreti e non su letture qualsivoglia ideologiche.
Rimane il fatto che mostrare pubblicamente e civilmente il proprio dissenso è un atto di democrazia (la stessa cosa vale per il proprio assenso) e che oggi molti continueranno a manifestare.
Uscerete ora di casa per manifestare o starete in casa?
Io conosco le mie risposte e i miei motivi e se verrò indicato come “traviatore della gioventù”, potrò rallegrarmi e vantarmi di aver condiviso la stessa accusa che fu di Socrate.




