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sabato 2 gennaio 2010

L'APRI replica a Frati ... e intanto il Politecnico di Torino stacca tutti


Dopo l'intervento su Il Sole 24 Ore del 27/12/09 del Rettore dell'Università "La Sapienza" di Roma che polemizzava con l'Associazione Precari della Ricerca Italiani a proposito dei limiti di pubblicazione ... oggi è stata pubblicata sullo stesso giornale la replica dell'APRI.
Nel frattempo il Rettore Frati e tutti gli altri rettori dovrebbero prendere esempio da quanto previsto dal recentissimo bando di concorso per ricercatori a tempo indeterminato del Politecnico di Torino, in cui sono contemplate molte delle proposte che l'APRI, purtroppo senza successo, avanzò a suo tempo al Miur per i criteri di valutazione dei concorsi:
- punteggi numerici, da parte di ogni commissario, per ciascun titolo e pubblicazione,
- 70 punti alle pubblicazioni, 30 punti ai titoli, 0 punti al colloquio (conformemente alle nuove regole, a differenza dell'interpretazione fantasiosa di alcuni atenei che attribuiscono una valutazione separata al colloquio)
- criteri stringenti e vincoltanti per la valutazione delle pubblicazioni, basate sul numero di citazioni e sul posizionamento del giornale all'interno della classifica ISI.
Questo bando di concorso è un caso del tutto inedito in Italia, che pone il Politecnico di Torino come esempio virtuoso per tutte le altre università e per lo stesso Ministero.
Seguiranno gli altri atenei l'esempio virtuoso del Politecnico di Torino?
Pare proprio di no. Dei concorsi con limite a 3 pubblicazioni, all'altro grande politecnico, il Politecnico di Milano, abbiamo già parlato (trovate qui la polemica col Rettore Ballio). L'Università "La Sapienza" di Roma, con buona pace del Rettore Frati, prevede un limite massimo di 12 pubblicazioni per tutti i concorsi e prevede che la commissione esprima una valutazione separata anche sulla illustrazione/discussione dei titoli. Questo aspetto, evidentemente non conforme con la normativa vigente, è previsto anche nei bandi delle università di Brescia, Cagliari, Camerino, Molise, Padova, Pisa Normale, Roma Tre, Trieste SISSA, Seconda Università di Napoli, Udine, etc.
Negli stessi giorni in cui è stato pubblicato il "virtuoso" bando di concorso al Politecnico di Torino, all'Università della Calabria venivano previsti, in alcuni concorsi, limiti anche a 4 pubblicazioni (MAT/05 - Analisi Matematica) e 5 pubblicazioni (MAT/04 - Matematiche Complementari); limiti di pubblicazione anche all'Università di Bologna: 5 in SECS-P/01 - Economia Politica, M-PSI/06 - Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni e SPS/07 - Sociologia Generale.
Per non parlare di quanto accaduto all'Università di Udine, dove per alcuni concorsi viene previsto un "profilo scientifico", quantomeno anomalo nei concorsi da ricercatore. Per esempio, nel concorso nel settore MED/16 - Reumatologia la Facoltà chiede che il candidato abbia "esperienza clinica e scientifica sulla criglonubilemia mista". Oppure, nel settore INF/01 - Informatica si richiede che "il candidato dovrà avere specifiche competenze nel campo delle applicazioni multimediali con particolare riferimento alle tecniche e metodologie per l’analisi e l’elaborazione di dati multimediali e per il controllo distribuito di reti di sensorieterogenei".
E da Trento non si capisce ancora cosa abbiamo intenzione di fare. Il Rettore Bassi, sollecitato dall'APRI, aveva fatto sapere che non avrebbe bandito nessuno dei posti Mussi della II e III tranche, e che era sua intenzione utilizzare diversamente quei fondi («la destinazione dei fondi è ancora - a livello nazionale - oggetto di discussione, così come quella relativa alla sorte dei fondi non completamente utilizzati. La linea adottata dalla Crui è quella di usarli ad integrazione del Fondo di finanziamento ordinario») ... salvo essere poi smentito dallo stesso presidente della Crui.
Aggiornamento del 11 Febbraio 2010 - La Sapienza rettifica i bandi