Tale situazione oggettivamente paradossale ha determinato una reazione da parte della comunità accademica e degli enti pubblici di ricerca italiani, che si è risolta in una rettifica del bando, pubblicata il 1° Febbraio mediante nuovo Decreto Ministeriale. Sorprendentemente però, saranno ora ammessi alla richiesta di finanziamento non tutti i ricercatori a tempo determinato, ma solo quelli più anziani di 40 anni. In un Paese come l’Italia, che ha assoluto bisogno di idee fresche da parte di ricercatori giovani e dinamici, le speranze di questi ultimi vengono troncate sulla base di irragionevoli criteri di anzianità che sembrano mancare non solo di basi logiche, ma anche di fondamento giuridico.
Di fronte a tale situazione, APRI annuncia ricorso al TAR: per preaderire al ricorso e ricevere le istruzioni operative, inviare una mail a presidente@ricercatoriprecari.it.
L’azione legale verrà effettivamente intrapresa qualora il numero di potenziali ricorrenti sia sufficientemente grande da permettere di mantenere i costi al minimo (non oltre i 70 euro per ogni ricorrente). I tempi molto stretti per la presentazione del ricorso non consentono attualmente di fornire ulteriori dettagli, ma i potenziali partecipanti che invieranno una email di interesse all’indirizzo sopra riportato verranno costantemente aggiornati riguardo ai vari passi intrapresi dall’Associazione.