martedì 21 gennaio 2014

Bandi Firb: i limiti di età e la decapitazione di una intera generazione


LETTERA APERTA AL MINISTRO CARROZZA

Gent.mo Ministro Carrozza,


come APRI (Associazione Precari della Ricerca Italiani) Le scriviamo in merito al bando con fondi Firb  (Fondo per gli investimenti della ricerca di base dedicato ai giovani ricercatori) del 2014, a cui ha fatto più volte riferimento durante le sue interviste. 

Ci pare che tale progetto ricalchi, in buona misura, l'idea che noi avevamo lanciato in campagna elettorale per un bando nazionale per TDB e che Lei aveva raccolto. Come ricorderà ci incontrammo, ormai molti mesi fa, per discutere dell'applicazione di quel progetto che ci sta molto a cuore e vorremmo quindi esporle alcune considerazioni prima del lancio della meritoria iniziativa.



In un comunicato stampa del 29 ottobre 2013, Lei afferma: “nel prossimo Programma Nazionale per la Ricerca daremo corso ad azioni specifiche per raggiungere questo obiettivo, azioni che rappresentano un vero e proprio 'mirroring' a livello nazionale di quello che l'ERC fa a livello europeo”.  Come APRI saremmo molto favorevoli a questo “mirroring” dei bandi ERC, tuttavia la parola “giovani”, quasi sempre presente in altri comunicati stampa rilasciati da Lei e dal Ministero ci fa temere che vi riferiate solo agli “starting grant”, ovvero ai progetto a cui si può accedere solo entro 6 anni dalla conclusione del dottorato di ricerca. 

Sentiamo quindi la necessità di ricordarle il nostro recente passato. Molti validi ricercatori italiani, ancora precari, sono invecchiati aspettando l'approvazione della legge Gelmini, i suoi decreti applicativi, i nuovi statuti delle università e la formazione di nuovi dipartimenti, lo sblocco del turn-over ecc...L'ultimo investimento cospicuo mirato al reclutamento è quello del ministro Mussi (2006-2008) e mentre passavano gli anni i precari - in condizioni di disagio e frustrazione, hanno pubblicato, partecipato a progetti, svolto attività di didattica, tanto da superare, in molti casi, anche l'abilitazione scientifica nazionale (ASN). 
Il Ministro che l'ha preceduta, ispirato sempre dai bandi ERC, utilizzò uno specchio deformante. Negli ultimi Firb introdusse due vincoli: numero di anni dal conseguimento del titolo di dottore in ricerca e una età anagrafica inferiore ai 40 anni, in contrasto con l'art. 3, comma 6, della L. 15 maggio 1997 n. 127, che dispone: "La partecipazione ai concorsi indetti da pubbliche amministrazioni non è soggetta a limiti di età, salvo deroghe dettate da regolamenti delle singole amministrazioni connesse alla natura del servizio o ad oggettive necessità dell'amministrazione". I tribunali amministrativi hanno più volte censurato bandi per posti da ricercatore a tempo determinato contenenti limiti di età o limiti di anni dal dottorato.

Ci auguriamo quindi, anche per evitare possibili contenziosi, che il “mirroring” dei bandi ERC ne riprenda in toto lo schema: quindi non solo gli starting grants per i più giovani, ma anche i consolidator grants che - come saprà - sono riservati a coloro che hanno ottenuto il dottorato da 7 a 12 anni or sono. Siamo favorevoli allo svecchiamento del sistema, e d'altra parte non chiediamo altro che di poter partecipare a selezioni aperte, trasparenti e meritocratiche: non neghi questa possibilità a un'intera generazione. Non si può infatti dimenticare che esiste un'intera generazione di ricercatori italiani, nati negli anni '70, che hanno avuto poche possibilità di ingresso nel sistema pur avendo dato ottima prova di sé. Anche avendo preso l'abilitazione pochissimi potranno avere qualche possibilità reale di entrare come associati, poiché come Lei ben sa il sistema è costruito per favorire le promozioni, ci sembra dunque che il prossimo bando Firb costituisca l'ultima spiaggia per un'intera generazione. Dunque nell'interesse del sistema e del paese riteniamo che sarebbe doveroso e opportuno tenere conto della realtà in cui ci troviamo e non buttare a mare un capitale di competenze e capacità come quello accumulato dai precari che hanno conseguito il PhD da più di 6 anni. Anche perché, riservando il bando solo a coloro che hanno discusso il dottorato negli ultimi sei anni, si rischia, paradossalmente, di privilegiare color che magari si sono laureati fuori corso o che ci hanno messo molto a concludere il dottorato, penalizzando i più rapidi e più brillanti.




Saremmo ovviamente bene lieti di poter discutere con Lei di persona di questa e di altre questioni, in primis delle prospettive dei precari abilitati, e in attesa di un riscontro da parte sua Le porgiamo i nostri migliori saluti,


APRI (Associazione Precari della Ricerca Italiani)

79 commenti:

  1. oltre al problema dell'eta se vi è possibile valutate anche il problema dovuto al fatto che i precedenti Firb tuttora in corso potrebbero rimanere tagliati fuori anche da questa "mossa" e vedere la fine del loro contratto da rtd-A esterni alle università coincidere con la fine di tutte le loro speranze.

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  2. Vi è una storia politica dietro all'istituzione dei Firb-giovani come "mirroring" degli ERC Starting Grants (per quanto oggi, dopo i maneggi di Profumo e l'attuale bando della Carrozza, non si può dire siano proprio un mirroring). E' anche difficile spiegarlo in poche righe, bisogna partire da un quadro ampio e fare "a puntate".

    Tutto nasce fra il 2004 e il 2005, quando si giocarono le partite decisive per la creazione dell'ERC. Il movimento di sostegno era nato "dal basso", cioè dalla comunità scientifica stessa, fra il 2002 e il 2003 (lasciando perdere i "precursori"), per alcuni motivi fondamentali:
    1) la maggioranza degli scienziati Europei (incluso i nordici) era sì favorevole alla ricerca Europea, ma voleva un maggiore controllo sui programmi, piuttosto che accettare "supinamente" le decisioni politiche ed amministrative ed il "format" esistente;
    2) in particolare mancavano i più tradizionali finanziamenti diretti alla ricerca eseguita da singoli o da singoli gruppi, a favore di collaborazioni, network, ecc. - cosa che non soddisfaceva i "puristi" della ricerca competitiva su progetto;

    A causa di (1) e (2), veniva detto che la UE non finanziava secondo criteri meritocratici, e costringeva ad una burocrazia asfissiante, piripì e piripò, ecc.
    Ora, a parte alcune frange "estremiste", v'erano alcuni ragionamenti condivisibili in tutta questa discussione, in particolare nel fatto che mancavano i Grant ai singoli/singoli gruppi, assegnati senza "temi precostituiti" selezionando solo su proposte "bottom-up", cioè per tutta la ricerca "di base". Va ricordato che nel centro-nord Europa (al contrario che da noi) questo tipo di Grant è quello più tipico, e più naturale, ed i vari Research Councils/funding agencies amministrano grosse cifre proprio per dare finanziamento a progetti di questo tipo.

    Orbene, nel 2004 si è nel bel mezzo della discussione se far partire un programma di questo tipo nel successivo Programma-Quadro (2007-2013), e la Commissione Europea accoglie in effetti il messaggio strutturando la propria proposta (da sottoporre a Consiglio UE e Parlamento) in modo da aggiungere il Programma "Idee" che ricomprende i concetti di cui sopra e la creazione di una Agenzia distinta dalla Commissione stessa, con un Consiglio scientifico fatto di scienziati eminenti quale organo direttivo.

    Alla prossima puntata.

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  3. 2° puntata della Storia politica dell'istituzione dei Firb-giovani come "mirroring" degli ERC Starting Grants.

    [1° puntata: http://ricercatoriprecari.blogspot.com/2014/01/bandi-firb-i-limiti-di-eta-e-la.html?showComment=1390310179427#c1002567913357806404]

    Nel 2004 la Commissione Europea - si è detto - presenta la propria Proposta per il PQ 2007-2013 aggiungendovi l'ERC, nel contesto del nuovo Programma "Idee". Va detto che si era in tempi di vacche grasse, e si prevedeva un aumento significativo dei fondi per la ricerca, anche a causa della c.d. "Strategia di Lisbona" (beninteso, la parte più consistente la dovevano sempre fare gli Stati Membri), ma in ogni caso si dava spazio ad un nuovo strumento di finanziamento senza penalizzare gli altri (i.e. i "Network collaborativi", le Marie Curie, ecc.), anzi aumentando la fetta per tutti.

    Si verificano due situazioni rilevanti (per il tema in oggetto):

    1) c'è grande fermento sui criteri organizzativi e scientifici del costituendo ERC; ad es. i "puristi" della competizione vorrebbero solo valutazioni basate sull'eccellenza scientifica, mentre un "programma per i giovani" avrebbe costituito un "cedimento" a "obiettivi politici" - questo singolo tema è fra i più rilevanti e controversi, con una spaccatura netta all'interno della comunità scientifica Europea (sto parlando dei dibattenti, cioè di alcune figure eminenti che avevano ruoli manageriali e scientifici elevati, tipicamente in alcuni Stati Membri);

    2) l'Italia prende posizione CONTRO la creazione dell'ERC (siamo in pieno Governo Berlusconi 2), adducendo (la faccio breve) l'impegno già elevato per la ricerca di base in altre forme (e.g. CERN et altri laboratori Europei), ma di fatto calcolando già che in una simile intrapresa l'Italia avrebbe solo da perderci, nella competizione pura con gli altri Paesi (sia che si ragioni in termini di effetto di S. Matteo, sia che si parta da considerazioni di fancazzismo dei ricercatori italiani).

    Tra le altre considerazioni all'attenzione dei "promotori di base" dell'ERC stava anche il rapporto con la ricerca dei vari Stati membri; inoltre - e qui tenete bene a mente - si voleva evitare che i vincitori dei Grant ERC duplicassero delle "corrispondenti" vittorie di importanti Grant nazionali, onde evitare accaparramenti eccessivi in capo a singole personalità.

    Alla prossima puntata.

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  4. 3° puntata della Storia politica dell'istituzione dei Firb-giovani come "mirroring" degli ERC Starting Grants.

    [1° puntata: http://ricercatoriprecari.blogspot.com/2014/01/bandi-firb-i-limiti-di-eta-e-la.html?showComment=1390310179427#c1002567913357806404]
    [2° puntata: http://ricercatoriprecari.blogspot.com/2014/01/bandi-firb-i-limiti-di-eta-e-la.html?showComment=1390313184402#c1335374780342365725]

    Si è detto della atmosfera di fervida discussione attorno alla proposta dell'ERC, che prende quota nel secondo semestre del 2004. In quel periodo dovevano essere prese le prime decisioni sulle bozze della Commissione Europea per il PQ 2007-2013.

    A parziale sorpresa dei più, arriva sul tavolo Europeo l'opposizione dell'Italia, che cerca di mettere assieme una c.d. "minoranza di blocco" nel Consiglio UE, unendo Paesi come Spagna, Portogallo, Grecia, Polonia ed altri nuovi Stati dell'Est, e financo Cipro - insomma tutti coloro che a prima vista sarebbero i "perdenti netti" dell'operazione-ERC. Il Ministro Moratti dà incarico di organizzare il killeraggio al Direttore Generale per l'Internazionalizzazione della Ricerca del MIUR, Alexander Tenenbaum, un Dirigente a TD che Ella aveva assunto dal di fuori dei ranghi del Ministero (era un Prof. Associato di Fisica alla Sapienza, ed era stato mandato a farsi le ossa come Attaché Scientifico dell'Ambasciata USA negli anni precedenti).

    Tenenbaum scrive un "Position Paper" per l'Italia che, in un linguaggio un po' coperto, si oppone "de facto" alle novità scientifico-operative dell'ERC. La notizia, sul momento, ha scarsa eco in Italia, ma al di là delle Alpi si capisce bene il senso della manovra. La Presidenza di turno dell'UE era in quel momento dell'Olanda, uno degli Stati più favorevoli al nascendo ERC. In questo articolo per la rivista "Analysis", Tenenbaum argomenta in modo sintetico la posizione dell'Italia
    http://www.crui.it/data/allegati/links/2076/Tenenbaum_ERC.doc

    Ora devo menzionare anche qualche nota personale. All'epoca ero Presidente di EURODOC, la Federazione Europea delle Associazioni Europee di Dottorandi e Giovani Ricercatori [per l'Italia: ADI], e pertanto ero direttamente o indirettamente parte di ogni dibattito Europeo sia in materia di Politiche della Ricerca sia di Politiche dell'Istruzione Universitaria (queste ultime spinte dal c.d. "Processo di Bologna", noto in Italia solo come "3+2", ma in realtà più ampio). EURODOC era una organizzazione relativamente giovane (era stata fondata nel 2002) ma, in quanto capace di fornire una voce politicamente rappresentativa della comunità scientifica "junior", aveva ben presto ottenuto il rilievo che meritava, e in fatto di Politiche della ricerca era tenuta in conto come la più nota e stagionata Associazione dei Borsisti "Marie Curie", che politicamente poteva rappresentare solo un sotto-insieme (per quanto eccellente) dei giovani ricercatori Europei.

    Dico ciò per giustificare il mio ruolo e il senso delle mie attività di quel tempo. E per inquadrare la specifica azione che organizzai nei confronti del Governo Italiano verso la fine del 2004, nel tentativo di scuotere il mondo accademico e scientifico che non pareva molto interessato alla questione-ERC. Si trattò di una petizione che organizzammo con l'ADI, e di cui rimane qualche traccia, in particolare il resoconto dell'incontro a cui fummo subito chiamati al Ministero da Tenenbaum:
    http://www.dottorato.it/documenti/resocontiincontri/20041201-MIUR.html

    Nell'ignavia o nella palude del dibattito sulla politica della ricerca italiana avevamo segnato un punto, sollecitando altri interventi e prese di posizione, che in quelle settimane avevano poi ottenuto un'eco in Europa.

    Alla prossima puntata.

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    1. grazie ronzino. molto interessante.
      attendo la prossima puntata

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    2. Come va a finire? come va a finire??? Chi e' l'assassino? :D A parte gli scherzi, interessante. Aspetto anche io le altre puntate!

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  5. Mao: per la regola che vige in Italia, gli attuali rtda e/o vincitori di firb, tra cui quelli dell'ultimo giro e che hanno preso servizio da qualche mese.......si inculeranno!! Ormai siamo allo sbando totale, da un anno all'altro può capitare di tutto.

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    1. purtroppo è vero che siamo allo sbando: vige la logica della riforma permanente. si cambia tutto in continuazione con la certezza che non è possibile fare programmi

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  6. 4° puntata della Storia politica dell'istituzione dei Firb-giovani come "mirroring" degli ERC Starting Grants.

    [1° puntata: http://ricercatoriprecari.blogspot.com/2014/01/bandi-firb-i-limiti-di-eta-e-la.html?showComment=1390310179427#c1002567913357806404]
    [2° puntata: http://ricercatoriprecari.blogspot.com/2014/01/bandi-firb-i-limiti-di-eta-e-la.html?showComment=1390313184402#c1335374780342365725]
    [3° puntata: http://ricercatoriprecari.blogspot.com/2014/01/bandi-firb-i-limiti-di-eta-e-la.html?showComment=1390333230754#c976192130900894875]

    Si era detto dell'importanza di smuovere sia il Governo Italiano da una posizione di sostanziale opposizione alla creazione dell'ERC, sia la comunità scientifica Italiana da una certa accidia verso l'argomento. Non essendo possibile né opportuno soffermarci troppo sulla cosa, ci basti dire che, dalla situazione descritta nella puntata precedente, e riassumibile in termini generali anche con questo articolo di "Science" del 3 dicembre 2004
    http://www.sciencemag.org/content/306/5702/1669.2
    si passa, in pochi mesi, ad una posizione governativa più morbida e di sostanziale accettazione - volente o nolente l'Italia - che l'ERC si farà.

    Nel frattempo l'iniziativa ADI-EURODOC aveva contribuito a svegliare la comunità scientifica italiana, e l'eco di queste vicende aveva passato le Alpi. Nella mia funzione di Presidente di Eurodoc giocavo le cartucce a mia disposizione spingendo per l'istituzione di un "canale di finanziamento" dedicato a giovani ricercatori - posizione ovviamente del tutto "naturale" per il ruolo che ricoprivo, ma che ora poteva godere anche della stima conquistata con la "sfida" al Governo Italiano (e la sveglia agli accademici italici).

    Si ricorderà, in base a quanto già esposto, che uno fra i più spinosi punti politici nella definizione della struttura operativa e scientifica dell'ERC era proprio la disputa sulla possibilità o meno che venissero accolte le proposte per un "canale" dedicato a progetti presentati da giovani. Questa idea era osteggiata dai "puristi della meritocrazia" che, nella loro battaglia anti-politica e anti-burocratica, includevano come "elemento politico" da combattere anche l'istituzione di un filone di finanziamento per i giovani: la comunità di base che sosteneva l'ERC era piuttosto divisa sull'argomento.

    Orbene, la Commissione Europea aveva deciso di procedere alla nomina del Consiglio Scientifico dell'ERC (che avrebbe operato la stesura delle "prime" regole di finanziamento) già nell'autunno del 2005, cioè con un anno di anticipo rispetto alla partenza del Programma Quadro (gennaio 2007), in modo da poter procedere immediatamente con i primi bandi, non appena ottenuto il via libera giuridico. Fu così che vennero individuati 22 eminenti scienziati, dopo un processo di selezione impostato ed attuato da un Search Committee ristretto nominato dall'allora Commissario alla Ricerca Potocnik; fra di loro anche gli Italiani Salvatore Settis e Claudio Bordignon. Fu con una certa soddisfazione che accolsi la notizia che, fra le convinzioni che avevano rapidamente preso terreno fra i 22 c'era appunto quella di istituire il doppio canale di finanziamento - cioè lo "Starting Independent Researchers Grant Scheme" accanto al "Top Researchers". La simmetria era stata rotta, diremmo con un po' di deformazione professionale, e la battaglia vinta.

    Alla prossima puntata.

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    1. bene bene, grazie. attendiamo i retroscena sulla nascita dei firb

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  7. Non so se puo' interessare. Segnalo un bando per associati MED/31 (scadenza 29 marzo 2014). Curiosita': fra i requisiti per partecipare, sembra non venga considerato l'aver conseguito la ASN. Altra cosa meno curiosa: sembra sia descritto un profilo scientifico richiesto...
    http://www.univr.it/documenti/Concorso/bando/bando577611.pdf

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    1. purtroppo i profili li stanno applicando sia ai td che ai posti da prof. la cosa non stupisce perché la formulazione della norma è identica. ovviamente in entrambi i casi è illegittimo, ma il miur non gli dice nulla e finché qualcuno non farà ricorso....

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  8. 5° puntata della Storia politica dell'istituzione dei Firb-giovani come "mirroring" degli ERC Starting Grants.

    [4° puntata: http://ricercatoriprecari.blogspot.com/2014/01/bandi-firb-i-limiti-di-eta-e-la.html?showComment=1390343893357#c3971231820533538945]

    Mentre il primo Consiglio Scientifico dell'ERC, nominato a fine 2005, delineava i tratti e le prime regole dei futuri programmi di finanziamento, e in particolare la bipartizione fra due canali principali, di cui uno dedicato ai "giovani ricercatori", si venivano precisando tutti i nodi politico-regolamentari che avrebbero dovuto essere affrontati. Uno di questi era il rapporto fra finanziamenti Europei e finanziamenti nazionali: in virtù della elevata cifra teorica del Grant (stimata in 1 milione di € per i "Starting Grants" e in 3 milioni per gli "Advanced Grants"), si poneva in modo naturale un problema di duplicazione e sovrapposizione con simili assegnazioni di risorse a livello nazionale. E cioè il carattere autonomo di "eccellenza" del Grant consigliava di evitare un accentramento in poche mani di tutti i finanziamenti teoricamente disponibili, ma per fare questo bisognava identificare quali programmi nazionali presentassero caratteristiche analoghe a quelli dell'ERC, e porli in una lista speciale al fine di varare una regola di veto ai rispettivi vincitori.

    Intanto i passaggi legislativi per i testi normativi del nuovo Programma Quadro venivano completati, con le istituzioni Europee che avevano già potuto recepire gli schemi di massima indicati dall'"ERC-in-fieri". Si decideva di bandire un primo lotto di "circa 300" Starting Grants, per provare sui giovani il marchingegno concettuale ed operativo che si veniva costruendo. D'altra parte si era fatto tesoro non solo delle migliori esperienze nazionali esistenti, ma anche di un canale di finanziamento messo in piedi dalla European Science Foundation tra il 2003 e il 2004 (EURYI Award) che aveva preconizzato e coltivato in forma sperimentale (ma con risorse di un ordine grandezza inferiori) la medesima idea
    http://www.esf.org/coordinating-research/euryi.html
    Tale schema è stato poi sospeso in coincidenza con il definivo lancio degli ERC Starting Grants.

    Il primo bando ERC StG si rivelò un successone: compilare una domanda (benché complessa e, in quel momento, "a due stadi") con la prospettiva di poter vincere un "bigliettone della lotteria" da 1 milione di Euro per una durata di 5 anni era cosa troppo succulenta per intere coorti di giovani ricercatori Europei (e non). In particolare furono proprio gli Italiani ad inondare gli uffici della nuova Agenzia (ancora in fase di gestazione, e del tutto impreparati a cotanti numeri) con proposte di ogni genere, interpretando in senso assai poco restrittivo i criteri formali di partecipazione (2-9 anni dal dottorato, l'esistenza di una pubblicazione indipendente da quelle eventuali con il supervisore di dottorato, il carattere innovativo della ricerca).

    Delle 9167 proposte arrivate, 559 vennero selezionate per la seconda fase (invio del progetto dettagliato e completo) con l'idea di finanziare le 300 migliori (il primo budget era appunto di 300 milioni)
    http://europa.eu/rapid/press-release_IP-07-573_en.htm?locale=en
    http://sciencecareers.sciencemag.org/career_magazine/previous_issues/articles/2007_07_27/caredit.a0700107
    Gli Italiani erano stati quelli ad "applicare di più" (1.700, il dato fu tenuto nascosto per qualche tempo); 70 passarono alla seconda fase, e poi, nelle prime statistiche relative ai "vincitori"
    http://erc.europa.eu/sites/default/files/document/file/erc_2007_stg_statistics.pdf
    arrivarono secondi, dietro ai Tedeschi, testimoniando la "fame" relativa di alcuni Paesi che avevano dovuto scorgere nel nuovo strumento Europeo il solo "format" di eccellenza disponibile. Tutto ciò non rimase senza reazioni, e il seguito fu ancora più sorprendente.

    Alla prossima puntata.

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  9. Direi proprio che la Carrozza (che pure su Twitter ha ringraziato per la lettera dell'Apri) ... non vi ha ascoltato per niente.
    Uscito il bando:

    http://attiministeriali.miur.it/anno-2014/gennaio/dd-23012014.aspx

    Requisiti:
    < 6 anni dal dottorato
    < 40 anni di età anagrafica

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    1. Pero' mi pare che non siano contratti di tipo B, ma sempre contratti che durano finche' sono coperti solo dal grant. Oppure senza contratto se il proponente e' gia' a tempo indeterminato.

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  10. @mino

    grazie per la segnalazione, ma in che senso la Carrozza ringrazia APRI su Twitter? Per aver contribuito a riempire la casella postale? Potresti postare i suoi ringraziamenti?

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  11. bello il bando!! Soprattutto l'indipendenza di ricerca in spazi generalmente considerati da strutturati, radicati e mummificati, da sempre come spazio privato e come casa propria; e il tutto con bel contratto TD autofinanziato, senza futuro.
    Ma che vadano a cagare!!!
    Chissà in che Università hanno vissuto questi ministri!!!

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    1. Ella mantiene (le promesse)

      http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-01-23/il-ministro-carrozza-mantiene-promesse-via-50-milioni-i-giovani-ricercatori-170507.shtml

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  12. Questo si chiama SIR qquindi il Firb non esce?questo sir lo sostituisce?

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  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  14. Un aspetto interessante e' quello economico. Sono quasi 50 milioni solo per gli starting. Rispetto ai 30 milioni del FIRB 2013, da dividere fra starting e consolidator (linee 1 e 2) e' un bel passo avanti, soprattutto considerando che la quota maggiore andava ai consolidator. Direi che si tratta di un budget piu' o meno triplicato - quadruplicato per gli starting, se non sbaglio qualcosa.

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    1. Non so se potrai inferire qualcosa a partire dalla "6° puntata della Storia politica dell'istituzione dei Firb-giovani come "mirroring" degli ERC Starting Grants"

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  15. segnalazione: di fronte a vari tweet di protesta per i limiti di età e anni dal dottorato il ministro ha replicato "usciranno anche i bandi senior".

    vedremo se e quando usciranno e con quanti $.
    in ogni caso noi iniziamo a pensare un ricorso contro i limiti di età

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  16. 6° puntata della Storia politica dell'istituzione dei Firb-giovani come "mirroring" degli ERC Starting Grants.

    [5° puntata: http://ricercatoriprecari.blogspot.com/2014/01/bandi-firb-i-limiti-di-eta-e-la.html?showComment=1390434428300#c1269423211642532806]

    Il primo bando degli ERC Starting Grants (valevole per giovani ricercatori fra 2 e 9 anni dal dottorato, con anni-bonus per mamme e casi particolari) era stato preso d'assalto da tutti i quartieri d'Europa, e in particolare dall'Italia. In parte era ovvio: si trattava appunto del primo bando. Poi, gli Italiani erano anche quelli più informati: l'eco della piccola battaglia anti-governativa sull'istituzione dell'ERC manteneva una certa forza. I problemi di assestamento erano però tutti scaricati sull'ancor giovane struttura della nascente Agenzia.

    Di fronte all'assalto di così tante qualificate proposte, fu trovato un marchingegno finanziario per sfruttare l'imponente lavoro di selezione che, fra le 559 proposte ammesse alla seconda fase, ne aveva giudicato "finanziabili" circa 450; tuttavia i 290 milioni a disposizione erano sufficienti per 250 o poco più, sulla base di una graduatoria stilata fino al trecentesimo posto. Si trattò di un'iniziativa dell'Italia - dove nel frattempo era anche cambiato il Governo - per consentire un utilizzo "nazionale" delle graduatorie al fine di finanziare progetti che, scorrendo la classifica, si dichiarassero disponibili a svolgere la ricerca in Italia. Francia, Spagna, Svizzera e Svezia seguirono con analoghi provvedimenti. Pur tralasciando qui di approfondire i dettagli, possiamo dire che "la prova del budino" aveva funzionato bene, per il nostro tentennante Ministero.

    Tuttavia, la discussione più delicata fu avviata sul merito della "duplicazione" di risorse nazionali impegnabili in iniziative analoghe a quella dell'ERC. Fu cioè chiaro a tutti che l'affluente e qualificata massa di proposte italiane era anche dovuta all'assenza di sufficienti opportunità (sia ordinarie che "di eccellenza") nel nostro Paese. In pratica, stava montando una protesta dei Paesi più "ricchi" verso l'Italia, accusata di scaricare su Bruxelles l'onere di finanziamenti che dovrebbero essere - a rigor di principi - aggiuntivi e non sostitutivi.

    Dalla mia posizione non potevo auscultare il dettaglio di tutte queste diatribe, ma certamente mi gustavo l'atmosfera di "cazziatone verso l'Italia" che dalla Commissione e dal Consiglio Scientifico dell'ERC si cucinava verso il nostro Paesello. La cosa più bella era l'aver costruito le condizioni per ottenere lo sperato "appoggio Europeo" per - chissà? - provare a cambiare qualcosa in Italia.

    Alla prossima puntata.

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    1. Interessante la conclusione. Direi che si inizia a capire qualcosa. Grazie, Renzino.

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  17. 7° puntata della Storia politica dell'istituzione dei Firb-giovani come "mirroring" degli ERC Starting Grants.

    [6° puntata: http://ricercatoriprecari.blogspot.com/2014/01/bandi-firb-i-limiti-di-eta-e-la.html?showComment=1390434428300#c1269423211642532806]

    Mentre godevo come un riccio nel vedere l'Italia sottoposta a rampogne per lo scarso impegno "domestico" sul fronte dei finanziamenti alla ricerca, va detto che il Governo in carica nel 2007 era il Prodi dell'Unione, con Mussi Ministro dell'UR e Modica Sottosegretario. Le risorse non erano certo più affluenti, ma almeno il Governo voleva cambiare l'immagine internazionale della vecchia gestione - non era certo opportuno che si mantenesse l'aura di "antico nemico dell'ERC" da parte del nostro Paese.

    In questo periodo Mussi e Modica cercano di mostrare un'attenzione reale verso i giovani ricercatori (il famoso piano triennale di assunzioni, una prima bozza di riforma dei dottorati, e pure un novello Regolamento per i concorsi da RU, caduto miseramente davanti alla Giustizia Amministrativa per sovvertimento della gerarchia delle fonti), e si dispongono anche ad accettare le pressioni Europee per l'attivazione di un autonomo meccanismo domestico di finanziamento d'eccellenza per giovani. Terreno difficilissimo, in carenza di denari freschi. Pur non avendo potuto auscultare i dettagli di queste "trattative", posso immaginare e dedurre che all'Europa/ERC era sufficiente che l'Italia, in quanto grande Paese, e non poverello, mettesse in campo uno schema (serio) per i giovani tralasciando un analogo impegno per i "senior": di loro non c'era paura, in giro, mentre i giovani italiani avrebbero invece "accaparrato" numeri significativi di Starting Grants, se non fosse esistito un parallelo programma nazionale, analogo a quelli di altri grandi (o scientificamente avanzati) Paesi Europei.

    In qualità di ItalianoEuropeo, cercavo di spingere in vario modo l'idea di "adottare l'Euro della ricerca", e cioè copiare senza ritegno metodi e meccanismi del PQ Europeo nei nostri Programmi nazionali. Mi interessava che si traslassero criteri e procedure di valutazione più che utilizzare i "settori ERC", tanto per dire. Cosa difficile, beninteso, ma rimanevo ancora ottimista sull'attuazione di simili capacità riformatrici.

    Pur in presenza di un lavoro preliminare di Modica, la caduta del Governo all'inizio del 2008 causò il passaggio della materia direttamente alla Gelmini, a cui si deve l'emanazione del primo bando del novello programma "Futuro in Ricerca", a fine 2008
    http://futuroinricerca.miur.it/index2008.html

    Le Conclusioni alla prossima puntata.


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  18. grazie renzino. si conferma che mussi fu il miglior ministro degli ultimi anni

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    1. Purtroppo però è durato come un gatto sull 'Aurelia ....

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  19. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  20. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  21. Conclusioni della Storia politica dell'istituzione dei Firb-giovani come "mirroring" degli ERC Starting Grants.

    [7° puntata: http://ricercatoriprecari.blogspot.com/2014/01/bandi-firb-i-limiti-di-eta-e-la.html?showComment=1390604631277#c135908953988746457]

    - Questo è il "papà" di tutti i "mirroring", e cioè l'iniziativa di finanziamento "complementare" rispetto al primo "ERC Starting Grants" - di cui abbiamo parlato nella 6° puntata - e riservato ai "piazzati ma non finanziati" in quella graduatoria. Fu deciso, come detto, da Mussi e Modica, con dotazione di 30 milioni.
    http://attiministeriali.miur.it/anno-2008/febbraio/dd-26022008-n-201ric.aspx

    - La messa in campo dei Firb-giovani ("Futuro in ricerca"), con i rispettivi bandi, spiega la minore prestazione assoluta degli Italiani nei bandi dell'ERC StG successivi al 2009 - come previsto dai Paesi "scientificamente avanzati" nostri concorrenti;

    - Lo stesso programma ERC StG ha subito variazioni nei termini dei requisiti di partecipazione (già subito al secondo bando, aperto a ricercatori fra 3 e 8 anni dal dottorato): tutta questa variabilità è proseguita fino all'adozione dei 2 tipi di Grant oggi offerti, il "nuovo Starting Grant" e il "Consolidator Grant"

    - In definitiva, tutte le statistiche di "vittoria" degli Italiani nell'ERC vanni quindi modulate e viste alla luce della quantità e qualità (tipologia)dei progetti premiati a livello nazionale, nonché la variabilità temporale di bandi e procedure di valutazione.

    - Indipendentemente dalle considerazioni sull'esistenza di Grant nazionali "di eccellenza", va ricordato che tutti i Paesi scientificamente avanzati hanno anche abbondanti finanziamenti "ordinari", la cui vittoria diventa un prerequisito nella valutazione dei Grant di eccellenza dell'ERC: qui si manifesta ancora il solito "effetto di S. Matteo".

    Grazie per l'attenzione e buon Grant a tutti.

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    1. Grazie a te per tutte queste informazioni!

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  22. http://www.corriereuniv.it/cms/2014/01/crui-le-18-proposte-per-salvare-luniversita/

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  23. Storia (purtroppo seria) del "RAE de noantri". Sic transit...

    http://www.roars.it/online/vqr-da-buttare-persino-anvur-cestina-i-voti-usati-per-lassegnazione-ffo-2013/

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  24. S'annuncia il Piano Nazzjonale della Ricerca (2014-2020):

    http://www.scienzainrete.it/contenuto/news/novecento-milioni-lanno-rilanciare-ricerca-italia/gennaio-2014

    Include il programma Top Talents per ricercatori entro 10 anni dal dottorato.

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  25. 10 anni dal phd e 3 ani all'estero. oppure essere vincitori di starting o advanced erc, ma non il consolidator e non si capisce perché

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    1. Secondo me con il consolidator e con l'advanced non ce la fai a rientrare nei 10 anni (gia' con lo starting e' dura, probabilmente, mi pare duri 5 anni). Comunque ancora una volta non e' chiaro il motivo per cui si crea un canale preferenziale per chi e' all'estero. Soprattutto visto che, per converso, non ci sono canali preferenziali per chi resta in Italia... Come dire che sei all'estero sei top talent, se se in Italia... "sei fuori".

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    2. marc hai equivocato. devi essere stato all'estero oppure aver vinto i bandi erc. non tutte e due le cose. quindi il problema che sollevi tu non si pone, mentre si pone la questione del consolidator che è ingiustamente discriminato.

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    3. Sarebbe così (non discriminatorio) se vincere un ERC e stare 3 anni all'estero fossero equivalenti in termini di "merito".
      In questo caso sono d'accordo con @marc: si crea un canale preferenziale per chi è stato all'estero.

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    4. Insorgere, non ci siamo capiti. Consolidator e Advanced presumibilmente li fai se sei oltre i 7 anni dal dottorato, altrimenti fai gli Starting, no? Ma se a più di 7 anni sommi i 5 degli ERC arrivi a 12, quindi non puoi fare domanda per i Top Talents. In merito all'estero, volevo dire esattamente ciò che MaGa ha spiegato meglio di me. All'estero 3 anni ci stai pure con un post-doc sfigatissimo o magari come professore in qualche università Libanese o giù di lì, poi applichi per i Top Talents. Invece uno in Italia può farlo solo se ha ottenuto un ERC grant (che non è una cosa così banale da vincere, credo). Ma che, scherziamo?

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    5. non ci siamo capiti infatti. i top talents sono 1. per chi ha meno di 10 anni dal dottorato ed è stato fuori 3 anni, oppure 2. per chi ha vinto un erc (a prescindere da anni dal dottorato)

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    6. Ah, ok. Quindi i top talents sono di 2 tipi, avevo frainteso l'iniziale post di renzino.

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  26. giustamente certificano che l'istituzione che rappresentano vale 0, peccato che per loro la competizione non sia mai esistita e che si continui a spingere sul merito degli ultimi. Con chi si confronta un dirigente, quali sono i parametri per accedere ai vertici? Quanti concorrenti ci saranno stati ai loro concorsi da ricercatore o da ordinario? Con chi si giocavano la partita?
    Ma soprattutto perchè non ampliare gli orizzonti, e chiedere un governo fatto di tedeschi, inglesi e norvegesi.
    Continuano a prenderci per il culo!!

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  27. giustamente certificano che l'istituzione che rappresentano vale 0, peccato che per loro la competizione non sia mai esistita e che si continui a spingere sul merito degli ultimi. Con chi si confronta un dirigente, quali sono i parametri per accedere ai vertici? Quanti concorrenti ci saranno stati ai loro concorsi da ricercatore o da ordinario? Con chi si giocavano la partita?
    Ma soprattutto perchè non ampliare gli orizzonti, e chiedere un governo fatto di tedeschi, inglesi e norvegesi.
    Continuano a prenderci per il culo!!

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  28. vabbe è palese che non è destinato a italiani che lavorano in italia. però nel power point ho visto molti altri progetti...senza paletti così assurdi....secondo voi verranno realizzati?

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  29. per i precari non c'è nulla siberia...

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  30. Ma, a parte il nome che è tutto un programma...per es il Programma RIDE?

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  31. battute a parte, il ride è per le scienze applicate e non è per precari

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  32. si scusa, per deformazione non ho considerato l'esclusività, in quanto io appartengo alle scienze applicate....quindi è una specie di nuovo PRIN ma riservato a una parte...sarei già contenta....ora come ora non miro tanto a vincere un finanziamento in prima persona perchè non sono il modello di ricercatore verso il quale si sta andando: battitore libero, che si è girato il mondo e ha lavorato solo ed esclusivamente alla costruzione dl proprio CV.
    Io purtroppo appartengo a chi pur avendo 47 pubblicazioni su riviste internazionali (vere non per presta nome) all'estero ci sono stata a mo' di esperienza (1 anno) volendo lavorare nel mio paese, il mio tutor di dottorato è un ricercatore giovane con il quale continuo a collaborare quindi per me sarà un problema avere molte pubblicazioni senza di lui (ci lavoro e non va in pensione...) in questi anni oltre a pubblicare il mio lavoro è stato anche quello di seguire 40 laureandi nel corso della loro tesi sperimentale (applicativa), tenere seminari (senza figurare), partecipare a innumerevoli e lunghissime sessioni di esami (sprecando tempo): in sostanza io ho anche dato qualcosa a questa struttura che prima era una facoltà e ora si chiama dipartimento ma ahimè... sembra che nonostante io con mezzi poveri abbia pubblicato bene, la nuova figura di ricercatore che stanno cercando in Italia è uno che se ne è andato a cercare fortuna magari all'estero e che, indipendentemente dal fatto che laggiù abbia combinato qualcosa oppure no, sicuramente è più ben voluto di me. In barba anche al fatto che se anche ha un CV buono, se lo è costruito senza distogliere tempo per esami, lezioni, laureandi, tesi, etc etc in questa istituzione del cavolo...

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    1. non è che all'estero non si faccia didattica...

      cmq il punto non è italioti vs. espatriati. il punto è che stanno facendo fuori un'intera generazione e questi programmi di 'eccellenza' sono solo specchietti per le allodole, servono a far parlare i giornaloni, mentre de facto il sistema viene soffocato ogni giorno di più

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  33. quando sento l'epiteto battitore libero in bocca ad un ordinario di 65 anni, mi viene la pelle d'oca. Quando la sento da un precario, mi cascano le braccia, monta la rabbia e mi fa pensare che forse hanno ragione a voler cancellare una generazione e ricominciare da zero. Rabbia perchè appartengo io stesso a questa generazione. La definizione di ricercatore come persona INDIPENDENTE che si è dedicata alla ricerca con successo (testimoniato dal CV) e non ha sprecato tempo a servire il padrone di turno è l'unica possibile. Rinunciare a piccoli riconoscimenti (come il figurare in un seminario) sperando di ottenere poi qualcosa in cambio è folle. Continuare a lavorare con il tutor di dottorato è un gravissimo errore, ancora di più se è giovane. Andare o non andare all'estero da questo punto di vista è indifferente, non è comunque possibile che un ricercatore diventi tale o faccia carriera senza cambiare aria, avere esperienza di diversi gruppi di ricerca, in sostanza cresca. Mentre mi scrivo mi domando: sono io che scrivo cose fuori dal mondo?
    V.

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    1. caro Vladimir. la tua potrebbe pure essere una visione limitata. Magari mi sbaglio ma ci sono dettagli e situazioni particolari che impongono certe scelte. L'indipendenza un giovane ricercatore la cerca sempre (se ha il coraggio) ma l''ambiente esterno, le condizioni al contorno non solo quelle universitarie incidono in certe mosse. scegliere di basare tutta la "nuova università" su manifesti perfetti per un bello spot pubblicitario o per una bella serie di slides trascura i dettagli, trascura le pieghe che hanno trattenuto alcuni dentro un ovile che magari puzza. è come se uno giudicasse un lavoro sperimentale da una presentazione fatta ad un congresso senza andare a rileggere la parte sperimentale di un lavoro. cerchiamo di mantenere una visione d'insieme. sia quella di chi ha le scarpette da battitore libero (perche magari gliele ha comprate papà per natale), sia quella di chi è rimasto in piedi con due bei sandali infradito di cemento.

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    2. vladimir hai ragione.
      il punto a mio avviso è uno solo: la natura del rapporto maestro-allievo in italia.
      nel mondo normale compito del maestro è aiutare l'allievo a crescere per renderlo indipendente. in italia invece si crea un legame di co-dipendenza morboso e soffocante: il maestro non punta a rendere l'allievo autonomo ma a legarlo a se, costringendolo a servirlo in cambio di vaghe promesse sul futuro. poi quando si libera un posto è chiaro che la selezione non può essere aperta.

      è quel legame morboso che va cambiato, per trasformarlo in qualcosa di sano. e il modo per farlo è costringere alla mobilità: nessun post-doc dove sia ha fatto il doc, nessun posto fisso dove si ha fatto il post-doc

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  34. Insorgere, la conclusione che basti negare i post DOC nella sede di dottorato per rendere indipendenti i ricercatori e' utopistica. Ci vuole molto molto di più.

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    1. non ho detto che basta, ho detto che servirebbe.
      iniziare a spezzare i legami morbosi è la linea da perseguire, ed è funzionale anche ad aprire i concorsi: basta con i 'candidati interni'

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  35. sarebbe meraviglioso eliminare i concorsi per interni. ma mi raccomando, onde evitare le solite frasi da manifesto elettorale, proponete anche di eliminare i punti organico, le frazioni di punto organico e tutte le belle logiche matematiche che poi sono nascoste dietro ai bandi che stanno uscendo e che di fatto vincolano piani associati e piani tiratori liberi con e senza scarpette con i tacchetti comprate per natale da papà

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    1. guarda, non avrei dubbi anche sull'abolizione dei punti organico che sono una truffa.

      quanto al fatto che i prossimi concorsi da associato andranno in promozioni e null'altro, apri lo denuncia da tempo in tutte le sedi possibili

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  36. leggo alcuni commenti e rido, rido perchè penso a come sarà divertente vedere posizioni di ultimo livello magari a tempo determinato aperte ad esperti internazionali, a giovani battitori liberi capaci e intraprendenti mentre i posti da ordinario ed associato verranno spartiti secondo le solite logiche. Rido nel pensare al giovane e precoce libero battitore esterofilo e di fretta per il nobel perdersi nelle stanze delle segreterie per rincorrere i pacchi smarriti o mal consegnati o girovagare per un brikocasa in cerca del neon giusto da sostituire nel proprio studio.
    E' ormai chiaro che i pochi punti organico andranno per upgrade di ricercatori già strutturati e principalmente agli interni, in barba alle pippe che vedono il futuro ricercatore italiano con CV da Harvard.
    Per il resto con finanziamenti da Firb o Sir, ovvero alla meglio con 100 K euri, dove credete sia possibile andare e cosa pensate sia possibile fare....inserirvi o meglio penetrare in un gruppo extra-locale già consolidato facendovi dare l'angolo più soleggiato della struttura e meglio dotato di strumentazione e partire con le vostre ricerche....si certo!!

    Per il resto concordo con chi difende la posizione di chi si è fatto il mazzo a mandare avanti le strutture con contratti da fame nella speranza di una ricompensa meritata.
    A questo punto se competizione sia che sia per tutti precari, ricercatori, associati, ordinari tecnici amministrativi, dirigenti etc.
    Cosa ne sarà dei ricercatori trombati all' abilitazione, e degli associati sotto mediana, degli amministrativi fantasma....perchè continuare a farci pagare il conto di un disastro di cui non siamo colpevoli con sta stronzata del merito?

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    1. ganjalf, la situazione è uno schifo. lo sappiamo e l'abbiamo detto più volte: i posti andranno al 99,9% in promozioni di strutturati.

      bene, cioè male, ma non è che polemizzare aiuti molto....

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  37. qualcuno sa se le commissioni prorogate al 30-01 hanno finito tutte?

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    1. no, alcune commissioni (almeno 3) non hanno finito. al ministero non sanno che pesci prendere perché la normativa non consente ulteriori proroghe, dovrebbe licenziare la commissione e nominarne un'altra che ricominci da capo...

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  38. La commissione di anglistica ha finito? Dopo cinque sostituzioni di commissari… che vergogna!

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    1. anglistica è tra i ritardatari. gli altri non li so

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  39. Come temevo… Confido che il ministero trovi una soluzione senza licenziare la commissione (si meriterebbero la lapidazione, ma questo è un altro discorso) in modo da non far ricominciare tutto da capo… grazie, Insorgere.

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  40. @insorgereC: Non è vero che polemizzare non serve a nulla. Bisognerebbe polemizzare e farsi sentire, farsi sentire davvero, proprio mentre il ministro se ne esce con i superpiani per i super-giovani-ricercatori-indipendenti-del-dopo-futuro. E' assurdo che ci stia bene questo giochino dei punticini organico che giustificano un passaggio facilitato "perché costa meno all'università perché si possono fare più associati che servono all'insegnamento". E' assurdo che poi ci stia bene cambiare le carte del gioco solo dopo.

    Se le regole devono essere cambiate che cambino subito e per tutti allo stesso modo. Che si faccia una legge che trasforma i ricercatori vecchio stile in ricercatori con obbligo di insegnamento a vita, o ancora meglio in ricercatori di tipo A (a zero punti organico) che poi entrino e lottino con e contro di noi per un posto da associato rispettando per davvero le graduatorie sancite con l'abilitazione e con delle vere valutazioni comparative se proprio le vogliamo fare.
    E poi le università paghino, paghino ex post i dirigenti che approvano assunzioni che hanno dato pochi frutti.

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    1. 1) Non si possono trasformare "i ricercatori vecchio stile" in "ricercatori con obbligo di insegnamento a vita", né tanto meno in "ricercatori di tipo A (a zero punti organico)": fattene una ragione e tienilo mente per quando si devono prendere decisioni che incidono sul futuro.

      2) Non è corretto che le Università "paghino" né che siano "i dirigenti che approvano assunzioni che hanno dato pochi frutti" a dover "pagare": codesta concezione (a) pecuniaria, e (b) che mette in gioco terzi, non è compatibile né con la responsabilità personale Né con il ruolo che giocano le Università nella complessa miscellanea delle loro funzioni sociali.

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    2. Scusa ma che vorrebbe significare "fattene una ragione e tienilo mente per quando si devono prendere decisioni che incidono sul futuro."?
      E scusa di nuovo ma su quali basi dici che non è corretto che le università paghino?
      E invece è corretto usare i "punti organico" solo per avanzamenti di carriera?

      Mah. Menomale che ci sei te a dirci cosa è giusto e cosa è sbagliato, autorità superiore anche te?

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    3. Sto dicendo che lo stato giuridico dei "ricercatori vecchio stile" è tale per cui non si può cambiare la natura dei loro doveri d'ufficio con un atto d'imperio. Beninteso, questo vale anche per i Professori, per questo è necessaria una adesione spontanea a qualsiasi novità giuridica (che altrimenti si applicherebbe solo a quelli di nuova nomina). Mi sono spiegato meglio?
      Poi, io non considero le mie opinioni valide "assolutamente": sono un relativista. Però sono ben fondate, sull'argomento. E' che per reagire alla tua assertività ho dovuto elevare alquanto anche la mia.

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    4. L'ultima frase sull'assertivita' e' stupenda, Renzino. Mi sa che te la rubo.

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  41. la politica insegna che bisogna conservare a tutti i costi i diritti della casta. La realtà è che gli strutturati che abbiamo servito e a cui abbiamo incipriato i CV non sono dalla nostra parte. Molti di loro ci vedono come una minaccia dopo averci stuprato il futuro ci butterebbero in un fosso, pur di fare un piccolo salto di carriera. Quel piccolo salto che per noi decreterà la fine.

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    1. Pensa invece a quanti giovani anestetizzati hanno fatto silenzio o usato la lingua per altri scopi.

      Costoro sono la massa di manovra più grande, e si guardano bene dal tirare fuori un segno di protesta.

      Il tuo appello è tardo e inefficace: per questo usualmente, nel mondo del lavoro, esistono i Sindacati che impongono una specie di "continuità della lotta", per evitare la perdita di prerogative e diritti per quelli che vengono dopo. Se però il Sindacato o la Lega di Lotta di turno è troppo miope, sarà l'Autorità Superiore a vedersi costretta a restaurare la veduta lunga, a scapito dei Ggiovani.

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  42. Scusate ma per me questo discorso è inaccettabile. Se fino ad ora avete impegnato il vostro tempo a "servire ed incipriare CV", per usare le tue parole, avete fatto malissimo. Se vi aspettavate riconoscenza, siete degli illusi. Siete tra i maggiori responsabili della situazione attuale e non avete nessun diritto di lamentarvi. Ne hanno molto più diritto quelli che si vedono penalizzati dal vostro comportamento e che oggi si vedono apostrofati come "battitori liberi". Non posso che sperare che la smettiate immediatamente di sevire e che pensiate al vostro di CV.
    V.

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  43. certo infatti si sta proprio parlando di spartire i punti organico tra battitori liberi e RTI con ERC.

    La riconoscenza dovremmo pretenderla e non aspettarcela.

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  44. a proposito di iniziative concrete vs polemiche sterili, è stato creato nuovo post.

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