lunedì 8 luglio 2013

PROPOSTE APRI AL MINISTRO CARROZZA




Domani, 9 luglio, una delegazione in rappresentanza di APRI incontrerà il Ministro Carrozza. In vista dell'incontro abbiamo elaborato il seguente documento che, in forma sintetica, presenta alcune delle richieste e delle proposte principali della nostra associazione.






 Rispetto della legge e trasparenza nei concorsi:

1Segnaliamo il susseguirsi di numerosi bandi concorsuali per posizioni ex art 24, comma 3, lettere a) e b) richiedenti specifici e dettagliati profili scientifici, ove la legge consente la specificazione di un eventuale profilo esclusivamente tramite indicazione di uno o più settori scientifico-disciplinari". Si tratta di pratiche poco trasparenti ed evidentemente illegittime, che soffocano la competizione e portano ad una chiusura asfittica del sistema della ricerca.

2. Invitiamo inoltre il Ministero a vigilare sull’applicazione, prevista dalla legge, della quota minima obbligatoria di assunzione del 20% di “esterni” all’Ateneo, da calcolarsi nel rispetto della legge, dunque non sui costi bensì sul numero di assunzioni. 

Questi due problemi possono essere risolti con una semplice circolare esplicativa del MIUR



Proposte piano straordinario nazionale TDB:


1. Garanzia del budget, da accantonare obbligatoriamente e dal momento in cui il TDB prende servizio, per l’eventuale passaggio nel ruolo dei Professori Associati [garanzia assente nei bandi Montalcini ma prevista dalla Legge 240/10].
2. Cofinanziamento MIUR del budget per il passaggio a PA di cui al punto 1,  per un ammontare corrispondente al 50%, a gravare sulla quota premiale FFO.
3. Abolizione vincoli di età anagrafica o di anni dal dottorato, attualmente presenti sui bandi Montalcini, e dalla dubbia legittimità come dimostra una recente sentenza del TAR di  Cagliari.
4. I vincitori siano esterni alla sede che li accoglie ed in cui prendono servizio. “Esterno” può essere definito un candidato che nei tre anni precedenti la data di scadenza del bando non abbia prestato servizio come Ricercatore, Assegnista o Post Doc nella sede prescelta.
5. Commissioni sorteggiate da una lista di esperti, aventi i requisiti stabiliti dall'ANVUR (superamento delle mediane). Deve essere assicurata adeguata rappresentanza nelle commissioni ad esperti operanti all'estero (non solo uno su cinque come nell'ASN).
6. Valutazione basata esclusivamente sul CV (titoli e pubblicazioni), eliminando la richiesta di un progetto di ricerca. La valutazione deve avvenire sulla base di griglie con punteggi predefiniti come quelle adottate autonomamente dall’Università di Genova e dal Politecnico di Torino per le ultime tornate di concorsi da ricercatore a tempo indeterminato.
7. Distribuzione dei posti. Il MIUR assegna i posti ai migliori Dipartimenti italiani sulla base del VQR. In base all’ordine in graduatoria i vincitori potranno scegliere la sede.
8. Piena portabilità dei fondi. Qualora un Dipartimento non voglia accettare un TDB nazionale, al vincitore spetta il diritto di portare il budget presso altra sede. Vanno previsti premi/punizioni in termini di quota premiale FFO per i Dipartimenti che accettano/rifiutano queste posizioni.
9. I TDB nazionali NON devono contare ai fini del rapporto tdb-po di ciascun ateneo. Questo per garantire che siano effettivamente posti in più.

89 commenti:

  1. Bene. La richiesta di cofinanziamento e' di fatto una richiesta di aumento fondi, e quindi e' ottima, evitando il solito 'vogliamo piu' fondi' (senza spiegare mai bene come).
    Visto dal lato ricercatori tempo indeterminato mi sembra che questo piano straordinario porti a svincolare i due 'problemi', anche se ci saranno, immagino, pressioni per trasformarlo in un piano di scorrimenti...

    Detto questo, quali sono i numeri (e quindi i soldi) previsti?

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    1. Pur essendo totalmende d'accordo ed anzi spingendo per un eventuale aumento delle risorde, cio' che proponiamo e' comunque "a costo zero" e pertanto di immediata possibile applicazione.
      Promoniamo infatti una ri-partizione delle risorse. In questo caso un co-finanziamento ad insistere sulla "quota premiale" che e' la parte mobile delle risorse FFO oggi assegnata unicamente sulla base della valutazione, vqur etc... in pratica stiamo chiedendo che la capacita' per gli atenei di attrarre questi giovani selezionati nazionalmente di fatti muova una parte di quota premiale e renda anche in un certo qual modo conveninete per l'ateneo NON rifiutare l'RTDb che scieglie tale sede.
      Al punto 8 anche chiediamo che cio' di fatti entri nella valutazione e quindi possibilmente potrebbe portare (o levare) altra frazione di quota premiale.

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  2. Ciao, mi permetto di girarvi un'ulteriore proposta, che riguarda i TDb in generale (non solo il piano straordinario). Attualmente la legge prevede come requisito di aver usufruito di tre anni di assegno di ricerca o delle borse post-dottorato di una legge del 1989 (che in realtà sono ormai praticamente inesistenti). Io toglierei il vincolo specifico sugli assegni di ricerca, per indicare che bisogna in generale avere svolto documentata attività di ricerca per almeno 3 anni dopo il dottorato con borse o contratti. Ormai, data anche la situazione di precariato generale, i vari precari hanno spesso borse di vario tipo e non solo assegni di ricerca e limitare l'accesso al TDb a questi ultimi mi sembra poco sensato e poco giusto. è ovviamente una proposta interessata, perché io ho avuto due borse da 2 anni ciascuna dopo il dottorato, ma nessun assegno di ricerca, ma credo sia una situazione che possa riguardare molte persone.
    Che dite? grazie intanto per il vostro lavoro

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    1. La legge, per questo periodo di transizione, gia' prevede una cosa del genere.
      In ogni modo tra le tantissime cose che avremmo voluto proporre abbiamo scartato solo quelle attuabili per via amministrativa, cioe' senza una modifica di legge.
      Correttivi alla legge, che necessitano di un lungo iter parlamentare, li si potra' proporre anche in seguito

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  3. Al di là degli interessi personali, la proposta di Filos è estremamente ragionevole. Primo perché anche solo in Italia (per quanto ne so) i bandi distinguono fra requisiti di attività di ricerca disciplinata da fellowship o borsa o contratto (??!!??).
    Secondo perché gli RTD a) su fondi ateneo sono una chimera (dato che costano anche punti organico, a differenza degli assegni) e non tutti i settori hanno afflusso di fondi esterni per bandire RTD a) su di essi.
    Diciamocelo, la distinzione fra RTD a) e RTD b) è figlia bastarda di precedenti tentativi di riforma (RTD 4+4, poi 3+3, poi.... a) e b)).

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  4. @Filos e Marc
    Oh Signore vi sentite pronti per fare i ricercatori, magari i professori e non sapete neanche leggere bandi e regolamenti (notate bene il punto 2, dice borse post-dottorato o analoghi contratti quindi ci sta tutto):

    1) aver usufruito di contratti ai sensi dell’art. 24, comma 3, lettera a), della Legge 30.12.2010,
    n. 240;
    2) aver usufruito, per almeno tre anni anche non consecutivi, di assegni di ricerca conferiti ai sensi dell’art. 51, comma 6, della Legge n. 449/1997 e successive modificazioni (pre-Gelmini). o di borse post-dottorato ai sensi dell’art. 4 della Legge n. 398/1989 ovvero di analoghi contratti, assegni o borse in Atenei stranieri;
    3) aver usufruito per almeno tre anni dei contratti stipulati ai sensi dell’art. 1, comma 14, della Legge 4.11.2005, n. 230.

    @APRI
    il vincolo al punto 4, "il vincitore deve essere esterno" va in culo proprio ai più anziani di noi, magari abbiamo girato e girato ma ora che siamo "vecchi" precari e lavoriamo per un ateneo negli ultimi 3 anni, che male c'è a vincere lì un posto RTDb (continua l'era TAFAZZI)

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    1. @ Siberia, il tuo intervendo ci conferma di essere nel giusto sul punto 4. Coraggio dai.

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    2. Siberia, sciacquati la bocca, sei tu che non sai leggere... che sciocchezze dici? Gli assegni post-Gelmini non contano ai fini dei tre anni, quelli pre-Gelmini sì. I contratti co.co.co. di collaborazione ad attività di ricerca non contano, ma le vecchi borse post-doc (pre-Gelmini) sì. I contratti all'estero contano, ma... solo se sono analoghi. Analoghi, e chi lo decide?? Ci sta tutto un corno.

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  5. @ Siberia
    Credo si saper leggere, anche proprio il pezzo che hai riportato: 1) non si parla di borse post-dottorato in generale, ma di quelle specifiche borse post-dottorato istituite da una legge del 1989; posso sbagliarmi, ma a mia conoscenza sono sostanzialmente scomparse o perlomeno diventate rarissime, perché sostituite dagli assegni di ricerca; 2) “analoghi contratti, assegni o borse” ma in atenei stranieri: e se uno ha avuto delle borse di ricerca o di perfezionamento in Italia?
    Faccio il mio es. concreto: due anni di borsa di perfezionamento all’estero dell’Università degli Studi di Milano, due anni di borsa di ricerca finanziata da un bando regionale in Sardegna. Non rientro in nessuna delle categorie richiamate, ma non capisco perché chi ha fatto 3 anni di assegno può partecipare a un concorso RTDb e io no…

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  6. filos ha ragione, ma serve una modifica legislativa che dica semplicemente "e simili contratti di ricerca" o qualcosa del genere

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    1. sulla questione posta da filos: perfettamente d'accordo.
      segnalo che il direttore generale livon all'incontro di oggi ci ha detto che la legge - al passaggio "e successive modificazioni" - include anche gli assegni post-gelmini.

      purtroppo non include altre borse varie, è una delle tante incongruenze su cui si dovrebbe agire. purtroppo questo governo non lo vuole fare, non vuole fare quasi nulla in realtà.

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    2. Questa interpretazione di Livon sulle modificazioni è interessante, ma mi sembra infondata, a occhio. Visto che la legge 240 non modifica i precedenti assegni ma ne istituisce di nuovi (abrogando i vecchi, articolo 29 comma 11 della legge 240/10). Sarebbe utile un decreto interpretativo, se si vuole davvero che una interpretazione sia così tanto "forzata" abbia valore.

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    3. marc, non so che dire salvo che riportare quanto ci è stato detto.

      vedremo se e cosa faranno concretamente.

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    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    5. Quindi ad uno che come me raggiunge i 3 anni grazie a una parte di assegno post-Gelmini e/o una borsa diciamo di quelle "non-standard" consigliate comunque di partecipare ed eventualmente di rimettersi al parere della commissione ?

      Grazie,

      Marco

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  7. @Salvo
    certo perchè tu che sei all'estero guardando al tuo mero interesse potresti prendere un posto dove sto io e io no....e mi conferma che si sta togliendo un eventuale vantaggio a me per darlo a te quindi...vedo che sei proprio sulla strada giusta ....del TUO interesse

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  8. eo quand'è papale è meglio che tutti sappiano di chi fa l'interesse apri

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    1. apri non fa gli interessi di nessuno. ci limitiamo a chiedere cose coerenti con il sistema di valori che animano l'associazione, e a pretendere il rispetto delle regole

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  9. @ Salvo
    In che senso la legge prevede già qualcosa del genere nella fase di transizione?
    Avevo immaginato la distinzione tra questioni risolvibili amministrativamente e questioni legislative. Anche per eventuali altre proposte circoscritte e di buon senso, e non solo per la mia, avevo pensato che, essendoci un decreto in Parlamento con misure anche sull'Università, l'incontro al MIUR poteva essere un'occasione.
    Ma poi il piano straordinario RTDb, derogando in parte alle procedure della 240, è fattibile solo per via amministrativa?

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    1. Nel senso che tranne qualche caso particolarissimo di borsa dottorato, come da te specificato, la legge include tutto il resto:

      1) aver usufruito di contratti ai sensi dell’art. 24, comma 3, lettera a), della Legge 30.12.2010,
      n. 240;
      2) aver usufruito, per almeno tre anni anche non consecutivi, di assegni di ricerca conferiti ai sensi dell’art. 51, comma 6, della Legge n. 449/1997 e successive modificazioni (pre-Gelmini). o di borse post-dottorato ai sensi dell’art. 4 della Legge n. 398/1989 ovvero di analoghi contratti, assegni o borse in Atenei stranieri;
      3) aver usufruito per almeno tre anni dei contratti stipulati ai sensi dell’art. 1, comma 14, della Legge 4.11.2005, n. 230.


      Crdo che comunque, de facto, nella pratica si considerera' tutto, qualunque borsa o contratto hai, su questo sstarei sereno.
      La legge e' ambigua anche su un altro punto, parla di Atenei. Quindi se all'estero lavori alla NASA, al CERN oppure (come me) in un National Laboratory, non dovresti letteralmente rientrarci. Ma applicheranno la legge alla lettera? In ogni modo una modifica comporta un iter parlamentare, mi sa che per il :reclutamento straordinario" se mai partira', non ci sarebbe comunque tempo.

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    2. salvo, su questo devo contraddirti.

      non è vero che de facto si considererà tutto, anzi il direttore generale Livon ci ha informato ieri che sono già in corso contenzionsi tra alcuni atenei e candidati esclusi dalle prove di concorso perché alcuni dei loro contratti non sono stati considerati (per le ragioni più varie). su questo c'è la volontà del miur di essere aperti e ragionevoli, vedremo in concreto cosa faranno

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    3. Grazie per le informazioni. Quello che riporta Insorgere è proprio quello che temevo... Speriamo che siano effettivamente "aperti e ragionevoli" anche in concreto...

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  10. Siberia, si sta parlando di posti RTDb extra, in più rispetto ai normali posti RTDb. Per evitare che questi posti extra diventino il solito giochino in mano ai prof, come è stato per gli ultimi posti da RTI e come di fatto lo sono i normali RTDb (vedi questione profili), si è proposta la mobilità: in teoria i prof dovrebbero essere meno motivati a piazzare un proprio collaboratore in un altro feudo. Se non sei interessata a muoverti devi solo aspettare un posto da RTDb confezionato in casa con le solite procedure.

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    1. MaGa, certa gente la testa non la cambia. Avemmo un dibattito con Siberia tempo fa. E' superfluo farle notare che qui si parla di "posti in piu'" ed e' superfluo anche ricordarle, per la seconda volta che lei PUO' "prendere un posto dove sto io" basta che si colleghi al sito:

      http://www.bnl.gov/hr/careers/

      il alto a destra clicki su "job seekers" e se trova qualcosa di suo interesse potra' far domanda on-line. Se verra' shortlistata potra' mettersi d'accordo sulla interview (la tata, il seminrio) le pagheranno il volo, il vitto, l'alloggio, la diaria ed una cena. Se alla fine otterra' il posto potra' contrattare, in base all'esperienza pregressa, il livello di carriera a cui inserirsi. E BUONA FORTUNA ;)

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  11. ovvio il dialogo con chiunque la pensi diversamente da voi...si chiude!
    Cosa vogliono i precari della ricerca ITALIANI. Ve lo siete chiesti? Non credo ci voglia molto.

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  12. ahimè.....anche il governo è precario e così merito o non merito dopo 10 15 anni di ricerca dovremo reinventarci una professione in questo paese. Chissà, imbianchino (al limite le pubblicazioni mi serviranno per non sporcare), kebab o chissà. Per i nostri colleghi TI invece non cambierà nulla....merito o non merito.

    Ora o voi dall'estero, sentenziate: anche in giro è così. Esistono ricercatori e prof. fantasma, tecnici inutili o inutilizzati. Abbonda il personale amministrativo rispetto a quello impegnato nella ricerca? E soprattutto può uno che non fa un cazzo di niente prendere migliaia di euri al mese, avere il posto garantito a vita e maturare una pensione? Vi aspettiamo, ma non da associati o da RTb. Da precari sottopagati a sguazzare un pochino nel letame assieme a noi.

    3 anni fuori dall'ateneo.....ma va va vaaaaaaaaaaaa!!

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    1. La relazione che intercorre tra:
      "Esistono ricercatori e prof. fantasma, tecnici inutili o inutilizzati. Abbonda il personale amministrativo rispetto a quello impegnato nella ricerca? E soprattutto può uno che non fa un cazzo di niente prendere migliaia di euri al mese, avere il posto garantito a vita e maturare una pensione?"

      e l'argomento di discussione, cioe' il vincolo di esterni (tra anni fuori dall'ateneo) nel piano di reclutamento nazionale e' cosi' misteriosa da completamente sfuggire alla mia mente si super ricercatore megagalattico cervello in fuga.


      Riguardo a quanto tu fai inizialmente presente: "dopo 10 15 anni di ricerca dovremo reinventarci una professione in questo paese" ... APRI sta suggerendo fortemente di rimuovere i vincoli di eta' anagrafica come da bandi Montalcini (vincoli che sempre al sottoscritto superricercatori esticazzi ggggiovine andrebbero anche di comodo).

      Tertium, APRI e' stata la prima promotrice di questo bando straordinario nazionale (che noi chiamavamo dulbecco) in "sostituzione" agli attuali Montalcini che guarda caso erano esclusivamente destinati ai super ricercatori esticazzi gggiovini all'ESTERO! ;)

      Per concludere, ai precari della ricerca italiani, associati ad APRI, interessa innanzitutto avere una oppostunita' di giocarsela e vincere ad un concorso, cosa che le cordate locali o nazionali limitano di molto. Sono quindi interessati al "vincolo dell'essere esterno", unica garanzia per mettere in difficolta' i magheggi a tutti noti. Gran parte dei precari lo e' appunto perche' non ha an'armata di opliti alle spalle a spingerli ma spesso ha fanto un buon lavoro e per una TT ben pagata spostarsi di ateneo e' un problema secondario rispetto a quello di avere una chance di vittoria per proprio solo merito.

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    2. "spostarsi di ateneo e' un problema secondario" Bhé, mica tanto secondario, se hai una moglie che lavora e magari dei figli (non il mio caso, cmq).

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    3. @ marc, eh certo lo sappiamo. Sono grossi problemi che per prima la nostra generazione sta affrontando. Ai tempi dei miei "vecchi" se studiavi all'Universita', poi entro 25 anni trovavi un posto stabile e ben pagato verosimilmente vicino casa e mettevi su famiglia e bon (come dicono in Canton Ticino).
      Credi marc che solo il "candidato interno" abbia la moglie o i figli o la compagna etc... sono problemi comuni a tutti e di cui tutti i precari soffrono. Verificato in questi anni che quasi in italia non c'e' verso per un reclutamento meritocratico e trasparente, in attesa di questa (quantomai sempre piu' fantomatica) valutazione ex-post, succeriamo un provvedimento straordinario, nel senso di extra-ordinario, e cioe' un reclutamento aggiuntivo nazionale. Dove per aggiuntivo di intende posti in piu' e non sostituzione di quello locale. Tali posti chiediamo che siano dati ad esterni in modo che chiunque abbia buone probabilita' di vincere sui propri meriti. Se non ci si vuole spostare, cascasse il mondo, esiste comunque il reclutamento ordinario locale, senza condizioni e vincoli, dove alla fin fine, guarda un po' il caso, vincono al 90% gli interni.
      Tra l'altro con miopicita' non si comprende come sia proprio questo sistema a rendervi e renderci tutti SCHIAVI. Schiavi perche' lasciato il nido si e' perduti! Perche' se si fa arrabbiare il proprio mentore, colui con cui ci si e' laureati, dottorati, assegnati, Rtdti, equivale a spararsi un colpo in fronte. Schiavi perche' prendere l'iniziativa da soli, accettare una offerta all'estero, fare una qualsiasi cosa fuori gli schemi equivale a tagliarsi i ponti. Inoltre schiavi che devono incrociare le dita... capita che un mentore possa andare in pensione troppo presto, perdere potere accademico, ogni tanto capita che perda anche la vita (no one can live for ever). Un sistema meno professionistico e piu' flessibile fa si che se hai le capacita' di piazzi in qualche posto, ti costruisci una carriera, non ti riduci necessariamente a 40 anni ad aver legato la tua esistenza ad una persona che ti tiene a lavoro "minimum wage". Per ognuno che crede di avere il sacrosanto diritto del posto nel suo gruppo, perche' ha moglie e figli ci sono decine di altri precari tagliati fuori, qualunque siano i loro titoli, e magari anche loro hanno la moglie ed i figli.

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    4. E considerate infine che questo e' nell'interesse di tutti, anche di Ganjalf e siberia che ripetono spesso di non avere santi protettori.

      Se un capo infatti lascia qualcuno appesa a contrattini oltre i 40 anni significa probabilmente che della sorte di quel ricercatore non gliene frega poi molto (o non lo stima scientificamente o lo vuol tenere sotto ricatto) oppure che ha scarso potere accademico. In entrambi i casi, per il precario in questione la vedo grama a meno appunto di scompigliare le carte ostacolando il formarsi delle varie cordate. Allora posto che il precario in questione abbia buoni tito, potra' sperare, e magari sfincolarsi finalmente da tanto ingrato gruppo.

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  13. il vincolo sulla mobilità è essenziale per avere più probabilità di ottenere selezioni pulite. altrimenti, chissà come mai, gli atenei useranno il reclutamento nazionale per promuovere i candidati interni. non è questo lo spirito, l'idea è di far circolare il sangue non di farlo ristagnare, di rompere con i soliti schemi e di liberarsi della piaga del localismo.

    non è difficile da capire.

    il punto, come al solito, è che noi proviamo a ragionare sul sistema, altri si preoccupano solo del proprio destino personale.

    ah, by the way, io ho moglie (precaria universitaria) e abbiamo un bimbo....

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  14. tutto giusto in teoria ma:

    1) per muoversi facilmente occorre un altro paese cioè contratti di affitto, di utenze etc. diverse;

    2) posti ben (o sicuramente meglio) pagati;

    3) prospettive buone (se ti va buca da una parte provi da un'altra o ti puoi rivendere in qualche azienda, ovvero in italia fantascienza);

    4) l'esclusione degli interni finirà comunque per escludere i soliti sfigati figli di nessuno. Per i cloni dei noti c'è l'ateneo a 50 km e comunque la lobby che ti piazza;

    5)tanti bei discorsi, ma troppo spesso lontani da quella che è l'I-taglia.


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    1. Ganjalf,

      1) ma per restare nel tuo ateneo non paghi l'affitto? In questo caso sei tr i pochissimi fortunati a lavorare in un ateneo sotto casa di mamma, ma non e' certo questa la situazioni delle migliaia di precari in Italia che, ateneo loro o ateneo altrove, l'affitto lo pagano.

      2) Posti bene o meglio pagati? Sai o hai una minima idea di quanto si sta proponendo di pagare un RTDb reclutato con piano straordinario nazionale (se mai si fara'). Prega Ganjalf, prega che questo piano si faccia.

      4) Che l'esclusione degli interni escluda gli sfigati figli di nessuno fa ridere. Se sei un figlio di nessuno ma credi di avere i titoli vorrai, spererai pregherai per una selezione che spezzi le cordate. Altrimenti, da figlio di nessuno quale sei, anche ammettendo gli interni, la cordata spingera' per qualcun altro.

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    2. Sono un figlio di nessuno so di avere i titoli e purtroppo potrei farcela solo con una stabilizzazione.

      quando tornerai da Marte....fammi sapere! Credi davvero di potercela fare senza un paraculo? Cerca di essere realista, guardati attorno scoprirai che neanche i banchi e le porte sono lì per caso.

      parentesi: purtroppo con moglie e tre figli, vago da tempo. Pre testa a posto (intendo tra i 18 e i 30) me la passavo, potevo condividere case, furgoni fregarmene di una caparra di 3 mesi e di un preavviso di 6, di un contratto internet con penale sotto i due anni, e dello sbattimento di maree di carte per contratti di utenze (luce, gas, immondizia). Poi le cose sono cambiate e ho cominciato a muovermi con "vacca e vitelli" a 1200-1300 euri al mese. Ti dirò non è stato facile. Da qualche anno sono fermo nello stesso posto (+ di 3), ho bimbi che vanno a scuola e guarda un pochino sono uno dei tanti forestieri della mia struttura, ovviamente precari, in mezzo a tanti con il posto fisso, locali.

      Smettiamo di prenderci per il culo. Mentre noi ci mettiamo le regoline e le regolette di sta fava e chiediamo l'asticella più alta (che vale solo per il nostro salto), il mondo italico macina contatti, intrecci e scambi di favori. Se non sei merce di scambio, quel posto non lo avrai mai, manco se sei Fermi.

      Ah dimenticavo. La regola dei tre anni la mettiamo anche per passaggio RTI-PA e PA-PO?

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  15. Nle mio piccolo penso che questa soluzione sia la migliore possibile, in questo momento, in questo paese: valutazioni staccate dal localismo, ormai l'etica è un optional, da noi.

    Ho una storia personale estremamente chiara in questo senso: il sistema è impermeabile, la logica è solo quella della gestione di potere permeata di falsità e da un numero indefinito di indorature di pillole, non diversamente da tutto quello che ci circonda in Italia a qualsiasi livello.

    Se non sei un veicolo che assicura la continuità nella gestione del potere, un pezzo del sistema, non ti vogliono. Nel mio caso l'uni ha trovato il modo, diciamo così, di rinunciare al 100% dei fondi Ministeriali proprio perchè non c'era nulla da negoziare a livello dipartimentale. Per me è la cartina di tornasole, la prova del 9 del disinteresse assoluto della maggioranza degli accademici. Poi diranno che non era vero, e di certo troveranno nella Babele normativa il cavillo necessario.

    Chi non è d'accordo con il sistema di reclutamento più sopra proposto - e giustamente definito straordinario, in tutti i sensi! - a mio modesto parere o è sul viatico dei baroni che dice di combattere, o in malafede (eg: dice di combattere il sistema, in realtà vuole solo un posto).

    Mi complimento con gli amici si APRI, questa è una proposta concreta, fattibile, seria. E darà la misura comportamentale del nuovo Ministro, nel senso di continuità/discontinuità. A proposito che ci dite dell'incontro? Come è andata?

    PS: Potreste dare qualche info in + sul ricorso Montalcini al TAR di Cagliari che avete menzionato? (link etc.) Grazie.

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    1. sull'incontro... c'e' l'ombra della carenza di fondi, che il Ministro deve trovare. Quindi alla finfine rischiamo di aver scherzato. Per il resto c'e' stato un lungo scambio tra i nostri delegati ed una squadra MIUR al completo, molte delle proposte verranno studiate e valutate, specie per quanto ri guarda il piano straordinario (ed a questo punto fantomatico) di reclutamento nazionale. posteremo a breve un report sul blog.

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  16. Si comunica che il giorno 12 luglio 2013, alle ore 9:30, presso la sede del MIUR di P.zza Kennedy, n. 20, Roma (II piano, stanza n. 31), si terranno le operazioni di sorteggio suppletivo per il seguente settore concorsuale: 10/L1.

    siccome andiamo tutti alla velocità del più lento, le abilitazioni non si chiuderanno nemmeno il 30 settembre

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  17. ma perchè non danno un limite alla possibilità di rinuncia di un commissario??????

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    1. perché basta un certificato medico

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  18. siamo certi che debbano rifare tutto? Ripubblicare i criteri? E chi ha eventualmente rinunciato alla domanda?

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    1. Ma come? Ma se uno ha ritirato la domanda sulla base dei criteri giá pubblicati? Scherziamo!?!

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    2. se cambia la commissione cambiano - potenzialmente - i criteri. la procedura riparte da zero.

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    3. per esser più chiari: nuova commissione, nuovi criteri, riapertura tempi per scegliere se ritirare domanda

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    4. Ma se uno l'ha già ritirata perché erano scaduti i termini può andare sul proprio sito cineca e dire "non la ritiro più e aspetto di vedere i nuovi criteri"? Credo fosse questo il cruccio di mitopap.

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    5. allora, credo che si riapra tutto. quindi si dovrebbe ripartire con le domande presentate all'inizio, l'indicazione dei criteri della commisssione e i 15 giorni per il ritiro delle domande dovrebbero ripartire da dopo la pubblicazione dei criteri.

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    6. Insorgere, ma sei proprio sicuro che si voglia aspettare di avere i risultati di tutte le commissioni per concludere la procedura?

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    7. non fosse così avremmo già visto pubblicati i risultati delle prime commissioni

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  19. giustamente non ci sono soldi per noi:
    http://www.beppegrillo.it/2013/07/la_camera_oscura.html

    perchè non proponete il limite dei tre anni fuori dall'ateneo anche per loro.....


    uh ahhhh ahhhhh

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  20. Sotto il tappeto ci sono debiti coi fornitori da saldare.

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  21. Cari miei, avete chiesto di fare un bando RTD-B nazionale per estendere a tutti voi le modalità del bando Montalcini, senza però tenere conto che il bando Montalcini si sta rivelando un clamoroso fallimento.
    Il principale ostacolo che vari vincitori del primo programma Montalcini (che potevano avere fino a sei anni di contratto) mi hanno detto di aver incontrato, è stato il fatto di essere stati formalmente "accolti" dalle Università ospitanti (che loro avevano indicato nella domanda) senza essere stati scelti dalle Università stesse. Proprio per questo motivo, sono stati percepiti come alieni "paracadutati" dall' alto che possono nuocere soprattutto ai tanti RTI da anni in attesa di promozione ed ai loro sponsor. Come conseguenza, mi hanno detto di trovarsi ad essere tollerati soltanto per la presenza del finanziamento ministeriale ma non realmente accettati dalle singole Università, ed ora vivono in una drammatica incertezza sul futuro.
    Siete sicuri che i vincitori del vostro bando RTD-B nazionale, che dovrebbero scegliere le Università di accoglienza (come i partecipanti ai bandi Montalcini), non incontreranno lo stesso ostacolo, con l' aggravante di avere soltanto tre anni di contratto in cui giocarsi tutto? Tre anni saranno sufficienti ai vincitori per essere realmente accettati all' interno di Università che non li hanno scelti (e che probabilmente avrebbero fatto a meno di loro)? Queste sono domande che dovevate porvi, a meno che il piano straordinario nazionale di reclutamento RTD-B voluto da voi e dal Ministro che vi ascolta non serva, all’atto pratico, da operazione di copertura per una gigantesca cooptazione da parte dei vari baroni a favore dei loro allievi.

    Se il vostro intento era veramente quello di premiare il merito, avevate una intenzione ammirevole, ma avete scelto la via sbagliata. Sarebbe bastato proporre l' introduzione di un sistema come quello britannico: avere tutte le posizioni (anche l' equivalente di ricercatore) a tempo indeterminato, ma rendere tutti licenziabili in caso di scarsa produttività scientifica o di incapacità di offrire soddisfacente didattica; lasciare i singoli Atenei completamente liberi di reclutare localmente (ovviamente, senza procedure nazionali) ma vincolare la distribuzione - diciamo – almeno del 50% delle risorse ordinarie (non la sola quota premiale!) alla performance degli Atenei; valutare periodicamente la performance degli Atenei stessi, con pesantissime decurtazioni finanziarie per quelle Università che avessero assunto personale non in grado di produrre ricerca e didattica di qualità; introdurre un sistema di valutazione della didattica da parte degli studenti (come il NSS britannico) che, a sua volta, influisse sul finanziamento degli Atenei.
    A quel punto, avrei sfidato chiunque a trovare un Ateneo che avesse avuto ancora interesse a soddisfare meri poteri baronali di cordata; infatti, le stesse esigenze di sopravvivenza avrebbero scardinato tali poteri e si sarebbero, finalmente, creati i veri presupposti per far sparire i nepotismi e per avere reclutamenti locali trasparenti e meritocratici, in cui anche chi non avesse avuto appoggi (e fosse stato “figlio di nessuno”) avrebbe potuto avere possibilità di ingresso, soltanto grazie al proprio valore.
    La leva finanziaria e la responsabilizzazione dovevano essere i veri meccanismi per arrivare a reclutamenti locali ma puliti e trasparenti, non l' introduzione di una procedura elefantiaca come l' ASN senza un minimo di serità, ed ormai screditata per i continui cambiamenti delle regole in corso d' opera e per la copertura di innumerevoli irregolarità (come la storia del CV taroccato riportata da Roars)!

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    1. A scanso di equivoci, se ricordo bene, APRI sostiene anche la valutazione ex-post. Ma nel frattempo si batte anche per altri obbiettivi. Non li condivido tutti, ma il loro lavoro mi sembra apprezzabile.

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  22. Beh Euroricercatore, la tua analisi è lucida e condivisibile per quanto riguarda l'atteggiamento della stanca accademia nei confront di qualunque oggetto non identificabile e non asservito all'accademia italica.
    Non vorrei fare l'avvocato di APRI (che non ha certo bisogno di me), ma se leggi con attenzione cosa propone il punto 1 del piano ipotizzato più sopra, troverai l'uovo di Colombo ai tuoi quesiti.
    Quanto poi alle proposte importate dagli UK, permettimi di dirti - per la lunga esperienza in quel Paese - che non si può importare un bel nulla allo stato attuale. E non è una questione di tempo, c'è una distanza culturale incolmabile. L'unico modo possibile di reclutare soggetti esterni alle logiche locali è quello proposto qui sopra.

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    1. euroricercatore quel che dici è vero.

      ci sono però differenze. i montalcini finora non erano tdb, se non altro perché quella figura non esisteva.
      inoltre noi chiediamo appunto garanzie sulla tenure-track, in termini di confinanziamento e punti in quota premiale per gli atenei.

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    2. sulla valutazione ex- post, perfettamente d'accordo.
      però ci vuole tempo perché una cosa del genere attecchisca.

      intanto va detto che la quota premiale legata alla vautazione in italia è ancora troppo bassa. poi va detto anche che in italia tale quota non colpisce direttamente i dipartimenti, ma va agli atenei che ridistribuiscono utili e perdite. questo rende i premi/punizioni meno diretti e quindi tutto il sistema meno efficace.

      anche di questo abbiamo parlato al ministro, che però non era particolarmente sensibile

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    3. Cari Ciao & Insorgere, vorrei sperare soltanto che, come risultato del vostro bando Rtd-b, il sistema italico non diventi ancora più chiuso e corporativo, come già scrivevo sopra, e che vari miei amici vincitori del primo Montalcini non debbano venire di nuovo all'estero anche a causa del vostro stesso bando, se sottraesse loro risorse.
      Noto che avete richiesto il finanziamento ministeriale nei punti 1 e 2 e che credete la formula Rtd-B sia la soluzione, ma temo che ciò non sarà decisivo se mancherà una genuina volontà degli Atenei di scoprire il potenziale di nuove persone e di investire in talenti. Personalmente ho il vago sospetto che, se un Dipartimento non sarà interessato a tenere un Rtd-B che non sia frutto di una sua scelta di investire nella persona, il titolare del contratto Rtd-B verrà visto come una presenza ingombrante discesa "dall' alto" e si troverà anche peggio dei vincitori del primo Montalcini.
      Come si dice: chi vivrà vedrà; ai posteri l' ardua sentenza.
      Ciao, Tu hai scritto che fra UK ed Italia c'è una distanza culturale incolmabile: se in Italia bisogna rinunciare anche solo ad un tentativo di cambiamento culturale, allora non c'è speranza di aprire il sistema al marito, così come non c'è speranza, Insorgere, se manca la sensibilità per la valutazione ex post. Scusatemi per questa amara conclusione e grazie comunque per le vostre risposte al mio intervento.

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    4. euroricercatore, i montalcini (quelli vecchi ma anche quelli nuovi che sono a tutti gli effetti tdb) non hanno copertura per il passaggio ad associato. questo vuol dire che dopo che il miur gli ha pagato lo stipendio per tot anni ricadono in tutto e per tutto sull'ateneo come un costo.

      ciò che noi proponiamo è oggettivamente diverso: il miur deve cofinanziare il passaggio a pa, inoltre gli atenei dove questo passaggio avverrà - dopo l'ottenimento dell'abilitazione nazionale ovviamente - sono incentivati a tenere le nuove figure perché avranno un bonus nella quota premiale.

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    5. Figurati, il confronto serio e misurato, senza polemica, è proprio quello che manca in Italia, quindi sono davvero contento della tua misura nei commenti.
      In poche parole cerco ti sintetizzare il pensiero: c'è bisogno di un virus per la questione etico/culturale, perchè il nostro Paese è impermeabile al cambiamento e al merito. Virus a piccole, ma costanti dosi. Per me (ripeto, per me e baso il mio pensiero sulla mia esperienza) è l'unica opzione possibile per tentare di mutare lo stato corrente delle cose. Gli atenei non hanno nessun interesse, te lo certifico, di valorizzare il merito. Fanno solo il gioco delle parti, poi promuoveranno gli interni, altro che merito.

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    6. concordo ciao. ottima osservazione.

      nella nostra visione i tdb nazioali dovrebbe essere parte della cura: personale reclutato non per la sua fedeltà e che deve poi ricambiare i favori ricevuti, bensì studiosi che si affermano per il loro merito e che - auspicabilmente - si comporteranno diversamente dal solito una volta entrati

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    7. Mi sembra proprio, Insorgere, che noi due abbiamo una diversa impostazione culturale.
      Tu insisti sull' elemento finanziario (e, se il Miur soddisfacesse le vostre richieste, dovrebbe comunque tagliare ad altri creando tensioni e forse anche rischi di attirarsi ricorsi); io credo invece che serva una volontà degli Atenei di SCOPRIRE talenti e di INVESTIRE in persone capaci (anche se non appartenenti a nessuna scuola-cupola) e penso che senza tale volontà (che suppone un cambiamento culturale) la situazione dell' Università italica quanto a chiusura corporativa e anti-meritocratica non farà altro che peggiorare (anche in termini di discredito) e flotte di persone continueranno a fuggire. Spero, per voi e per la vostra credibilità, che chi fuggirà non adduca come motivo le vostre stesse proposte.
      In UK, lo Stato non offre contributi finanziari alle Università per le assunzioni; eppure, le Università hanno un genuino interesse a scoprire quale, fra i candidati, ha il maggior potenziale di offrire un valore aggiunto alla ricerca ed alla didattica, ed investono su tale persona. La persona deve essere vista come una risorsa su cui investire; altrimenti, una vera svolta non giungerà mai in Italia.

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    8. euroricercatore, sarebbe bello avere un modello stile uk. solo che siamo lontani anni luce.

      agli atenei italiani non importa nulla la qualità dei candidati, ci sono le file come al banco dei salumi e null'altro.


      in uk ora le cose vanno bene anche perché vengono da anni di valutazioni in cui i dipartimenti sono premiati per i risultati ottenuti. da noi questo è ancora un modo tutto da immaginare, si è chiusa da poco la vqr ma riguarda dipartimenti che non esistono più. inoltre i soldi distribuiti in relazione alla valutazione sono troppo pochi per incidere in modo significativo sulla mentalità dominante.

      invece creare un canale di reclutamento aperto e trasparente, che bypassi le logiche localistiche, consentirebbe in poco tempo di cambiare le cose. e una volta entrati, i vincitori di questo programma straordinario avrebbero più libertà di altri per insinuare dei modelli virtuosi. quanto al fatto che questo costa e che si tratta di redistribuire risorse, è ovvio.

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    9. per essere ancora più netto e chiaro: in uk ci sono eccome gli incentivi alle assunzioni. la RAE è proprio questo, incentiva a scegliere i migliori per avere più soldi.

      verso quel modello si deve andare, ma siamo lontanissimi anche perché da noi i soldi poi vanno agli atenei che li possono redistribuire infischiandosene della valutazione dei singoli dipartimenti

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    10. Non per sapere i fatti tuoi, ma sei all'estero? Davvero parli dell'Italia? Questo ragionamento è bellissimo, perfetto, anche io pensavo esattamente le stesse cose, ma molti anni fa. Oggi è semplicemente naive parlare in questi termini, perchè il Rettore è di norma un Barone (guardati, ad esempio Frati su Report....). Questo non vuol dire che il sistema non si possa e non si debba cambiare ma...dopo quindici anni di esperienza post-laurea, 10 post-doc e una posizione stabile all'estero ti dico che l'unica possibilità è questo piano straordinario, beh dovrebbe almeno dovresti riflettere un po'...

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    11. Caro Ciao, risposta positiva alle tue due domande iniziali ma, quando mi chiedi se parlo dell' Italia, ti risponderei che parlo di ciò che vorrei che l' Italia diventasse, non di ciò che é attualmente. Forse sono un utopista.
      Perché non può esserci in Italia un incentivo ex-post, in sede di valutazione, che finisce per premiare chi ha assunto i migliori, come il REF (non più RAE) in UK? Forse infastidirebbe i baroni; del resto, vedo che tu stesso ammetti che il Rettore è di norma un Barone.
      Ho riflettuto ancora un pò sul vostro piano, ma mi sorge un interrogativo "esistenziale": mi spiegate - Ciao ed Insorgere - come farà il vincitore di un RTD-B nazionale ad avere più libertà di azione per andare controcorrente (cioé per insinuare modello virtuosi come dici tu, Insorgere) quando egli dovrà farsi comunque giudicare dai baroni che gestiscono l' abilitazione nazionale alias abilitazione baronale ? Il mio intuito mi dice che non potrà muoversi in libertà e che, avendo un contratto a termine, sarà in una posizione delicatissima e dovrà, in diversi settori (se non in tutti), piegarsi ai baroni ed alle scuole che (di fatto) si spartiscono le abilitazioni, con buona pace dei vostri lodevoli propositi. Ciò detto, Insorgere, è vero che il sistema italico è lontano anni luce dal sistema britannico, ma, in fondo, lungo tutta la storia, chiunque ha compiuto i maggiori progressi lo ha sempre fatto perché ha accettato le più grandi sfide, anche quelle che sembravano utopistiche. Con questa filosofia, avevo proposto nel mio prima intervento l' importazione del sistema britannico, che avrebbe implicato non l' accettazione della legge 240, ma una radicale proposta per rottamarla.
      Ora ho compiutamente espresso le mie idee; grazie di nuovo a tutti per l' attenzione.

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    12. guarda euroricercatore che siamo d'accordo sulla linea verso cui tendere: assunzioni libere e valutazione ex-post.
      questo lo trovi anche nel manifesto APRI.

      il punto è cosa fare mentre ci arriviamo, perché sarà un processo lungo. e quando dico lungo non intendo un paio di anni, come dimostra la vicenda della vqr e dei fondi premiali di cui ti dicevo prima.

      quanto alle abilitazione, in realtà sono molto meno baronali di quanto dici.

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    13. Esatto, la mia risposta è quella di Insorgere nel primo rigo.

      Io però non ho la certezza che le abilitazioni siano non baronali. É ancora una speranza, non una certezza, ahimè Insorgere...e dei segnali in questo senso ne ho, purtroppo.

      Mettiamola così EuroRic: secondo te, Tu come diventi Rettore? Devi poter entrare in un'Università, per cambiare le cose, o no? E come ci entri? Con le idee rivoluzionarie?
      Poi io non ammetto, come dici tu, registro che la maggioranza dei Rettori sono dei dei Baroni. Cosa dovrei ammettere se sono all'estero? (e già abilitato, perchè con ruolo equiparato a PA...)

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  23. @Ciao
    L'unica verità è quella di APRI. Amen.

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    1. Mi spiace che tu non sia d'accordo, magari lo avessi detto con risposta un po' più matura.

      Molto spesso non ho condiviso delle posizioni di questa associazione della quale sono simpatizzante, soprattutto per un motivo al di là delle proposte: è formata da persone con la schiena dritta, che non barattano la propria dignità con un posto.

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    2. grazie ciao.
      ma perché non ti iscrivi ad apri?

      @ siberia

      sicuramente sbagliamo un sacco di cose. cerchiamo di cambiare il sistema, non di salvarci individualmente. so che in italia questa può apparire una prospettiva straniante, e spesso questo non suscita grandi consensi.

      noi andiamo avanti sulla nostra strada. nulla vieta che anche altri - con altre idee - si organizzino e dicano la loro.

      sarebbe nell'interesse di tutti se i ricercatori precari fossero capaci di farsi sentire di più, sia a livello locale che nazionale. noi nel nostro piccolo ci proviamo, e ovviamente lo facciamo in base ai principi in cui ci riconosciamo.

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  24. Caro Ciao, hai ragione, occorre registrare che la maggioranza dei Rettori sono Baroni. Ho l'impressione - per risponderTi sulla domanda come cambiare le cose - che l' istituzione Università sia un riflesso dell' ambiente sociale circostante: se il valore della ricerca non viene apprezzato dalla società e se l'opinione pubblica tollera supinamente il potere straripante dei Baroni, la maggioranza dei Rettori sarà sempre composta da Baroni. Penso che, per cambiare le cose, serva - prima ancora che entrare nell'Università - anche un vento nuovo proveniente dall'esterno, cioè una nuova sensibilità sociale. Se si diffondesse, a partire dall'opinione pubblica e dai livelli governativi, una cultura dell' accountability delle Università (e dei loro Rettori) per i risultati sociali che generano, forse un giorno avremmo Rettori non più Baroni. Del resto, mi sembra che in UK sia accaduto ciò: negli anni Sessanta, le Università britanniche non erano così come noi due le conosciamo attualmente.
    Inoltre, quando ho (tristemente) coniato la definizione di abilitazione baronale, l' ho fatto in quanto mi sono giunte notizie di cupole baronali che dominano la procedura a favore dei loro adepti, ma, dal punto di vista umano, capisco la vostra speranza. La speranza deve sempre essere l' ultima a morire; se tuttavia, a posteriori, l' abilitazione si rivelasse il marchingegno di cooptazione baronale che alcuni inquietanti segnali lasciano già intravedere, a quel punto vi suggerirei, modestamente, di rivedere le vostre proposte. Vi ringrazio per questo dialogo.

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  25. usciti i risultati della vqr.

    purtroppo riguardano dipartimenti che non esistono più...
    http://www.anvur.org/rapporto/

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  26. http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs160713

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    1. tara, queste sono parole vuote

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    2. Insorgere, sono pienamente d'accordo. Sono ancora in attesa del resoconto dell'incontro con il ministro. Mi interessano soprattutto le sensazioni di chi ci ha parlato...

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  27. purtroppo il problema e' sempre lo stesso, e' estremamente difficile che chi ha tutto da perdere dal cambiamento possa esserne l'artefice: se aspettiamo che rettori e PO rendano il sistema meritocratico stiamo freschi. Allo stesso tempo, ogni tentativo di immettere del nuovo, viene intercettato dalle solite politiche feudalistiche intollerabili. E' accaduto con l'abilitazione e temo che accadrebbe anche con ogni tipo di piano straordinario. L'unico modo a mio parere sarebbe calare dall'alto una sorta di cappio al collo dei dipartimenti che gli dimezzi (o riduca ad un terzo) le risorse se non producono, unita alla vera possibilita' di mettere in cassa integrazione/licenziare i dipendenti pubblici. Purtroppo tocca aspettare che uno come euroricercatore (o come me, insomma uno che ha lavorato per qualche decennio all'estero ) diventi ministro...
    V.

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    1. caro vladimir, sarei d'accordo. purtroppo non basta un ministro, quelle che chiedi sono modifiche legislative complesse che non passeranno mai

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  28. purtroppo per spingere una nave piena di zavorra servono molti schiavi schiavi.

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  29. leggasi l'unica cosa buona che possiamo fare è tenere alla larga i neo-giovani da questo sistema fallimentare, da queste carriere a perdere che non portano assolutamente a niente. Provate a prendere il vostro CV da, magari da abilitando, ed inviarlo ad un'azienda italiana, poi prendete uno strutturato (magari con 20 anni di anzianità) e calatelo in una realtà lavorativa reale....poi sappiatemi dire!!

    Ora che senso ha creare percorsi dottorato e post-doc (assegni) senza via d'uscita.
    Per me è paragonabile ad una truffa, una truffa di stato direi.

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  30. Un elemento sensato di riflessione può essere posto non in termini di truffa ma di "forte asimmetria, discutibile" nei confronti di altre carriere: ad esempio per Medicina, giocandosi molto con gli esami d'ingresso al primo anno del Corso di Laurea, si verifica una selezione anche - se vogliamo - piuttosto aleatoria, ma poi gli studenti medici vedono davanti a loro gradini in progressione, con riduzione dell'incertezza e dell'affollamento delle gare comparative a favore di verifiche soprattutto non comparative (esame universitari, abilitazione, incanalamento nelle specialità, relativa stabilità delle richieste del Servizio Sanitario Nazionale).
    Per gli aspiranti ricercatori c'è una forte indeterminazione, e grave affollamento in imbuti e valutazioni comparative continuate ed aggravate (dallo scarso Spirito Etico del Sistema).

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    1. Dipende. Prova ad entrare in alcune scuole di specializzazione, poi vediamo quanto la competizione è "fair" per i medici...

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  31. non è il sistema...è lo stato italo-mafioso, "lobbyzzato" e basato su caste che nel mondo accademico si materializza in tutto il splendore.
    Per gli aspiranti ricercatori l'unica certezza è che non essendoci alcuna speranza è meglio starsene alla larga dall'ambiente prima di doversi trovare a fare i conti con gli anni passati e buttati giù per il cesso. Più sensato aspirare a fare i cantanti, i poeti, gli scrittori.....

    Il confronto con la carriera medica è perfetto, anche se in ambito sanitario è bene distinguere le due realtà, ospedaliera e universitaria. A dire il vero comunque, non vedo attorno a me altri percorsi così inutili (intendo studio+ lavoro, circa 15-20 anni).
    Parlo per me ma credo di rappresentare molti. Nonostante i notevoli sforzi, l'impegno e qualche discreto successo (premi, buone pubblicazione etc.) il percorso intrapreso si sta concludendo con il fallimento professionale. Non sono l'incredibile Hulk, ma del mio CV di 4 pagine non importa una minchia a nessuno. Di fatto ho giocato per 20 anni............

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  32. @renzino

    non sono cosi' d'accordo con il confronto che fai. Da medico-ricercatore ti assicuro che anche la carriera del medico e' costellata di valutazioni comparative. Al contrario di quello che scrivi l'ingresso in specialita' e l'assunzione nel SSN sono soggette a valutazione comparativa, cosi' come il passaggio di carriera a primario. Un grande vantaggio il medico ce l'ha ed e' che in ogni momento puo' decidere di tornare a fare il medico. Questo dipende pero' esclusivamente dal mercato del lavoro. Non ho mai conosciuto un medico che per campare fosse costretto a fare il cameriere o il babysitter. Per quanto possano essere di basso livello, tutti hanno comunque posizioni da medico. Grandissimo merito per questo vantaggio va al numero chiuso, cosi' tanto osteggiato in Italia...

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  33. @ganjalf

    hai ragione su molte cose che scrivi. Nessuno puo' di certo negare che in Italia viga un sistema mafioso basato su caste. Non sei certo l'unico pero' in questa situazione e mi domando sinceramente perche' hai "giocato" per venti anni. Per quanto il sistema sia infame, segnali di successo/insuccesso ci sono sicuramente prima, senza bisogno di aspettare tanto. Stava anche a te fuggire a gambe levate prima di ritrovarti ad "aver giocato" per un periodo troppo lungo. A me e' morto il PO referente accademico dopo otto anni di "investimento" e pensavo di essere un caso limite in quanto a sfiga...
    V.

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