domenica 8 luglio 2012

GAME OVER: Ennesimo fallimento dell'ennesima riforma




Diciamocelo chiaramente: anche la riforma Gelmini è un fallimento.

E questo non è un giudizio politico, ma un giudizio tecnico. I meccanismi messi in moto dalla legge  - a prescindere da qualsivoglia valutazione della loro bontà -  non funzionano.

Non funzionano i TD (sia A che B), troppo onerosi per gli atenei, banditi in numeri ristrettissimi con procedure spesso illegittime e non trasparenti. La tenure-track all'italiana era uno dei pilastri della riforma e si dimostra del tutto fallimentare, per via dell'assenza di bandi di tipo B (finora si contano sulle dita di una mano) e per il blocco delle abilitazioni.

Non funziona l'abilitazione, tanto che molti ormai prevedono che non partirà mai. Allo stato le voci circolanti parlano di rinvio dei bandi per i candidati a marzo, ma c'è da scommettere che a marzo ci sarà un ennesimo intoppo e che la patata bollente verrà passata al prossimo esecutivo. A introdurre ulteriore incertezza c'è poi il ricorso al Tar avviato dall'associazione dei costituzionalisti, che contesta la retroattività dei criteri. Qualora il Tar aderisse al ragionamento di Onida e dei ricorrenti sarebbe la fine di qualsiasi progetto di riforma del reclutamento, perché non si potrebbero MAI introdurre criteri nuovi.

Non funzionano i nuovi dipartimenti, frutto di aggregazioni insensate maturate in base a logiche di potere, spesso del tutto privi di razionalità sotto un profilo scientifico e didattico.

Non funzionano le nuove norme sul computo della virtuosità finanziaria, che portano de facto ad una drastica riduzione del turnover.


A tutto questo si aggiunge da ultimo la spending review, che ha determinato una ulteriore riduzione del turnover (che passa da un massimo del 50% - per le virtuose - a un massimo del 20%). E che, inoltre, brucia il patrimonio di punti budget del 2010 e del 2011 accumulati dagli atenei in vista delle abilitazioni. Non solo, con la spending review sembrano pure scomparse le quote, e in particolare quella quota del 50% del turnover da spendersi per posti TD.

Nei prossimi anni, se non ci fossero clamorose inversioni di rotta, avremo un forte ridimensionamento del sistema: al blocco del turnover e delle abilitazioni vanno aggiunti i numerosi pensionamenti previsti. Tutto ciò, combinandosi con le nuove norme sui requisiti minimi per tenere in piedi i cdl, i corsi di dottorato ecc ecc porterà alla chiusura non solo di corsi di laurea e scuole di dottorato ma - in pochi anni - anche di alcune sedi. Del resto la normativa già consente il trasferimento dei docenti da una sede all'altra, qualora non ci siano i numeri minimi per tenere aperti i cdl.

L'Italia sembra aver deciso di non investire su ricerca e formazione, parallelamente all'università i tagli colpiscono drammaticamente anche gli enti di ricerca.

Cosa ci aspetta? E' prevedibile che il prossimo esecutivo avvii una nuova riforma, ma se le cose andranno come al solito i frutti (se mai ci saranno) li raccoglieranno i nostri figli.
Non è improbabile che - nel mentre - per rispondere al bisogno di personale docente, si provveda a qualche ope legis, cosa che può magari esser positiva per i singoli ma che è sempre pessima per il funzionamento di un sistema.

Dopo Berlinguer, Moratti e Mussi, anche la Gelmini e Profumo hanno fallito. Non possiamo ritenerci stupiti. Forse era prevedibile, e qualcuno l'aveva in effetti previsto. A prescindere da qualsiasi valutazione di parte non se ne può però gioire, perché a pagare il prezzo di questo fallimento saranno in primis i precari e con loro tutto il paese. Inoltre questa pessima prova suggerisce fosche considerazioni sulla qualità della classe dirigente. Di certo il Ministro Profumo, che ha detto più volte di voler oliare il sistema senza stravolgerlo, si dimostra uno dei peggiori ministri di questo governo: non è riuscito a far funzionare la macchina, e l'olio versato sembra aver provocato solo scivoloni. 

E' il caso di cominciare a interrogarsi sull'incapacità di questo stato e di questa classe di politici - e di consiglieri - di gestire efficacemente un processo di riforma del sistema universitario. Un sistema che anno dopo anno è sempre più in crisi, non solo per una strutturale carenza di risorse, ma soprattutto perché le logiche e lo spirito che lo animano paiono tanto irriformabili quanto lontane anni luce da quelle decisamente più  virtuose dei paesi avanzati.

426 commenti:

  1. Va detta una cosa, che questo "restringimento del perimetro dello Stato", come lo chiamano gli ideologi di destra, è un'operazione complessiva, su tutta l'Amministrazione Pubblica, e corrisponde ad un riequilibrio delle grandezze macroeconomiche e finanziarie imposto dal mega-ciclo di crisi che stiamo attraversando e che continueremo ad attraversare.

    Certo, noi ci eravamo illusi che l'alta formazione e la ricerca dovessero essere considerate in modo speciale, e pensavamo di aver lavorato bene all'inizio del Millennio per affermare ciò, ma la borghesia putrebonda che detiene il potere in questo Paese non se ne è mai impippata granché, visto che sono altri i "meriti" che servono per fare i padroni delle ferriere, qui - in particolare essere nati nelle famiglie giuste.

    Detto questo, è veramente deludente vedere questo Profumo che scivola nelle stanze del potere senza combinare granchè - mi pare veramente impegnato con qualche competenza solo attorno a quelle cose che passano per trendy come "smart cities" e "social innovation". Forse è interessato a costruirsi un futuro come deputato o senatore per Torino - quella cosa lì lo mobilita davvero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    2. ciao,
      ma non credi che un po' di putrida mediocreazia (governo dei mediocri) sia embedded nell'alta formazione e nella ricerca.

      Elimina
    3. Mah, abbiamo discusso e continuiamo a discutere da anni su come migliorare i processi di governo in questo settore, e in questo blog non sono mai state lesinate critiche anche forti alla situazione esistente. Quindi?

      In altri settori la mediocrazia (come la chiami tu) ci sta privando del tutto di imprese e attività produttive - la ben nota "scomparsa dell'Italia industriale". Questa borghesia putrebonda non è sta capace nemmeno di mettere in piedi un'azienza nazionale di telefoni cellulari, in un Paese dove la gente telefona alla mamma o alla fidanzata per comunicare che ha raggiunto l'incrocio successivo. Da questi LorSignori non possiamo certo accettare le ricette su come si amministraziono le organizzazioni complesse.

      Elimina
  2. è evidente che profumo pensa al suo futuro, non a quello del sistema. spendersi per il sistema vuol dire rischiare e produrre qualche scontento, lui non vuole scontrarsi con nessuno.

    a parte questo, sì è vero che i tagli si inseriscono in un processo complessivo di ridmensionamento della pubblica amministrazione. però l'università e la ricerca non sono gli uffici dell'anagrafe, e di questo passo diventeremo una sorta di grande disneyland per turisti e nulla più

    RispondiElimina
  3. Uni ed Enti ricerca non saranno gli uffici anagrafe, ma per tassi di nepotismo e corruzione non c'e' mica tanta differenza.

    RispondiElimina
  4. può darsi, davide. resta il fatto che non si eliminano nepotismo e corruzione distruggendo il sistema.

    puoi affamare la bestia, ma le storture restano, solo in un sistema più piccolo e meno dinamico e con docenti più vecchi. direi che non è un buon affare.

    a meno che, ovviamente, l'obiettivo strategico non sia di ridurre il paese a un grande centro di divertimenti: un luogo dove ci sono il sole, il mare, un patrimonio artistico e archeologico da visitare tra una pizza e un sorso di buon vino. vogliamo davvero ridurci ad essere disneyland dei paesi sviluppati?

    RispondiElimina
  5. non ho capito una cosa: il blocco al 20% e la cancellazione dei punti organico, è già attiva da oggi o bisogna aspettare la conversione in legge e tutti gli altri passaggi richiesti?

    RispondiElimina
  6. Veramente il blocco al 20% era già in vigore per quest'anno, e per il 2013 - il decreto non fa che prolungarlo al 2014.
    Ovviamente se in Aula qualcosa cambierà, ciò che conta sarà il testo convertito in legge.

    RispondiElimina
  7. la risposta di renzino è esatta. a parziale integrazione aggiungo che il decreto è uscito in gazzetta e - fino alla conversione in legge - fa testo quanto pubblicato in g.u.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Mongolino d'oro (andava di moda quando ero giovinetto)

      Elimina
    2. Ma quello a cui veniva risposto così s'incazzava, a quel punto - mi ricordo.

      Elimina
    3. Eh si... di brutto. ;)

      Elimina
  8. ragazzi...ridiamo per non piangere...

    RispondiElimina
  9. Voi state preparando la valigia?

    RispondiElimina
  10. Una strada percorribile potrebbe essere quella di estendere il regime fiscale (ovvero l'esenzione dal pagamento dell'IRPEF) anche ai contratti da ricercatore di Tipo A e B....in questa maniera i beneficiari di tali contratti si ritroverebbero come per magia in tasca altri 500 o 600 euro mensili supplementari.....ovviamente i contributi previdenziali dovrebbero confluire nella gestione separata, in modo da formare un unicum con i contributi versati durante in dottorato e gli assegni di ricerca......un'altra potrebbe essere quella di estendere alle imprese il meccanismo del credito di imposta automatico per il finanziamento dei contratti da ricercatore TD.....trattandosi di una platea molto ristretta di beneficiari tali proposte non sembrano incompatibili con lo stato attuale della finanza pubblica.
    Uomo Realista

    RispondiElimina
    Risposte
    1. guarda il problema degli rtd non è che pagano poco, anzi.

      il problmea è che gli atenei non hanno nessuna motivazione a bandirli.
      e ora che non ci sono più le quote riservate ne usciranno ancora meno di prima.

      Elimina
    2. Caro Insorgere,nell'introduzione alla presente discussione affermi testualmente che "Non funzionano i TD (sia A che B), troppo onerosi per gli atenei"....se gli Atenei non dovessero pagare le imposte (e i contributi ridotti) su questi contratti forse ne bandirebbero un po' di più....e comunque è sempre una proposta concreta....d'altronde il poco è meglio del nulla....
      Uomo Pratico

      Elimina
  11. mettiamocela via per noi non c'è nessuna prospettiva, anni e anni buttati nel cesso, punto e basta!!! Ovvio che d'ora in poi sarà difficile condividere spazi e laboratori con i nostri colleghi extraterrestri garantiti a vita a cui abbiamo regalato tematiche di ricerca, lavori, per un loro futuro roseo........questa è la tragedia, bravi o non bravi noi si salta,....loro no!!

    RispondiElimina
  12. @ ganjalf
    verissimo. noi siamo fottuti, il peggiore degli strutturati invece avrà stipendio e pensione assicurati.

    fa schifo. che ti devo dire....

    RispondiElimina
  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
  14. e soprattutto la valigia la dovrebbero fare i tanti prof. che senza dottorato, senza post doc. operano da 20 e passa anni nello stesso posto considerando uffici, laboratori, tesisti ed assegnisti come COSA LORO. CV con 0 esperienze all'estero, 0 capacità di gestire gruppi, 0 capacità di usare un PC a gestire il non futuro di molti giovani e non. Questa è la nostra Università e che futuro volete che abbia.....

    RispondiElimina
  15. Si vabbè! La storia la sappiamo tutti!
    Ma le valigie le avete fatte?

    RispondiElimina
  16. Samizdat, "vai avanti tu che a me mi vien da ridere".

    RispondiElimina
  17. Sentite, sono anni che parliamo di merito e mi iero appassionato anch'io alla cosa. IN ITALIA NON FUNZIONA, ok? Ora ne ho preso atto in maniera definitiva. Guardatevi in giro: chi piange sempre miseria spesso ottiene molto, specie nel sistema italiota. Noi, vista la condizione attuale, siamo addirittura titolati a piangere miseria. Se piangiamo miseria per anni, puo' essere che qualcuno davvero per compassione altrui possa finire i prossimi 12 anni di precariato con un contratto stabile. La mia proposta e': si chieda una ope legis da ora! Se si chiede una ope legis per 12 anni, forse la si ottiene davvero. Questo e' l'unico modo possibile per far entrare pure qualcuno bravo (e qualche capra chiaramente), al posto di non far entrare proprio nessuno. Questo e' il modo migliore di gestire una situazione italiota, avendo la coscienza pulita di aver cercato in tutti i modi di fare altrimenti. Errare umanum est...

    RispondiElimina
  18. ovviamente era "humanum"... eheh

    RispondiElimina
  19. Apri non lo farà mai. Ope legis vuol dire far entrare una generazione a scapito delle successive. È sbagliato e ingiusto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. senza ironia, condivido i tuoi ideali nobili; tuttavia, considero che la nostra condizione attuale sia a sua volta frutto di ingiustizia.

      Elimina
  20. Forse sfugge un dettaglio non trascurabile.
    L'italia ha un governo Commissariato dalla UE, o meglio sarebbe dire dalla Banca Centrale d'Europa; il suo Capo del Governo, essendo un non politico, non entra proprio nel merito delle rivendicazioni di categoria... semplicemente perché non ha bisogno di voti. E' un traghettatore, un personaggio messo lì per tenere in vita il nostro Paese (malato terminale) fin quando conviene alla UE... nient'altro.
    Prima di essere preoccupato come ex ricercatore in cerca di occupazione, io sono preoccupato per l'Italia come Stato, perchè se è vero che le banche invece di investire nelle aziende (quindi ricavandoci teoricamente gli interessi) preferiscono stoccare il loro denaro in Germania e Francia a pagamento, significa che la bancarotta è inevitabile... è solo questione di tempo.
    Chi può colga l'occasione al volo e trasferisca le proprie conoscenze e il proprio intelletto in un altro Paese... per agli altri (tra cui purtroppo anche il sottoscritto) tra un pò saranno inevitabilmente "volatili per diabetici".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Diciamo intanto che della vita del nostro Paese (malato non proprio terminale) deve interessare più a noi che alla UE. Non c'è nessuna "bancarotta inevitabile", sebbene le condizioni generali di sofferenza siano quelle visibili ad occhio nudo.

      Elimina
    2. Mah... qui si parla addirittura di rinviare le elezioni per far continuare a lavorare Monti, si capisce bene come la nostra democrazia sia ormai Commissariata. Per quanto attiene al tuo giudizio sullo stato dell'economia, io direi di sospendere le nostre valutazioni e vedere che cosa accade di qui a un paio di anni. Poi vedremo chi avrà avuto ragione :-)

      Elimina
    3. Sospendere o ridurre la democrazia è sempre una cosa buona e giusta - l'importante è assicurarsi di finire in buone mani, e, date le condizioni, non possiamo aspirare a mani migliori di quelle Europee.

      Elimina
    4. No comment... non sapevo che i principi europei fossero antitetici all'art.1 della Costituzione. Avrei fatto bene ad accettare quell'offerta che mi fecero dalla Nuova Zelanda... a saperle certe cose.

      Elimina
  21. posso rispondere con una semplice espressione: che schifo!!! questo modo di pensare ha portato alla situazione attuale e ancora si vuole continuare a scaricare tutto sulle generazione future e chi se ne frega. Se la situazione italiana è senza speranza è proprio perché ci sono troppe persone che la pensano come te. E' sempre la stessa mentalità, devastiamo il mondo pur di salvare il nostro piccolo orticello. La cosa che mi fa veramente imbestialire è la seguente: se avere questo maledetto contratto stabile è una questione assolutamente essenziale, perché invece di provare a devastare quello che è rimasto dell'Università con l'ennesima ope legis, non andate a cercarlo da un'altra parte? Chi cerca, prima o poi trova.
    V.

    RispondiElimina
  22. Ma guarda Vladimir, qui nemmeno la "generazione successiva" ha molte speranze. Comunque la mia voleva essere soprattutto una provocazione: tanto non otterremo nulla: ne' ope legis, ne' meritocrazia. Vai tranquillo ;)

    RispondiElimina
  23. scusate, ma sul sito docenti preoccupati è apparsa una comunicazione dell'area 10, ove si dice che la pubblicazione del bando abilitazioni è imminente; mentre l'ottimo articolo di "insorgere" diceva che i bandi usciranno a marzo 2013
    qualcuno ha notizie più precise?
    grazie
    luisa

    RispondiElimina
  24. bah forse l'ope legis danneggerebbe le future generazioni ma salverebbe il futuro dei miei figli, che sono una futura generazione!!

    RispondiElimina
  25. Pubblicare il bando abilitazioni non costa niente, saranno i contenziosi (già sul DM "criteri", o sulla formazione delle commissioni) a determinare la validità delle procedure.

    RispondiElimina
  26. Le voci si spargono e son fondate - 22 o 25 Luglio (di quest'anno). Far too negative, dear Guri.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Queste date, 22 o 25 luglio 2012, si riferiscono alla pubblicazione dei bandi per le abilitazioni da associato e da ordinario?
      Segnalo che il 22 luglio e' domenica
      Come verranno definite le mediane, tramite computer con uN frettoloso avallo anvur?

      Elimina
    2. vi sentireste forse più garantiti se venissero calcolate a mano?

      Elimina
  27. @ mauro

    finché non vedo non credo. cmq fare un bando con un ricorso pendente è un suicidio

    RispondiElimina
  28. @ mauro
    e ancora non hanno corretto l'errore - grave - nel decreto per la parte riguardante le abilitazioni a pa dei settori non bibliometrici

    RispondiElimina
  29. segnalazione per tutti:

    non ho la sfera di cristallo, e per qualche ragione che mi sfugge il ministro non mi chiama ogni volta che ha un tiramento. quanto pubblicato sopra corrisponde alle conoscenze e alle informazioni mie e di apri.

    siccome molte cose sono in divenire può darsi che alcune considerazioni vengano smentite dagli eventi, e che - a sorpresa - le abilitazioni abbiano effettivamente luogo.

    in ogni caso, con quei punti per il turnover, possiamo fare tutti le abilitazioni che vogliamo...tanto nn ci sono posti. e sicuramente non per i precari

    RispondiElimina
  30. Per noi al massimo la medaglia da appendere al petto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La questione dell'illegittimità costituzionale fondata sulla retroattività decennale a me pare più che fondata
      Il bando per i commissari, pibblicato mentre si richiede la Compilazione online, tramite Cineca, delle pubblicazioni degli associati e degli ordinari, e' a dir poco singolare e emana in intenso odore di illegittimità
      Inoltre le commissioni hanno la facoltà? Una volta insediate, di inserire ulteriori criteri di valutazione; dunque, legittimità vorrebbe che prima si insedino le commissioni, e solo dopo si facciano i bandi da pA e Po
      Se si continua ad andate avanti in questo modo, tutto verra' annullato
      Mi auguro che qualcuno rinsavisca, faccia adottate le correzioni irrinunciabili per ripristinare la legalità e dare in po' di speranza
      Indubbiamente il blocco di fatto del turnover trasforma in carta straccia le abilitazioni, per tutti, non solo per gli RU

      Elimina
    2. Scusate, volevo scrivere che le abilitazioni saranno carta straccia ANCHE per gli RU

      Elimina
  31. ma come fa ad essere fondata? Questo significherebbe che nessuna valutazione sarà mai possibile a meno di non fissare i criteri ora ed applicarli tra dieci anni. E' semplicemente folle... Comincio a convincermi che l'unica soluzione sarebbe mettere ad esaurimento l'intero sistema universitario e ricominciare, lentamente, da zero. Forse davvero servirebbe la bancarotta totale cui si faceva riferimento qualche commento più in su. Si salteranno 1-2-3 anche dieci generazioni, basta che si trovi il modo di ricominciare.
    V.

    RispondiElimina
  32. sarei curioso di leggere il CV e l'elenco pubblicazioni di Onida degli ultimi 10 anni...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Born on March 30, 1936
      [...]
      - Judge of the Italian Constitutional Court (1996-2005)
      [...]
      - Viva vox Constitutionis, Giuffrè, 2003
      - La Costituzione, il Mulino, 2004
      - Compendio di diritto costituzionale (con Maurizio Pedrazza Gorlero), Giuffrè, 2009

      Elimina
    2. http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/curriculum/ONIDA.pdf

      Elimina
    3. dal CV emerge tanta quantità nel decennio "incriminato". Questa però dovrebbe poi essere scremata di tanto. Per esempio, una prolusione è una pubblicazione? Anche una "conferenza stampa" lo sarebbe secondo lui? io non penso...

      A ogni modo, se ho ben interpretato il DM, credo che l'accanirsi contro le classi delle riviste sia solo pretestuoso baronaggio. Infatti, la mediana si calcola anche sulla quantità di pubblicazioni (scempio: un articolo su rivista con IF al momento vale quanto un articolo sul quaderno di dipartimento o LA PREFAZIONE DI UN ALTRUI LIBRO...). Quindi anche chi non ha solo pubblicato su riviste importanti, può dire la sua in base a quest'altra mediana.

      Se poi ho capito male, chiedo scusa..

      Elimina
    4. Secondo me hai capito benissimo. La verità è che c'è gente che non vuole essere valutata perché sa di non aver lavorato seriamente. E tira in ballo la costituzione, come fanno tutti coloro che non hanno argomenti ragionevoli per attaccare qualcuno o qualcosa.

      Elimina
    5. la Costituzione...meno male che c'è lei! :)

      Elimina
  33. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  34. Sulla prima parte sono d'accordo, e' un CV-calderone; e il fatto che si sia mobilitato con tanta forza vuol dire che il suo record di pubblicazioni non deve essere eccelso in termini qualitativi (non so a quale Gev appartenga, ma per la proprieta' transitiva..).

    Anche i miei dubbi riguardano la costituzione della mediana:
    quali sono le riviste di classe A? quelle che i GEV per la VQR indicano con 1 o quelle che il CUN valuta A nella stessa tabella? O un terzo criterio?

    Quanto alla questione dei libri, non credo siano cosi' fessi. Sul sito docente c'e' la distinzione, sotto la voce 'Contributo in volume'

    Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
    Prefazione/Postfazione
    Breve introduzione
    Voce (in dizionario o enciclopedia)
    Traduzione in volume
    Recensione in volume
    Schede di catalogo

    Ergo (spero) sia considerata solo la prima delle voci...

    RispondiElimina
  35. leggiti l'articolo 10.... http://www.anvur.org/sites/anvur-miur/files/delibere/delibera50_12_0.pdf

    RispondiElimina
    Risposte
    1. cmq continuo a non capire la valutazione a-b-c se corrisponde a 1-2-3-4 del GEV o e' un'altra cosa

      Elimina
  36. ragazzi, lasciate stare onida.
    non è una questione personale. lui è in pensione ed è persona serissima.

    il punto non è quello

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non ne faccio una questione personale, credo semplicemnete che, anche se avesse fatto una critica costruttiva (e, in questo senso mi permetterai di scrivere che ho i miei Dubbi), avrebbe dovuto agire in termini ben diversi. In quel modo li' ha solo destabilizzato un lavoro che al momento e' perfettibile ma intellettualmente onesto. Che non e' poco viste le condizioni del Paese. Se l'anvur affonda, per me diciamo bye bye anche al lumicino delle speranze

      Elimina
  37. Perfettamente d'accordo. C'è una tendenza difficilmente comprensibile a distruggere completamente il sistema attraverso la paralisi. Oltretutto proviene dall'interno, come una tendenza suicidaria.
    V.

    RispondiElimina
  38. Concordo con Ciao e Vladimir. Ci siamo scocciati di chi ci dice che questo non è il miglior sistema possibile accampando motivazioni più o meno risibili. Diamo una chance a questo sistema di pre-selezione che ha quanto meno il pregio di essere chiaro e trasparente (roba non da poco, visto l'andazzo dei concorsi italiani negli ultimi anni), sebbene semplicistico (almeno in prima applicazione).

    RispondiElimina
  39. Chiaro e trasparente secondo criteri italiani - il linguaggio mistico-matematico serve forse per fare credere di essere nella Crotone di 2500 anni fa...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Accampando motivazioni piu' o meno risibili"

      Se hai prodotto, bene, altrimenti a casa

      Elimina
    2. Appunto, quindi lasciamo a casa i ranking di riviste e tutti i vari barbatrucchi bibliometrici, e facciamo le valutazioni d'ordinanza.

      Elimina
    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    4. beh, fai un esempio concreto per cio' che intendi con 'valutazioni d'ordinanza'. E poi garantisci che sia condiviso non da tutti, mi basta da molti.

      Non mi pare ti sia ancora chiaro il concetto interpretazione=raggiramento, la storia insegna. Tutto cio' che prevede INTERPRETAZIONE presuppone suicidio dell'onesta' intellettuale in Italia, oggi (eg: ho sentito di recente medici mediaticamente sostenere che la tizia cieca in bicicletta ci poteva andare, perche' loro INTERPRETANO cosi' la legge).

      Elimina
    5. Amico ciao, la storia è fatta di tanti comportamenti di tante persone, ognuna delle quali interpreta la realtà - assegna valori e significati a pensieri parole opere e omissioni.

      E' la vita, fattene una ragione. Detto questo, cerchiamo anche di renderci conto che siamo passati dall'età della pietra alla società post-industriale anche perchè abbiamo creato e maneggiato significati sempre più complessi ed astratti. Non compiere il processo a ritroso, pensando che si tratti di un progresso, suvvia.

      Elimina
    6. caro renzino, proseguo sul tono amichevole solo per dirti che filosofeggiare non aiuta...potrei in questo preciso momento storico fare lo stesso, ma evito per non tediare gli amici che hanno la pazienza di leggere.

      Io una ragione me la sono fatta da tempo, non temere, sono sereno e determinato, e soprattutto realista. Mai come oggi abbiamo bisogno di regole certe: magari anche sbagliate, ma certe (tutto e' perfettibile, purche' si cominci da qualche parte). Tu critichi molto bene e costruttivamente, salvo poi proporre dei modelli completamente staccati dalla realta', che non fanno altro che facilitare il compito di chi vuole che lo status quo resti invariato - vedi piu' sopra il commento, bright, di Vladimir.

      Tirare in ballo Thomas More al tempo della mediana e' piu' che un percorso a ritroso...

      Elimina
  40. http://www.roars.it/online/?p=9925

    RispondiElimina
  41. Profumo si batterà per i giovani ricercatori, dice. E anche per i fisici del busone.

    http://www.unita.it/italia/istruzione-giovani-universita-br-profumo-in-diretta-su-unita-it-1.428718

    RispondiElimina
  42. Tremate, gente. Notizia fresca di giornata (http://www.anvur.org/?q=it/content/faq-indicatori) L'indice h normalizzato previsto dal decreto abilitazioni sarà invece sostituito dal "temutissimo" indice h contemporaneo, cioè con un peso sulle citazioni ricevute pari a 4/(k+1) dove k è il numero di anni trascorsi dalla pubblicazione (http://users.dimi.uniud.it/~massimo.franceschet/bibliometrics/guida.html)!!! Sempre + difficile fare i conti...

    RispondiElimina
  43. un delirio...

    cmq ribadisco: secondo me i concorsi non partono, e se partono si bloccano causa ricorsi (sottolineo il plurale)

    RispondiElimina
  44. si abbassa l'asticella delle abilitazioni?

    ...
    Come avverrà la normalizzazione dell’h index?

    Rispettando lo spirito e il testo del decreto abilitazione, l’ANVUR normalizzerà ogni singola pubblicazione degli autori, dividendo il numero totale delle citazioni ricevute per l’età accademica e ricalcolando in questo modo l’indice h (“h contemporaneo”)

    http://www.anvur.org/?q=it/content/faq-indicatori

    RispondiElimina
  45. fatemi capire una cosa, come si evita che le persone tolgano le pubblicazioni più vecchie al fine di abbassare l'età accademica e alzare gli indicatori? Mi domando perché venga scelto un parametro così imbecille. Sarebbe molto meglio partire dall'anno in cui sono stati assunti nell'Università. Altro scenario, che mi riguarda da vicino, al primo anno di Università (Medicina) ho fatto un tirocinio obbligatorio nell'Istituto di Istologia. Mi piaceva molto per cui passavo le serate e i finesettimana a spipettare nel laboratorio. Sapevo anche l'inglese per cui partecipai subito ad una pubblicazione di cui sono autore. La successiva delle mie 70 pubblicazioni è stata sette anni dopo. Ovviamente ero molto fiero di quella pubblicazione che consideravo un successo. Con le regole di oggi invece mi massacra gli indicatori... bah!
    V.

    RispondiElimina
  46. la cosa veramente schifosa è che come al solito cambiano le regole in corsa a seconda delle loro convenienze

    RispondiElimina
  47. Ma non si possono continuare ad introdurre nuovi criteri di valutazione con valore retroattivo!
    Nom si possono inventare criteri di accesso tipo le riviste in fascia "a", dove pubblicano agevolmente solo le persone vicine ai baroni che le dirigono!
    Non si può continuare a spendere pubblico danaro per creare un mostro senza testa, che noi poveri figli di un dio minore ci scervelliamo ad interpretare
    Ma allora i bandi escono la prossima settimana?
    Comsoderate che per fare ricorso ci vogliono pur sempre dei soldi
    Dunque questi soldi bisogna poi trovarli e certo le nostre tasche non e' che siano piene

    RispondiElimina
  48. L'h index contemporaneo è già scomparso dalle FAQ dell'ANVUR. Si torna indietro?

    RispondiElimina
  49. H-index, numero e citazioni? Vabbè. Gisutificate per l'anzianità accademica? Vabbè. H-index contemporaneo? Vabbè. Suggerisco la mia: x*(numero)+y*(IF)+z*(h-index contemporaneo)+w*(numero di amici "giusti" su facebook), addizionata di tre se sei del sindacato giusto. Il valore relativo di x, y, z e w è da determinare con una gran cazzottata (è un toscanismo?) fra 10 vecchi ricercatori, 10 post doc, 10 giovani rampanti che gli vogliono fare le scarpe e 10 raccomandati. I suddetti x, y, z e w prenderanno il valore di quanti dei suddetti gruppi restano in piedi dopo un dato tempo.

    Riflessione 1: da quando faccio questo lavoro, decido dove mandare i miei articoli come la rivista col più alto IF che penso me lo prenda. Così fanno (limitatamente all'area sperimentale e agli ultimi forse 15 anni) praticamente tutti. Usare l'IF come (imperfetto e criticabile e limitativo) criterio era troppo semplice?

    Riflessione 2: le regole chiare e semplici aiutano chi non può contare su altri tipi di aiuti, le regole bizantine e variabili aiutano solo chi può influenzarne la definizione.

    RispondiElimina
  50. moltiplica anche per \pi, nel dubbio non fa mai male

    RispondiElimina
  51. E se poi viene una forma indeterminata?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. in quel caso fa fede il saldo punti della carta Conad. Se non la possiedi, vieni escluso dalla procedura.

      Elimina
  52. A parte che un rendiconto su quello che è successo fra ieri e oggi è fornito dall'ottimo De Nicolao su ROARS
    http://www.roars.it/online/?p=9966

    io non posso che confermare il mio orientamento generale, per cui se il Paese si è ridotto a questo stato, il rimedio è una cura vitaminica di cultura della valutazione e della qualità, contro gli alchimisti e ciarlatani che armeggiano con le sue spoglie.

    RispondiElimina
  53. concordo con renzino.

    mi verrebbe da dire qualche cattiveria sui ciarlatani di cui sopra, e sui loro intendimenti, ma mi trattengo

    RispondiElimina
  54. A ragà ma di che minchia state a parlà---------

    RispondiElimina
  55. Da ROARS chiedono se qualcuno ha una copia completa delle FAQ-indicatori che c'erano stanotte.

    Ma è vero che c'era anche una "cosa minatoria sui furbi che si accorciano l'età accademica"?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Stamani cera una spiegazione abbastanza elaborata del perchè non sarebbe stato conveniente, ma non ricordo quale fosse.

      Elimina
    2. così era

      http://www.rete29aprile.it/media/kunena/attachments/125/FaqANVUR13-07-2012.pdf

      Elimina
  56. sta cosa dell'età accademica fa un pochino ridere......nel mio caso ho pubblicato 2 lavori a 22 anni durante erasmus all'estero. Ho avuto la fortuna di capitare in un gruppo di figoni in Cermania, dove comunque mi sono fatto un bel culone....poi tra esami, laurea ecc. ho cominciato phd a 25....indi mia 3a pubblicazione a 26 anni. A sto punto era meglio che in erasmus ci andavo per divertirmi e basta.....

    RispondiElimina
  57. Guarda che la storia dell'età accademica esiste from the beginning... l'ANVUR l'aveva teorizzata e indicata in tutti i suoi documenti, e scarsissima è stata l'opposizione di questa agonizzante e agonizzata società accademico-scientifica.

    Quindi lamentatatevi in primis con voi stessi, VOI SIETE i responsabili di quanto sta accadendo, io avevo posto fin dall'inizio il problema se l'h-index cresce linearmente con il tempo o no [risposta informale: no]. Inoltre chi punta all'm-index (come l'ANVUR) non ha la minima idea di cosa significa ABILITAZIONE, mi spiego???

    RispondiElimina
  58. Forse stanno cercando la formulazione piu' accurata del metodo - ora sul sito ANVUR la risposta alla FAQ sull'eta' accademica contiene:

    "...Per i settori bibliometrici l’età accademica è calcolata a partire dalla prima pubblicazione presente nel sito docente che risulti indicizzata in almeno una banca dati internazionale."

    Quindi chi fa il furbo ad accociarsi il sito docente dovrebbe pure cambiare il database ISI...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Quindi se non inserisce quelle vecchie nel sito docente CINECA si accorcia l'età accademica, con l'approvazione dell'ANVUR.

      Infatti l'ANVUR non guarda quelle indicizzate nelle banche dati non presenti nel sito docente, anche perché oggettivamente avrebbe difficoltà a farlo. Temo ci sara' un incremento di "giovani" ricercatori e "giovanissimi" associati...

      Elimina
  59. e poi controlli tu uno per uno sul sito isi?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E per i "non-bibliometrici" cosa controllano?

      E poi chi è quel folle che non "aggiusterebbe" l'elenco se questo implica il passaggio della mediana nel proprio settore o sottosettore in uno o addirittura due o tre degli indicatori?

      Elimina
  60. E' la prima procedura di valutazione del merito al mondo dove dichiarare di avere pubblicato di meno può far aumentare i propri "parammetri" di merito.
    Solo in Italia potevamo riuscire in una simile impresa...

    RispondiElimina
  61. è tutto un delirio....

    nei settori non bibliometrici gli elenchi di riviste internazionali di fascia A sono computati solo sulla base delel riviste in cui hanno pubblicato strutturati italioti negli ultimi 10 anni.

    quindi se su alcuni temi gli italioti strutturati non hanno pubblicato su riviste top a livello internazionale, allora le riviste top è come se non esistessero. e chi vi ha pubblicato, da non strutturato, viene penalizzato, perché quelle riviste non stanno - non possono stare - in A

    RispondiElimina
  62. facciamo un esempio: disciplina puffologia applicata.

    se gli studiosi italioti strutturati di puffologia applicata hanno pubblicato solo sul bollettino parrochiale di puffolandia, tale rivista starà in A. Mentre non ci sarà l'international applied puffology journal....

    RispondiElimina
  63. Non offendiamo i Puffi
    Hanno più decenza

    RispondiElimina
  64. comunque tutto ciò è veramente ridicolo. Sul piano formale/legale tra l'altro non penso sia nemmeno possibile obbligare a presentare tutte le pubblicazioni. Da che mondo è mondo, se si vuole evitare di presentare una pubblicazione nel CV si è liberi di farlo. La cosa ridicola è che da questo possa derivare un netto vantaggio. Qualcuno è in grado di spiegare per quale motivo è stato scelto un parametro così idiota? Trattandosi di strutturati, era così difficile utilizzare gli anni dal primo incarico permanente? Oltretutto, un PO che non avesse pubblicato nulla nei primi venti anni di servizio risulterebbe giovane e sarebbe favorito dal sistema attuale...
    V.

    RispondiElimina
  65. Umbù? Loro ti chiedono di presentare dei dati con certe caratteristiche e ti chiedono di autocertificare la veridicità di quella dichiarazione secondo le ben note formule giuridiche. Sono loro che vogliono certi dati, non sei tu che stai scegliando cosa mandare.

    Ecco come giustificavano (meglio dire, sorvolavano allegramente su) le motivazioni di normalizzare per l'età accademica, nel Doc 1/2011: "[...] ha lo scopo di non sfavorire i candidati più giovani". Come ho già osservato, si tratta di una palese incomprensione del concetto di abilitazione.

    RispondiElimina
  66. mah, l'età accademica ha un senso. l'età accademica così calcolata è ovviamente una cosa ridicola.

    in ogni caso occhio a falsificare i cv. autocertificare un falso è reato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Occhio: sul sito docenti preoccupati hanno divulgato un resoconto del peon. Giacomo ma solo del cun, che dice che i bandi per l'abilitazione escono a fine luglio
      Si rischia un contenzioso infinito, viste le enormi falle del sistema, ed anche se i ricorsi costano
      Abete notizie se c'è una qualche possobilita' di rivedere il sistema in modo più dignitoso e poi ripartire?

      Elimina
    2. pronto a scommettere sulla non uscita dei bandi.
      dubito che profumo si voglia sputtanare

      Elimina
  67. Il senso dell'età è quello di un numero naturale che cresce col tempo. Punto.

    RispondiElimina
  68. Io mi auguro che insorgere abbia ragione, e che i bandi vengano emanati una volta che venga ripristinato un minimo di buon senso, soprattutto, i bandi dei candidati devono essere pubblicati solo dopo la costituzione delle commissioni e la definizione degli ulteriori criteri che le commissioni possono porre per i candidati: io voglio sapere prima,
    Ma il ministro profumo sta comunque facendo una pessima figura a non licenziare in tronco quelli che stanno mettendo su il più orribile mostro amministrativo della storia umana: e' una roba da trattamento sanitario obbligatorio multiplo

    RispondiElimina
  69. Interessante approfondimento tecnico-giuridico-concettuale di Luciano Modica

    http://www.roars.it/online/?p=10008

    RispondiElimina
  70. eppure a me sembra un approccio che per l'Italia e' del tutto nuovo

    http://www.scienzainrete.it/files/Sole_2012_07_08_Bonaccorsi.pdf

    RispondiElimina
  71. anche se non condiviudo per nulla le liste di riviste differenti per la valutazione VQR e le abilitazioni.

    Due pesi e due misure, perche'? Nell'articolo non si chiarisce questo aspetto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Perché le liste della VQR erano fatte a cavolo. Parlo per il mio settore, ma mi pare sia lo stesso in altri.

      Elimina
  72. Il bando associati e quello per gli ordinari esce il 20 luglio
    Da fonti interne all'anvur

    RispondiElimina
  73. Sono uscite le nuove FAQ sul sito ANVUR e un file .pdf (con diversi errori di stampa) sull'età accademica... E spiegazioni molto poco verosimili sul fatto che intendevano l'indice H-CONTEMPORANEO nel decreto!!

    http://www.anvur.org/?q=it/content/faq-indicatori

    http://www.anvur.org/sites/anvur-miur/files/normalizzazione_indicatori.pdf

    RispondiElimina
    Risposte
    1. sono veramente folli se pensano che sia possibile calcolare quest'indice per migliaia di candidati spulciando il CV (per cercare incongruenze) e controllando ogni singola pubblicazione.

      Elimina
    2. Attenzione, per ogni settore concorsuale c'è una commissione autonoma. Essendoci circa 200 settori concorsuali, ci saranno mediamente circa 300 candidati per commissione (se immaginiamo 60'000 candidati totali, che secondo me è una stima molto per eccesso), o comunque numeri in quest'ordine di grandezza. Di cui la maggior parte per l'abilitazione ad associato.
      Per molti settori, senza grosse difficoltà si potrebbero controllare i dati bibliometrici di tutti i candidati direttamente da ISI e SCOPUS, considerando che si hanno anche le informazioni fornite dai candidati e che quindi basta verificare che siano corrette quelle.

      Elimina
    3. andando su ISI WOS, non sono riuscito a trovare il "pulsante" per calcolare automaticamente questo leggendario H-index contemporaneo. Conseguentemente, penso che il calcolo dovrà essere fatto "a mano" per ogni CV. Ora, anche mettendo 200 candidati per commissione e 30 pubblicazioni a candidato da esaminare, si ottiene 6000 calcoli da effettuare in maniera non automatica.

      Elimina
    4. impossibile, la più parte non è in grado di calcolare le medie per le sessioni di laurea.

      Elimina
    5. Ragazzi, ma stiamo scherzando? "A mano"? I fogli di calcolo (es. Excel) servono a questo. In una colonna metti le citazioni, nell'altra la data della pubblicazione, ed il foglio ti restituisce l'indice h-contemporaneo immediatamente. Il tempo che perdi è solo blanda verifica e "copia e incolla", ammesso e non concesso che proprio non si sappia come importare i dati. Dai, va bene essere pessimisti ma non esageriamo.

      Elimina
    6. Ovvio che la mia era una battuta.
      Resta l'amarezza del mero calcolo da pallottoliere; largo al giornalismo!

      Elimina
    7. a mano.....fantastica

      Elimina
  74. Necessario alimentare speranze: sennò casca tutto. ---> Bandolero in cottura.

    RispondiElimina
  75. Per curiosità, questi dell'anvur percepiscono un compenso oppure è volontariato?
    Nel primo caso sarebbe assai grave.

    RispondiElimina
  76. Lo stipendio è sostitutivo degli asssegni ordinari da Professore, posizione dalla quale sono collocati in aspettativa per tutto il mandato in oggetto, che è inteso a tempo pieno.

    RispondiElimina
  77. a mano e senza calcolatrice, come alle elementari!!!

    RispondiElimina
  78. la cosa più grave, e che offre il fianco a ricorsi, è il tentativo di dare interpretazioni forzate del decreto

    RispondiElimina
  79. Ancora un ottimo articolo di Giuseppe De Nicolao, sulle interpretazioni bibliometriche dell'ANVUR

    http://www.roars.it/online/?p=10150

    RispondiElimina
  80. quidni se ha pubblicato pre-laurea???

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Calcoli l'indice citazionale S di quell'articolo utilizzando come t_1 l'anno di pubblicazione. Poi, con tutti gli S, puoi determinare l'indice di Katsaros.

      Elimina
  81. Se volevano "salvare" chi ha pubblicato precocemente potevano trovare un modo che non stravolgesse completamente il decreto ministeriale.

    RispondiElimina
  82. ovvio che se ho pubblicato prima della laurea e poi per i tre anni successivi il mio rendimento scientifico è crollato.....un motivo c'è, legato agli esami, alla tesi ecc. ecc. Insomma all'impossibilità di pubblicare!!
    Poi per un precario subentra la continuità contrattuale? Come verranno valutati i salti da un contratto ad un altro?
    Quindi???
    E l'età anagrafica???
    Ed il rapporto con i soldi percepiti dal ministero......h-index/stipendio mdedio n anni.

    RispondiElimina
  83. A Popeye ed altri. Il contemprary H-C index viene calcolato in automatico dal programma Publish or Perish. Siccome usa il database di Google Scholar, bisogna che normalizzi i risultati per la differenza fra Google Scholar e ISI per il tuo settore. Dai miei calcoli empirici sui settori BIOMED, basta dividere per 1.2 i dati Google e, sui grandi numeri, voila' - ottieni con buona approssimazione i calcoli H-index (e dericati come H-c)ISI!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Voilà! lo puoi dire a tua sorella, ma non a scienziati che si aspetrtano una buona buona valutazione della qualità della loro ricerca.

      Elimina
    2. Ma ti pare possibile usare un metodo che "sui grandi numeri" funziona "con buona approssimazione"! Qui parliamo di decidere della carriera (e della vita) di migliaia di persone.

      Il database di Google Scholar conta le citazioni di qualunque cosa appaia su arxiv.org (forse addirittura su blog e pagine web, tipo books.google.it ?). Basta uploadare un pdf su arxiv.org con millemila autocitazioni il tempo sufficiente per passare la mediana.

      Elimina
    3. tanto ci sono i fogli di calcolo, no? qual è il problema?

      Elimina
    4. @popeye: inutile e malriuscito sarcasmo. Qui si sta dicendo che nonostante google scholar ti calcoli l'indice H-C questo è un dato inutile, perché quello che va calcolato è il maggiore fra l'indice H-C di ISI e SCOPUS. E non c'è alcun correttivo abbastanza accurato per tutti i settori (anche se 1.2 dovesse essere realmente accurato su BIOMED). Quindi, again, devi fare i conti (o chiedere a ISI e SCOPUS di farli per te). E userai un foglio excel (o altri fogli di calcolo). Va bene lo stesso foglio per tutti i settori, quindi bastano 10 minuti di lavoro di un amministrativo in totale per prepararlo. Ed è semplicissimo da usare, anche se hai 95 anni e la terza media.

      Elimina
    5. appunto, qual è il problema?

      Elimina
  84. Comunque, come anche emerge dal grafico nello stesso documento dell'ANVUR, questo tipo di normalizzazione che useranno PENALIZZA i candidati giovani (e pensare che l'intento era invece quello di agevolarli!).

    Basta dare un'occhiata al grafico: il valore dell'indice diventa stabile per valori dell'età accademica superiori a 10-12 anni. Ma per valori dell'età accademica più bassi, l'indice risulta essere inesorabilmente molto più basso, come se non ci fosse alcun "effetto normalizzazione".

    RispondiElimina
  85. infatti, come al solito mino ha centrato il punto.
    quel tipo di 'normalizzazione' fa il contrario di quanto dovrebbe.

    verranno sommersi dai ricorsi

    RispondiElimina
  86. Ma va anche ricordato che l'abilitazione non è una valutazione comparativa: non è affatto pacifico che si debba "normalizzare"...

    RispondiElimina
  87. @mino e @insorgere

    L'indice h_m calcolato dividendo l'indice h per l'età accademica ha almeno tre svantaggi. In primo luogo è molto volatile per i ricercatori all'inizio della carriera, in secondo luogo penalizza chi ha cominciato a pubblicare presto (di nuovo, l'effetto è più marcato per i più giovani), e infine fornisce un incentivo alla falsificazione del CV.

    L'indice h_c è più stabile, e soprattutto non può aumentare diminuendo gli articoli dichiarati.

    È purtroppo vero che penalizza (almeno per il settore di fisica, probabilmente anche per gli altri) i più giovani. Credo comunque che, considerata la situazione attuale, sia pressoché impossibile per ricercatori con meno di 10 anni sperare di diventare associati.

    Rimane la questione dell'aderenza dell'h_c al D.M. Come al solito al ministero hanno scritto il decreto senza neanche rileggerlo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Giusto, ma va detto che ci sono altri 2 indici che rimangono, invece, normalizzati per l'età accademica, e cioè il numero pubblicazioni e il numero citazioni.
      Le pecche da te enunciate per h_m si riportano più meno allo stesso modo per quegli indicatori.

      Elimina
    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
    3. @renzino

      Giusta anche la tua osservazione, ma avere due indici poco affidabili non giustifica la scelta di un terzo altrettanto inaffidabile. Anche il criterio delle "due mediane su tre" mi lascia perplesso, visto che l'h-index (assoluto, contemporaneo o medio, non importa) rappresenta già una sintesi degli altri due indicatori.

      Il problema è che il Ministero ha fatto casino con il decreto, per cronica incompetenza, e l'ANVUR si sta arrabattando per salvare il salvabile, trascurando la forte probabilità di ricorsi (ma i membri dell'area giuridico-amministrativa cosa fanno? non potrebbero contribuire alla ricerca di una soluzione che non sia stracciata dal TAR al primo ricorso?)

      Serve un nuovo DM, e forse anche un nuovo DL, per far partire le abilitazioni. Ma sarebbe un'ammissione di incapacità da parte di Profumo.

      Elimina
    4. @ Andrea

      Forse non ricordi che tutto l'ambaradan di cui parliamo prevedeva che il D.M. fosse scritto tenendo conto dei pareri di ANVUR, CUN e CEPR - fornito proprio un anno fa ancora al tempo della Gelmini. E fu l'ANVUR a proporre quegli indicatori, e pure le "normalizzazioni per età accademica", benchè all'epoca non ancora definite - e ancor peggio giustificate.

      Quindi il Ministero (sotto la responsabilità Gelminiana) scrisse il Decreto miscelando un po' i contributi, ma la parte bibliometrica, inclusa la rigidità degli indicatori come soglia per l'accesso a tutta la procedura di abilitazione, sono di concezione ANVUR.

      Poi, sappiamo poco di come sono andate le discussioni con Profumo e la Corte dei Conti, ma questo non muta il fatto che l'incapacità "scientifica" è dell'ANVUR, e casomai a Profumo va imputato di non averla contrastata abbastanza - non di acerla originata.

      Elimina
    5. @renzino

      Non accuso il Ministero di incompetenza tecnica sulla valutazione, questo è compito dell'ANVUR. Le colpe del Ministero sono nella formulazione del DM. Troppe volte i provvedimenti ministeriali si sono rivelati incongrui, viziati da refusi, approssimativi, incoerenti. Basta leggere i post precedenti in questo blog per trovare esempi in abbondanza. E non è colpa di Profumo, né della Gelmini: questo problemi esistono da molti anni.

      In questo caso specifico il MIUR ha sbagliato fissando troppo rigidamente i criteri. È stata una scelta motivata o hanno fatto copia e incolla dal testo ANVUR senza pensarci troppo? È responsabilità del MIUR tradurre correttamente i contributi ANVUR/CUN/CRUI in testi regolamentari.

      L'ANVUR da parte sua si è dimostrata impreparata, ma è scontato che ciò accada per una nuova agenzia.

      Elimina
    6. ESEMPIO [dicevano i miei Proff. di Matematica]

      Si consideri l’indigatore bibliometrico di cui al punto (2) lettera (a) dell’Allegato A del D.M. “criteri e parametri”

      http://attiministeriali.miur.it/media/192904/dm_07_06_2012_allegatoa.pdf

      cioè:
      “il numero di articoli su riviste contenute nelle principali banche dati internazionali e pubblicati nei dieci anni consecutivi precedenti la data di pubblicazione del decreto di
      cui all’articolo 3, comma 1, del Regolamento. Per questo indicatore la normalizzazione per l’età accademica interviene soltanto nel caso in cui questa sia inferiore a dieci anni”

      Per questo indigatore, consideriamo il caso fissato nella seconda parte della Def., e cioè un candidato (i) la cui età accademica è inferiore a 10 anni. Sia N_i codesta età accademica. Allora la normalizzazione si dovrà effettuare moltiplicando per 10/N_i.
      E cioè, in generale : se p_1, … , p_k sono il numero di pubblicazioni di k candidati scelti a caso (a PO o a PA, ma facciamo – per fissare le idee – a PA, perchè questo potrebbe effettivamente verificarsi in svariate circostanze), allora l’indigatore definito dall’ANVUR è:

      - Indigatore_k = p_k, se l’età accademica del candidato k-esimo è >= 10
      - Indigatore_k = p_k x 10/N_k, se N_k < 10

      Confermi, Andrea?

      Elimina
    7. ESEMPIO n. 2 [dicevano sempre i miei Proff. di Matematica]

      Si consideri ora l’indigatore bibliometrico di cui al punto (2) lettera (b) dell’Allegato A del D.M. “criteri e parametri”

      http://attiministeriali.miur.it/media/192904/dm_07_06_2012_allegatoa.pdf

      e cioè:
      “il numero totale di citazioni ricevute riferite alla produzione scientifica complessiva normalizzato per l’età accademica”.

      Allora la normalizzazione si dovrà effettuare, in generale, in questo modo: se c_1, … , c_k sono il numero di citazzjoni totalizzate da k candidati scelti a caso (a PO o a PA), e N_k la loro rispettiva età accademica, allora l’indigatore definito dall’ANVUR è:

      - Indigatore_k = c_k/N_k

      Confermate, tutti quanti?

      Elimina
    8. Confermo. e confermo anche che, secondo me, questo indicatore NON È ADATTO per valutare ricercatori molto giovani.

      Esempio 1

      Un ricercatore che ha appena pubblicato il suo primo articolo ha un indice pari a 10. In alcuni settori questo valore può essere superiore alla mediana.

      Esempio 2

      Un altro ricercatore pubblica due articoli nel suo primo anno, ognuno dei quali cita l'altro. Non ha altre citazioni.
      indice n. pubblicazioni: 20
      indice n. citazioni: 20
      indice h_m: 10
      indice h_c: 1

      Esempio 3

      Un ricercatore pubblica un articolo subito dopo la laurea (2006), due articoli subito dopo il dottorato (2010), altri due articoli l'anno successivo (2011). Il n. di citazioni per articolo è: 4,2,2,1,0. Nel 2012 i suoi indici sono:
      Indice pubblicazioni norm: 8.3
      Indice cit norm: 15
      Indice h_m: 3.3
      Indice h_c: 2

      Elimina
    9. Nell'esempio 2, l'indice h_c è 2 (2 citazioni "normalizzate" per ciascuno dei due articoli).

      Elimina
  88. in tutti questi pur nobili discorsi si dimentica un particolare: in Italia non e' mai esistita la cultura della valutazione e del merito e si sta a fatica (e che fatica) cercando di costruirla. Gli ostacoli sono molti e sono lo specchio del Paese, costretto tra lobby e poteri forti che continuano a cercare di manipolare ogni pur timido cambiamento. Quello che mi inquieta maggiormente e' la sicumera con la quale si danno giudizi di merito: ognuno si sente in diritto di proporre il modello migliore, ognuno ha la sua soluzione, un po' come nel calcio italiano tutti sono allenatori (da bar). Per restare nell'ambito di questa discussione, lo spirito collaborativo a me sembra il punto piu' importante, oggi, non la ricerca di una improbabile panacea. E bloccare tutto e' l'errore piu' grave che si possa commettere, mi sbaglio?

    RispondiElimina
  89. la notizia dovrebbe essere CERTA

    VENERDI' 20 LUGLIO usciranno insieme le mediane e i bandi per gli associati

    possiamo discutere quanto vogliamo ma la realtà è questa

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Fonte?
      Quale corridoio? (ric ass o ord)? ;)

      Elimina
    2. ord assai informato (stesso ssd del ministro e molto vicino)

      Elimina
    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

      Elimina
  90. Che escano 'sti bandi non è stupefacente, alla luce del fatto che al livello politico quello che importa è dare alimento alle speranze attese - prevenendo e.g. possibili rivolte dei Ricercatori Indisponibili a settembre.
    Che queste speranze debbano fare i conti con la realtà tecnica della insipienza di criteri e paramteri, con la realtà giuridica dei ricorsi attesi, e con la realtà finanziaria dei blocchi al turn-over e della carenza di pila, a loro interessa poco, a questo punto.
    Pensano di sfangarla illudendo qualche migliaio di persone con un'abilitazione più o meno octroyée.

    RispondiElimina
  91. Disastroso andare avanti in queste condizinoi
    Le procedure rimarranno pastaie e invischiate in innumerevoli -e inappuntabili- ricorsi, com gigantesche incertezze per le carriere dei candidati
    Occorre revocare il regolento abilitazioni del 7 giugno 2012, riscriverlo in modo dignitoso e poi partire
    Un orrore giuridico senza precedenti come l'abilitazione nazionale va fermato
    Serve solo ad illudere qualcuno, la cui abilitazione rischia seriamente di essere considerata nulla
    Così gli ordinari diventeranno sempre più baroni
    Insomma, stiamo andando dritti dritti verso la più marcia delle oligarchie dittaoriali
    Nom possiamo farci prendere in giro in questo modo

    RispondiElimina
  92. Come mai in Italia l'abilitazione nazionale è da considerare un "orrore giuridico" mentre in Spagna, Germania e Francia (nazioni che sicuramente hanno però dei sistemi di abilitazione più efficienti e trasparenti rispetto a quello qui da noi arrabattato) nessuno, almeno fra i colleghi di queste nazioni con cui parlo, grida allo scandalo, all'anticostituzionalità e alla violazione dei comandamenti della Sacra Bibbia?

    RispondiElimina
  93. Forse perchè in un sistema paese decente uno può sempre pensare che se passa/non passa una valutazione è perchè è bravo/meno bravo. O almeno può pensare che essere/non essere bravo abbia qualcosa a che fare con la propria valutazione

    Il motivo per cui io (e forse non solo) sono allergico alle riforme e alla valutazione è perchè anni di esperienza mostrano come ogni nuova riforma, sistema di valutazione, innovazione contrattuale, forma di concorso, moda accademica, sia stato solo il metodo del potente di turno per favorire il suo gruppo di riferimento rispetto agli altri. E io (per adesso almeno) sono sempre stato un "altro". Se mi sbaglio ed è la prima volta che fanno le cose per bene, meglio così.

    Da metà anni '90 mi sono passate sopra tante "innovazioni", cattedre a tutti, dentro i precari, carriere facili per i docenti, stabilizzazione dei tecnici, fuori i precari, carriere ai ricercatori.... spero capirete che non sono particolarmente emozionato da un'altra risacca dell'onda del caso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. appunto. Gattopardo docet... Ma mai come adesso bloccare significa uccidere il sistema e chi ci sta (anche onestamente) dentro...

      Elimina
  94. Beh, le abilitazioni nei paesi citati sono disciplinate con regole chiare e certe, non sono il pastone allucinante e cangiante -e indecente- che si vuole fare ingoiare qui
    Schifo totale

    RispondiElimina
  95. dall'ANVUR:
    - Il 22 luglio esce il bando per le abilitazioni. Scadenza : novembre.
    - Il primo agosto saranno pubblicate le Mediane per tutti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esce di domenica il bando ???? Domenica pre-agostana... ???? Mah...

      Elimina
    2. mediane il 15 di agosto....

      Elimina
    3. Il 13 c'è la seconda parte della Spending - bisogna che ci sia già uno zuccherino in giro, no?

      Elimina
    4. più probabile un padulo!

      Elimina
  96. Ma le mediane per i commissari (cioè quelle non normalizzate) sono uscite?

    RispondiElimina
  97. Vi sconvolgete per molto poco e spesso, ma che le mediane dei commissari siano diverse da quelle degli aspiranti non vi frega nulla?

    RispondiElimina
  98. Le mediane dei commissari non sono normalizzate. Ma sono curioso di vedere se usano l'indice h o l'indice h_c. Se usano il primo sarà davvero molto difficile giustificare l'uso del secondo per i candidati all'abilitazione.

    RispondiElimina
  99. Abilitazione scientifica nazionale per professori universitari.
    Venghino, venghino, siori...

    http://attiministeriali.miur.it/anno-2012/luglio/abilitazione-scientifica-nazionale.aspx

    RispondiElimina
  100. L'unica cosa che possono fare "a spesa invariata" è la elargizione dei sogni... con questi chiari di luna bisogna mettere uno zuccherino in giro, no?

    Elezioni il 21 aprile 2013, se la deadline per le domande è il 20 novembre, e 5 mesi il tempo previsto per il lavoro delle Commissioni, la lista dei millanta abilitati potrebbe arrivare proprio nella settimana prima delle urne...

    RispondiElimina
  101. Non era sei mesi?

    cmq sì, più o meno ci siamo. che strano eh...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alla fine le tue previsioni che non partisse mai hanno "toppato" alla grande :)

      Elimina
    2. può darsi. io finché non vedo la conclusione dell'iter continuo ad essere scettico.

      ci sono un milione di cose che potrebbero andar storto:
      1. ricorso onida
      2. altri ricorsi
      3. mancata correzione dell'errore nel decreto rigaurdante le mediane per i settori non-bibliometrici
      4. inadeguatezza della base dati per le mediane
      5. difficoltà a reperire i commissari, specie quelli stranieri

      Elimina
    3. beh adesso gli hai fatto un assist con tutte le soluzioni, quindi potrai dire che solo grazie a te partiranno nel 2012!

      La prossima volta, pero', cerca di essere piu' prudente

      Elimina
  102. nel sito non funziona ancora nulla
    e le mediane?

    RispondiElimina
  103. "A tal fine saranno considerati i titoli e le pubblicazioni posseduti alla data di presentazione della domanda."

    Intasamento del sito il 19 novembre?

    RispondiElimina
  104. I dubbi sui calcoli rimangono aperti? Non c'è niente di nuovo sul sito.

    RispondiElimina
  105. le mediane usciranno a metà agosto.

    RispondiElimina
  106. L'importante è intasare il sito.

    RR

    RispondiElimina
  107. che bello! finalmente molti di noi saranno associati!
    ......andatela a raccontare a mio nonno!

    RispondiElimina
  108. veramente qui nessuno racconta fanfaluche di quel genere.
    anzi, abbiam sempre detto che come precari siamo fottuti.

    è un massacro, un precaricidio. una generazione sarà fatta fuori, per poter sfruttare un'altra generazione di sfigati e illusi

    RispondiElimina
  109. Mica so' scemi: per questo hanno inventato i precari.

    RispondiElimina
  110. veramente qui nessuno racconta fanfaluche di quel genere.
    anzi, abbiam sempre detto che come precari siamo fottuti.

    un gran paio di palle, lo dite solo da qualche settimana!!! Avete spesso parlato di merito e di minchiate campate per aria, quando l'unica cosa seria poteva essere una stabilizzazione!! Almeno qualcuno di giovane e bravo entrava!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Qualche settimana mi pare non corretto, diciamo da quando si è capito il "Profumo" di novità che intendeva proporre il nuovo ministro...

      Elimina
    2. le stabilizzazioni sono minchiate campate per aria.

      solo un demente può credere che quella fosse a) una soluzione b) un'opzione possibile

      Elimina
    3. mah,
      fra un sistema giusto, meritocratico ed efficace e la stabilizzazione preferirei (come tutti) il primo,
      ma fra questo che ci si prospetta e qualche classica stabilizzazione, magari fatta un po' meglio del solito, senz'altro la seconda.
      Che sia irrealizzabile per contraria volontà politica lo capisco, niente nell'università - fuorchè la chiusura - è in linea con la volontà politica.
      Ah, se questo è contro la linea di apri, mi scuserete...

      Elimina
  111. "Abilitazioni: le mediane di Mr. Bean", di G. De Nicolao

    http://www.roars.it/online/?p=10504

    RispondiElimina
  112. Ecco, qualche volta a Montecitorio si ricordano anche dei concorsi "sospetti"

    http://www.corriere.it/cronache/12_luglio_24/universita-concorso-sospetto-catania_25292514-d515-11e1-9251-6da620bfc4cf.shtml

    RispondiElimina