giovedì 22 settembre 2011

LA POSITIVA SORPRESA ANVUR

L’APRI, Associazione dei Precari della Ricerca Italiani, ha seguito con attenzione in questi mesi l’acceso dibattito sui requisiti scientifici necessari per conseguire l’abilitazione nazionale a Professore Associato e Ordinario, nonché su quelli che uno studioso dovrà possedere per essere nominato membro della Commissione giudicatrice.
Associazioni di docenti, enti, singoli esperti sono intervenuti nel dibattito. APRI ha dato il proprio contributo, rilasciando un comunicato il 4 luglio 2011. Considerata la delicatezza del compito e lo studio particolareggiato richiesto al fine di individuare requisiti attendibili per ciascuna area scientifica, APRI si è prudentemente limitata ad invitare a:

"porre la massima attenzione sulla qualità della valutazione in sede di abilitazione nazionale, particolarmente sulla solidità e selettività dei cosiddetti "criteri minimi”, basandoli su seri indicatori qualitativi e quantitativi largamente accettati dalla comunità internazionale. APRI ritiene di non poter scendere in questa sede nello specifico dei criteri per singola area ma che, in futuro, sarebbe opportuno consultare anche le associazioni dei Precari della Ricerca (tra cui APRI) in sede di redazione dei criteri abilitativi".

Da quest’ultima frase del comunicato APRI vogliamo oggi, a più di due mesi di distanza, ripartire. È noto infatti che il dibattito si è focalizzato su due pareri istituzionali distinti e in buona parte discordanti tra loro: quello del CUN – Comitato Universitario Nazionale e quello dell’ANVUR – la neonata Agenzia Nazionale per la Valutazione dell’Università e della Ricerca.

La differenza tra i due documenti salta subito agli occhi. Il documento CUN ha adottato un approccio “caso per caso”, che ha il difetto di mancare di coerenza e unitarietà. In alcuni settori, ad esempio, si contano solo le pubblicazioni su riviste certificate ISI, in altri genericamente si parla di riviste internazionali o di “peer-reviewed”, in altri si conta di tutto. In alcuni settori si calcola l’h-index, in altri il numero di citazioni, in altri non si tiene conto della bibliometria, ma ci si accontenta (è il caso dell’area umanistica) di due monografie pubblicate non si sa bene come e dove. Per non parlare delle varie soglie numeriche (in genere comunque abbastanza basse), non si capisce basate su cosa, su quali studi particolareggiati. Tali soglie, non tenendo conto delle differenze molte volte sostanziali esistenti nelle procedure di pubblicazione e di citazione anche tra settori appartenenti alla stessa area, finiscono inevitabilmente per essere poco selettive per alcuni e iper-selettive per altri. In definitiva, il documento CUN appare del tutto settoriale e privo di un metodo unitario. Le sue debolezze sono evidentemente conseguenza della faticosa opera di mediazione fra corporazioni accademiche che è dietro la sua stesura, in cui ogni area e ogni suo settore sembra aver seguito interessi e logiche proprie, quasi mai adottando parametri virtuosi.
Di diverso tenore, a nostro avviso, il parere offerto dall’ANVUR. Pur essendosi l’ANVUR trovata a formulare un parere in tempi molto brevi (i componenti dell’Agenzia erano ancora di fresca nomina), essa si è mostrata aperta al confronto con tutte le parti. Ha preso in considerazione commenti e obiezioni, trattando la questione dei criteri abilitativi, così come quella dei criteri di valutazione della attività di ricerca e didattica, come un processo in continua evoluzione, anziché una serie statica e immutabile di “criteri minimi” come nel documento CUN.Per i settori scientifici non-umanistici, il parere ANVUR si basa essenzialmente su requisiti di tipo bibliometrico, fissando soglie identificate sulla base del calcolo della mediana dei parametri bibliometrici posseduti dai docenti strutturati appartenenti ai settori per i quali si richiede l’abilitazione. Se ad esempio si prende in considerazione l’h-index, si chiede che il candidato all’abilitazione abbia un h-index maggiore del valore corrispondente alla mediana di coloro che appartengono a quel settore nel ruolo al quale il candidato vuole accedere (PA o PO). È chiara la selettività di criteri del genere, il fatto che essi abbiano una base statistica e che nel tempo accrescano inevitabilmente la produttività di un settore. Altra cosa che positivamente impressiona è che ANVUR tiene conto della continuità produttiva, richiedendo che tali parametri siano calcolati entro gli ultimi 5 (per i PA) o 10 (per i PO) anni, in modo da mettere sullo stesso piano giovani e meno giovani (è noto infatti come i parametri bibliometrici crescano con l’anzianità accademica).
Degno di nota ci pare il modo in cui l'Agenzia ha affrontato la specificità dei settori umanistici (attribuendo punteggi ai diversi prodotti scientifici in base alla loro circolazione nazionale o internazionale), dove oggi sicuramente non sono applicabili gli schemi bibliometrici proposti per le aree scientifiche. A questo proposito ci pare che la soluzione proposta dall’ANVUR costituisca un ottimo risultato, sia perché incentiva l’internazionalizzazione, sia perché contribuisce a ridurre l'arbitrio esercitato dalla commissioni di concorso (senza però azzerarne i poteri decisionali). Per quanto riguarda le discipline di area umanistica ci paiono sensate e apprezzabili le modifiche proposte congiuntamente dalla Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea e dall’Associazione degli Italianisti in uno spirito costruttivo e non difensivo. Seguendo tali proposte crediamo che si possa stimolare anche in area umanistica una vera promozione del merito.
Nonostante le critiche ricevute, e la campagna mediatica che si è da subito scagliata contro la proposta ANVUR e per la difesa dello status quo, l’Agenzia non si è chiusa a riccio, tutt’altro.
ANVUR ha emanato un documento in cui emenda il proprio parere, tenendo conto di molte delle critiche ricevute e rigettandone, sempre in modo motivato, altre. Questo approccio ha positivamente impressionato noi precari della ricerca, da sempre abituati a un modo di agire burocratico e autoreferenziale caratteristico dell’Accademia e della politica italiana.
ANVUR introduce oggi un approccio che ha il merito di guardare a obiettivi chiaramente identificati, in questo caso quelli di operare una selezione del corpo docente basata sul merito e di accrescere la produttività della comunità scientifica italiana. E non lo fa dal punto di vista dei potentati accademici o di interessi di singole discipline, ma sulla base di studi accurati e alla luce delle migliori pratiche internazionali.
ANVUR inoltre cerca di incentivare il più possibile le pubblicazioni su riviste e/o editori internazionali dove con tal termine si deve intendere quei lavori pubblicati per essere letti in un circuito mondiale e scritti in lingua inglese. Ciò non perché, come qualcuno obbietta, si pecchi di esterofilia o si voglia sminuire la lingua di Dante e di Leopardi, quanto perché l’inglese è oggi, piaccia o non piaccia, la lingua universalmente adottata in un contesto internazionale e risulta essenziale, per un ricercatore (ormai di tutte le discipline), comunicare i risultati dei propri lavori al pubblico più ampio possibile. Questo può finalmente spingere l’Accademia italiana ad uscire dalla sua nota autoreferenzialità, aprendosi al dibattito scientifico in un contesto globale.
Con l’ANVUR si può dialogare, si può intervenire, si può suggerire e criticare, nella consapevolezza che le critiche costruttive saranno prese in considerazione e poste al vaglio di uno studio particolareggiato. APRI desidera con questo comunicato manifestare il proprio apprezzamento per il metodo e lo stile di lavoro adottati dall’ANVUR in questi mesi.

22 settembre 2011

204 commenti:

  1. Con l'ANVUR si può dialogare... solo se non si mette in discussione l'ideologia di fondo.
    Se non ci si perita di ricordare i documenti prodotti da Società scientifiche, Accademie, Agenzie di finanziamento di spessore internazionale - insomma se ci si rinchiude nella propria Provincia -, allora si può dialogare, sì.

    Inconcepibile è distorcere il significato della citazione, equiparandola ad una specie di "I like" di Facebook (e anche se fosse così non sarebbe sufficiente...).

    Mala tempora currunt.

    RispondiElimina
  2. renzino ti faccio una domanda secca e mi devi dare una risposta secca:

    meglio il documento anvur o quello cun?

    di questo si sta discutendo (e in relazione a questo stanno deliberando), tutto il resto è interessantissimo quanto irrilevante

    RispondiElimina
  3. se dovessi dare una risposta secca: meglio il documento CUN, e non di poco.

    RispondiElimina
  4. right, ma con tonnellate di argomentazioni, per chi volesse lavorare su quelle, e non sull'ideologia.

    RispondiElimina
  5. @ Renzino, le citazioni possono solo essere contate come una sorta di I like, o meglio dire "I noticed you".

    D'altro canto come le vorresti contare? Mettiamo che un candidato presentasse a valutazione 15 lavori ISI negli ultimi 5 anni, per un totale complessivo di 250 citazioni, cosa proporresti di fare? Leggere 250 lavori ed andare a federe se la citazione era un "oh che bello" oppure un "cut the bullshits"? E questo per un singolo candidato.

    Ma poi, in definitiva avrebbe senso? Almeno per i settori scientifici, ma credo il concetto si possa estendere, le citazioni contano sempre, anche quando sono stroncature. Infatti marcano l'impatto del tuo lavoro. Se il tuo lavoro non avesse impatto nessuno si curerebbe di criticarlo, ne' positivamente ne' tantomeno negativamente. Il risultato peggiore che un ricercatore possa ottenere e' l'oblio, il fatto che i suoi lavori passino come acqua sotto i ponti, non certamente ricevere citazioni in lavori altrui che reclamino di descrivere meglio di te qualcosa o ravvisino nei tuoi lavori qualcosa che essi ritengono una inesattezza. Questo fa parte della dialettica scientifica ed avviene quotidianamente.
    Le citazioni sono di per se una misura di impatto.

    RispondiElimina
  6. @ Salvo

    L'ultima che hai detto: le citazioni sono, di per loro, un indice (fra altri possibili) di impatto.

    Poiche' l'impatto è solo una fra le numerose, e ben più importanti, caratteristiche dei lavori scientifici, è giusto - come si dice in giro - non sopravvalutarlo nel contesto di un giudizio equanime e sensato in merito alla qualità della ricerca scientifica prodotta da un candidato (all'abilitazione, o ad un posto di lavoro accademico).

    RispondiElimina
  7. Sono d'accordo con renzino.
    Le citazioni misurano la popolarita` di un lavoro, non la qualita`.

    RispondiElimina
  8. Siamo tutti d'accordo che le citazioni non misurano la qualità scientifica di un paper, ma di sicuro misurano l'impatto che quel paper ha sulla comunità scientifica (come giustamente ha detto salvo).
    Non capisco l'ostracismo per gli indici bibliometrici. Se sono usati bene sono utilissimi secondo me! Se prendiamo la proposta ANVUR, da quello che io ho capito (!!), si usano gli indici per "scremare" i concorrenti in una selezione nazionale. Non riesco a capire quale sia il problema sinceramente. Davvero pensate che una commissioni di 4/5 (non ricordo quanti) "saggi" possa leggere i lavori di tutti i candidati a livello nazionale? io ne ho 40 di pubblicazioni ISI, e conosco persone con molti più articoli che faranno le selezioni. Non parliamo poi del fatto che la commissione deve anche capire che cosa ho fatto! Io concorro nei settori bio/05 (zoologia) e bio/07 (ecologia) e mi occupo di modelli statistici per prevedere l'impatto del cambiamento climatico sulla biodiversità. Come può un commissario che si occupa di tassonomia (di chi volete voi: insetti per esempio) oppure di indicatori ambientali giudicare i miei lavori (siano essi pubblicati su Nature o sull'Italian Journal of Zoology) se non capisce nemmeno i metodi che applico?
    D'altra parte, io non manderò mai un paper di alta qualità ad Italian Journal of Zoology perchè è una rivista locale e con H bassissimo, e che non legge nessuno; se ho un paper che io stesso giudico buono cerco di mandarlo sulla rivista con H-index più alto possibile (es. PNAS), dove le probabilità di essere letto e citato sono maggiori!
    Non usare gli indici bibliometrici per la selezione nazionale significa lasciare discrezionalità totale alle commissioni, e creare un sistema per cui è impossibile selezionare i candidati in modo onesto (ammesso che questo si voglia fare)!

    RispondiElimina
  9. ricordo peraltro che - come scritto dal presidente anvur sul corsera di ieri - gli indici bibliometrici sono solo uno degli strumenti a disposizione delle commissioni. queste possono abilitare anche chi sia sotto la soglia prevista, però lo dovrebbe giustificare.

    insomma, resta il potere discrezionale dei commissari che valuteranno anche il contenuto delle pubblicazioni. gli indici servono solo come strumento accessorio.

    RispondiElimina
  10. SI! Decisamente meglio ANVUR della proposta CUN!

    Ah, @ insorgere

    non è vero che "non possono farli diventare Gelmini" ... lo vedrai fra pochi giorni. Provate a consultare il sito del CINECA sui RTD nelle Università laziali, e vedrete che il numero aumenterà di colpo ... e senza che sia stato fatto nessun bando (trasformano i vecchi "moratti", che hanno terminato il contratto, in "gelmini")!

    RispondiElimina
  11. Non ripeto quello che ho già scritto sul mio blog circa posizioni pubbliche autorevoli sul tema del valore della bibliometria
    http://cronaca.anvur.it/2011/09/citazione-vo-cercando.html

    E' con quelle che l'ANVUR si doveva confrontare, ma non l'ha fatto.
    Dopodichè, rimane da discutere e approfondire la Questione Morale per le Commissioni Giudicatrici, che è un argomento ulteriore e diverso (dal valore intrinseco della bibliometria) portato a giustificazione per ridurne la discrezionalità tecnica.

    Come ho sempre ripetuto, io sono in ogni caso favorevole a ridurre la discrezionalità tecnica di qualsisasi Commissione Giudicatrice composta da quei Minorati Morali degli Italiani.
    Per questo bisogna agire sapientemente, non pensando ingenuamente che il ridurre o abolire la discrezionalità tecnica qui non abbia conseguenze là, dove "là" è tutta la serie di situazioni e comportamenti dove sono in gioco i fattori che le norme rigide poste "qui" hanno reso più sensibili.
    Voglio dire: non aspettatevi che quei Minorati Morali non agiscano in modo immorale per incidere sui dati bibliometrici, e sto parlando ovviamente dei candidati e dei loro padrini.

    Ci tornerò con dovizia di ragionamenti sul blog.

    RispondiElimina
  12. @ renzino
    ok. aspetto le argomentazioni:-)

    @ scoregion
    vuoi dire che quelli che hanno attualmente un RTD moratti se lo vedranno rinnovare come RTDa gelmini?

    RispondiElimina
  13. "Intendiamoci: le commissioni sono e restano sovrane. Se riterranno di assegnare l`abilitazione scientifica a un docente che non ha i requisiti richiesti potranno farlo, ma dovranno motivare la loro scelta. Anche i singoli atenei potranno chiamare, nei concorsi locali, questi stessi docenti, ma se la qualità del loro lavoro non sarà soddisfacente, se ne terrà conto nel valutare le politiche di reclutamento. L`unico modo per evitare ingiustizie o collusioni è quello di penalizzare chi compie delle scelte con motivazioni diverse dal merito."

    http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=68099575

    RispondiElimina
  14. Firmato STEFANO FANTONI
    Presidente dell'ANVUR

    RispondiElimina
  15. @Zinzon

    che cavolo stai dicendo Willis?!?!?

    RispondiElimina
  16. Ma se uno riesce a pubblicare un articolo contenente una miriade di caz**te, ma grosse eh, tali da arrivare ad indignare l'intera comunità scientifica e l'articolo viene citato centinaia di volte in contesti tipo

    "Le assurdità pubblicate in [12] sono...."
    "Ciò che è stato pubblicato da Rossi et al., 2011 è semplicemente offensivo..."
    "Allucinante è il caso dei risultati conseguiti da Rossi et al., 2011..."

    queste concorrono ad aumentare l'h-index no? :)

    RispondiElimina
  17. @lassie,

    certo, ma immagino che il caso che citi sia minoritario rispetto l'uso comune delle citazioni. Quindi, a suo modo, anche quella pubblicazione errata ha avuto un impatto.
    Ed e' quello che si valuta con gli indici bibliometrici, h-index tra questi.

    Quindi, giustissimo: h-index valuta l'impatto e NON la qualita'.

    Ma sicuramente anche una ricerca/pubblicazione di qualita' DEVE avere un impatto; altrimenti e' inutile. In questo modo scartare chi ha un h-index basso ha comunque una sua motivazione.

    Poi possiamo inventarci tutte le scappatoie che vogliamo, da "la ricerca richiede tempi lunghi" (e vabbe', per avere l'abilitazione aspetterai che la tua ricerca abbia dato i suoi primi frutti, o ti darai da fare per pubblicare, anche risultati parziali, senza aspettare troppo: anche cosi' progredisce il campo di competenza), a possibili motivi di rallentamento.

    Insomma, basta essere consapevoli che gli indici bibliometrici sono una parte della valutazione e non la completano.
    Ma negarli completamente, come mi sembra voglia fare Renzino, non risolverebbe, o peggiorerebbe, soprattutto ora, quella che lui stesso chiama la Questione Morale delle Commissioni Giudicatrici.

    RispondiElimina
  18. Lassie

    se l'articolo scrive palesi caz..zate editors e referees non lo faranno mai accettare per la pubblicazione.

    Nelle riviste internazionali più competitive i tassi di accettazione sono del 10% o anche meno.

    Quindi il problema non si pone in generale. Certo un articolo di "un impostore intellettuale" può sfuggire a qualche referee o editor distratto però sono casi rari e isolati.

    RispondiElimina
  19. beh, in un caso così estremo di solito l'articolo viene ritirato, anche se non vedo come si possa arrivare a tanto in articoli scientifici (gli unici articoli ritarati che io conosco erano il frutto di truffe!). I paper sono referati a livello internazionale, e quando si sale di livello bisogna superare molti step. Per esempio editor e referee specializzati su quella materia; per nature e science i referee sono spesso 5, per riviste internazionali di buon livello sono spesso 3!! come è possibile superare il giudizio di 4/6 esperti in materia se il paper fa così tanto schifo???. Io non ho mai visto nulla di simile in vita mia nel mio campo di ricerca.
    Senza portare l'esempio all'estremo, quello che succede nel mondo reale rientra più o meno in queste categorie: 1) paper che fa schifo o è di basso livello o è di scarso interesse viene rifiutato da tutti in ISI e/o viene pubblicato su riviste ISI locali (e quindi ha un inpatto inesistente su un H); 2) paper con errori nei metodi o nei dati riesce (per sua fortuna) a superare tutti i controlli (MOLTO RARO!!!) e viene pubblicato su rivista ISI anche di alto livello, una volta scoperto l'errore nessuno cita più il paper che quindi non aumenta l'H degli autori; 3) paper di medio livello viene pubblicato su riviste di medio livello o su riviste al top (se gli autori sono bravi a scrivere ed hanno agganci politici) e viene citato (e H aumenta); 4) paper di ottimo livello viene pubblicato su riviste di medio livello o su riviste al top e riceve una marea di citazioni (e H aumenta).
    Ricordatevi che per aumentare H usando articoli che fanno schifo è difficile, non basta un articolo su nature! è necessario produrre tanti articoli schifosi, è necessario che il resto della comunità scientifica, lobotomizzata da chissà cosa, ti citi e che ti permetta di continuare a pubblicare. Ed esistono lavori che dimostrano che non si può aumentare H con le sole autocitazioni.
    Conosco il caso di ricercatori/professori che con scarse capacità scientifiche ma con ottime capacità politiche sono state in grado di raggiungere la soglia H=10/15 nel mio campo, ma sono pochi ed in ogni caso la distinzione con chi ha H=20 è netta e palese! Ma se anche esistesse qualcuno senza meriti scientifici in grado di raggiungere livelli di H molto alti (e ripeto, la vedo improbabile) non sarebbe poi così difficile riconoscerlo per quello che è (imbonitore) leggendo i suoi articoli (in fondo si tratterebbe di leggere gli articoli di pochissime persone). Questo ovviamente se parliamo del mondo reale. Se vogliamo vagare per universi paralleli sono il primo a divertirmi un mondo:-)))))

    RispondiElimina
  20. postilla conclusiva: secondo me H ed indici bibliometrici vanno usati per formare una shortlist ristretta (molto ristretta) dei candidati migliori. Dopo di che bisogna valutare i candidati usando criteri diversi (leggere i paper, cercare di capire il contributo dell'autore, la sua autonomia di ricerca, etc....) e può benissimo essere che la position se la prende quello con H più basso di tutti.
    Ma in ogni caso con un H in grado di fargli superare una selezione seria in una fase iniziale! non è possibile che arrivino a fare (E VINCERE) i concorsi gente che non ha mai pubblicato su riviste ISI (come è successo a me).
    Quindi ben venga H, numero di citazioni, e chi più ne ha più ne metta, se impediscono a gentaglia di partecipare ai concorsi!

    RispondiElimina
  21. dai scherzavo su!!!! mi avete preso tropo sul serio...

    RispondiElimina
  22. Concordo con l.maiorano, of course!

    RispondiElimina
  23. E direi anche con Fantoni - il suo articolo appare molto equilibrato. Non trovate?

    RispondiElimina
  24. Articolo molto squilibrato - non si perita di commentare perchè le prese di posizione del Resto del Mondo sono state del tutto ignorate dall'ANVUR.

    Il solito Provincialismo all'Italiana, che - a me personalmente - è ben noto, of course!

    RispondiElimina
  25. Siamo ormai alla lobotomizzazione della cultura!

    L'identificazione di fatto e valore. Un'idiozia e una violeza fascista senza eguali!

    RispondiElimina
  26. io invece apprezzo molto quell'articolo, e in particolare il brano citato .

    RispondiElimina
  27. anch'io concordo con l'articolo di Fantoni.

    RispondiElimina
  28. Anch'io apprezzo l'articolo di Fantoni. Oltre a sottoscrivere ogni virgola degli ultimi due interventi di Maiorano. Per quello che puo' valere, quella da lui descritta e' anche la mia personale esperienza nel mio settore.

    RispondiElimina
  29. Qualcuno è diventato "ricco" con il FIRB?

    RispondiElimina
  30. http://attiministeriali.miur.it/anno-2011/settembre/dm-21092011.aspx

    RispondiElimina
  31. Segnalo i documenti relativi alla posizione della CRUI sugli AG 393, 395, 396 nella Odizjone alla Settima del Senato - che per loro si è svolta ieri

    http://www.senato.it/commissioni/4569/324006/324008/genpagspalla.htm

    RispondiElimina
  32. Off topic:

    Scusate l'off topic ma mi chiedevo se qualcuno avesse dei suggerimenti su come prepararsi per gli ultimi concorsi RTI su piazza e come rispondere alle domande della commissione su topic che esulano da "titoli e pubblicazioni" ma che hanno piuttosto un sapore di interrogazione da primo esame di corso di laurea.

    Ringrazio in anticipo tutti coloro che vorranno riportare la propia esperienza.

    p.s. cosa pensate della possibilta' di recarsi ai concorsi affiancati da un cronista/giornalista TV?

    RispondiElimina
  33. Sì, un cronista-neutrino, più vveloce della luce.

    RispondiElimina
  34. mah, detto sinceramente nella mia esperienza quando si arriva al colloquio di solito i giochi son già fatti

    RispondiElimina
  35. @ maiorano, lassie

    si. E quindi quelli ke erano entrati con un concorso locale con commissione locale e senza requisiti diventeranno RTDA.

    RispondiElimina
  36. Omaggio alla libbertà
    http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/421620/

    RispondiElimina
  37. La CRUVI si è riunita ieri, e questo è il resoconto, comprensivo del modesto Parere sulla ripartizione dell'FFO 2011
    http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=2012

    RispondiElimina
  38. http://www.flcgil.it/universita/ancora-tagli-al-sistema-universitario.flc

    RispondiElimina
  39. @ Scoreggione:
    Confermo le tue info. Io sono RTD-Moratti, e dovrei essere rinnovato come RTDa Gelmini, facendo quindi un ENORME salto di qualita', IMMERITATAMENTE.
    (P.S.: Il posto RTD-Moratti me lo sono praticamente pagato da solo con anni di duro lavoro. QUINDI, il mio concorso e' stato, come si suol dire, AD PERSONAM).

    RispondiElimina
  40. Segnalo che nel blog dei RUNC è aperto un post sui criteri ANVUR/CUN, senza presa di posizione specifica, ma anzi citando i pareri finora espressi a favore o contro.

    http://giovaniricercatoriuniversitari.wordpress.com/2011/09/23/abilitazione-nazionale/

    RispondiElimina
  41. scusate ma non è che ci si poi questa grande differenza tra un td moratti e un tda...

    RispondiElimina
  42. effettivamente mi stavo chiedendo quali fossero i vantaggi ad essere RTDa invece che RTDMoratti. Input?

    RispondiElimina
  43. per loro non so forse non cambia molto ma io sono contenta che nella Università per la quale lavoro non ci siano più RTDMoratti da anni altrimenti i previsti RTDAGelmini sarebbero stati impiegati in larga parte per il rinnovo dei Morattiani, così invece me la posso giocare anch'io che fin'ora ero assegnista.

    RispondiElimina
  44. http://www.rete29aprile.it/comunicati-stampa/ce-un-neutrino-in-fondo-al-tunnel.html

    RispondiElimina
  45. Vi sono dei parrucconi che continuano a propagandare in giro l'idea che "all'estero non si fanno concorsi". Una balla, ovviamente, perchè fare concorsi è la norma: colgo l'occasione dell'intervista al fisico dei neutrini Antonio Ereditato sulla Stampa di oggi
    http://www3.lastampa.it/scienza/sezioni/news/articolo/lstp/421779/
    per estrarre il passo finale:

    "[...] Lei è un italiano che lavora a Berna, in Svizzera. è un cervello in fuga?
    «Mi definirei un cervello che ha fatto i suoi conti. Fino a pochi anni fa avevo una posizione come dirigente di ricerca nell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, quindi ero al vertice della carriera. Però ho visto che a Berna era vacante un posto da professore ordinario e direttore del laboratorio di alte energie. Un ruolo attraente e così ho partecipato alla selezione. E ho vinto»."

    Così stanno le cose: si partecipa e si vince (o eventualmente si perde), ma i nostri parrucconi continueranno imperterriti a fare i negazionisti.

    RispondiElimina
  46. Vi sono dei parrucchini che continuano a propagandare in giro l'idea che "all'estero si applicano gli indici bibliometrici, in quanto si tratta di un metodo razionale per valutare la produttività dei soggetti". Una balla, ovviamente, perchè la valutazione olistica della qualità, in tutte le sue sfaccettature apprezzabili, è la norma. Colgo l'occasione del fatto che il prossimo esercizio di valutazione della ricerca britannico (REF) sta procedendo alla consultazione sui criteri generali di valutazione, e su quelli specifici fissati per aggregati di "Panel disciplinari"
    http://www.hefce.ac.uk/research/ref/pubs/2011/03_11/
    per riportare quelli fissati dall'aggregato "A", che si riferisce ai settori:
    1 Clinical Medicine
    2 Public Health, Health Services and Primary Care
    3 Allied Health Professions, Dentistry, Nursing and Pharmacy
    4 Psychology, Psychiatry and Neuroscience
    5 Biological Sciences
    6 Agriculture, Veterinary and Food Sciences
    http://www.hefce.ac.uk/research/ref/pubs/2011/03_11/03_11a.pdf
    dove spesso da noi si dice siano apprezzati solo criteri quantitivo-bibliometrici.

    Recita il paragrafo "Assessment criteria: outputs" a pag 5 che:

    "28. In relation to the assessment of outputs, the sub-panels will look for evidence of the quality of the output in its originality, significance and rigour, applying the generic level definitions as set out in ‘guidance on submissions’ (Annex A, Table A2).

    29. The sub-panels will look for evidence of one or more indicators of quality across the following as appropriate:
    - scientific rigour and excellence, with regard to design, method, execution and analysis
    - significant addition to knowledge and to the conceptual framework of the field
    - potential and actual significance of the research
    - the scale, challenge and logistical difficulty posed by the research
    - the logical coherence of argument contribution to theory-building
    - significance of work to advance knowledge, skills,
    - understanding and scholarship in theory, practice, education, management and/or policy
    - applicability and significance to the relevant service users and research users
    - potential applicability for policy in the UOAs of Main Panel A, for example health, healthcare, public health, animal health and welfare."

    Così stanno le cose: i criteri sono "razionalmente" comprensibili dagli esperti del settore, tranne - evidentemente - per i nostri parrucchini, ai quali propongo di decurtare almeno il 20% dello stipendio per manifesta incapacità in uno dei loro principali doveri professionali.

    RispondiElimina
  47. Anche le aziende private "selezionano" i loro dipendenti. Sono concorsi anche quelli?

    RispondiElimina
  48. Salve a tutti. A qualcuno risulta con sicurezza se il rapporto Assegni Fissi/FFO dell'Università di Perugia al 31/12/2010 sia sopra il 90% ? Grazie per le eventuali info...

    RispondiElimina
  49. non si sa bene quale sia l'elenco ufficiale...

    RispondiElimina
  50. Qualcuno potrebbe gentilmente indicarmi il riferimento normativo secondo il quale la discussione dei titoli e pubblicazioni non é oggetto di valutazione...

    Grazie in anticipo.

    RispondiElimina
  51. p.s. ovviamente mi riferisco agli ultimi posti RTI su piazza....

    Grazie

    RispondiElimina
  52. @ Michele

    Ovvio, se ci sono più concorrenti, e se non "sapevano" già in anticipo chi doveva essere il vincitore...

    RispondiElimina
  53. @ renzino

    puoi continuare a far finta che non sia vero (problema solo tuo, mio non di sicuro), ma dovresti sapere che in inghilterra per la valutazione dei dipartimenti articoli non ISI non esistono nemmeno (almeno nelle mie discipline!). Quindi, come cerco di dire da un bel po' di tempo, gli indici bibliometrici vengono usati come base di partenza. dopo ovviamente bisogna leggersi i paper e valutare, ma a nessuno verrebbe nemmeno in mente (in UK, in Italia è la norma!) di presentare per la valutazione del dipartimento un paper stampato in copisteria! Per quanto riguarda i concorsi, io non ho mai sentito nessuno dire che non esistono. Per quanto riguarda le selezioni si fanno e sono molto serie e di solito funzionano così (anche in Svizzera, dove attualmente lavoro, università di losanna): 1) scremo i candidati USANDO INDICI(!!) per togliere di mezzo le capre; 2) ottengo una shortlist a partire dalla quale faccio una valutazione (con lettura dei paper, valutazione scientifica, e tutto quello che hai detto tu) dei candidati e mi prendo poi quello che mi serve di più (e che magari è quello con meno titoli!).
    Dovresti provare a fare un'application per l'estero prima di sparare a zero

    RispondiElimina
  54. Non pensavo che avreste censurato un post nel quale davo informazioni a risposta di un altro utente.
    Peccato, sarà per un'altra volta.

    RispondiElimina
  55. per tutti (e Renzino in particolare): non era mia intenzione far partire una polemica, e se ho offeso qualcuno nei miei commenti è stato veramente non voluto (scusatemi nel caso)!

    RispondiElimina
  56. @ renzino
    censurato? chi? cosa?
    io ero fuori, mi ricollego ora, e non capisco quale sia il motivo del contendere

    RispondiElimina
  57. @ gmicia

    il rif. è alla legge 1/2009 e al successivo decreto sui criteri di valutazione

    RispondiElimina
  58. @ l.maiorano e insorgere

    il mio "problema" era nel pubblicare una risposta, di cui cerco di recuperare almeno i contenuti essenziali, nel seguito:

    Nei riferimenti del REF che ho dato, a bella posta, sono fissati i criteri, generali e particolari, per tutte le valutazioni. Ad esempio, sempre con riferimento al gruppo di discipline "A", nel capitolo "Types of eligible output", vi è chiarito che:

    "31. A research output is the outcome of a research process that is presented in the public domain (unless it is a confidential output for a designated readership). In judging outputs, the sub-panels will be guided by their assessment of the research quality.

    32. Equal recognition will be given to all forms of research that meet the REF definition of research, whether basic or applied. All types of output that are made publicly available within the publication period, and that embody research as defined in ‘guidance on submissions’ (Annex C), will be eligible for submission, including:
    - original research findings
    - research reports
    - evidence synthesis, including systematic reviews, analyses, meta-analyses, meta-syntheses
    - review articles that add significant new perspective in a way that is paradigm-changing
    - research-based clinical case studies that add new knowledge or understanding of disease processes or contribute to advancement in patient care in adding significant new knowledge
    - clinical case study reports where they change concepts or identify new diseases
    - methodological and theoretical work
    - technology appraisals.

    33. Outputs may be published in formats including, but not limited to:
    - papers published in peer-reviewed journals
    - papers published in conference proceedings
    - research reports to government departments, charities, the voluntary sector, professional bodies, industry or commerce
    - monographs
    - books and book chapters
    - intellectual property (whether granted as patents, published patent applications or other forms of intellectual property)
    - other applied research outputs, including but not limited to: new materials, software packages, images and devices research derived from analysis and interpretation of bio-informatic databases, work published in non-print media."

    "EQUAL RECOGNITION": spero sia chiaro il discorso sul valore dei prodotti della ricerca, in quell'Augusto Paese sempre portato ad esempio, anche da noi.

    RispondiElimina
  59. http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/09/24/se-scrivere-in-inglese-aiuta-la-nostra.html

    RispondiElimina
  60. Una cosa da notare è che l'ANVUR sta già procedendo alla formazione dei Panel disciplinari, come dimostra anche l'auto-qualifica di coordinatore per un'area umanistica da parte di Andrea Graziosi, e come ho potuto leggere in una notizia data "localmente" da un giornale di Piacenza per quanto riguarda l'area delle scienze agrarie.

    Da questo punto di vista, il CIVR aveva invece messo in piedi un sistema di proposizione delle candidature per tutti i Panel, lavoro che è invece sconnesso con questo processo di nomina "dall'alto".

    Anche in questo caso si nota la differenza con il REF britannico, che ovviamente anche per tutto questi ruoli apre dei concorsi (sia detto nuovamente, in privato: "concorso" è un'etimologia latina, per questo molti di voi si stupiscono dei miei continui richiami, ma la sostanza di ogni "selection", "open process of application", è quella).

    Vedere qui la documentazione per il REF:
    http://www.hefce.ac.uk/research/ref/pubs/2010/01_10/#dl

    RispondiElimina
  61. Prodi: “Non abbiamo leader all’altezza (video)
    De Gasperi? Oggi farebbe il bibliotecario”

    L'ex presidente del consiglio a Novellara per il festival Uguali_Diversi: "Non c'è più in Italia una selezione per meriti.

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/24/prodi-non-abbiamo-leader-allaltezza-de-gasperi-oggi-farebbe-il-bibliotecario/159838/

    RispondiElimina
  62. @insorgere
    so che non esiste un elenco ufficiale, e per questo chiedevo a chi ne avesse notizie ufficiose, rumors etc.

    RispondiElimina
  63. io non capisco perche' nei criteri dell'ANVUR sono completamente assenti le pubblicazioni a conferenza. E chi si e' fatto un "mazzo" a presentare, che e', idiota?

    RispondiElimina
  64. Renzino

    non sono un fan degli indicatori bibliometrici, però penso possa essere necessario usarli nelle scienze dure in Italia proprio per ridurre il margine di discrezionalità delle commissioni, insomma per lo stesso motivo per cui si ha bisogno qui di regolamentare rigidamente i concorsi mentre in altri paesi ci si affida di più al senso di responsabilità e capacità di autoregolmentazione degli atenei e dei dipartimenti che bandiscono i posti.

    Quindi in UK nel prossimo REF possono permettersi il lusso di dare 'eguale riconoscimento' in principio a tutti i tipi di pubblicazione proprio perché si fidano dell'onestà dei valutatori.

    In Italia sarebbe pericoloso accordare questa discrezionalità. Considerata l'esperienza passata meglio vincolare il più possibile le commissioni a indicatori verificabili nelle scienze dure, mentre nelle altre scienze dove gli indicatori bibliometrici sono inapplicabili meglio individuare dei pesi/punteggi per i diversi prodotti scientifici in modo da incentivare all'internazionalizzazione delle pubblicazioni.

    RispondiElimina
  65. @ zoe

    parte dell'elenco forse è qui
    Denaro Ve 23/09/2011
    Atenei con i conti in rosso: arrivano i commissari7

    http://rassegnastampa.crui.it/minirass/esr_p1.asp?dacbo=si

    RispondiElimina
  66. sottoscrivo completamente untenured. e vorrei anche aggiungere che NESSUNO in uk (conosco personalmente department of zoology ad oxford) si sognerebbe di presentare per la valutazione una maggioranza di paper non ISI! cosa che avviene sistematicamente in Italia (se volete posso fornire i verbali dei concorsi a cui ho partecipato, con vincitori con 30 "pubblicazioni" di cui 25 non ISI!). In Italia è un problema di onestà nei concorrenti e nei valutatori!
    Nell'università di losanna c'è appena stata una selezione per una lecturership nel dipartimento di geografia (non geografia "umana", ma gis, statistica, etc, quindi gente che in ISI è ben rappresentata) ed il candidato selezionato aveva poche pubblicazioni ISI e molti abstract e report tecnici. Sarà anche stato valido, ma il dipartimento è diventato lo zimbello dell'intera università, e con alta probabilità non avrà nuove open positions nei prossimi anni! Mi piacerebbe vedere qualcosa del genere in Italia prima o poi.
    @ claudio2: dal mio punto di vista le presentazioni a convegno sono uno step sotto alle pubblicazioni su riviste. è vero che ti sei fatto un mazzo, ma è anche vero che la selezione degli interventi avviene tramite un abstract stringato da cui è difficile capire la qualità! se pubblichi un paper su una rivista ISI, il processo di review considera invece proprio la qualità scientifica

    RispondiElimina
  67. Ripeto che io mi interesso di politiche dell'istruzione superiore e della ricerca, e quindi ci tengo a mettere le cose in chiaro, ed evitare leggende metropolitane. Abbiamo già troppi danni, documentabili, da leggende metropolitane.

    Poco utile che si continui a ripetere che la gente preferisce pubblicare su riviste ISI, sottomettere prodotti ISI, ecc. perchè nessuno nega - anzi tutti concordiamo - che ciascuno fa le proprie valutazioni, e, fattualmente, si hanno chiaramente tutte quelle decisioni e tutte quelle situazioni, ecc. ecc.

    Io cerco di porre le cose dal punto di vista dei principi e delle Politiche Pubbliche da adottare - e vi sono profonde ragioni e pezze d'appoggio fattuali che sostengono quelle su cui, modestamente, convergo anch'io.

    Sulla desiderabilità di ridurre la discrezionalità tecnica dei Commissari sono in prima fila da sempre, ma non con "scelte peggiorative". Guardate che ad es. tutti i manuali e tutta la documentazione sul REF che ho mostrato servono appunto a "ridurre la discezionalità" anche per loro, che vi credete?

    Solo che non arrivano a tagliarsi le palle, per fare quello.

    RispondiElimina
  68. Molti congressi fanno peer review su papers veri e propri, ed hanno percentuali di bocciatura maggiori di molte riviste ISI. Per gli informatici poi certe conferenze sono piu` importanti delle riviste.
    La realta` e` varia per cui e` impossibile trovare regole generali che vadano bene sempre per tutti. Quando si cercano regole per i commissari, o si producono chiacchiere vuote oppure regole astruse che legano le mani alle commissioni e premiano i furbi.
    La strada da percorrere e` un’altra: responsabilizzare i chiamanti.

    RispondiElimina
  69. In realtà la mia posizione - come è noto - è che non è vero che si possano produrre solo "regole astruse che legano le mani alle commissioni e premiano i furbi".

    Questo è anch'esso un giudizio italico, cinico.

    Per questo mi do' da fare per diffondere informazioni e buone pratiche, con tutta una serie di azioni.

    Del resto "responsabilizzare i chiamanti" è anch'essa una chiacchiera vuota, sottoposta agli stessi problemi di cui sopra.

    Che quanto sto dicendo sia cosa difficile, non dubito - ma neanche mi esime dal continuare.

    RispondiElimina
  70. in ogni caso, gli indicatori bibliometrici e l'attribuzione di punteggi ai tipi di pubblicazione laddove gli indicatori bibliometrici non sono attuabili sono molto utili se non necessari a fini pratici in due casi:

    - nei concorsi, nella fase di selezione pre-short list dei candidati quando le commissioni devono scegliere 5 finalisti tra numerosi candidati (in alcuni settori anche 70-80)

    - nelle abilitazioni quando si arriva a numeri che vanno nell'ordine di centinaia e centinaia di candidati

    in tal ottica non si tratta di "legare le mani" o deresponsabilizzare i commissari ma di facilitare il loro lavoro e renderlo possibile in tempi brevi. Altrimenti passano gli anni a operare accurare valutazioni qualitative di centinaia di candidati e noi nel frattempo ci siam fatti vecchi..

    RispondiElimina
  71. Responsabilizzare i chiamanti vuol dire legare i finanziamenti e gli stipendi alle performance. Qualcosa che chiunque intende, a parte chi e` troppo preso dal produrre voluminosi tomi scritti in burocratese.

    Le short list si fanno da decenni in varie parti del mondo, non sono un sottoprodotto della bibliometria. Non so nel vostro campo, ma se vedo il CV di un collega ci metto 5 minuti a capire se vale la pena farci due chiacchiere o se e` meglio che stia a casa.

    RispondiElimina
  72. Ricordo a tutti che la mia Stella Polare è la QUALità, non un mero "efficientismo".

    Inoltre ricordo che come si definiscano le "performance" e a chi/come si debbano imputare finanziamenti è una questione articolata, e motivo del contendere.
    Ribadisco che sarebbe illiberale considerare dei Commissari di concorso come dei Chief Execitive Officers, visto che gli assunti non saranno persone "alle loro dipendenze", ma "LIBeri RICercatori".
    Chi è che fa così, il Pakistan?

    Ricordo che sulle "short-list" non sono mai stato contrario - mica è quello il motivo del contendere.

    RispondiElimina
  73. Chief Execitive Officers? Oggettivamente, il ruolo delle commissioni (costituite dai "migliori" ordinari, addirittura) previsto dalle procedure di l'abilitazione ANVUR (e in misura minor, CUN) è consumare tempo, carta e soldi. Se alla fine tutto si tradurà nel controllare che i candidati si siano valutati correttamente da soli come idonei tramite algoritmi e soglie (che devono essere noti in anticipo, perchè chi non ottiene l'abilitazione salta un turno [?]), è un lavoro da ministeriali. E forse è giusto che sia così. I commissari sarebbero più adatti nel valutare gli abilitati a livello locale (i concorsi delle sedi/dipartimenti). Vedremo.

    In tutti i casi, il ruolo delle commissioni, il tipo di indici etc... sono sicuramente questioni importanti, ma il punto più rilevante su cui discutere dovrebbe essere un altro, essenzialmente politico.

    Nell'interesse dell'università, e del binomio ricerca didattica, (non dei singoli), per quanto riguarda l'abilitazione ad associato, è più vantaggiosa la proposta ANVUR o quella CRUI?
    Ovvero, dati 100 candidati, è meglio conferire l'abilitazione solamente ai 20-30 "migliori ricercatori" o ampliare la platea, con l'obiettivo di escludere i 40-50 "peggiori ricercatori"?

    RispondiElimina
  74. non avrei dubbi. meglio abilitarne meno

    RispondiElimina
  75. In questi tempi di magra e carestia, abilitare pochi significa comunque abilitarne il quadruplo di quanti se ne possono assorbire, quindi si... abilitarne pochi e' la soluzione. L'altra soluzione, cioe' quella di scartare gli "scarsi" e' buona in periodi di vacche grasse.

    RispondiElimina
  76. @ Michele

    tu ci metti 5 minuti a capire chi è bravo e chi no tra 20 30 o anche 50 candidati. Altri potrebbero non essere così veloci e soprattutto potrebbero sbagliarsi e giungere a conclusioni affrettate.

    Avere informazioni dettagliate e anche quantificabili può aiutare i commissari a prendere le decisioni giuste.

    RispondiElimina
  77. http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&datagu=2011-09-26&task=dettaglio&numgu=224&redaz=11A12409&tmstp=1317101826338


    decreto sul "prestito" dei docenti. questa è una fregatura per i precari. mentre le chiamate (assunzioni) implicano la necessità di bandire rtd (per via delle quote), con i prestiti ciò non è necessario. ci sono istituzioni che si stanno orientando in questo senso: niente chiamate, solo prestiti e quindi niente td (per es. la normale di pisa)

    RispondiElimina
  78. Spero che almeno questo testo faccia un po' capire che il sistema universitario, dove i Profi sono peraltro Funzionari dello STATO purissimi come i Magistrati, non è come l'aggregato di imprese del settore metalmeccanico. Scusate la pedanteria sulle questioni giuridico-istituzionali di fondo.

    RispondiElimina
  79. "Le convenzioni non possono riguardare professori o ricercatori
    la cui presenza nell'organico dell'universita' di appartenenza e'
    indispensabile ai fini del possesso dei requisiti di docenza di cui
    al D.M. 22 ottobre 2004, n. 270."

    Normalmente quando s'imposta un corso di laurea vi deve aderire un numero minimo di docenti affinchè ne sia possible l'attivazione legale. Normalmente i migliori docenti sono subito cooptati per la copertura legale dei corsi più importanti. Nella mia facoltà sono stati chiusi 2 corsi triennali perchè non c'erano docenti a sufficienza e ovviamente i docenti sono stati cooptati per coprire i 2 corsi quinquennali principali + 2 triennali (attivati grazie al fatto che erano interfacoltà).

    Quindi secondo me è dura trovarli a meno che alcuni di voi non siano disposti ad ammettere che le loro facoltà sono sovradimensionate rispetto alla mia (e in quel caso menomale che non assumeranno...) Oppure la Normale si accontenta degli scartini delle Università statali?

    RispondiElimina
  80. Curioso, perchè i requisiti di docenza attualmente non sono più quelli del D.M. 22 ottobre 2004, n. 270, bensì i "requisiti necessari" emanati da questo stesso Ministro nel 2010

    http://attiministeriali.miur.it/anno-2010/settembre/dm-22092010.aspx

    RispondiElimina
  81. @ renzino
    hai colto uno dei punti nodali.
    riferendosi ai requisiti del 2004 - molto più morbidi di quelli odierni - de facto semplificano di molto i prestiti, aprendoli a una platea molto più ampia.

    @ siberia
    questo credo risponda anche alla tua domanda.

    RispondiElimina
  82. Chi è così ricco da poter "prestare"? Una università cinese? Ahahah

    RispondiElimina
  83. http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=164398&sez=HOME_SCUOLA

    da notare che si parla esplicitamente di concorsi per promuovere gli rti, mentre a rigor di legge dovrebbero essere concorsi para todos (cioè aperti a tutti e non solo ai già strutturati)

    RispondiElimina
  84. stanno cominciando a svolgersi i colloqui della II 2010...stiamo passando alla storia...

    RispondiElimina
  85. venghino siore e siori venghino! Ultimo giro ultima corsa

    RispondiElimina
  86. vero! ho il primo il 26 ottobre. in bocca al lupo a tutti! siate ottimisti (anche per me:-)) che i miracoli esistono

    RispondiElimina
  87. Visto che quelli di ricercatoriprecari-dibattito@googlegroups.com continuano a censurare i miei innocui messaggi, segnalo qui su questo blog più tollerante che ho radunato i miei ultimi ragionamenti - fatti propri qui sopra, in un post all'uopo

    http://cronaca.anvur.it/2011/09/valutazione-allinglese.html

    RispondiElimina
  88. @ Renzino,

    solo una personale curiosita'. Ma perche' chiami il tuo blog ANVUR? Visto che l'Agenzia e' stata creata e tra l'altro avete delle divergenze di vedute, non sarebbe il caso di assegnare al tuo blog un nome meno misleading?

    RispondiElimina
  89. se fosse passato il Regolamento Mussi forse ora non staremmo qui a sperare nei miracoli..

    RispondiElimina
  90. @ Salvo

    E' un blog SULLA valutazione del sistema Universitario e della ricerca, quindi anche sull'ANVUR, per assonanza d'idee e capacità di sintesi degli acronimi.

    Comunque in questi giorni vado al restyling di tutto il sistema web, chè non voglio certo confondermi(vi) con l'Agenzia, nel caso fosse...

    RispondiElimina
  91. @ Renzino, ti conviene infatti cambiare, poiche' io personalmente un anno fa mi ero confuso e pensavo fosse un blog dell'ANVUR (ancorche' non era ancora operativo). Chiamandosi ANVUR - cronaca confonde. Chiamalo valutazione ricerca - blog cronaca
    o qualcosa del genere, che non tragga in inganno il googolatore

    RispondiElimina
  92. @ Salvo

    Il googlatore si trova di fronte numerose pagine indicizzate con "anvur", quindi io non intendo trarre in inganno, ma casomai - al contrario - FACILITARE LA RICERCA - di chi vuole aromenti in materia di "valutazione e di "anvur", chiaro?

    Questa azione informativa va a tutto vantaggio della cultura della valutazione in Italia, e quindi anche dell'ANVUR, and for free!

    RispondiElimina
  93. SCHEMA DI PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE SULL'ATTO DEL GOVERNO N. 393

    La Commissione, esaminato, ai sensi dell'articolo 29, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, lo schema di decreto ministeriale in titolo,

    premessa la piena consapevolezza dell'importanza del provvedimento, nonché di una sua rapida entrata in vigore ed effettiva applicazione, atteso che, secondo la valutazione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, esso consentirebbe con le risorse del 2011 la chiamata di circa 1.500 professori associati, nell'ipotesi di un 50 per cento di chiamate dall'esterno e di un 50 per cento di chiamate dall'interno (che costerebbero solo per il delta),

    manifestata tuttavia la preoccupazione che le università non siano in grado di utilizzare interamente le risorse assegnate per la chiamata dei professori di seconda fascia prospettati per insufficienza di candidati in possesso di idoneità per l'insegnamento universitario ovvero di atenei in possesso dei requisiti, ovvero ancora per difficoltà intrinseche alle università, alle prese con la ristrutturazione della governance,

    condiviso l'intento premiale dell'atto, che valorizza gli atenei più virtuosi in coerenza con i principi meritocratici della legge di riforma n. 240 del 2010,

    considerato che il divieto di procedere a nuove assunzioni per le università che abbiano sforato la percentuale del 90 per cento delle spese per personale rispetto al trasferimento a valere sul Fondo di finanziamento ordinario (FFO) è stabilito dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1,

    sottolineato peraltro che - a fronte della contrazione del FFO, cui corrisponde l'incentivazione a reperire fonti alternative di finanziamento delle università - il Parlamento ha già convenuto di aggiornare detto vincolo di bilancio, delegando il Governo, ai sensi dell'articolo 5, comma 4, lettera e), della legge n. 240 del 2010, a determinare con decreto legislativo un limite massimo all'incidenza complessiva delle spese per l'indebitamento e delle spese per il personale sulle entrate complessive dell'ateneo,
    preso atto che, secondo le indicazioni del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, i pesi percentuali dei singoli indicatori di cui alla Tabella allegata allo schema di decreto saranno i seguenti:

    - alla qualità dell'offerta formativa è riservato il 34 per cento della disponibilità complessiva e alla qualità della ricerca scientifica il restante 66 per cento;

    - all'indicatore A1 è riservato il 50 per cento della disponibilità dell'offerta formativa e al coefficiente A2 il restante 50 per cento;

    - all'indicatore B1 è riservato il 40 per cento della disponibilità della ricerca, all'indicatore B2 il 15 per cento, all'indicatore B3 il 20 per cento e all'indicatore B4 il 25 per cento;

    considerato che il decreto, pur dando conto delle risorse finanziarie disponibili per il triennio 2011- 2013, reca i criteri di riparto solo delle somme disponibili per il 2011,

    esprime parere favorevole a condizione che, in linea con quanto affermato nella relazione tecnico-illustrativa, sia specificato anche all'articolo 1, comma 1, lettera a), che il limite del 90 per cento è calcolato al 31 dicembre 2010, e quindi tenendo conto delle riduzioni (costi per gli incrementi stipendiali e calcolo parziale delle spese per il personale sanitario) applicate ai sensi dell'articolo 1, comma 1-bis, del decreto-legge n. 180 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 1 del 2009, e successive modificazioni.

    --->

    RispondiElimina
  94. --->

    La Commissione formula altresì le seguenti osservazioni:

    11. ferma restando l'esigenza prioritaria di completare le procedure di chiamata per il 2011 con la massima sollecitudine, valuti il Governo l'opportunità di adottare in tempo utile, ai fini delle predette procedure, uno strumento legislativo idoneo a superare l'ormai manifestamente inadeguato vincolo di bilancio del 90 per cento, nell'intesa che al riparto delle risorse relative agli anni 2012 e 2013 si applichi il nuovo limite di spesa per il personale universitario previsto dall'articolo 5, comma 4, lettera e), della legge n. 240 del 2010 e raccomandando pertanto al Governo di predisporre tempestivamente il relativo decreto legislativo,

    12. anche a seguito della ridefinizione del limite alle spese di personale ai sensi della legge n. 240 del 2010, si invita il Governo a considerare, tra i parametri di assegnazione delle risorse ad integrazione del modello premiale, le eventuali situazioni di sottofinanziamento rispetto alle assegnazioni del FFO,

    13. si suggerisce di consentire l'applicazione del decreto, attraverso opportuni correttivi, ai sei istituti universitari ad ordinamento speciale e alle due università per stranieri, a cui gli indicatori recati dalla Tabella allegata allo schema di decreto non sono sempre applicabili,

    14. si invita a riportare nella Tabella allegata allo schema di decreto il peso specifico di ciascun indicatore, secondo le indicazioni fornite dal Ministero e citate in premessa,

    15. con riferimento all'indicatore A2, si manifesta la preoccupazione che esso tenda ad indurre nelle università promozioni troppo facili,

    16. con riferimento agli indicatori B, si osserva che la legge n. 240 intende premiare, oltre all'attività di didattica, quella di ricerca in senso lato. Gli indicatori B paiono invece privilegiare la ricerca scientifica. Si invita pertanto a considerare adeguatamente, in tali indicatori, anche l'attività di ricerca svolta su commessa industriale, nonché l'attività di ricerca umanistica,

    17. si chiede una più precisa formulazione dell'indicatore B3, in ordine al quale si manifesta peraltro perplessità in quanto riferito a una valutazione troppo vecchia,

    18. con riferimento all'indicatore B4, si sottolinea l'importanza di valutare la partecipazione di un dipartimento ad attività di ricerca nell'ambito del VII Programma quadro anche nel caso in cui esso non sia capofila, evidentemente pro quota,

    19. si raccomanda al Governo di destinare alla chiamata dei professori associati l'intera somma a ciò riservata dall'articolo 29, comma 9, della legge n. 240, indipendentemente dalle difficoltà che si dovessero incontrare nel 2011 per i motivi ricordati in premessa,

    20. nel caso in cui per il 2012 non fossero ancora concluse le prime procedure di abilitazione, si invita a valutare l'opportunità di prorogare con legge le attuali idoneità.

    RispondiElimina
  95. Schema di decreto ministeriale recante criteri per l'utilizzo delle risorse destinate al piano straordinario per la chiamata di professori universitari di seconda fascia, in attuazione dell'articolo 29, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n. 240. (Atto n. 393).

    PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE

    La Commissione VII (Cultura, scienza e istruzione),

    esaminato lo schema di decreto di decreto ministeriale n. 393, recante criteri per l'utilizzo delle risorse destinate al piano straordinario per la chiamata di professori universitari di seconda fascia;

    considerato che il divieto di procedere a nuove assunzioni per le università che abbiano sforato la percentuale del 90 per cento delle spese per personale rispetto al trasferimento a valere sul Fondo di finanziamento ordinario (FFO) è stabilito dall'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 gennaio 2009, n. 1;

    considerato che l'eventuale disapplicazione del limite del 90 per cento o in ogni caso del nuovo limite alle spese di personale che sarà definito in sede di applicazione della delega prevista dall'articolo 5, comma 4, lettera e), della legge n. 240 del 2010 deve essere prevista da una norma di legge in tempo utile per la applicazione ai piani straordinari per gli anni 2012 e 2013;

    considerata l'opportunità di specificare che alle Università statali per stranieri e agli Istituti ad ordinamento speciale le risorse siano assegnate in misura proporzionale al peso del rispettivo Fondo di finanziamento ordinario consolidabile;

    considerato che, nelle more dell'approvazione dei nuovi statuti dei singoli atenei, la chiamata degli idonei ai posti di professori universitari di seconda fascia dovrebbe essere ancora effettuata secondo il sistema previgente a quello previsto dalla legge n. 240 del 2010, ove non ancora in vigore,

    esprime

    PARERE FAVOREVOLE

    con le seguenti condizioni:

    1. si preveda che alle Università statali per stranieri e agli Istituti ad ordinamento speciale le risorse siano assegnate in misura proporzionale al peso del rispettivo Fondo di finanziamento ordinario consolidabile;

    2. si preveda che, fino all'adozione dei nuovi Statuti dei singoli atenei, le chiamate siano di competenza delle strutture didattiche e scientifiche previste dallo Statuto vigente;

    3. si specifichi anche all'articolo 1, comma 1, lettera a), che il limite del 90 per cento è calcolato al 31 dicembre 2010, e quindi tenendo conto dell'esclusione delle spese per il personale sanitarie ai sensi dell'articolo 1, comma 1-bis del decreto-legge n. 180 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 1 del 2009;

    e con le seguenti osservazioni:

    a) si valuti l'opportunità di adottare una norma di legge, in tempo utile per l'attuazione dei piani straordinari per gli anni 2012 e 2013, finalizzata all'eventuale disapplicazione del limite del 90 per cento o in ogni caso del nuovo limite alle spese di personale che sarà definito in sede di applicazione della delega prevista dall'articolo 5, comma 4, lettera e), della legge n. 240 del 2010;

    b) si valuti l'opportunità, al fine di consentire la chiamata dei soggetti idonei, di prorogare con legge le attuali idoneità.

    RispondiElimina
  96. ????? prorogare per legge le attuali idoneità??????

    e perché mai??????

    siamo impazziti????

    RispondiElimina
  97. @ insorgere

    Lo spiegano meglio i Senatori (che hanno scritto un papiro lungo il doppio rispetto ai Deputati - vds. supra):

    "[...] manifestata tuttavia la preoccupazione che le università non siano in grado di utilizzare interamente le risorse assegnate per la chiamata dei professori di seconda fascia prospettati per insufficienza di candidati in possesso di idoneità per l'insegnamento universitario ovvero di atenei in possesso dei requisiti, ovvero ancora per difficoltà intrinseche alle università, alle prese con la ristrutturazione della governance"

    --> da cui discende, anche per loro, la raccomandazione

    "20. nel caso in cui per il 2012 non fossero ancora concluse le prime procedure di abilitazione, si invita a valutare l'opportunità di prorogare con legge le attuali idoneità."

    RispondiElimina
  98. si, ma STIKAZZI

    se sono bravi gli attuali idonei potrenni prendersi l'abilitazione (che è a lista aperta), qualora la loro abilitazione scada e non riescano ad essere chiamati

    RispondiElimina
  99. errata: "qualora la loro IDONEITà" (non abilitazione

    RispondiElimina
  100. ovviamente sono d'accordo con te, insorgere (già è fastidioso aver visto per 10 anni questi "idonei locali" diventare "idonei nazionali"), e trovarseli ancora in mezzo con il nuovo sistema...

    RispondiElimina
  101. Si ma i senatori si chiedono:

    nel caso in cui per il 2012 non fossero ancora concluse le prime procedure di abilitazione, si invita a valutare l'opportunità di prorogare con legge le attuali idoneità."


    ed in effetti e' la cosa peggiore che potesse succederci, cioe' si prorogano le idoneita' e non partono le nuove abilitazioni.

    Fa anche sorridere la preoccupazione che non esistano sufficienti candidati in possesso di abilitazione (qualora parta). Devono essere quelli del CUN che spifferano nell'orecchio dei Senatori queste catastrofiche eventualita' ;)
    magari perche' non si son fatti due conti per valutare quanti degli attuali precari potrebbero passare le idoneita' e sopperire a mancanze di candidati.

    RispondiElimina
  102. Ovviamente, quanto detto in Senato la scorsa settimana dal sottosegretario viceconte e riportato da mino, cioè che il decreto coi requisiti minimi è in fase di ultimazione e a breve sarà lanciata la prima abilitazione, era ignobile bufala governativa.
    La verità è tutt'altra, e finalmente l'ha detta papale papale (come riporta l'Avvenire in un articolo leggibile nella rassegna stampa odierna del sito della Crui) ribolzi (una del direttivo Anvur) ieri durante un convegno in Cattolica: il bando per la prima abilitazione ci sarà (cito) "entro la prossima estate".
    Due letture possibili: entro la prossima estate può significare o entro l'inizio dell'estate, ovvero entro il 21/6/12, oppure entro la fine dell'estate, ovvero entro il 21/9/12. Assolutamente da preferire, praticamente certa la seconda lettura; e 21 settembre è come dire primo ottobre.
    Il simpatico giulio, il delinquente e la poverina (non escludo con la piena benedizione dei rettori) ce l'hanno fatta: tirano il più in lungo che la legge gli consente, a ottobre 12.

    RispondiElimina
  103. Embè ma guardate che anche fosse stato pronto adesso, quel decreto ministeriale deve fare il giro alla Corte dei Conti e sottoporsi "materialmente" esso stesso al dibattito.

    Finora abbiamo visto solo le proposte di CUN e ANVUR e CEPR, ma le scelte del Ministro sono quelle che contano, su cui si deve aprire la "vera" consultazione".

    MA finchè non è pubblicato in G.U. il Regolamento abilitazioni, non possono comunque partire con il DM.

    RispondiElimina
  104. sono mesi che APRI (per bocca di Insorgere) sta dicendo che le abilitazioni partiranno a Ottobre 2012, era scontato dall'inizio!
    Ciò che conferma invece che non c'è limite al peggio, è il combinato disposto dell'abolizione del limite del 90% e la proroga delle vecchie abilitazioni.
    In questo modo tutti i vecchi scassoni RTI diverranno tout court associati senza la minima possibilità che un RTDb sia mai chiamato alla fine del suo triennio.
    Ovviamente mi aspetto a breve che rivedano anche i limiti sui posti da "garantire" ai RTD...i merafina's se li papperanno tutti e 1500 quei posti...

    RispondiElimina
  105. @ Renzino

    Sai meglio di me che parlare di "scelte del ministro" non ha senso, il suddetto non capendo e non esistendo. Chi, secondo te, sceglierà in sua vece? Schiesaro? nanistericobrunetta? gasparri?
    Giustamente ricordi che prima di tutto dev'essere pubblicato in G.U. il regolamento. Ma, dato che un passaggio delle norme transitorie e finali stabilisce che la prima abilitazione deve partire entro 90 giorni dalla sua pubblicazione in G.U., ora sappiamo quando approderà in G.U.: non prima di luglio 12

    RispondiElimina
  106. Far diventare Profi gli RU è una delle "ratio" della riforma, atteso che non si possono avere "ricercatori a vita", e che essi stessi hanno clamorosamente dimostrato l'inadeguatezza del loro stato giuridico, in balìa dei marosi dell'indisponibilità alla docenza...
    Solo che, per attuare un simile proposito, bisognava averci i soldi, non essere in bolletta...

    RispondiElimina
  107. @ Marco

    La decisione concreta ovviamente non sarà del Ministra, ma penso che faranno un Direttorio con Schiesaro, Possa, Asciutti, Straguadagno, qualcuno del Gabinetto e/o dell'ufficio legislativo, qualche altro papavero azzeccagarburgli, per capire gli effetti giuridici, e poi via con le telefonate con la gente conta in CRUI/Università/giornali...

    RispondiElimina
  108. pensavo che una delle "ratio" della riforma fosse far diventare Profi gli RU "meritevoli" e non semplicemente gli RU.
    permettendo di utilizzare i vecchi criteri per le 1500 chiamate si rende inutile il mettere in piedi il nuovo sistema di abilitazioni visto che, anche se abilitati, gli attuali precari non avranno mai alcuna possibilità di essere chiamati fino al 2050.

    RispondiElimina
  109. @lassie
    Scusami ma stai dando i numeri. 1500 chiamate è un numero piccolo. Il mio dipartimento (60 docenti) perderà 20 docenti nei prossimi 10 anni. O chiuderà o necessariamente dovrà assumere nuovi docenti con le nuove regole. E questo vale per la gran parte dei dipartimenti grossi. I RTI sono quasi 25000, 1500 è il 6% e sarà sicuramente preso dalla parte superiore. Nella media i nuovi associati saranno meglio di quelli che sono andati in pensione. Questo anche se sono risultati idonei con i vecchi concorsi. E' semplicemente giusto che gli attuali idonei siano chiamati.

    RispondiElimina
  110. @ claudio
    temo che la giustizia non c'entri nulla

    RispondiElimina
  111. Il nuovo siparietto sui "terzi nomi" per la Banca d'italia rivela il rientro in gioco di Tremonti, che dipende essenzialmente dal suo rinnovato atteggiamento favorevole ad una Grande Abbuffata per svendere il Patrimonio Pubblico - un GRANDE SCIP ai danni del popolo italiano per foderare le poltrone di potere dei governanti, secondo le migliori tradizioni.

    Nei prossimi 15 giorni andrà in onda il mercato del prosciutto fra i vari Ministri, desiderosi di rifornire al meglio il proprio frigorifero.

    RispondiElimina
  112. Scusa Marco, ma non ho trovato riscontri sul web alla tua tip che, secondo la Ribolzi dell'ANVUR, l'abilitazione partirebbe entro la prossima estate. Sul sito dell'Avvenire non c'e' nulla.
    Se vosse vero, vi rendete conto dei ritardi sul ricambio dell'accademia in Italia? E come sarebbe giustificabile rispetto ai dettami della legge 240?

    RispondiElimina
  113. @Mauro

    http://www.rete29aprile.it/forum/25-valutazione/313-abilitazioni-entro-lestate.html#313

    RispondiElimina
  114. @ Mauro

    Mi pare decisamente (ma su ciò potrà esserti più preciso Renzino) che la combinazione del testo della legge 240 con quello del regolamento dell'abilitazione indichi l'ottobre del 12 come la data estrema in cui si possa far partire la prima abilitazione.
    Certo, tutti ricordiamo la poverina che sotto Natale veniva in Senato a raccontare: "approvatemi la legge, che io ho già pronto quasi tutto per far partire al più presto la prima abilitazione". Che aveva di pronto? il regolamento, che è stato in effetti presentato all'ultimo cdm di gennaio. Peccato che, oggi, a otto mesi (dico otto mesi) da quella presentazione, sia ancora ben lungi dall'essere veramente pronto e approvato, e questo per la deplorevole impuntatura contro il cartaceo. Intendiamoci: la causa avversa al cartaceo ha valide motivazioni, ma se tu sei un governante e sai per certo che cds e cdc le opporranno un muro inesorabile che determinerà ritardi semestrali e nonostante questo non rinunci a quella causa, sei (per usare un eufemismo) un irresponsabile. O meglio: sei un furbo gaglioffo, perché sai che questa interminabile impasse ti aiuterà a tirare fino alla data, ottobre 12, fino alla quale hai da sempre voluto tirare (fino a ieri sospettavamo che questa fosse l'intenzione reale, da ieri ne abbiamo la certezza).
    Quanto poi al ritardo nel ricambio generazionale, si è capito o no che alla gentaglia che ci governa del ricambio generazionale in università, e più in generale di università e universitari, frega meno di niente, e anzi stragode a farli girare in tondo a vuoto fino all'esasperazione e a pigliarli per il culo?
    Se potesse, il naninfame università, universitari, produzione e discussione di idee, cultura (si noti che, purtroppo per noi, lui fa l'equazione università=cultura, perché nella sua testina non potrà mai entrare il concetto che Thomas Mann, restando a casa sua e praticamente non mettendo piede in università per tutta la vita, produce cultura ben più alta rispetto a 80 accademici messi assieme) li cancellerebbe dalla faccia della terra. E metto come soggetto di tutto questo il nano, non per accanimento ad personam, ma perché ministri e maggioranza non sono altro che suoi replicanti; l'unico che abbia una qualche personalità autonoma è il simpatico giulio, e non a caso il nano ogni due per tre cerca di farlo fuori

    RispondiElimina
  115. il simpatico giulio???? oh mamma mia...

    RispondiElimina
  116. Simpatico detto, s'intende, sarcasticamente (è poco meno odiosamente supponente di nanistericobrunetta).
    Il resto lo confermo. Non sto dicendo che sia valido come economista, so ben poco di economia e me ne importa ancora meno, e quindi non so e non voglio giudicare (e comunque ho ben presenti i numerosi e, mi pare, validi argomenti addotti a favore della tesi che valga poco e faccia male o maluccio). Ma ha una personalità, almeno in quanto tratta il naninfame dalla distanza siderale di una freddezza totale, come conferma il fatto che, mentre tutti gli altri componenti della canea governo-maggioranza (e forse più di ogni altro proprio la poverina) starnazzano zelanti in sua difesa a proposito degli innumerevoli vergognosi "casi" di cui è tristo protagonista, giulio invece non ha mai proferito una sola parola di solidarietà. E, dato il livello penoso di governo e maggioranza, già questo è avere una qualche parvenza di personalità; tant'è vero che, appunto, al delinquente dà potentemente fastidio

    RispondiElimina
  117. @Claudio

    intanto le assunzioni le fai se hai i soldi; se non li hai, puoi pure lamentarti che devi chiudere il dipartimento, ma in ogni caso sei costretto a farlo.
    I tagli al FFO rendono impossibile fare nuove assunzioni in maniera massiccia, pertanto si sperava che, per quanto briciole, il 20% di questi 1500 andassero anche a precari abilitati (la legge li destina ad esterni).

    Il timore è che procrastinando le vecchie abilitazioni, non solo non si garantisce che i nuovi associati siano meglio dei precedenti (per questo parlavo di scassoni di RTI), ma si corre il rischio che questo 20% magicamente vada a finire in concorsi ad personam per RTI politicizzati.

    Aggiungo che la speranza che partano massicciamente i RTD è legata al mantenimento della soglia quota90 che vieta le nuove entrate in ruolo obbligando a bandire RTD quantomeno per coprire la didattica.

    RispondiElimina
  118. @ Marco

    LA questione del cartaceo era solo una fra quelle sollevate dal Consiglio di Stato, che avrebbe pertanto reso un parere interlocutorio in ogni caso.
    Naturalmente si sta sperimentando come ciascuno di questi passi dell'iter non sia affatto "velocizzato", e quindi si puo' dire che tutti congiurano per rallentare un po', a bella posta, senza che noi riusciamo a valutare minimamente tutte le ragioni.

    RispondiElimina
  119. Si Marco ma se pensiamo di valutare ex-post la ricerca con criteri obiettivi allora facciamo lo stesso sul ministro del tesoro. Se i dati sono veri di un deficit/PIL al 5.3 % nonostante due manovre di grossa portata e una terza in corso cerchiamo di trarre qualche conclusione. Non è che nel suo isolamento (voluto o meno) possa poi fare ciò che vuole.

    RispondiElimina
  120. @ Claudio

    Ma certo. E aggiungiamo pure che, nei fatti, è altrettanto nemico di università e universitari del naninfame, o perlomeno non oppone alcuna resistenza al diktat del suddetto delinquente, che è: bastoniamo il più possibile a sangue 'sto settore, dal quale mi sono sempre pervenute molte più pernacchie che voti.
    E questo, considerato che lui stesso (se non erro) è un accademico, appare particolarmente turpe (anche se, a dire il vero, si potrebbe pensare: conosce bene l'ambiente e appunto per questo ne ha il giusto disprezzo. Peccato però che nel piatto di tale ambientaccio ci ha mangiato e forse tornerà a farlo)

    RispondiElimina
  121. http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Tremonti%2C+l%27uomo+%27%27nuovo%27%27+da+ben+quindici+anni&idSezione=10602

    RispondiElimina
  122. Segnalo che sul sito CRUI alla pagina

    http://www.crui.it/HomePage.aspx?ref=2017

    i decreti applicativi della Legge 240/2010 pubblicati in Gazzetta Ufficiale

    tra cui le fondamentali "TABELLE DI CORRISPONDENZA POSIZIONI ACCADEMICHE"

    posso solo dire "mai più senza" grazie MIUR

    RispondiElimina
  123. Questa è la lista dei RTD che dicevo:

    http://cercauniversita.cineca.it/php5/docenti/vis_docenti.php?qualifica=RD&conferma=2&cognome=&nome=&radiogroup=P&universita=07&facolta=00&settore=0000&area=0000&situazione_al=11&vai=Invio

    così erano fino a settembre, oggi sono così:

    http://cercauniversita.cineca.it/php5/docenti/vis_docenti.php?qualifica=RD&conferma=2&cognome=&nome=&radiogroup=P&universita=07&facolta=00&settore=0000&area=0000&situazione_al=0&vai=Invio

    ma quelli mancanti (solo per un fatto burocratico per ora) li ritroveremo magicamente fra qualke giorno RTD Gelmini come avevo pronosticato!!!

    Ke porkata!

    RispondiElimina
  124. Ora con il discorso che sui Fondi Europei che alimentano il FAS ci sono possibilità ampie per Università e Ricerca, la Ministra si gngola con tutta una serie di assegnazioni "ad Regionem" per una cifra attorno ad 1 Testardo
    http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/422759/

    MA tutta questa contabilità parallela rischia di non farci capire più niente della "ratio" del Finanziamento e dei saldi complessivi.

    RispondiElimina
  125. Vi segnalo un documento molto importante riguardante l'abilitazione nazionale, emerso al margine del convegno di una settimana fa organizzato al CUN dalle società di scienze giuridiche:

    http://www.rivistaaic.it/sites/default/files/rivista/articoli/allegati/Pinelli.pdf

    E' triste ammetterlo, ma concordo con l'autore (fuorché quando difende anch'egli l'italianità della cultura) sul fatto che questo decreto sui criteri di valutazione non potrà essere conforme al parere dell'Anvur pena la sua illegittimità.

    Si tratta di una questione che già avevo posto in evidenza alcune settimane fa.

    E la colpa - paradossalmente - mica è delle corporazioni o di chissà chi altro, ma è di chi ha scritto la legge, che recita:

    "l'attribuzione dell'abilitazione con motivato giudizio fondato sulla valutazione analitica dei titoli e delle pubblicazioni scientifiche, previa sintetica descrizione del contributo individuale alle attività di ricerca e sviluppo svolte, ed espresso sulla base di criteri e parametri differenziati per funzioni e per area disciplinare, definiti con decreto del Ministro;"

    cioè a dire che il D.M. sui criteri di valutazione può solamente elencare i criteri di massima (tipo il foglio di carta igienica di quelli dei concorsi da ricercatore) secondo i quali LA COMMISSIONE, nella sua autonomia, decide se darti o no l'abilitazione; mentre i criteri dell'Anvur - come anche quelli del Cun - pongono delle asticelle minime che proprio di impediscono di essere valutato dalla commissione ... in contrasto con i dettami della legge.

    Sostanzialmente, quindi, sembrerebbe che gli unici criteri "legittimi" siano quelli che diano molta discrezionalità alla commissione.

    Siccome la persona o gruppo di persone che hanno scritto la legge è la stessa che sta scrivendo il D.M. sui criteri di valutazione, ne concludiamo che in Italia si scrivono le leggi senza avere la minima idea di quello che si sta scrivendo e di quello che si vuole fare...

    RispondiElimina
  126. @ Mino,

    ANVUR ha gia' chiarito che (purtroppo) i criteri minimi restano pur sempre di massima e la commissione puo' anche abilitare chi non li supera (come puo' bocciare chi li supera) ma deve adeguatamente motivare.
    Quello che ANVUR propone e' dare uno strumento chiaro nelle mani dei commissari.

    Da questo punto di vista comunque anche i criteri CUN sarebbero illegittimi, ponendo anch'essi dei "criteri minimi".

    Quindi quali "criteri minimi" vogliamo? La mia risposta e': quelli ANVUR, pur nella consapevolezza che in entrambi i casi, ANVUR o CUN, la commissione per legge resta sovrana.

    RispondiElimina
  127. mino, non piangere, ti faccio io un discorso complementare, e se hai letto il mio ultimo post su REF 2014 dovresti avere già capito il punto.

    Voglio dire che stiamo convenendo che gli unici criteri legittimi e seri sono dei "criteri qualitativi", che la Commissione, però, DEVE APPLICARE (quindi ciò non implica il darsi "molta discrezionalità alla commissione"). Ho cercato di spiegare più volte, anche qui, che una seria metodologia della valutazione INDIRIZZA, GUIDA, PONE SUI BINARI CORRETTI il valutatore, il quale DEVE assumere quei criteri, ed essere stato educato ad applicarli dall'Ente Responsabile della emissione dei criteri (in questo caso il Ministero). Beninteso, questa educazione non riuscirà mai a eliminare l'ineliminabile, e che contraddistingue la vera valutazione, e cioè l'apprezzamento soggettivo.

    Guarda che è la stessissima cosa anche per tutti gli esami di questo mondo, le verifiche del profitto, ecc. ecc. insomma tutte le Valutazioni, fatte seriamente da Istituzioni Serie. Il fatto che i Nostri Profi non sappiano nulla a riguardo mostra solo che sono Italiani, insomma Gente che - appunto - Se Ne Frega, come diceva il Duce. Sono dei Minorati Morali, dei Minus Habens della condotta etica, ma noi non possiamo pensare che si cambino le cose senza (cominciare a) cambiare questa situazione.

    RispondiElimina
  128. @salvo
    alla domanda "Quindi quali "criteri minimi" vogliamo?". Secondo me

    CUN

    semplicemente perchè
    a)sono condivisi dai SSD (o settori concorsauli, o aree): nessuna commissione rischierebbe di non usarli, coprendosi di ridicolo
    b)si escludono le "capre" di qualche commento fa
    c) permettono l'abilitazione anche a ricercatori (sensu lato), con produzione scientifica non eccezionale ma in grado di reggere didattica e gestione dei CDS/gruppi di ricerca.
    Ovviamente questi due aspetti non saranno considerati nella fase di abilitazione ma solo dalle sedi nei concorsi locali.

    dispiace ricordarlo ma con le risorse disponibili molti atenei/dipartimenti diventeranno college!

    E poi è inutile, l'ANVUR mi sta sul cazzo perchè non è indipendente (si, è così) e si dovrebbe occupare della valutazione ex post delle politiche universitarie, non di stabilire le regole con cui si decidono le politiche.

    RispondiElimina
  129. Il punto non è "quali requisiti VOGLIAMO".

    E' "quali requisiti sono conformi alla legge".

    E secondo me non lo sono nè quelli del CUN nè quelli dell'Anvur.

    RispondiElimina
  130. @ Renzino. Infatti i criteri ANVUR pongono sui binari corretti il valutatore. Negli ultimi concorsi ad RTI infatti si chiedeva solo di tener conto, nei settori in cui ha senzo, di indici, IF, brevetti, convegni etc...
    se ne e' tenuto conto in modo dettagliato? Ovvio che no.

    Ecco quindi che un regolamento che con precisione dica cosa, quando e come tener cosa e' auspicabile. Rimanendo intatto il potere della commissione che pero' e' chiamata, a giustificare nel merito.
    Dire "se vuoi puoi usare questi strumenti" non funziona. Dire "raccomandiamo di usare questi strumenti al fine di calcolare tali indici e selezionare su tale scala" costringe la commissione ad usarli in quel senso ed a giustificare le scelte.
    Tenendo sempre presente che di abilitazioni trattasi, non di concorsi, come dalle parole di Renzino parrebbe. Ai concorsi si partecipa DOPO. E li' che la valutazione soggettiva di merito dovrebbe farla da padrona, almeno sugli short-listati. E lo ripeto... occorrono interview serie, nella forma di seminari, occorre facilitarle il piu' possibile concordando per quanto possibile le date, consentendo le videoconferenze. Occorre entrare nello specifico di cosa ciascuno a fatto e di cosa si vorrebbe occupare se assunto etc... di tutto questo Renzino pare che ti dimentichi o lo trascuri. Finche' la commissione non avra' il dono della scrutatio cordis, e' nella interview che si dovrebbe valutare pesantemente il contributo individuale, chiarire i titoli, esaminare i punti salienti dei migliori lavori insieme all'intervistato etc...

    RispondiElimina
  131. @ Mino, sono conformi entrambi, basta siano dei requisiti "suggeriti". Fantoni lo ha gia' chiarito

    RispondiElimina
  132. @ salvo
    temo abbia ragione mino. temo che i nostri "grandi riformatori" abbiano fatto l'ennesimo pasticcio. e chissà come mai ciò non mi stupisce affatto

    RispondiElimina
  133. I suggerimenti sono sempre apprezzati, e su questo sono serio.

    RispondiElimina
  134. Ho letto il tomo dei legulei costituzionali e debbo concordare con Salvo et al - i potenziali problemi legislativi valgono sia per il parere CUN che per quello ANVUR, che molto probabilmente pareri rimarranno. Tuttavia:
    a) non ci sono conferme alla sparata sull'Avvenire che si inzierebbe con l'abilitazione la prossima estate;
    b) non si riesce a capire se si stan danno una mossa per il DM critico sulla questione.
    c) ma possibile che l'accademia italiana non riesca a rinunciare all'autolesionmismo e l'isolamento con conseguente declino internazionale?
    Voi ne saprete ti piu', magari.

    RispondiElimina
  135. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  136. @ francesco
    il modello spagnolo è ottimo. come apri lo abbiamo più volte richiamato come modello.
    quanto all'intento di "spegnere", beh è in parte vero. nel senso che sicuramente si progetta un forte ridimensionamento del sistema

    RispondiElimina
  137. riposto il commento, vi era un piccolo refuso...
    ---
    Oltre che essere RTI qui in Italia ho anche il piacere di essere visiting professor in Spagna. Parlando con i colleghi di quel Paese e della procedura di "accreditamento" lì vigente (gestita totalmente dalla ANECA, omologa del nostro ANVUR), questi mi hanno descritto un sistema di valutazione (a mio avviso) perlopiù (ma non sempre, of course) efficiente, in quanto:
    1) poliedrico, nel senso che considera più aspetti del CV del candidato alla abilitazione e non si basa per nulla esclusivamente su indici cervellotici, superamento di mediane ecc...
    2) non farraginoso, in quanto il quanto il candidato può mandare il proprio CV in valutazione sempre (in ogni momento dell'anno) e nel giro di 3 mesi ricevere la propria valutazione (senza dunque l'emanazione di bandi una volta l'anno e l'avviamento di sistemi di valutazione elefantiaci - idiozie tipicamente italiane).

    Non sarebbe più semplice e efficace buttare lo sguardo e magari anche "scopiazzare" quello che succede in un Paese a noi tanto simile?

    La verità è che la Gelmini (ma prima ancora il suo precedessore rosso pisano) hanno avuto il diktat dall'alto di farci morire, spegnere...

    RispondiElimina
  138. @ Mauro

    Purtroppo quella non è una sparata dell'"Avvenire" ma il virgolettato di una dichiarazione fatta davanti a centinaia di persone alla Cattolica da una dei 7 anvuriani.
    Sarei felice che venisse smentita, ma credo e temo che sia la vergognosa verità, scappata detta con candore alla ribolzi con vivo dispetto della poverina, che non escludo le abbia rifilato un cazziatone, visto che lei (ci fece sapere insorgere) non più di una quindicina di giorni fa è andata in radio a riproporre la favoletta che l'abilitazione parte al più tardi a novembre 11. Io non baderei al fatto che nessuno, come dici, abbia confermato la ribolzi (chi vuoi che abbia interesse a confermare e sottoporre all'attenzione pubblica una verità così sconcia?), ma piuttosto al fatto che purtroppo nessunissimo l'ha smentita.
    A ogni modo, quel che dici è verissimo, e scandaloso: NON C'E' VERSO DI SAPERE DA NESSUNO CHE COSA STIA ACCADENDO RIGUARDO AL DECRETO COI CRITERI DI VALUTAZIONE (ma non sarà appunto perché non sta accadendo praticamente nulla in quanto, in armonia con quanto detto dalla ribolzi, si è deciso di sfornarlo con "calma" fra 8-9 mesi?)

    RispondiElimina
  139. Presentazione del Prof. Sergio Benedetto, dell'ANVUR, a Firenze in Luglio: http://www.anvur.org/sites/anvur-miur/files/presentazione_codau_firenze_8_7_2911_0.pdf

    Dal contenuto di pagina 32 appare probabile che non ci si possa attendere nessuna mediana su cui basare i criteri per le abilitazioni prima dell'estate prossima...

    RispondiElimina
  140. Valutazione non ha nulla a che fare con abilitazione

    RispondiElimina
  141. Beh, abilitazione implica valutazione.

    In altra sede si legge di Precarjume intellettuale sfruttato dalla solita ideologia libero-scambista

    http://www.corriere.it/economia/11_ottobre_01/ingegneri-stato-gratis-savelli_8f7f6652-ec28-11e0-827e-79dc6d433e6d.shtml

    RispondiElimina
  142. @ Marco

    Se hai conoscenze alla Corte dei Conti, informati se intanto il 'Regolamento abilitazioni' è passato o no, perchè sono tutti lì che aspettano quello, per andare avanti.

    RispondiElimina
  143. ragazzi, è mesi che lo ripeto: le prime abilitazioni ci saranno ad ottobre 2012. questa è la prospettiva più realistica

    RispondiElimina
  144. @ Renzino

    Purtroppo non ho conoscenze alla cdc. Sulla questione mi aggiorno con un'alta funzionaria del Miur, molto disponibile e (spero e credo) sincera, che, sentita da me per l'ultima volta 8 giorni fa, mi ha detto
    1) esattamente quello che dici, ovvero che quella del decreto coi criteri di valutazione la considerano una questione logico-cronologicamente secondaria rispetto a quella del regolamento, una questione di cui si passerà ad occuparsi pienamente e intensamente solo dopo che il regolamento abbia terminato il suo iter
    2) che sanno per certo da indiscrezioni che la cdc ha riproposto critiche gravi all'impuntatura anti-cartaceo, ma devono vedere con precisione la loro effettiva natura, perché (ripeto: questa era la situazione 8 giorni fa) NON HANNO ANCORA NEMMENO RICEVUTO DALLA CORTE DEI CONTI IL PARERE CHE LE CONTIENE.
    Notizia, quest'ultima, raggelante, che induce a ritenere che abbia ragione insorgere: le merdacce quasi certamente tirano il più in lungo che la legge gli consenta, a ottobre 12. Che poi insorgere ne sia felice ed io incazzatissimo, è chiaramente marginale. Resta che, a oggi, il suo pronostico è senz'altro il più realistico. Siamo in Itaglia, ragazzi (e per di più in QUESTA Itaglia)!

    RispondiElimina
  145. Ho delle novità riguardo il decreto.

    "Esiste una bozza attualmente all'Ufficio Legislativo del MIUR"

    "Il decreto dovrebbe essere licenziato dal ministro a giorni"

    "Sul decreto il Ministro chiederà un parere all'ANVUR e al CUN"

    "è ragionevole pensare che il primo bando dell'abilitazione nazionale sarà entro la metà del 2012"

    Si tratta di virgolettati di Sergio Benedetto, del Direttivo dell'ANVUR, rilasciati ieri 30 settembre, e che possono essere reperiti a questo link:

    http://gii.consorzio-cini.it/sites/default/files/DOC_2-A-presentazione_roma_anvur_sb_30_9_2011.ppt

    RispondiElimina
  146. @mino
    Grazie. Quella che hai postato è l'aggiornamento della presentazione di cui avevo inviato il link. E conferma, ahimè, la previsione di tempi lunghi (Insorgere lo dice da mesi, ma io speravo si sbagliasse)...

    RispondiElimina
  147. perdonate l'ignoranza giuridica ma:
    1. Se Napolitano ha firmato già il decreto per il regolamento delle abilitazioni, questo ormai non dovrebbe andare in G.U. a prescindere dai rilievi della CDC?
    2. il decreto dei requisiti minimi, in quanto ministeriale, non dovrebbe avere un iter più snello rispetto a quello del regolamento?

    RispondiElimina
  148. @ Francesco

    1) Renzino aveva già chiarito che l'esame da parte della cdc è del tutto autonomo e parallelo rispetto a quello (in effetti concluso) di Napolitano. Napolitano non avrà fatto il minimo rilievo, la cdc invece attacca la scomunica del cartaceo con rilievi di cui il Miur DEVE tenere conto (anche se ritengo possibile che il governo reagisca in via definitiva col motto di colui di cui il suo capo è la reincarnazione da operetta: TIREREMO DIRITTO)
    2) Richiamato sul punto dal cds, il Miur ha ammesso che il decreto è di natura regolamentare, e in quanto tale dovrà dunque passare per il vaglio delle commissioni cultura del parlamento e, soprattutto, del cds: roba di mesi (e mesi)

    RispondiElimina
  149. @ Marco

    grazie per le delucidazioni!

    RispondiElimina
  150. Confermo anch'io sostanzialmente la situazione giuridica.

    In realtà non so se possano mettere una Bicicletta Blu a fare da staffetta fra la Corte dei Conti e il Ministero; nei fatti la prassi "ufficiale" è che la Corte dei Conti si esprime o NON ammettendo alla registrazione IN TOTO il Regolamento - e quindi tutti a casa a fare la calza (e.g. fu il caso del Regolamento Mussi-Modica dei concorsi da ricercatore nel 2008: http://www.unisinforma.net/w2d3/v3/download/unisinforma/news/allegati/upload/articolo%20sole24ore.pdf?__savedir=8026) - oppure ESCUDENDO alla registrazione singole proposizioni normative, ma non cassando il testo, che quindi potrà essere pubblicato in G.U. ed entrare in vigore 15 giorni dopo.

    RispondiElimina
  151. Il Consiglio dei Ministri, comunque, può comunque dare il via libera al regolamento anche con il parere contrario della Corte dei Conti.

    Era quello che sarebbe accaduto anche con il Regolamento Mussi, ma purtroppo non fu possibile perché qualche giorno prima Mastella aveva staccato la spina al Governo Prodi e l'atto di dare l'ok a regolamenti cassati dalla CdC è un atto di natura politica che va al di fuori dell'ordinaria amministrazione.

    RispondiElimina
  152. mino, ti do' ragione sul merito, però comunque dopo la Corte dei Conti si deve riunire e dare almeno il Visto con Riserva, che peraltro non pregiudica l'atto.

    Quindi si tratta di molti passaggi che sprecano tempo, e non so esattamente a che punto stiamo.

    ---

    FONTI NORMATIVE:

    Legge 23 agosto 1988, n. 400
    [...]
    ART. 17.
    (Regolamenti)
    [...]
    2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il Consiglio di Stato, sono emanati i regolamenti per la disciplina delle materie, non coperte da riserva assoluta di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi della Repubblica, autorizzando l'esercizio della potesta' regolamentare del Governo, determinano le norme generali regolatrici della materia e dispongono l'abrogazione delle norme vigenti, con effetto dall'entrata in vigore delle norme regolamentari.

    +

    ART. 2.
    (Attribuzioni del Consiglio dei ministri)
    [...]
    3. Sono sottoposti alla deliberazione del Consiglio dei ministri:
    [...]
    n) la richiesta motivata di registrazione della Corte dei conti ai sensi dell'articolo 25 del regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214;
    [...]


    Regio Decreto 12 luglio 1934, n. 1214
    Approvazione del testo unico delle leggi sulla Corte dei conti
    [...]
    25. Ove il consigliere delegato o la sezione di controllo abbia ricusato il visto sugli atti o decreti presentati alla Corte, la relativa deliberazione sarà trasmessa al ministro cui spetta, e, quando questi lo ritenga necessario,
    sarà presa in esame dal Consiglio dei ministri.
    Se esso risolve che l'atto o decreto debba aver corso, la Corte è chiamata a deliberare a sezioni riunite, e qualora non riconosca cessata la causa del rifiuto, ne ordina la registrazione e vi appone il visto con riserva.
    [...]


    Legge 24 novembre 2000, n. 340
    Art. 27. (Accelerazione del procedimento di controllo della Corte dei conti)
    [...]
    4. Il procedimento previsto dall’articolo 25, secondo comma, del testo unico delle leggi sulla Corte dei conti, approvato con regio decreto 12 luglio 1934, n. 1214, può essere attivato dal Consiglio dei ministri anche con riferimento ad una o più parti dell’atto sottoposto a controllo. L’atto, che si è risolto debba avere corso, diventa esecutivo ove le Sezioni riunite della Corte dei conti non abbiano deliberato entro trenta giorni dalla richiesta.

    RispondiElimina
  153. In particolare non mi torna il fatto che la Corte dei Conti possa fare un esame in parallelo al Quirinale, e invece ritengo che la CdC debba avere come testo proprio il DPR già firmato.

    E siccome il DPR è del 14 settembre, non mi tornano i conti temporali con le Vostre asserzioni.

    RispondiElimina
  154. correggetemi se sbaglio, però mi pare che il decreto sui criteri (che è come detto di natura regolamentare, ed è ovvio e giusto che lo sia) dovrà passare sia dal cds sia dalla cdc.

    loro dicono metà 2012, io ripeto ottobre. c'è uno scarto di pochi mesi, ma più o meno ci siamo. insomma, se ne riparla tra un annetto. intanto tutti a pubblicare come matti!

    RispondiElimina
  155. @ insorgere

    Confermo (in particolare quello di merito per tutte le questioni che abbiamo discusso è sempre il CdS, ovviamente).

    Sul fatto che il Decreto Ministeriale sui criteri sia logicamente successivo al Regolamento (Governativo) in materia di abilitazione, vds. sempre l'Art. 17 della 400/88:

    3. [...] I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono dettare
    norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal Governo.

    Inoltre è proprio il Regolamento 'abilitazione' che prescrive la consultazione di CUN, ANVUR e CEPR (nella versione a noi nota), sennò non starebbe scritto da nessuna parte.

    RispondiElimina
  156. Se la logica vale ancora qualcosa, il fatto che Benedetto dica che la bozza di decreto sui criteri verrà sottoposta al parere di Cun e Anvur implica che essa non riprende tout court né la proposta del Cun né quella dell'Anvur. Che senso avrebbe chiedere al Cun un parere su un decreto che sposasse la sua stessa proposta? E lo stesso dicasi per l'Anvur.
    Quanto ai tempi indicati (entro il 30/6), Benedetto dice assolutamente la stessa cosa detta dalla Ribolzi (entro l'estate), a patto che per "entro l'estate" si intenda entro l'inizio dell'estate. Ma non si fatica a prevedere che diventerà "entro la fine dell'estate", cioè a ottobre.


    @ Renzino

    Quando parlavo di esami paralleli, intendevo che Napolitano e la cdc non si consultano reciprocamente e che possono giungere a valutazioni diverse (prova ne sia che il primo, come quasi sempre, non ha avuto nulla da ridire, mentre la cdc eccepisce la scomunica del cartaceo). Non ho dubbi invece che il testo su cui hanno condotto l'esame sia lo stesso per entrambi, ovvero quello licenziato dal cdm del 28/7 che, nelle pagine del sito del governo riguardanti quel cdm, non è ancora, dopo più di due mesi, possibile leggere (il che mi pare semplicemente inqualificabile)

    RispondiElimina
  157. @ Marco

    Io invece dicevo che il testo va al Quirinale, messo in carta patinata da Decreto del Presidente della Repubblica, firmato dal Presidente (in questo caso il 14/9) e poi portato da una staffetta su Sedia a Rotelle all'istituzione presieduta da Gianpaolino.

    Quindi non mi tornano le Vs. notizie circa un esame della Corte già condotto.

    RispondiElimina
  158. notizie false e tendenziose ;)

    RispondiElimina
  159. @ Renzino

    Già la mattina del 2 settembre la funzionaria del Miur con cui parlo ogni 3-4 settimane mi riferiva che, per vie indirette ma sicure, avevano saputo che la cdc aveva ribadito la scomunica della scomunica del cartaceo.
    Delle due una: o mi ha detto il falso (ma perché l'avrebbe fatto?) o la cdc aveva già lavorato in agosto sul testo che per la poverina e gli altri schiavi del delinquente è definitivo, quello cioè licenziato il 28 luglio dal cdm, senza aspettare che in settembre vi apponesse la firma the president, visto che firma praticamente qualsiasi cosa ed era scontato che non avrebbe eccepito una virgola.
    Secondo me la cosa è semplice: già a inizio settembre a piazzale Kennedy erano giunte voci secondo cui la cdc stava riproponendo o avrebbe riproposto il parere del cds (e del resto, che così dovesse andare era la previsione di moltissimi)

    RispondiElimina
  160. ovviamente la posizione APRI e' che si tiri dritto con la scomunica del cartaceo, costi quello che costi (il timore e' invece che non lo si fara' e che si cedera' al ricatto dei babbioni del CdS)

    Le notizie sotto banco delle segretarie son comunque da prendere con le pinze.

    RispondiElimina
  161. o meglio non con la "scomunica" ma con l'opzione del cartaceo (e vorrei vedere chi opta).

    RispondiElimina
  162. Si tratta di tutt'altro/di ben di più che di una segretaria.
    Ma don't worry: il ducetto de noantri ha passato l'intera sua lercia esistenza a tirare diritto.

    RispondiElimina
  163. e la legislatura s'interrompe prima dell'estate, all'iter cosa succede?

    RispondiElimina
  164. chi ha avuto ha avuto ha avuto
    chi ha dato ha dato ha dato

    RispondiElimina
  165. @ daniel8
    scenari possibili:

    1. le abilitazioni partono prima della caduta del governo. allora tutto va bene, si fa per dire, e almeno una tornata di abilitazioni avrà luogo. ma non si sa se ce ne sarà mai una seconda.

    2. le abilitazioni NON partono prima della caduta del governo. allora salta tutto, si ridiscute di un'ennesima riforma, e pace...

    RispondiElimina
  166. queste abilitazioni sono proprio inutili, anzi potenzialmente molto dannose, di certo non le rimpiangeremo se non se ne dovesse far nulla..

    RispondiElimina
  167. Gianni Trovati sul "Sole" dice che il Regolamento 'abilitazioni' attende solo la pubblicazione in GU. Boh...

    Però conferma tutto il discorso per cui i primi abilitati andranno in cattedra solo a Novembre 2012. Ampio spazio per il lungo iter del Regolamento 'criteri'...

    RispondiElimina
  168. in cattedra tra un anno? non ci credo. dopo le abilitazioni ci vorranno i concorsi/chiamate locali, sarà mica tutto così rapido...

    RispondiElimina
  169. eeeeeee, se le abilitazioni partono in estate 2012, i primi abilitati andranno in cattedra in estate 2013.
    stiamo ancora aspettando di espletare i concorsi della II 2010 banditi a dicembre scorso, figurati tu...

    RispondiElimina
  170. Questa è la lista dei RTD che dicevo:

    http://cercauniversita.cineca.it/php5/docenti/vis_docenti.php?qualifica=RD&conferma=2&cognome=&nome=&radiogroup=P&universita=07&facolta=00&settore=0000&area=0000&situazione_al=11&vai=Invio

    così erano fino a settembre, oggi sono così:

    http://cercauniversita.cineca.it/php5/docenti/vis_docenti.php?qualifica=RD&conferma=2&cognome=&nome=&radiogroup=P&universita=07&facolta=00&settore=0000&area=0000&situazione_al=0&vai=Invio

    ma quelli mancanti (solo per un fatto burocratico per ora) li ritroveremo magicamente fra qualke giorno RTD Gelmini come avevo pronosticato!!!

    Ke porkata!

    RispondiElimina
  171. Zinzone,

    se vuoi portare un argomento generale da discutere, lo devi esplicitare.

    Io porto il mio contributo teorico: per me non vedremo in futuro nessuna distinzione, nella Banca Dati del Ministero, fra RTD "Moratti" ed RTDa "Gelmini". L'unica distinzione vera può esserci con gli RTDb "Gelmini", perchè quelli sono "on the tenure track" come si dice negli USA.

    Le posizioni "on the tenure track" devono essere chiaramente distinte e distinguibili da quelle "off the tenure track" perchè alle prime è associato inesorabilmente l'"orologio di conferma", che scorre come un timer per indicare il tempo mancante entro cui vi saranno gli esami ai quali il candidato deve produrre evidenza dei risultati scientifici e del resto delle attività istituzionali, al fine di ottenere il giudizio di conferma/non conferma. Per l'Italia, questo tempo è fissato in 3 anni, entro il quale l'RTDb deve (1) ottenere l'abilitazione nazionale a PA, (2) sottoporsi al giudizio di conferma "locale".

    Le posizioni "off the tenure track", non dando adito a maturazione di diritti in ordine ad essere giudicato per una conferma a tempo indeterminato, sono qualitativamente diverse. Da questo punto di vista una distinzione fra RTD "Moratti" ed RTDa "Gelmini" ha poco senso, globalmente. Avrà senso localmente, per concedere il famoso "+2" dopo il "3" agli RTDa "Gelmini", ma per le statistiche, e le funzioni accademiche, non ci interessa molto globalmente (anche perchè potrebbbero esserci doveri didattici molto diversi fra sede e sede, ecc.).

    Mi sono spiegato?

    RispondiElimina
  172. Renzino,
    quello che denuncio è che
    1) alcune università hanno bisogno di RTD;
    2) alcune avevano già degli RTD Moratti, assunti con concorsi LOCALI con regole fatte localmente (nessuna pubblicità del concorso, commissioni locali ...);
    3) invece di bandire nuovi concorsi RTD con le regole nuove stanno prolungando i vecchi RTD assunti in maniera opaca!
    Quindi la differenza c'è eccome! O no?
    E' questo che bisogna combattere. Certo che questi in buona parte non potranno mai nemmeno diventare RTDb, ma intanto rubano il posto a persone più qualificate che in un concorso RTDa li batterebbero.

    RispondiElimina
  173. Un momento, se esiste una possibilità giuridica di prolungamento dei vecchi RTD "Moratti", la scelta è un fatto riguardante la "discrezionalità scientifico-amministrativa" che ognora viene in rilievo su tutte le questioni dove l'Università stessa ha potestà.
    Non avviene la stessa cosa (dico, il "prolungamento") per gli assegni di ricerca?

    RispondiElimina
  174. Se non e' primavera sara' estate - e questa sarebbe una conferma che ho ricevuto da fonte sicura riguardo ai bandi per l'abilitazione nazionale!

    Ma come si fa ad avere un paese praticamente in bancarotta finanziaria ed una Corte dei Conti che perde e fa perdere mesi (anzi mezzi anni, come nel caso dell'istituizione dell'ANVUR) per controllare provvedimenti di spesa infinitesimale, rispetto al baratro finanziario creato negli ultime decenni e su cui sembra aver controllato ben poco (altrimenti non ci sarebbe il baratro, no?). Unbelievable!

    RispondiElimina
  175. @ Mauro, misteri italioti!
    CdS e CdC si perdono in ca...e ;) invece di occuparti di cio' di cui seriamente dovrebbero occuparsi. Siamo un paese di burocrati.

    RispondiElimina
  176. I controlli non possono certo questionare la discrezionalità politica, e le connesse decisioni - è a quella che dobbiamo il baratro.

    Senza controlli, il bulimico Italiano in un posto di potere farebbe ancor più saccheggi di quanti non riesca a farne.

    Stiamo parlando di Italiani, signori miei! Ricordatevelo sempre, anche se siete altrove!

    RispondiElimina
  177. @renzino, e allora controllassero quello che di importante c'e' da controllare e non rompessero le b... in questo scempio di finimondo possibile che il CdS non trovi di meglio da fare che impuntarsi sull'invio telematico delle pubblicazioni (nel 2011!!) o la CdC si metta a cavillare sui centesimi di un decreto per le abilitazioni che segue un blocco del turn-over che dura da tre anni?

    Ed intanto siamo l'unico paese al mondo dove per aspettare l'esito di una selezione concorsuale ci vuole piu' di un anno dalla data di chiusura del bando! Dove le commissioni possono sentirsi per telefono per stabilire i criteri (e tanto poi copiaincollano i DM) e vengono profumatamente pagate nelle loro riunioni farlocche mentre i candidati devono accettare senza fiatare la data imposta dalla commissione (che li convoca dopo 20 giorni, quando loro telefonicamente ci han messo tre mesi per riunirsi), non ricevono alcun compenso o rimborso (ed il CdS ci godeva pure!! Razza di burocrati ladri!), non possono fare una videoconferenza, non possono inviare telematicamente. Vengono falutati SENZA CONSIDERARE L'ULTIMO ANNO DI RICERCA. Etc...

    E poi chi controlla la validita' delle selezioni concorsuali? NESSUNO!

    RispondiElimina
  178. @ Salvo

    Vorrei ricordarti che la questione delle pubblicazioni era solo UNA fra le varie osservazioni che il CdS ha mosso al testo del Governo. Vorrei che non se ne facesse un feticcio (e se tu hai qualche buon motivo di critica, pensa che ci sono Associati di lungo corso di settori umanistico-sociali che avranno senz'altro diversi tomi antichi, di costosa scannerizzazione). Il fatto che la CdC sia sempre in fondo al processo, è una regola generale - non si può escluderla perche "si presume" che non abbia niente da dire (in realtà vi sono senz'altro questioni relative alle spese di tutte queste commissioni che noi non sappiamo valutare, qui).

    Per il resto delle tue osservazioni, ti rammento che sono argomenti a favore della mia posizione, in quanto indicano tutti comportamenti LICENZIOSI di persone od istituzioni IN ASSENZA di NORME specifiche sui contenuti che porti all'attenzione (sempre che siano rilevanti).

    RispondiElimina
  179. Sempre che sia LEGALE scannerizzare un libro - se non si può fotocopiare (tutto) non si può nemmeno scannerizzare, neanche da parte dell'autore (cmq immagino che ci siano discussioni sul tema incorso con la SIAE, ecc. di cui non so nulla).

    RispondiElimina
  180. Secondo me la notizia ufficializzata oggi su un autorevole quotidiano come Il Sole 24 Ore di uno slittamento addirittura di un anno per l'abilitazione nazionale, potrebbe far pensare che al MIUR stiano propendendo per criteri ANVUR-like.

    Infatti un rinvio di così tanto tempo non è giustificabile con la semplice scusa della trafila al Consiglio di Stato e Corte dei Conti.
    Piuttosto va considerato che la propensione per criteri tipo Anvur, oltre ad una prevedibile maggiore resistenza da parte di CdS e CdC, avrebbe un'altra importante implicazione (o complicazione) finora da pochi considerata: che il Miur debba implementare una procedura per il calcolo delle mediane per ciascun settore, cosa assolutamente non fattibile in pochi mesi (almeno in Italia!). Sarà un caso che nell'articolo del Sole si accennava anche all'Anagrafe della ricerca?

    RispondiElimina
  181. notizie:

    a me è giunta notizia attendibile che il miur è diviso, ma pare che ora prevalga la spinta pro-anvur (quindi mino avrebbe ragione).

    però vorrebbero rivedere diversi aspetti della proposta anvur, sia per questioni giuridiche (che non ho compreso) sia perché ritengono che vadano riviste le parte relative all'area umanistica. tra l'altro mi hanno detto che si intende passare dalla formulazione incerta di "pubbicazioni in lingue straniere" a quella più chiara (e sensata) di "pubblicazioni in inglese".

    di certo secondo me c'è solo che ci vorranno mesi, tanti mesi.

    RispondiElimina
  182. @ Renzino, hanno pubblicato su tomi antichi? Non mi dire... di costosa scannerizzazione? (ci rido sopra, costa come una fotocopia), poi NESSUNO impedisce di inviare in modo cartaceo. Il problema che i babbioni del CdS si son impuntatti sulla IMPOSSIBILITA' dell'invio telematico, con modivazioni che fan ridere i tacchini. Ed e' su quello che si e' impuntato tutto il meccanismo, non sugli altri rilievi.

    RispondiElimina
  183. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  184. Renzino ti faccio poi notare che per le abilitazioni, molto probabilmente si guarderanno (lo speriamo) le pubblicazioni degli ultimi X anni, non superiori a 10. E se questo accadra', ritengo altamente improbabile che un autore non abbia copia digitale (non scansione!) di un SUO volume, pubblicato nel sec. XXI. Cosi' come tutti noi abbiamo copia digitale delle nostre tesi di laurea e dottorato (non scansioni).

    RispondiElimina
  185. @ Mino, per stilare mediane etc... ANVUR ritiene di farcela entro primavera, quando saranno compilati tutti i questionari dell'anagrafe della ricerca. Ecco da dove provengono le voci di primavera come partenza abilitazione. In realta' partira' in autunno 2012 (in tempo per la fine del mondo). Se partisse una abilitazione nel 2011 questa dovrebbe essere basata su un DM raffazzonato e provvisorio, quindi speriamo di no.
    Altro pericolo e' che nel frattempo chiamino tutti i vecchi "idonei".

    RispondiElimina
  186. I rilievi del CdS erano molteplici - ma ormai non perdo più nemmeno il fiato per scriverli.

    Quello che uscirà per il futuro, lo vedremo e lo commenteremo assieme di buon gusto.

    RispondiElimina
  187. Una volta questo era un Paese (abbastanza) Cattolico. Oggi siamo all'Estremismo Protestante Scientista.

    Un gran progresso... del cavolo.

    RispondiElimina
  188. ma il calcolo delle mediane sarà statico o dinamico? in sostanza, se il MIUR ci mette 10 mesi a calcolare le mediane per i SSD, si deve supporre che queste vengano aggiornate poi una volta l'anno oppure con frequenza maggiore?

    RispondiElimina
  189. @zinzon

    secondo me stai creando inutilmente casino.
    i RTD Moratti possono essere rinnovati per legge per un'unica altra volta il che comporta (nel caso di contratti annuali) un unico altro anno "Moratti" mentre nel caso dei triennali un altro triennio "Moratti".
    Questo è per legge, non c'è nessuna "porcata" dietro o comportamento "opaco".
    Nella mia facoltà di ingegneria la quasi totalità di RTD Moratti hanno contratti annuali che sono stati rinnovati (o in via di rinnovo) per un unico altro anno, con scadenza definitiva nel 2012.

    Aggiungo che se dobbiamo trovare una porcata, sta nel fatto che la maggior parte dei bandi RTDa (e b) continua a NON ESSERE pubblicata sul sito del MIUR e spesso neanche su quello dell'ateneo.

    RispondiElimina
  190. PORCONI

    VIVA I CONCORSI, OPEN, FAIR AND UNBIASED

    RispondiElimina
  191. @lassie
    temo che le mediane saranno statiche. andrà di lusso se le aggiorneranno di anno in anno...

    RispondiElimina