giovedì 11 febbraio 2016

DDL 1873 sui ricercatori a tempo determinato: 'cca nisciuno è fesso!!!

Nei giorni scorsi, abbiamo notato pressioni affinché venga ripresa al Senato la discussione del DDL Pagliari (N. 1873), riguardante la riforma dei contratti di ricercatore a tempo determinato. Tale richiesta fa seguito alla recente presa di posizione della Comunità Europea, in merito alla necessità di porre limiti stringenti alla rendicontazione degli assegni di ricerca nell’ambito dei progetti con finanziamento comunitario. Sebbene sia senz’altro auspicabile l’uscita dei precari dal pantano dei contratti di lavoro parasubordinato quali gli assegni di ricerca (che, lo ricordiamo, non danno luogo a tutele degne di questo nome nemmeno nel caso di periodi di disoccupazione, purtroppo in questi ultimi anni molto frequenti per chi aveva un assegno in scadenza), è probabilmente poco avveduta e molto pericolosa l’idea di affidare al DDL N. 1873 le speranze dei precari.
Da una parte, alcune delle previsioni del DDL 1873 stanno per essere inserite nella legge “mille proroghe” che presto sarà approvata in senato [1]. Dall’altra la discussione del DDL 1873 ha avuto derive emendative degne di nota, perché in nettissimo contrasto con gli interessi dei ricercatori precari, già martoriati da anni di sottofinanziamento che li ha colpiti in pieno, decimandoli.
Un esempio in tal senso è l’emendamento proposto dal senatore Russo (professore associato presso l’Università di Udine), che prevede una trasformazione delle posizioni di ricercatore a tempo determinato di tipo B (RTDb), ovvero le uniche che, a seguito di valutazione positiva, possono dare luogo alla stabilizzazione dopo un triennio di contratto precario [2].
Tale proposta emendativa farebbe sì che per tali posizioni il precariato si allunghi a 6 anni, con valutazione intermedia, e tali modifiche avrebbero effetto anche sui contratti RTDb in corso. E così, i 700 highlander precari che sono già in attesa della valutazione della loro attività in vista della stabilizzazione, si vedrebbero appioppati altri 3 anni di precariato (sempre che nel frattempo la valutazione intermedia non li elimini anticipatamente dal sistema universitario italiano). Va da sé che tale emendamento è funzionale ad interessi ortogonali a quelli dei precari in generale, perché toglie risorse ai precari; si dirà: ma la proposta del senatore Russo elimina la figura del ricercatore a tempo determinato di tipo A, ovvero quello senza tenure track. Questo è vero, ma in un periodo in cui si parla insistentemente di una nuova riforma per il sistema universitario, è molto probabile che l’unico effetto pratico di tale emendamento, se venisse approvato, sarebbe appunto l’allungamento del precariato per i 700 sopravvissuti, ovvero degli attuali RTDb che stavano cominciando ad intravedere la fine del tunnel. E in generale, una tenure track rigida di 6 anni rappresenterebbe un'anomalia nel panorama internazionale: più funzionale alle necessità dei giovani precari sarebbe un percorso flessibile in cui il ricercatore precario possa chiedere di essere valutato per il passaggio in ruolo dopo un periodo ragionevole (ad es. dopo i primi 3 anni).
Il DDL Pagliari negli scorsi mesi aveva subito un notevole rallentamento. Forse tale rallentamento è anche dovuto al fatto che proposte emendative come quelle appena descritte determinano l’inconveniente di rallentare anche le progressioni di carriera di coloro che già godono di una posizione di docenza a tempo indeterminato. Infatti, la previsione della riscrittura dei decreti ministeriali necessari per la valutazione dei nuovi (iddio ce ne scampi) RTDb, avrebbe ripercussioni anche sulla tempistica delle progressioni di carriera che attualmente vengono effettuate ai sensi dell’Art. 24, comma 6 della L. 240/2010 (c.d. Legge Gelmini). Insomma, pare incredibile, ma i precari devono ringraziare l’on. Gelmini e i suoi collaboratori dell’epoca, per aver scritto una legge che lega in parte il destino dei non strutturati a quello delle figure di ruolo degli Atenei.


[1] http://www.camera.it/_dati/leg17/lavori/stampati/pdf/17PDL0038530.pdf (cfr. pag. 23)

[2] http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emendc&leg=17&id=941283&idoggetto=932895


P.S.: E' da accogliere con grande favore la nuova posizione appena espressa dal Senato (VII Commissione), in merito all'improrogabilità dei contratti RTDb. Si riporta di seguito un estratto del resoconto della seduta del 17 Febbraio:

"... omissis ... si ritiene indispensabile chiarire che i contratti da ricercatore a tempo determinato di cui all'articolo 24, comma 3, lettera b), della legge 240 del 2010 hanno durata triennale e non sono rinnovabili, ad eccezione di quelli in scadenza nel corso dell'anno 2016, che possono invece essere rinnovati in corso d'anno ma comunque per una durata che non può andare oltre il 31 dicembre 2016".

Il resoconto integrale si può trovare all'indirizzo di seguito riportato, seguendo il secondo link "ALLEGATO" nel menù di sinistra:

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=17&id=964931

44 commenti:

  1. "una tenure track rigida di 6 anni rappresenterebbe un'anomalia nel panorama internazionale"?? Normalmente il periodo di tenure-track e' di circa 5 anni. L'anomalia e' una tenure-track di tre anni, che sono chiaramente troppo pochi, in ambito scientifico, per costruire un laboratorio e far addottorare almeno uno studente.

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    1. a normativa vigente, la valutazione dell'RTDb avviene solitamente non solo sui 3 anni di contratto da RTDb, ma anche sul periodo di ricerca che il ricercatore di tipo b ha maturato durante i contratti che hanno dato luogo alla possibilita' di accedere al bando da RTDb. Quindi, se proprio il lettore vuole una tenure track lunga, quella italiana attuale puo anche essere lunghissima (nel senso che dipende in parte dal CV del candidato). E rimane il fatto che 6 anni di tenure track rigida sono piu' della normalita' in ambito internazionale, come scritto dal lettore. Va sottolineata la questione della tenure track flessibile: se il ricercatore si sente pronto, perche' costringerlo ad altri anni di precariato, e non consentirgli di essere valutato prima? In ogni caso va ribadito, il commento di johanSebastian parte da premesse errate (cfr. http://attiministeriali.miur.it/anno-2011/agosto/dm-04082011-(4).aspx )

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    2. Non mi esprimo sulle leggi italiane, che conosco poco... quello che volevo solo dire e' che non e' vero che 6 anni di tenure-track sarebbero un'anomalia nel panorama internazionale, perche' 5-6 anni e' il normale periodo di tenure-track in USA, Paesi Bassi, etc. In Germania le posizioni W1, sono anche 5 anni.
      Quello che invece e' un'anomalia nel panorama internazionale sono i criteri di valutazione poco chiari, il fatto che il dipartimento non sia responsabile nel bene e nel male delle scelte che fa, il fatto che cambino le leggi ogni due anni, il fatto che i candidati interni vincano sempre, etc etc

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    3. Tenete conto che la valutazione del tenure-track, all'estero, si fa di solito un annoo prima della scadenza del contratto, per cui per un contratto triennale, sarebbe dopo due anni. Due anni sono meno del tempo necessario per fare addottarare uno studente che, di solito, e ragionevolemnte, e' uno dei criteri di tenure. Ma, ancora, questo varrebbe se le cose in Italia fossero sensate :)

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    4. va notato però che nel resto del mondo si comincia la tenure track da 'giovani'. da noi si comincia intorno ai 40 anni di età.

      inoltre, negli usa il candidato può scegliere quando farsi valutare per la tenure. non è costretto ad aspettare la fine del periodo di track

      infine, la legge italiana dispone che la valutazione avvenga dopo la fine del contratto. non un anno o un mese e nemmeno un giorno prima. un tt di 6 anni sarebbe una gabbia per studiosi già maturi e che - in un mondo normale - meriterebbero di essere già associati

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    5. johanSebastian, io capisco che leggere le leggi e' noioso, pero' se non le leggi, i tuoi commenti rischiano di essere nuovamente scorretti. La valutazione di un RTDb, PER LEGGE, riguardera' NON SOLO i due anni e qualcosa da quando uno ha preso servizio come RTDb, MA ANCHE il periodo precedente, tipicamente quello da RTDa (quindi solitamente almeno altri 3 anni, se non quasi 5). Durante il precedente contratto da RTDa, il candidato potra' aver fatto relatore a tesi di dottorato, aver seguito decine di studenti undergraduate, e tutte le altre cose che tu hai menzionato. Quindi, ribadisco: la tua affermzione "Due anni sono meno del tempo necessario per fare addottarare uno studente che, di solito, e ragionevolemnte, e' uno dei criteri di tenure" non corrisponde ad un'argomentazione corretta, nel momento in cui si discute della valutazione di un RTDb.

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    6. alim, in realta' la legge dice che la valutazione avverra' durante il terzo anno di contratto, ma questo non ha particolare rilievo (cfr. mio commento precedente).

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    7. @usako:
      Vero! Dovrei leggere le leggi :)
      E' che non avendo la benche' minima intenzione di tornare in Italia, non ho molto motivazione a leggermi malloppi di leggi che cambiano ogni anno, per lasciare sempre e cmq tutto inalterato al fatto che vincono sempre e comunque i candidati locali.

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    8. @johanSebastian
      ma in questo caso per te la lettura del menzionato decreto non dovrebbe essere cosi' stressante, visto che riguarda procedure valutative in cui la sola persona che puo' essere valutata e' necessariamente il candidato interno che e' stato titolare del contratto da RTDb

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  2. Piu' che altro l'anomalia sarebbe la rigidita', non certo i 5 anni.

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    1. sarebbero 6 e non 5. E' un dettaglio? Chiedetelo a chi durante il quinto anno si godra' l'approvazione dell'ennesima successiva leggina, che magari gli spostera' in avanti di tre anni la valutazione finale. That's Italy ;)

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  3. Cosa ne penseranno i difensori dei diritti civili attualmente impegnati nella battaglia per gli scatti stipendiali? Bloccheranno la VQR anche per difendere i diritti di noi figli di un dio minore?

    Cosa ne penseranno gli n ricercatori e gli n professori che ricoprono questi ruoli pur avendo parametri lontani assai da quelli richiesti nella ASN per il medesimo ruolo (e a cui comunque spetteranno gli scatti)?

    Cosa ne penseranno gli attuali RTDa che si troveranno ad occupare un ruolo inesistente (vedi ex Moratti)?
    Inoltre, l'aver conseguito un'abilitazione dopo 10 o 15 anni di precariato non significa forse aver superato positivamente una valutazione dopo tenure?

    Proponiamo invece a questi personaggi di lasciare il proprio posto prima di mettersi a fare i politici, insomma è sempre facile offrire le chiappe se sono quelle degli altri.




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    1. ganjalf solleva una questione reale: cosa ne penseranno gli strutturati?

      beh, la cosa gli conviene. ogni anno in più di TDB è un risparmio netto di 20.000 euro per l'ateneo...

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  4. Una domanda, sembra che l'emendamento Russo miri a fondere i ricercatori a) e b), piuttosto che sopprimere una delle due categorie. A questo punto non capisco, se chi è già ricercatore di tipo b) al momento dell'eventuale approvazione della legge verrebbe inquadrato nel nuovo corso (3+3), dovrebbe avvenire lo stesso anche a chi è ricercatore di tipo a) al momento dell'eventuale approvazione? Mi sembra molto strano, forse si avrebbero ricercatori a) e b) a esaurimento con le vecchie regole, e poi i nuovi ricercatori "russo".

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    1. no, la norma sarebbe retroattiva e i vecchi b passerebbero a 6 anni di attesa prima del passaggio a pa

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    2. per curiosità, in base a che cosa stai concludendo che sarebbe retro-attiva?

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  5. in ogni caso il senso della proposta è chiaro: tenere i precari più a lungo in condizione di minorità, e risparmiare risorse che verrebbero investite per le promozioni di chi è già dentro.

    TDB di sei anni disturbano meno gli strutturati, non inquietano più di tanto gli RTI timorosi di superamento a destra, e consentono agli atenei di destinare altrove le risorse (sia soldi veri sia punti organico).
    complessivamente una cosa nefasta, anche perché nell'arco di sei anni qui cambierà tutto di nuovo (negli ultimi 20 anni c'è stata una qualche riforma ogni 5 anni). il sistema ha bisogno di certezze, non di continui cambiamenti e pasticci, e ne hanno bisogno sopratutto coloro che devono pianificare l'inizio di carriera.

    esser messi in stand-by per 6 anni è una cosa assurda, che sicuramente non favorirà l'attrazione dei migliori da fuori e anzi spingerà più gente ad andarsene

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  6. Sono rtd b) abilitato al terzo anno, in attesa di valutazione nonché precario da 18 anni. Se passa l'emendamento, faccio ricorso al tar e valuto se denunciare per danni morali.

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    1. nel caso chiedi anche i danni materiali. ogni anno in più da TDB è un risparmio dell'ateneo e una perdita secca per il singolo ricercatore: in termini di stipendio, contributi pensionistici ecc

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    2. Qui al limite bisogna agire a livello europeo, come hanno fatto gli insegnanti precari. Con l'ingresso di nuovi RTDb grazie alla finanziaria, presto saremo 1600, e potremo agire con una forza d'urto notevole contro queste "proposte". E, si spera, potremo danneggiare politicamente coloro che hanno queste meravigliose pensate

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  7. Appoggio Matteo e non credo che la sua intenzione sia da sottovalutare. Molti di noi hanno svolto per anni un'attività da ricercatore (pre e post-gelmini) senza diritti e senza riconoscimento economico. L'assegno di ricerca non era nato, almeno formalmente, per creare un esercito di ricercatori da sfruttare. In nessuna amministrazione esistono figure di questo tipo. Trovo poi assurdo un contratto di 6 anni quando poi la stessa abilitazione dura 6 anni. A questo punto chi mai potrebbe accettare di entrare all'università per farsi 3 anni di dottorato, 4+2 anni di assegno ed eventualmente, una volta centrata la tombola, altri 6 anni di tenure-track?
    Ricordiamoci poi che qualsiasi altra posizione da tecnico o da amministrativo prevede percorsi più rapidi e sicuramente più tutelati.
    A questo punto mi chiedo interessa veramente a qualcuno che negli atenei italiani si continui a fare ricerca? E poi mi chiedo cos'è la ricerca per questi che legiferano a caso? E' la prima occupazione o rimane un'occupazione marginale, un passatempo tra le mille altre attività ben retribuite?

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    1. infatti hanno le idee confuse e non riescono a leggere in maniera critica i dati:
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/13/ministro-giannini-esulta-30-ricercatori-italiani-premiati-in-europa-ma-17-sono-cervelli-in-fuga/2462890/

      "...Roberta D’Alessandro, insieme ad altri 16 colleghi, porterà le sue idee (e anche i suoi fondi) all’estero. Mentre nessuno straniero arriverà in Italia per sviluppare il suo progetto. Il saldo è ampiamente negativo: la ricerca italiana ha ben poco da festeggiare"

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    2. infatti hanno le idee confuse e non riescono a leggere in maniera critica i dati:
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/13/ministro-giannini-esulta-30-ricercatori-italiani-premiati-in-europa-ma-17-sono-cervelli-in-fuga/2462890/

      "...Roberta D’Alessandro, insieme ad altri 16 colleghi, porterà le sue idee (e anche i suoi fondi) all’estero. Mentre nessuno straniero arriverà in Italia per sviluppare il suo progetto. Il saldo è ampiamente negativo: la ricerca italiana ha ben poco da festeggiare"

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    3. @ganjalf
      non legiferano a caso, sono scelte ponderate per tutelare interessi costituiti. gli interessi di chi è già dentro...

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    4. @ganjalf:
      3 anni di PhD, 1-5 di post-doc, 5 di tenure-track e' il normale percorso accademico in tutto il mondo. Quindi, secondo me, non e' di questo che dobbiamo lamentarci.
      Quanto la mancanza di meritocrazia e regole chiare. Oltre al fatto che PhD e post-doc in Italia, non hanno i diritti dei lavoratori "veri" (tipo assistenza previdenziale)

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    5. col dettaglio chenon è quello che avviene in italia. io conosco decine e decine di persone che sono al 18esimo anno di post-doc...

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    6. Tale problema esiste anche altrove, perche' i posti accademici sono pochi anche fuori dall'Italia. Qui in Olanda, e' stato eliminato mettendo un limite al numero di contratti post-doc di cui una persona puo' usufruire. In pratica, se non trovi lavoro in accademia entro tot anni di post-doc (tipicamente max due post-doc di tre anni ciascuno), non puoi avere altri contratti e ti cerchi qualcosa nell'industria. Io trovo tale procedura del tutto ragionevole.
      Chiaramente, presuppone l'esistenza di un settore industriale ricettivo per persone con un PhD.

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  8. Intanto gli strutturati boicottano la vqr per i soldi ...
    così otterranno due risultati:
    1) faranno beccare meno fondi premiali agli atenei, e quindi meno reclutamento di giovani,
    2) se dovessero vincere e ottenere i soldi in più ... li toglierebbero al reclutamento di giovani.
    I ogni caso il cetriolo chi se lo trova dietro?!??!?!

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  9. Se poi strutturati e legislatori sono la stessa cosa, è il vecchio giochetto delle tre carte.
    Anche all'estero funziona così?
    Insomma smettiamola con queste balle e questi paragoni con paesi anglosassoni e quant'altro. Trovatemi un paese dove dopo 10 anni di lavoro, 2 abilitazioni e 60 articoli si viene lasciati a casa con una pacca sulla spalla, senza un giorno di disoccupazione e con contributi da carità. Mentre se sei dentro e non fai una minchia puoi anche non presentare una VQR con la scusa della protesta e magari sperare pure negli scatti.
    Altro che danni morali e scatti stipendiali, ci hanno preso per il culo per 20 anni e noi invece di muoverci assieme stiamo ancora a dire che è giusto così perchè in Olanda ...ma per piacere!!

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  10. Io mi chiedo come si fa a programmare una vita lavorativa con blocchi dei concorsi, blocchi delle abilitazioni, cambio in corso della legge che regola l'accesso e la durata ai contratti da ricercatore? Posso anche accettare l'idea di dovermi ammazzare di lavoro come precario della ricerca mentre colleghi più grandicelli non fanno nulla dalla mattina alla sera e si lamentano del loro stipendio bloccato (e io, che rischio ogni X anni di non averlo uno stipendio per periodi più o meno lunghi?), ma come posso fare questo se le regole continuano a cambiare in corso d'opera?

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  11. se è vero che vecchi assegni=nuovi e che i vecchi assegni entreranno nel conto dei 12 anni, in un colpo solo verranno spazzati via tutti i precari che non potranno così partecipare ai bandi rtdb.

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  12. direi che in VII commissione al senato hanno letto attentamente questo post... leggete dalla sestultima riga in su del seguente link (cliccare sul secondo "ALLEGATO" a sinistra quando si apre la pagina):

    http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&leg=17&id=964931

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  13. esatto marc, questo è uno dei nodi cruciali.

    il problema è che orami l'assetto della 240 è oggettivamente saltato. quindi non possiamo che aspettarci nuove modifiche e nuovi pasticci.

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  14. 861 rtdb, basterà avere tre anni di assegno. Dai che possiamo farcela! Non serve avere un dottorato, aver usufruito di un altro contratto da rtd, non serve avere avuto 20 anni di assegni tanto meno avere un'abilitazione (che a questo punto diventa una cosa totalmente inutile da avere).

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  15. Quindi...qualcuno ha idea di come verranno distribuiti i posti:
    1) esigenze corsi e ssd? 2) Rtda? 3) Non strutturati abilitati? 4) solo esterni da MIT? (leggasi che tanto se sei stato in Italia sei una pippa; 5) alla cazzo? 6) chi ha più carri armati?

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    1. la 5....ovviamente sceglieranno liberamente i singoli atenei in che settori e quando bandire

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  16. Ma alla fine a questi concorsi possono o non possono partecipare gli assegnisti Gelmini?

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  17. Ma alla fine a questi concorsi possono o non possono partecipare gli assegnisti Gelmini?

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  18. riparte il ddl Pagliari... stiamo all'occhio:

    http://www.scuola24.ilsole24ore.com/art/universita-e-ricerca/2016-03-29/ricercatori-tempo-determinato-la-riforma-pre-ruolo-entro-l-estate-165509.php?uuid=ACsl7QwC&cmpid=nlqs

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    1. Non capisco lo scopo di uan riforma "da fare entro l'estate"... A Udine il Pd aveva parlato di un percorso di dottorato + 3 anni di post-doc+ 2 da ricercatore (nel documento c'era scritto "si consiglia di prevedere una norma che impedisca di fare dottorato e post doc nella stessa sede). Poi la finanziaria sblocca il turnover sui TDA (che gli atenei non hanno ancora fatto, trattandosi di programmazione 2016, che al momento è ancora in alto mare, visto che ovunque si sta facendo la 2015. I TDb prorogati al massimo al 31-12- 2016... Il Milleproroghe apre il TDB ad altre tipologie di assegnisti... e poi risuscitano il Pagliari dai morti per fare quetsa proposta... Ma allora le leggi precedenti hanno scherzato?

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    2. qui nessuno ci capisce niente, purtroppo. L'unica cosa che possiamo fare è monitorare e, per quanto possibile, controbattere

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  19. La Puglisi sa da che parte è voltata o no???

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