martedì 28 ottobre 2014

#LaSvoltaSbagliata - Più precariato per tutti! Questa la ricetta della Legge di Stabilità per l'Università



La Legge di Stabilità approvata dal Consiglio dei Ministri contiene poche norme relative al mondo universitario, tuttavia si tratta di articoli di legge che sarebbero deleteri per tutto il sistema se approvati dal Parlamento.

Vogliamo qui trattare in particolar modo la questione che tocca più da vicino le sorti dei precari e il reclutamento.


Per comprendere la situazione attuale e le modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità è necessario e opportuno fare un passo indietro, ricordando che nel testo della legge 240/2010 - nota come Riforma Gelmini - era previsto che il 40% delle risorse degli atenei per il turnover fossero destinate obbligatoriamente a posti di ricercatore a tempo determinato sia di tipo A che di tipo B (d'ora in avanti, per brevità, TDA e TDB), ovvero alle due nuove figure precarie istituite in sostituzione della vecchia figure del Ricercatore a Tempo Indeterminato (RTI). 


I TDA sono dei contratti di durata triennale, rinnovabili una volta per altri due anni, e possono definirsi una strada senza sbocchi: non portano a nulla, sono contratti precari (anche se con diritti e tutele maggiori degli assegni di ricerca). I TDB invece sono la vera novità contenuta nella riforma, si tratta di contratti di 3 anni, non rinnovabili; al termine del triennio il ricercatore che abbia conseguito l'Abilitazione Scientifica Nazionale e sia valutato positivamente a livello locale passa di ruolo a Professore Associato. Questa è la vera figura di ingresso prevista dalla riforma.


Il Ministro Profumo modificò la norma sopra menzionata, togliendo il vincolo del 40% e introducendo invece l'obbligo di fare un TDB - quindi reclutamento vero - per ogni nuovo Professore Ordinario (PO). Fino ad oggi, per una complesse serie di ragioni legate al costo di tale operazione, di TDB ne sono stati fatti pochissimi. E del resto, visto che l'abilitazione ha richiesto lungo tempo per giungere a termine, non si potevano neanche fare nuovi Professori Ordinari.

Adesso che invece stanno ripartendo i concorsi, ora che il grosso delle risorse stanno venendo investite per le promozioni degli RTI a professore Associato, da più parti si è iniziato a storcere il naso verso il vincolo introdotto da Profumo. Fare un TDB per ogni PO significa costringere gli atenei a reclutare personale nuovo, la cosa non è piaciuta alla CRUI che più volte ha chiesto di abolire quella norma. Dal punto di vista dei Rettori la priorità pare sia fare promozioni, per soddisfare le richieste della propria base elettorale, dunque l'obbligo di fare un po' (non tanto) reclutamento vero gli pare solo un impedimento.

Ora il MIUR, retto da un ex-Rettore, ha risposto ai desiderata dei propri ex-colleghi. Infatti i commi contenuti nella legge di stabilità stabiliscono che il vincolo di un TDB per ogni PO viene sostituito con il vincolo di fare un TD (A o B) per ogni PO. Facile prevedere che gli atenei, per il differenziale di costo tra TDA e TDB (il primo costa 0,5 mentre il secondo 0,7 punti organico), faranno dunque solo TDA. Dunque creeranno figure precarie senza prospettive, affossando l'unica figura che dà garanzie d'ingresso stabile nel sistema. 


Questa è, a tutti gli effetti, la fine della tenure track all'italiana e rappresenta il fallimento dell'elemento più innovativo e qualificante tutto il sistema del reclutamento disegnato dalla riforma Gelmini. Una riforma che è nata male e che ora, ad appena 4 anni dalla nascita, può ben dichiararsi definitivamente morta e da archiviare al più presto.

L'esito delle decisioni prese dal Governo è facilmente prevedibile: avremo più promozioni di associati ad ordinari e più precariato. 

Chiediamo con la massima determinazione che tale norma sia eliminata e che si provveda invece al più presto a realizzare un piano di reclutamento straordinario nazionale di TDB, secondo modalità aperte, trasparenti e meritocratiche già indicate in un nostro precedente appello.


Il sistema ha bisogno di forze nuove, ma sicuramente non di nuovo precariato. A meno che l'intento non sia di spazzare via un'intera generazione di ricercatori.




152 commenti:

  1. "Il posto fisso non esiste più" (M. Renzi)

    Veteri, state cercando di mettere un gettone nell'i-phone.

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    1. Sciocchezze. Il percorso dottorato + assegni + rtd a) + rtd b) e' ben più lungo di qualsiasi contratto a tutele crescenti, oltre a non essere affatto automatico.

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  2. Qualsiasi manager universitario non si metterebbe ad assumere nuovo personale esterno in periodo di risorse calanti, con il rischio di perdere la Virtù. Perdipiù il menager sa che per aumentare la disponibilità di potenziale didattico, al fine di soddisfare i pazzeschi criteri quantitativi dell'ANVUR sui corsi di studio, egli può attingere a costo limitato al bacino di RU presenti in Ateneo.

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    1. In realtà la strategia migliore sarebbe proprio reclutare i precari migliori sul mercato, che ovviamente, essendo così scarsa l'offerta di posti, sono ricercatori di gran lunga superiori della media dei ricercatori di ruolo che un dipartimento può avere. Questo migliorerebbe i punteggi della VQR, cosa che si trasformerebbe in denaro sonante (sempre più, visto che le quote premiali crescono di anno in anno).

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    2. e garantirebbe anche maggiore accesso a grants e finanziamenti di fondazioni, erc ecc.

      renzino non fare l'advocatus diabolii

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    3. Il monager universitario deve chiudere il bilancio, altroché pensare a frizzi come il VQR e i finanziamenti di fondazioni (dove si vedono?)

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    4. il manager universitario ha come primo obbligo il rispetto della legge, eppure i concorsi sono tutti delle farse...

      renzino se devi dire puttanate lascia stare, risparmi tempo tu e lo risparmiamo noi a risponderti

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    5. Involuzione preoccupante dell'europeo

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    6. Sul rispetto della legge non mi faccio di certo dettare la linea da APRI. Qui si parlava di cosa fanno le Università in condizioni ristrette di schei.

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    7. Il malcostume universitario non e' legato alla disponibilita' di moneta. Ogni volta si trova una giustificazione accettabile alle puttanate. Il reclutamento universitario serio non e' visto come priorita' nelle politiche universitarie.
      Ultimamente i commenti di renzino sono tremendi.

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    8. io credo che ronzino sia posseduto, dovremmo organizzare un esorcismo.


      quanto al nesso tra risorse e concorsi farsa, la cosa è talmente ridicola che si commenta da sé.

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    9. Sei tu che metti il nesso fra risorsi e legalità dei concorsi - ti si fa notare la cosa e t'arrabbi.

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    10. renzino, cosa dici?
      si è fatto notare che chiamare i migliori è la cosa più logica per un sistema con poche risorse, appunto perché deve spendere bene le poche risorse che ha, tu invece sostieni che le poche risorse giustificano le scelte degli atenei. è francamente assurdo

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    11. Poi non si capisce come con tutte le modifiche alla legge Gelmini, tra l'assurdo ed il pericoloso, non si sia modificato anche il numero di ore di didattica dei ricercatori. A quel punto i punti organico potevano essere in parte spesi per reclutamento vero con ricadute virtuose come indicato anche da insorgere e, piu' in generale, da persone con un minimo di buon senso.

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    12. A parte che le valutazioni non sono una questione di logica - e quindi l'assurdità è una chiamata fuori luogo - mi sono limitato a riassumere le criticità che erano state discusse a lungo anche su questo blog.

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    13. "A parte che le valutazioni non sono una questione di logica"

      Locuzione che, incisa nel marmo, arrederebbe alla perfezione casa Gasparri.

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  3. io continuo a credere che se tutti i precari e altri lavoranti in regime di schiavitu', pagati o meno, smettessero di fare il lavoro al posto degli strutturati, questi diventerebbero molto piu' recettivi rispetto alla necessita' di reclutare forze nuove e valide. È l'unica vera arma che i precari hanno in mano. Tutto il resto è inutile...
    V.

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  4. Anche il Landini direbbe - penso - che trattasi di Sindacalismo Utopistico.

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  5. http://www.glistatigenerali.com/ministri_precari_ricerca/luniversita-precaria-nel-tunnel-dei-neutrini-legge-di-stabilita-e-propaganda/

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  6. Vladimir, non si puo' smettere di fare il lavoro per cui si e' pagati. Un assegnista non puo' rifiutarsi di occuparsi di ricerca ad esempio. Tra le altre cose comprometterebbe la propria reputazione accademica.
    Quello che si puo' fare e' accettare sempre meno contratti che non rispecchiano la propria maturata esperienza. Questo e' vero in generale ma ci vogliono delle valide alternative, specie nel privato, ma anche nella pubblica amministrazione (valorizzando ad esempio il possesso di PhD o l'esperienza di ricerca). Purtroppo in Italia ne' la piccola e media impresa ne' la pubblica amministrazione favoriscono i titoli e l'esperienza di un giovane ricercatore. Quindi l'alternativa al tozzo di pane e' spesso la fame completa.

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    1. quel che si può fare è: smettere di stare in commissioni d'esame, di seguire laureandi, di stare in commissioni di laurea

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    2. Giusto, ma poca roba. Poi sappiamo che o lo fanno tutti o non lo fa nessuno (perche' gli eroi, si sa, muoiono in battaglia). Quindi non lo fa nessuno. Con il baroname che c'e' in giro fare una roba del genere equivale a suicidarsi accademicamente.

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    3. non è affatto vero. a pisa organizzammo un'astensione da tutti gli impegni non strettamente necessari e bloccammo un'intera sessione di esami a scienze politiche nel 2010. nnon ci furono ritorsioni.
      la cosa fu preparata a dovere, spiegandola per tempo ai rappresentanti degli studenti e invitando giornalisti per dare risalto alla cosa

      bisogna smettere di aver paura della propria ombra, non siamo nella corea del nord!

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    4. Scusa un attimo, ho scritto o lo fanno tutti o non lo fa nessuno. A Pisa mi pare di capire lo abbiate fatto tutti (entro dipartimento, facolta', whatever). Conferma quanto da me scritto.E' improbabile sia una esperienza ripetibile.
      Se dici a me che bisogna smettere di avere paura della propria ombra quando mi firmo con nome e cognome, dico dove lavoro ecc, e non dimostro particolare vicinanza agli attuali strutturati, mi sa che stai tirando al bersaglio sbagliato.

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    5. infatti io intendevo smettere di fare tutti i compiti legati alla didattica, per quanto riguarda i precari e smettere di fare qualsiasi cosa per tutti quelli che lavorano gratis. Se gli strutturati si beccassero tutto il carico didattico, sono sicuro che ci sarebbero molte discussioni sull'opportunita' di fare upgrade o prendere nuove persone.
      V.

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    6. L'obiettivo sarebbe ottenere la riapertura del reclutamento? Mah.

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  7. Non credo Insorgere ce l'avesse con Simone, che tra l'altro ci mette la faccia. Parlava di sicuro in generale avendo a mente anche sue personali esperienze dell'ultimo periodo. Poi lascio a lui la conferma.

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  8. Vladimir, io ad esepio, quando stavo in Italia, facevo didattica (e tutti i compiti annessi e connessi) se me la pagavano altrimenti solo qualche favore occasionale (molto occasionale) e spesso ricambiato a qualche amico. Basterebbe cominciare da li', non lavorare gratis, visto che tanto il CV nelle selezione pare lasci il tempo che trova.

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  9. avete qualche piano per uscire da questo pantano?

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  10. intanto far cancellare i commi della legge di stabilità che ci segano le gambe, quelli che eliminano de facto i tdb.

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    1. APRI ha compreso che l'Autonomia non si addice alle Università Italiane. Non siamo in California. E' necessaria la Regola Sanbenedettina, che va imposta sulle mutevoli circostanze anarcoidi che si produrrebbero altrimenti.

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    2. apri l'ha sempre saputo, non a caso siamo nati con la richiesta delle commissioni di soli ordinari selezionate con sorteggio puro

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  11. http://www.lastampa.it/2014/11/03/italia/cronache/ricercatori-precari-a-vita-solo-uno-su-cento-ce-la-fa-5z6HooJ9vkpZNe9Btt1n0I/pagina.html

    prima pagina di oggi, titolo in alto, massimo risalto.

    noi stiamo facendo il possibile per sollevare l'attenzione su questa cosa.

    invitiamo i precari - tutti - a inoltrare questo e altri articoli sul tema ai membri della commissioni cultura di camera e senato.

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  12. Il Presidente della CRUI auspica un reclutamento meritocratico e "rispettoso della legge in ogni sua parte"

    http://www.scuola24.ilsole24ore.com/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/QUOTIDIANO_SCUOLA/Online/_Oggetti_Correlati/Documenti/2014/11/01/Lettera.pdf

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  13. meno incisivo: http://unipi.waypress.eu/cgi/ImageCgi.cgi?f=20141103/SIT1542.TIF&t=PDFOCR

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  14. altri spingono verso una stabilizzazione urbi et orbi.....certo che tra il 99% fuori e il 100% dentro ci potrebbe essere una via di mezzo.

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  15. le solite balle. siete invitati tutti a ricordare come stanno davvero le cose
    http://www.glistatigenerali.com/…/non-facciamo-la-guerra-t…/

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  16. à la guerre comme à la guerre!

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  17. http://www.glistatigenerali.com/legislazione_politica_societa/azzeriamo-i-titoli-accademici-per-far-cominciare-il-futuro-italiano/

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  18. http://www.glistatigenerali.com/scuola/caro-andrea-non-sono-daccordo/

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  19. Chiara linea editoriale degli stati generali

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  20. http://coordinamentoprecariuniversita.wordpress.com/2014/11/10/dateci-un-porto-verso-il-quale-remare/

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    1. Si lamentano giustamente del precariato infinito made in Italy, poi chiedono di "abolire il limite di 4 anni alla durata degli assegni di ricerca". Abbastanza incoerente, direi.

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    2. su questo punto sarei d'accordo.
      in linea di principio bisogna chiedere di consentire un ingresso stabile, non di dare posizioni precarie senza fine.

      ciò detto, va anche compreso il livello di disperazione di moltissimi che si trovano a finire il quadriennio di assegni e non hanno alcuna prospettiva (e non per colpa loro)

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    3. L'Universita' della California ha una stretta policy sui postdoc, massimo 5 anni. Giusto cosi', dopo un certo numero di anni o sei dentro o sei fuori. E' un servizio reso ai ricercatori. Guardate i numeri in Italia, 9 su 10 degli attuali assegnisti non avranno posizioni in Universita', meglio andarsene prima che dopo. Ho ascoltato troppi ex colleghi dire:" Me ne sarei dovuto/a andare molto prima".

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    4. simone, io sono d'accordo.

      infatti apri non chiede e non ha mai chiesto questo.

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    5. credo anche che se gli assegni fossero rinnovabili all'infinito potremmo avere personale non strutturato che potrebbe passare tutta la vita con degli assegni. è una fine che non augurerei a nessuno, e il rischio è reale perché gli assegni sono facilmente rinnovabili, non costano punti organico e sono un modo facile per tenere personale da sfruttare alle proprie dipendenze.

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    6. Certo, la mia era una considerazione generale. Senza fare benaltrismo, il grande problema dei PhD italiani e' la mancanza di lavori adeguati al di fuori dell'accademia per persone con appunto un PhD. E' inevitabile che gran parte dei PhD dovranno (ma devono, piu' in generale) lavorare fuori dall'accademia per semplici ragioni demografiche. Ahimé, non muore piu' nessuno prima della pensione e non vedo come possano aumentare gli investimenti in ricerca e personale nei prossimi 5 anni (poi dopo chissa'). Quindi, ben vengano, prima di tutto per i ricercatori, limitazioni in forma di leggi/regolamenti per il precariato. E' vero che ci sono persone "disperate" che in assenza di rinnovo si trovano grossomodo per strada, ma se non succede quest'anno, succede l'anno prossimo. Un totale di 7-8 anni tra PhD e postdoc dovrebbe essere il massimo tollerabile, quando sento di queste borse rinnovate per 3 mesi, poi 6, se gira bene 9 mesi, mi viene una tristezza che neanche via col vento.

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    7. Il periodo minimo di durata degli assegni di ricerca ora è un anno, quindi almeno questo pericolo dei rinnovi a 3 o 6 mesi è stato scongiurato. Sui post-doc la situazione è confusa. In alcuni Paesi, il nostro posto da ricercatore RTD a) (o posizioni simili che esistono, ad esempio, in Germania) è spesso considerato un post-doc, non dando alcuno sbocco a tempo indeterminato. Questo genera molta confusione su cosa sia un post-doc.

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    8. Come sappiamo, l'RTDa e' una versione all'italiana del postdoc. L'RTDb della posizione di assistant professor o lecturer. Perche' prendere qualcosa che ha una tradizione ed una storia di relativo successo internazionale (dico relativo perche' alla fine il postdoc e' il funzionale piu' all'accademia che al ricercatore) quando si puo' creare una buffonata ex novo?
      Per me, i 4 anni di RTDa totali non rinnovabili sono una buona regola, sempre ricordando che gli RTD sono posizioni senza senso allo stato attuale (dato il blocco del reclutamento per chissà quanto).

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    9. per la precisione l'rtda sono 3 anni più un posssibile rinnovo di 2. se a questi aggiunge i 4 anni consentiti di assegno arrivi già a 9 anni di post-doc. è pure troppo.

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  21. concordo in questa situazione meglio eliminare dottorati e post-doc e fare lavorare strutturati tecnici e amministrativi. Far raggiungere loro le mediane per mantenere il posto di lavoro.

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  22. Anche se ci fossero concorsi puliti e trasparenti, non ci sarebbe posto per tutti, diciamo 1 su 10 tanto per sparare numeri a caso e la decimazione dà un messaggio chiaro. Chi rimane dopo anni e anni di precariato, o ha santi in paradiso (o pensa di averli) o dovrebbe pensarci ora, sempre meglio che riflettere dopo.
    Dico questo perché ho l'impressione che sia un concetto che fa una certa fatica ad arrivare, come se si pensasse che con un sistema giusto, tutti i giusti avrebbero il giusto posto. Wrong.
    Apri si occupa di politiche universitarie, quindi poi il discorso verte su quelle.

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  23. Tra le altre cose trovo demenziale come nell'Universita' italiana si debbano sempre cercare soluzioni originali (e stupide) invece di prendere esempio da o copiare sistemi ed esperienze che in altri contesti funzionano o hanno avuto successo (UK, US tanto per fare due esempi).
    Qual e' lo scopo di un postdoc?
    Dal punto di vista del ricercatore e' prima di tutto una fase di transizione verso una carriera accademica. Il ricercatore non e' piu' studente, ha acquisito una certa maturita' scientifica, ed ha la possibilita' di affrontare in buona autonomia ricerca scientifica di un certo livello, con abilita' ed esperienze acquisite durante il dottorato (parlo di scienza perche' da li' vengo).
    Dal punto di vista dell'accademia, il postdoc ha lo scopo di ingaggiare una persona con determinate abilita' allo scopo di risolvere problemi che richiedono maturita' scientifica ed autonomia, mentre il PhD forma (e testa) potenziali ricercatori. Il postdoc e' un ricercatore fatto e finito.
    Dal mio punto di vista, la componente didattica per un postdoc dovrebbe essere facoltativa o al massimo occupare una parte minore del totale di tempo ed energia a disposizione del postdoc. Il postdoc e' giovane ed ancora energetico e dovrebbe cercare di dare un contributo di una certa rilevanza alla scienza.
    La posizione di assistant professor tenure track serve alla facolta'/universita' per testare il gia' maturo scienziato. Sei in grado di produrre ricerca innovativa? Di insegnare? Di seguire studenti e partecipare alle attivita' accademiche? Alcune volte i ricercatori si rilevano mezzi bidoni e quindi la tenure non viene data, ma in larga parte la tenure e' invece assegnata (meno Harvard perche' Harvard).
    Ora mi potete dire perche' in Italia si siano escogitate soluzioni demenziali con RTDa, RTDb, allocazione di fondi per tenure non garantita ecc.? Non riesco a capire come mai in Italia abbiano successo queste trovate bizantine, evidentemente al ministero pensano che in UK, US, ecc. siano tutti dei dementi.

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    1. Simone, da quanto scrivi tu stesso *non* capisci troppe cose. Invece, per fare Politica Italiana *bisogna* capire molte cose dell'Italia e della società italiana.
      Il fatto stesso che - come molti altri, peraltro - parli di "copiare" sistemi come UK e USA mostra che ci azzecchi poco.

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    2. Sentiamo, spiegami tu che sei dentro alle segrete cose e lo dico senza ironia. Come mai un post-doc "normale" non si puo' fare? Sono curioso. Perche' la necessita' di RTDa e b e sistemi cosi' bizantini? Per le coperture didattiche? Io mi sono fatto l'idea che dietro ci sia gente veramente poco dotata. Non si puo' dire che gli RTDa,b, la relazione RTDb-posizioni da ordinario, il piano straordinario associato ecc., gli ex articolo 18 o 24 o come si chiamano siano nel loro complesso delle cagate pazzesche (anche perche' dopo 5 anni niente ha funzionato se non le solite furberie)? Che documenti, carte bollate, codice fiscale, versioni cartacee per le applicazioni siano delle robe da germania est? L'ultima volta che ho preso un assegno di ricerca (confesso, non c'era concorso, era solo per me) ho firmato su un foglio protocollato, aspettavo tirassero fuori la carta carbone.

      La conferma del ricercatore dopo 3 anni c'era o mi sbaglio? Poi chiaramente tutti erano confermati perche' pizza e mandolino, ma non era piu' o meno equivalente all'assegnare o meno la tenure?

      Bada bene che non ho parlato di cooptazione, autonomia nella selezione degli assistant professor e altre amenita'. Quindi che io ci azzecchi (un termine che aborro) poco e' una tua impressione.

      Ho parlato solo di copiare da UK e US (pur con differenze che esistono tra i due sistemi) la struttura post-doc (con un limite massimo di 5 anni come a UC, a parer mio una buona misura) e tenure-track. Copiare perche' funziona. Perche' in Italia non potrebbe o dovrebbe funzionare non e' dato sapere. Ora, e' vero che secondo gli amici di roars il sistema maestro-allievo con concorsi truccati, leccate a destra e manca, persone ancorate ai banchi for dear life ha portato la ricerca italiana ad essere la migliore nel mondo, ma a parer mio e di altri che hanno un po' viaggiato, fare paragoni con la qualita' della ricerca UK o US e' una roba da TSO.
      Pero' c'e' sempre questa eccezionalita' italiana, da altre parti si puo' fare, ma qua, per un motivo o per l'altro, per la grande lezione di Gentile, Einaudi, Calamandrei, o qualcun altro decomposto da anni, non si puo' fare. Boh.
      Pero', guarda caso, i concorsi nei quali il raccomandato di turno vince e convince, si possono fare e vai che andiamo. Tagliare il FFO di 30 milioni dalla sera alla mattina si puo'. Evitare i bizantinismi, no.

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    3. io sono d'accordo con simone.
      uno dei problemi è anche la non comparabilità delle posizioni, cosicché quando vai all'estero diventa difficilissimo spiegargli che posizioni hai/avevi.

      la cosa da fare con la riforma gelmini era copiare un sistema che funzionava, invece han copiato a metà facendo pasticci. così abbiamo l'abilitazione, sul modello francese (ma diversa), e la tenure track sul modello americano (ma diversa). il risultato è che non funziona niente, ma la cosa non stupisce

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  24. Dimmi Renzino, tu che ti occupi di politiche universitarie, quale sia il l'aggancio politico, legislativo, filosofico, che giustifica la presenza di un membro esterno di un paese OCSE (OCSE!!!! Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) nelle commissioni di abilitazione. O per la richiesta (tra l'altro negata, una roba pazzesca, una mail che non si trovava, 6 mesi di ritardo) all'ERC dei reviewer di progetti ERC per i SIR. Ma chi escogita queste puttanate dell'altro mondo? Secondo me neanche ad uno in rianimazione vengono queste idee.

    Anni fa per un punto non ho preso un FIRB. Motivo: nei dodici minuti di presentazione in inglese davanti ad una commissione italiana che mi ha posto domande (ridicole) in inglese (una roba fantozziana) non avevo presentato una slide sui costi. Slide che avevo presentato appena mi era stata richiesta (dopo gentile domanda posta in inglese maccheronico da parte della commissione, quello che aveva viaggiato di piu' era stato a Rodi). Tutti italiani che parliamo in inglese e mancata assegnazione di un punto perche' la presentazione della slide e' arrivata 30 secondi dopo. Seguito carteggio assurdo con l'ing. che qualcuno avra' avuto il dispiacere di incontrare virtualmente (vedi ERC sopra). E' vero che qualcuno perde e quel qualcuno si incazza sempre, ma essere valutati in questo modo fa cascare le palle.

    Sembra faccia di tutta l'erba un fascio ed in effetti e' quello che sto facendo, ma qua siamo a livelli di avventurismo, faciloneria, incompetenza da far venire i capelli grigi ad un bambino delle elementari, nascondendosi sempre dietro alle poche risorse, lo statuto dei lavoratori, lo status giuridico dei professori ed altre robe che al mondo della ricerca intero (escluse risorse) interessano pochissimo.
    Reclutamento bloccato da 6 anni, ma secondo me neanche nei paesi colpiti dall'ebola si arriva a questi livelli, intanto gli ex articolo abbondano. L'universita' sta facendo uno sforzo per promuovere gli abilitati, cosi' facendo il reclutamento sara' bloccato per anni, ma tanto da zero a -1 cambia poco. Gestione separata per i non strutturati, consultare il dizionario alla voce inculata. Pero', qualche mente geniale, qualche virtuoso della legislazione, ha avuto il tempo di elaborare un articolato sistema di RTDa,b, obblighi didattici, risorse per esterni, interni, un po' di qua ed un po' di la', poi cambiato da Profumo, poi dalla Giannini che secondo me ha preso la laurea in treno, poi chissa' cosa ci riservera' il futuro, con il risultato complessivo dello zero assoluto. Normali post-doc, normale tenure-track (il quale consiste in un periodo di prova prima di assumere il ruolo di herr professor, niente di straordinario come spiegato sopra) non si possono fare per l'eccezionalita' italiana o qualche altro motivo sottile ed in punta di codicillo che Renzino gentimente mi/ci spieghera'.

    Concorsi nei quali vince sempre il candidato interno, spesso di qualita' inferiore rispetto al pool di candidati (e' una semplice questione di probabilita' Renzino), quando addirittura il candidato interno non e' parente di commissari o direttori di dipartimento, una roba che piu' schifosa, vessatoria, mafiosa, non c'e'. Questa e' l'impression di tanti, ma non di Sylos amico di Renzino, il quale invece ha visto concorsi aperti e puliti con addirittura decine di candidati. Alcuni vedono cose. I concorsi rimangono comunque un caposaldo, poi se non hanno funzionato per 50 anni, non vedo, non sento, non parlo.

    Poi magari avro' capito poco io come dice Renzino, ma ho come l'impressione cha la follia stia di casa da un'altra parte, non nel proporre postdoc normali e non assistenze sociali o sistemi da Bisanzio, e tenure-track. Come si dice dalle mie parti, dailà.

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    1. per i firb il problema vero è che ci sono troppi pochi soldi. se la percentuale di vincitori possibili (rapporto soldi/candidati) è troppo bassa allora la selezione diventa gioco d'azzardo e perde di senso: vengono bocciati progetti ottimi e la differenza tra chi passa è chi no è - nel migliore dei casi - frutto di congiunzioni astrali particolari.

      peraltro il destino dei nuovi firb, nomati sir, è grottesco. la carrozza ha fatto un pasticcio assurdo e il nuovo ministro ha pensato bene di lasciar marcire la cosa.

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    2. a margine, era stato promesso un bando sir senior, che non ha mai visto la luce...

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    3. Sono il primo a dire che chi perde pensa quasi sempre di essere stato truffato e non mi tiro fuori, pero' una selezione seria (vedi Starting grant, durante la prova orale ti mettono sotto torchio, non ti fanno presentare per 10 minuti la tua roba e via) e' possibile.
      E' proprio l'approssimazione, la negligenza, a dare fastidio. Faccio un esempio, da qualche anno l'NSF americano ha cambiato le procedure di sottomissione dei proposal, per cui c'e' prima una fase di pre-proposal (5 pagine o giu' di li') e previa accettazione del pre-proposal la sottomissione del proposal vero e proprio (mettiamo 15 pagine). So queste robe anche perche' ho sottomesso qualche mese da un proposal dopo aver passato la fase pre-.
      Dopo qualche anno (2, 3 non ricordo), l'NSF ha chiesto agli accademici cosa pensassero della doppia fase. Roba sorprendente: hanno chiesto agli accademici. In Italia invece ci sono decisioni d'imperio, discussione zero. Giusto ricordare che sia l'NSF che l'NIH sono ampiamente criticate negli US per vari motivi (inclusa la scarsita' di fondi, cari amici di roars), pero' c'e un rispetto per gli scienziati che qua in Italia ci sogniamo.

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    4. Sui finanziamenti concludo dicendo che per quel che so (so) in US (NSF e NIH), in Norvegia (NRC) ed in EU (Starting Grant) meno del 10% degli applicanti ha accesso ai finanziamenti. E' inevitabile ci siano % cosi' basse. Altrimenti andiamo con i finanziamenti a pioggia stile roars, certo invece di sequenziare un genoma sequenziamo mezzo cromosoma, ma cosi' anche quelli che ricercano aree oscure possono continuare a pensare di poter diventare nuovi Einstein (o Watson and Crick per restare in tema).

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    5. coi firb e i sir siamo all'1% o poco più. è parecchio diverso (e non ci sono altre fonti di finanziamento nazionali)

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    6. Sicuramente. Nel contributo sopra volevo segnalare come anche in altri contesti piu' ricchi non regalino i soldi.

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    7. certo, avevo capito.
      era solo per dire che avere il 10% di possibilità o 1% fa una bella differenza. se il rapporto candidati/vincitori è troppo sbilanciato far domanda equivale a tentare la fortuna con il superenalotto

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  25. Non facciamo un misciotto per il gusto di fare polemica. Il mio intervento era volto a dare ordine ai pensieri, e pure alle critiche. Quando leggo che si deve "copiare" qualcosa da UK e USA comincio sempre col chiedere il livello di comprensione dei diversi sistemi giuridici, sociali, istituzionali, etici, che possiede il dibattente.
    Io sono un severo critico del Paese-Italia da sempre: non per niente sono Europeo. Però per drizzare lo sguardo al di sopra delle beghe Paesane non basta entrare in una discussione e intimare di "copiare" questo e quello. E' un consiglio, una indicazione di metodo.

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    1. Renzino, non hai risposto, legittimo, avrai di meglio da fare come tanti .

      "comincio sempre col chiedere il livello di comprensione dei diversi sistemi giuridici, sociali, istituzionali, etici, che possiede il dibattente".

      Benissimo. Puoi dirmi perche' non si possa avere un contratto postdoc come negli USA senza il pippone giuro-socio-istitu-etico?
      O la tenure track, la quale consiste in un periodo di prova prima di un contratto a tempo indeterminato con certe tutele ecc.?
      O perche' il pastrocchio RTDa,b,punti organico, risorse esterne in qualche modo sia invece coerente con il nostro sistema giuridico, sociale (?), istituzionale (?), etico (?)? Io trovo solo una certa coerenza con altre bestialita' fatte in Italia da terribili e temibili incompetenti.
      Ma questi virtuosi che legiferano e regolano le attivita' accademiche, hanno mai fatto ricerca per davvero?

      "Non facciamo un misciotto per il gusto di fare polemica".
      Non ho gusto per la polemica, mi piacerebbe molto di piu' dedicare ulteriore tempo alla ricerca invece di occuparmi della nuova castroneria della giornata elaborata al ministero. Questa non e' un'architettura migliorabile, con i suoi pro e contro, e' solamente una roba che fa schifo che uccide il reclutamento, fa piangere dalla disperazione i ricercatori, e da' solo contenuti per i pipponi giuridico-istituzionali.

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    2. Ti ho scritto qui sotto che i "post-doc all'italiana" servivano per risparmiare e per diminuire i diritti dei lavoratori - inoltre li si atomizzava allontanandoli dalla sfera sindacale. La condizione era ben accetta dagli stessi interessati.
      La TT all'italiana è una cavolata se non sai come farla - la possono fare solo quelli che la fanno bene. La scelta degli RTD è una conseguenza di tale impossibilità e della necessità di gestire parallelamente le promozioni degli RU.

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    3. Tengo a precisare che i miei non sono attacchi personali nei confronti di Renzino, dice la sua come tutti, ma questo nascondersi dietro l'immutabilita' di certe architetture giuridico-istituzionali mi infastidisce. Con la legge Fornero il sistema pensionistico e' cambiato dalla sera alla mattina: dovevi andare in pensione fra 1 anno? Niente, ci vai fra 5. Fattibile e fatto.
      Pero' sullo status giuridico dei professori, sulla possibilta' di "punire" gli improduttivi, avere concorsi seri e coerenti con le best practices internazionali, non si puo' discutere. Si possono cambiare ogni 5 giorni le regole per il bando di RTDb, ma un postdoc all'americana non e' possibile.
      Parliamoci apertis verbis, al ministero e seduti in parlamento ci sono degli incompetenti che non hanno mai fatto ricerca un giorno della loro vita, non hanno viaggiato, non hanno toccato con mano e penna altri sistemi. Ho elencato alcuni casi e situazioni sopra, non stai dialogando con persone che sono scese da marte l'altro ieri.

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    4. "La TT all'italiana è una cavolata se non sai come farla - la possono fare solo quelli che la fanno bene."

      - Renzino, sei fuori strada. La TT e' fattibilissima, come era fattibile valutare seriamente i ricercatori prima della conferma in ruolo. Finiamola con queste eccezionalita' italiane. Si possono anche avere commissioni miste internazionali per la conferma in ruolo.

      "La scelta degli RTD è una conseguenza di tale impossibilità e della necessità di gestire parallelamente le promozioni degli RU."

      - Mi sembra un'enorme contraddizione. La TT in Italia non e' fattibile mentre sono fattibili posizioni RTD che dopo 5 anni hanno funzionato come l'iphone a gettoni renziano. Poniamo avessero avuto un senso, che io non vedo, 5 anni fa. Dopo 5 anni continuiamo con queste robe raffazzonate tipo ex-Yugoslavia. Complimenti al legislatore, chissa' quanti studi dietro queste strategie.

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    5. "Ti ho scritto qui sotto che i "post-doc all'italiana" servivano per risparmiare e per diminuire i diritti dei lavoratori - inoltre li si atomizzava allontanandoli dalla sfera sindacale. La condizione era ben accetta dagli stessi interessati."

      - Questa sembra la trama di Interstellar. I postdoc italiani (inclusi assegnisti e borsisti) da quando io sono in Uni post-laurea (2004) sono sempre stati l'ultima ruota del carro, pagati poco, futuro certo nel suo nulla, nessuna rappresentanza sindacale. Ai sindacati dei post-doc non e' mai fregato niente. Condizione ben accetta da chi? A me nessuno ha mai chiesto niente, né ho mai avuto sentore di un dibattito in tal senso.
      Renzino, pensavo avessi altri argomenti, in tutta onestà.

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    6. Simone Vincenzi, anche per me ci sono proposte "ovvie" - ma agli altri, e al Legislatore, non risultano tali. E ne dolgo, ma non ne faccio un caso umano da sfoderare dappertutto: cerco di comprenderlo.

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    7. Renzino, il legislatore e' un uomo come gli altri e sara' assolto dalle colpe in appropriata sede.
      Gli argomenti portati, ad esempio il problema della rappresentanza sindacale, il non dare troppo potere ai postdoc, sono argomentazioni che possono essere portate da chi (il legislatore) la sera prima ne aveva bevuti un paio di troppo.

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  26. Facciamo l'esempio del "post-doc". Io sono sempre stato contrario ai "contratti atipici all'italiana", che nacquero negli anni '90 per consentire a un po' di datori di lavoro di risparmiare sui contributi pensionistici, talvolta sulle tasse, e in generale sui diritti del lavoratore [un po' di giovani, si intende].
    Però quando affermavo su questo blog che si dovevano quantomeno aumentare i contributi pensionistici (in origine erano il 10%, quando ho iniziato il dottorato io erano ancora al 12,5%) gli APRIsti (ma anche molti altri, sono conscio) si manifestavano contrari perché così sarebbero diminuiti gli assegni - è un fatto matematico inevitabile.
    Quindi vedi che le cose sono un po' più complesse, dal punto di vista della politica italica.

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    1. no renzino, sui contributi il discorso di apri è sempre stato basato sulla critica della gestione separata.
      e abbiamo sempre chiesto più tutele e più contributi, osservando anche che se c'era il tda allora andava tolto l'assegno (il tda offre migliori tutele anche sotto il punto di vista pensionistico)

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    2. Raccontala più giusta, insorgere.

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  27. si annunciano nuove fregature in legge di stabilità.

    presentati emendamenti per creare un piano straordinario per professori ordinari...

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    1. Il piano straordinario ordinari e' cosi' demenziale nell'assetto post-gelmini che non passera' mai. Immagina poi i giornali che titolano "fondi dirottati dalla ricerca alla creazione di nuovi baroni".

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    2. Come se le proposte demenziali non passassero mai

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    3. io invece ho meno fiducia di te marc, il rischio è reale.

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  28. Dopo le lettere al direttore di Topolino come contributi per l'abilitazione, regole cambiate ogni nuovo incompetente ministro che passa, todos caballeros per PA, commissioni di abilitazione da creare dopo il termine della procedura, ci stupiamo ancora?

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  29. ma certo ragazzi, un piano straordinario ordinari è proprio quello che serve per salvare l'universita' italiana... possibile non lo capiate? Sarei curioso di sentire cosa ne pensano gli amici di roars
    V.

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    1. In nessuna impresa si possono gestire i malumori se sono bloccate le progressioni di carriera: gli Ordinari sono diminuiti parecchio, ormai.

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  30. sai quanto è diminuito il reclutamento renzino?
    siamo passati da 1700 posti da rti annui (in media) a 70 tdb annui (in media).

    RispondiElimina
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    1. Non ti sei accorto che è così per tutta la Pubblica Amministrazione? Dicono che "il Perimetro dello Stato deve diminuire". Siccome l'unico lato che si può accorciare è quello dei nuovi assunti, fai tu il resto del ragionamento.

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    2. Io non vedo come problema la progressione di carriera, anzi, gli associati hanno le loro ambizioni e legittime aspirazioni economiche e professionali. Il problema e' il piano straordinario, non ordinario, straordinario. Tutto straordinario.

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    3. Concordo con Simone Vincenzi. Un piano straordinario dovrebbe venire incontro ad una reale esigenza o necessità straordinaria. Non è questo il caso degli ordinari. Semmai, la vera esigenza per far andare a regime la legge Gelmini è fare un piano straordinario per ricercatori di tipo b) e farlo subito.

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    4. renzo, ribadisco che i soldi investiti in promozioni potevano essere investiti (almeno in parte) in reclutamento. oppure - banalmente - si potevano fare concorsi veri e meritocratici, e correre il rischio di farli vincere da qualche esterno. il tutto a spese invariate eh

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  31. un piano stra ordinari sarebbe la ciliegina sulla torta, un pollaio di soli galli. A questo punto cosa si fa. Lasciamo che l'ennesima vagonata di merda ci venga lanciata in faccia?

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    1. Cerchi di opporti al vento con le mani. Piano Straordinario od Ordinario, è inevitabile che si facciano promozzjoni ad Ordinario in buon numero, oramai.
      Cerchiamo di grattare soldi dalle tasche degli italiani per chiedere un parallelo intervento sui ricercatori, invece.

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    2. C'e' una differenza sostanziale tra piano ordinario (normale pianificazione) e straordinario (emergenza). Ora, se secondo te l'emergenza e' la promozione di ordinari, vivi, con tutto il rispetto per gli altri pianeti o presunti tali, su Plutone.
      Anche con le risorse disponibili ora, la partizione logica, attesa, naturale, dovrebbe essere tra reclutamento e promozioni. Va beh, sto dicendo le solite banalita'. Strano invece non si veda l'inevitabilita' del reclutamento dopo 6 anni e fischia di stop.

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    3. Tu vedi "l'inevitabilità del reclutamento" laddove la società ha già deciso, invece, che è evitabile ed evitabilissimo. Infatti ha posto il ben noto limite del 20%, lineare, bel bello, per tutte le Pubbliche Amministrazioni peraltro.
      Quindi sei tu che vivi su Plutone se non ti sei accorto di questo fatto. Ragioni come se l'Università e la Ricerca fossero funzioni pubbliche fondamentali anziché Entità Aziendali da piegare all'ideologia neoliberista, e in particolare, in Italia, da mettere al servizio delle aziendine di papà.

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  32. Renzino, hai scritto "Piano Straordinario od Ordinario, è inevitabile che si facciano promozzjoni"

    A me pare relativamente piu' inevitabile, nonostante l'inappropriato lessico (una cosa e' inevitabile o no), si apra il reclutamento dopo 6 anni e fischia di stop. Il bello e' che lo direi anche se fossi associato o impegnato in altro. Certo, preferirei una mia promozione ad ordinario rispetto all'apertura del reclutamento perche' tengo famiglia, ma questo non mi impedirebbe di constatare una maggiore importanza del reclutamento, in questa fase in particolare.

    Perdonami, ma a me questi pipponi sul neoliberismo convincono poco. Il problema principale e' che l'italia e' una nazione intrinsecamente mafiosa, che non programma, che elabora strutture e strategie demenziali (penso alla legge elettorale, alla riforma universitaria, tutte riforme sul filo dell'assurdo, robe da ospedale psichiatrico) che pensa al massimo a domani mattina, debolissima con i forti.

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    1. il punto è molto semplice. il corpo docente si è ridotto numericamente in modo importante, ed è contestualmente invecchiato. con le promozioni non risolvi né il problema del rapporto docenti/studenti, né introduci forze fresche per affrontare la questione dell'elevatissima età media dei docenti in italia.

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    2. Il punto è semplicissimo. Hanno tagliato i fondi e ora sono solo nominalmente quasi-costanti. Quindi hanno già deciso che non c'è spazio per "forze fresche" - è questo che cerco di sottolineare.

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  33. un professore può continuare a produrre e fare buona didattica anche senza diventare ordinario, eventualmente può diventare ordinario senza impegnare punti organico/soldini in più in busta paga.
    Viceversa un precario lasciato a casa non può più fare buona ricerca e nemmeno didattica.

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    1. non posso che concordare con ganjalf.

      sostenere che la priorità sono le promozioni degli associati a ordinari è insensato

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    2. Sono l'unica cosa fattibile. Prendersi in carico nuova gente per una vita è possibile solo per poche università.

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  34. la verità è che in questo paese è in mano a gente avida di denaro e potere che ucciderebbe i propri figli pur di avere due soldi in più in busta paga. Piano straordinario ordinari significa sottoscrivere che agli strutturati non frega un cazzo dell'università, della ricerca, degli studenti. Se ce ne fosse ancora bisogno dopo la porcata del piano straordinario associati che ha visto impiegare le poche risorse per l'upgrade di ricercatori senza valutazione alcuna. Alla faccia delle selezione....

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  35. immagino di sembrare un disco rotto ma lo vorrei ripetere: la necessità di forze fresche è mascherata dall'enorme quantità di lavoro gratis. Poichè parlare con ministri, sottosegretari e compagnia bella sortisce effetti 0, APRI si potrebbe concentrare sul fare una campagna per i precari dal semplice messaggio: smettetela immediatamente di fare qualsiasi lavoro non vi competa. Nelle realtà che conosco io se i precari smettessero di fare lezioni, esami, preparare test, valutarli, compilare form di valutazione, supervisionare studenti si creerebbero casini inenarrabili. Rispetto alle promozioni, vedo in una buona percentuale di associati più la smania di titolo che di aumenti in busta paga. Può essere che questo aspetto sia molto più evidente nel mio settore che in altri ma io, per togliermi questi dai coglioni, gli darei volentieri il titolo (se abilitati ovviamente) a costo 0.
    immagino di sembrare un disco rotto ma lo vorrei ripetere: la necessità di forze fresche è mascherata dall'enorme quantità di lavoro gratis. Poichè parlare con ministri, sottosegretari e compagnia bella sortisce effetti 0, APRI si potrebbe concentrare sul fare una campagna per i precari dal semplice messaggio: smettetela immediatamente di fare qualsiasi lavoro non vi competa. Nelle realtà che conosco io se i precari smettessero di fare lezioni, esami, preparare test, valutarli, compilare form di valutazione, supervisionare studenti si creerebbero casini inenarrabili. Rispetto alle promozioni, vedo in una buona percentuale di associati più la smania di titolo che di aumenti in busta paga. Può essere che questo aspetto sia molto più evidente nel mio settore che in altri ma io, per togliermi questi dai coglioni, gli darei volentieri il titolo (se abilitati ovviamente) a costo zero.
    V.

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    1. vladimir, sono completamente d'accordo.
      il problema è che i precari sono pavidi e un po' stronzi.
      io mi son sentito dire da precari 40enni che 'fare esami (gratis e per conto terzi) è formativo e non è sfruttamento'.

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    2. insorgere, sono da internare. Ho certamente simpatia per il precario, non per tutti i precari.

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  36. ma solo io ho questi casini inenarrabili nel postare i commenti? Mi è successo più volte che sparissero nel nulla. Scusate per il doppio sopra

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    1. E' un problema nella autenticazione (almeno a me). Devi scrivere il commento dopo esserti autenticato, quindi una prima volta scrivi tipo "xxx" e fai "pubblica", ti logghi, e poi scrivi il commento vero.

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  37. confermo, bisogna scrivere il commento dopo essersi autenticati, e meglio comunque copiare il messaggio prima di clikkare.

    Sono scomparsi testi anche lunghi anche a me (che sono uno degli amministratori del blog) perche', sbadatamente, non mi ero loggato (o mi era scaduta l'autenticazione) e non avevo copiato il messaggio.

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  38. Le Grandi Masse Precarje sono più docili e sottomesse all'ordine sociale dove sono inserite - questo è un assioma di base. E' per questo che i Sindacaty sono contrari alla precarizzazzjon generalizzata dei lavoratori.

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    1. Ficcante analisi di Renzino, le grandi masse, la precarizzazione, le j sovietiche, ma che commenti sono?

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    2. Il commento è chiaro se non hai il prosciutto sugli occhi. Con tutto quello che stanno facendo, il Precarjo della Ricerca sta protestando più o meno come un Dudù sulle ginocchia della Pascale.

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    3. Chiaro il messaggio di prima? Auguri.

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  39. A me sembra che ai sindacati dei precari non gliene freghi assolutamente nulla. L'unico loro scopo è difendere i privilegi dei lavoratori dipendenti e si estingueranno insieme a questi ultimi. Semplicemente per questioni anagrafiche...

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    1. A me sembra che ai Precarj del sindacalismo non gliene freghi assolutamente nulla. L'unico loro scopo è dire tanti beccanotti contro gli Strutturati e i loro Diritti. Intanto l'estinzione dei Precarj della Ricerca è una realtà, mentre i colleghi della Scuola sono incredibilmente stabilizzata in massa senza che si legga un solo commento con qualche dubbio...

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    2. I precari dovrebbero estinguersi ed essere sostituiti da altre figure, postdoc, research scholars and that's it.

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    3. Non mi sembra una manovra da mille miliardi. Auguri anche a te.

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  40. stanno facendo di tutto per farci estinguere

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  41. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  42. La cosa triste è che pure se oggi arrivasse per assurdo qualcuno a mettere 1 miliardo di euro nell'universita', non è. He le cose migliorerebbero molto. Si assumerebbe qualcuno per farlo stare buono e si prolungherebbe la vita di un sistema marcio e corrotto.
    V.

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    1. già, infatti è vero che c'è un problema di fondi, ma non è vero che il reclutamento non funziona per quel motivo

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  43. Dov'è che funziona il reclutamento in Italia? E' il Paese che è marcio e corrotto - per questo è in declino.
    Però ti dico che nel settore che conosco, la fisica, indipendentemente dalla correttezza delle procedure, è garantito un livello di qualità adeguato. E così anche in altri settori. Quindi vi è sempre una complessità ampia con cui confrontarsi.

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    1. "indipendentemente dalla correttezza delle procedure" - gia' partiamo bene
      " è garantito un livello di qualità adeguato" - si deve cercare eccellenza, non adeguatezza, e lo si fa solo aprendosi.
      "Quindi vi è sempre una complessità ampia con cui confrontarsi" - non tutti i nominati sono inadeguati, ci sono anche ottimi ricercatori, sono d'accordo.

      Renzino, vai dai ricorsi al tar come obbligo morale al "indipendentemente dalla correttezza delle procedure", prenditi qualche ora per riflettere.

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    2. Io sono per il ricorso al TAR sempre, se la procedura non è stata rispettata.
      Però mi concedevo un commento su quello che avviene sostanzialmente, per formulare un giudizio comparativo utile a capire meglio la posizione delle diverse persone e dei diversi gruppi disciplinari.

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    3. Infatti i ricorsi al TAR hanno una lunga serie di successi, rapidi, puntuali, bella roba.
      Regolamenti e leggi devono essere rispettati alla lettera, altrimenti si entra nella solita vergogna del non si possono mettere profili dettagliati, pero' i profili servono (o per promuovere l'amico o perche' c'e' esigenza di didattica/ricerca) e quindi li mettiamo lo stesso. Gli altri si arrangino.

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  44. Domanda tecnica. Qualcuno sa se gli assegni di ricerca conferiti ai sensi dell'art. 22 della L. n. 240/2010 possono essere utilizzati per il raggiungimento del requisito dei tre anni di assegni per partecipare a un RTD tipo B? Ho visto una sentenza del TAR che dice di no, http://www.roars.it/online/come-accedere-a-posti-rtdb/, ma il MIUR ha risposto diveramente https://groups.google.com/forum/#!topic/matapp/eZZxShUnRVQ . Qualcuno ha un'idea precisa o sa a chi potrei chiedere?

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    1. Io ci ho provato un paio di anni fa e mi hanno escluso dalla procedura. Probabilmente avrei dovuto fare ricorso, ma ero disgustato.

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    2. la legge è chiarissima, contano gli assegni pre-germini (cioè banditi prima dell'entrata in vigore della legge), non quelli banditi dopo.

      il tar ha indubbiamente ragione. il miur prova a forzare la situazione ma non può modificare la legge a colpi di circolari.

      che poi sia giusto o sbagliato è altra questione

      sta di fatto che se vinci un tdb vantando 3 anni di assegni post-gelmini il primo degli sconfitti che ti fa ricorso è sicuro di ottenere l'annullamento della procedura dal tar

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    3. La cosa più ridicola è che non esiste "qualcuno a cui chiedere". Ogni legge può essere interpretata a totale discrezione di tar e simili e non c'è modo di sapere in anticipo ciò che accadrà, questa è la follia Italiana.

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    4. si si è abbastanza un delirio .... comunque grazie per le vostre risposte precise e puntuali.

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  45. La CGIL ormai ha già vinto anche adesso asfaltando l'APRi, e insorgere in particolare.

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    1. in che senso ha vinto? e perché insorgere in particolare?

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  46. perchè è il bubbone stabilizzazioni sta esplodendo. Sarà interessante capire quali saranno i parametri.
    >3 anni assegni
    >3 anni assegni post 2010
    >3 anni con abilitazione
    >3 anni stesso ateneo

    Chissà. Grazie alle battaglie sul merito ora entreranno anche gli apprendesti degli avvocati. Evviva!!!

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  47. @ganjalf
    non credo proprio che conteggino 3 di assegno di ricerca, al massimo conteggeranno 3 anni di RTDa perché nella sentenza e nel ricorso si parla di contratti a tempo determinato e gli assegni di ricerca non rientrano in quella categoria

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  48. non è in vista alcuna stabilizzazione per l'università (ed è un bene che sia così)

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  49. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  50. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  51. leonardo, gli atenei non hanno esigenze di ricerca. Non per niente la figura del ricercatore è stata tolta e le assunzioni vengono fatte solo in base alla didattica e alla vicinanza all'alone magico di qualcuno che conta . Paradossalmente le abilitazioni tengono conto solo delle pubblicazioni ma i finanziamenti non ci sono. Un gran bel casino!
    Esistono poi RTDa finanziati da privati, da progetti come Sir o Fir, da atenei più o meno virtuosi, etc etc.

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  52. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  53. Ganjalf non ho chiesto quali sono i motivi dei bandi RTDa (didattica, ricerca, o motivi politici), avevo posto un'altra questione, una questione di tipo giuridico legata alla sentenza della Corte Europea....

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  54. non c'è bisogno di una sentenza europea per capire che lasciare con il culo per terra validi ricercatori con Sir, Fir o altro e magari pure con due o tre abilitazioni in mano non è da paese civile.

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    1. E invece c'è bisogno, perché l'Italia, inventando i contratti atipici, ha evitato che ci possano essere rivendicazioni di quel tipo da parte dei Precarj universitari.
      Altro discorso sarebbe se la Corte interpretasse in modo "sostanziale" i rapporti di lavoro in essere tramite quei contratti atipici (cioè li interpretasse come lavoro dipendente mascherato, laddove possibile) ma non penso che ciò possa accadere.

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  55. Secondo te Renzino la sentenza della Corte Europea potrà avere dei riflessi (ovviamente previo apposito ricorso degli interessati) su chi vanta 3 anni di assegno? Su chi vanta 3 anni di RTDa? Su entrambi?Su nessuno dei due?Ho sentito opinioni contrastanti in merito a questa questione sia tra i sindacalisti sia tra i giuristi, molti ma non tutti sono d'accordo nel ritenere che 3 anni di assegno di ricerca non siano sufficienti, per quanto riguarda gli RTDa invece le opinioni sono molto diverse, secondo alcuni non esiste più il RTI quindi non è possibile procedere con stabilizzazioni, secondo altri c'è invece da considerare l'esistenza del RTDb. Tu Renzino, a prescindere dalla correttezza o meno delle stabilizzazioni, cosa pensi in proposito? Approfitto per chiedere se sui 3 anni di assegno è necessario distinguere tra pre-Gelmini e post-Gelmini perché i 3 anni pre-Gelmini sono equiparati agli RTDa. Anche all'interno della FLC/CGL hanno idee diverse..

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    Risposte
    1. leonardo, poi ti risponderà ronzino. di sicuro gli assegni non sono assimilabili ai contratti precari della scuola. non lo sono né quelli pre ne quelli post gelmini. quelli pre gelmini NON sono assimilati ai tda, valgono uguale per l'accesso ai tdb ma sono tipologie contrattuali diversissime.

      forse hanno delle possibilità di fare ricorso i tda - o i vecchi td moratti - ma è una strada lunga, tutta in salita e dispendiosa

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    2. La mia risposta è che il caso degli RTD sia del tutto analogo a quello degli insegnanti di scuola se si sorpassano i 3 anni nella stessa sede (cioè sia con una estensione del tipo RTDa tramite 3+2 sia con una eventuale trasformazione in RTBb dopo i primi 3 anni da RTDa, a seguito di vittoria del relativo concorso).
      Nulla da fare, invece, per gli assegni, di nessun tipo (pre- o post- Gelmini). Nel caso servisse, fatemi pure discutere con la CGIL.

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    3. Quelli che sperano in una assimilazione degli assegni agli RTD stanno in realtà cercando di farsi valutare dalla CGUE 2 cose distinte: (1) la relazione di "sostanziale dipendenza" degli assegnisti rispetto al datore di lavoro, mascherata da una condizione contrattuale di lavoro non dipendente, e (2) la sussistenza delle altre condizioni giuridiche e temporali sotto cui la Direttiva, come implementata dalla legislazione italiana, è valida.
      Io ritengo che il Giudice Europeo possa pienamente conoscere (2), come ha fatto per la scuola, ma che non voglia affatto pronunciarsi su (1).

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  56. Grazie Renzino per la risposta e per la tua disponibilità a parlare con il sindacato, un domani potrebbe far comodo la tua esperienza nel campo delle politiche e normative europee, approfitto per chiederti se va fatta una distinzione anche tra RTDa finanziati dagli atenei con punti budget e RTDa finanziati con fondi esterni perché se ci pensi la "responsabilità istituzionale" che si assume l'ateneo nel reclutare questi due tipi di RTDa è ben diversa....
    Altra domanda che invece pongo ad Alim (ma a questo punto anche a Renziono se lui la pensa come Alim ma mi pare che la pensi diversamente): perché il ricorso per gli RTDa ed i Moratti è tutto in salita?Forse perché non esiste più il RTI per una eventuale stabilizzazione come mi ha detto un membro di ARTED (ass ric tempo deter)?

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    1. è in salita perché devi fare un ricorso: tempi lunghi, costi alti, risultati incerti

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    2. poi in effetti non è chiaro in che ruolo ti stabilizzerebbero. sicuramente non in un rti. forse in un tdb= ma poi devi cmq prendere abilitazione e passare la valutazione locale.

      quanto alla differenza circa la provenienza dei fondi (interni o esterni), non credo sia rilevante

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    3. Non ci sono differenze fra RTD dal punto di vista della normativa Europea in oggetto. Dal punto di vista giuridico, l'Ateneo ha un bilancio, e paga i propri lavoratori.

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