mercoledì 15 maggio 2013

Non è un paese per giovani





Una sentenza della Corte Costituzionale, recentemente celebrata in tutte le sue magnifiche virtù dal quotidiano La Repubblica ha cancellato una delle pochissime cose buone della cosiddetta riforma Gelmini (sì, proprio lei, quella del tunnel tra il Gran Sasso e Ginevra). La suddetta legge, oltre a rendere ancor più precaria la vita dei notoriamente fortunatissimi ricercatori italiani, prevedeva anche di non consentire ai Professori Ordinari di proseguire la propria attività di ruolo negli Atenei del nostro Paese oltre i 70 anni; prima di tale riforma infatti, era facile per queste figure proseguire fino ai 72 anni* col placet dell’Ateneo di appartenenza, di fatto impedendo la liberazione di risorse utili per il reclutamento di nuovi virgulti (talvolta magari già cinquantenni). La sentenza della Corte Costituzionale appena emessa sancisce che non se ne parla nemmeno di andare in pensione a 70 anni: crepino i giovani, ma il settantenne ha tutto il diritto di chiedere una bella estensione a 72 anni, e poi chissà, magari nel 2015 esce una legge che garantisce il posto a vita a tutti, e chi si è visto si è visto. 

Il massacro dei ricercatori precari italiani ha radici antiche però, che partono dalla riforma Moratti (annus domini 2005) e si ramificano con la suddetta riforma Gelmini, che ha abolito la figura del ricercatore a tempo indeterminato. Per non tediarvi però, vi descriverò l’approccio metodologico con cui i nostri illuminati governanti hanno smontato l’Università italiana pezzo per pezzo raccontandovi una storia molto verosimile (anche se di pura fantasia), che coinvolge Konstantin Novosëlov, premio Nobel per la Fisica nel 2010.

Pochi sanno che Konstantin, cittadino russo nato nel 1974 (quindi un ragazzino di 39 anni, se guardato dal punto di vista gerontocratico nostrano) volle venire a fare le proprie scoperte in una delle nostre Università nel 2004, e lì, in una città italiana che non specificherò, scoprì il grafene. Konstantin all’epoca aveva solo 30 anni, ed aveva accettato un contratto da assegnista a 1200 eur/mese. Uno stipendio molto basso, un contratto con contributi pensionistici ancor più bassi (quasi nulli), ma la speranza di diventare un giorno Ricercatore a tempo indeterminato grazie all’eccellenza delle proprie scoperte Konstantin aveva tutto il diritto di coltivarla. Non sapeva però che Letizia Moratti era in agguato: l’approvazione della sua riforma nel 2005 crea una figura di ricercatore a tempo determinato che, a fine assegno, rappresenta per Konstantin l’unica speranza di proseguire nel proprio percorso accademico. Anche perché frattanto il suo professore di riferimento, ovviamente novello settantaduenne, ha preferito far vincere un concorso a tempo indeterminato ad un ricercatore con un paio di pubblicazioni su Topolino, ma che cucina benissimo quando ci sono le feste con gli altri ordinari a casa sua. Konstantin prosegue, e nel 2010 vince addirittura il Nobel per la sua scoperta di qualche anno prima.  

Nel frattempo, il nuovissimo Ministro Gelmini ha pensato bene di eliminare la figura del ricercatore a tempo indeterminato! E’ vero, la stessa legge prevede una nuova figura di ricercatore a tempo determinato, che a seguito di valutazione positiva delle attività di ricerca e didattica, dà luogo all’assunzione come professore associato dopo un triennio. Il nostro eroe quindi attende che tali posizioni vengano bandite, ma purtroppo nella sua area nemmeno l’ombra di un bando compare dal 2010 al 2013. Eh sì, perché di questi bandi ne sono usciti sì e no una trentina in tutt’Italia, e nessuno nel settore scientifico di Konstantin. Il quale per la verità aveva pensato di fare un’application per la posizione bandita più affine alle proprie competenze (un bando per ricercatore di Numismatica Etrusca presso l’Ateneo telematico milanese “Nerone”: www.uninerone.it), ma poi pensandoci bene aveva lasciato stare. E dopo la sentenza della Corte Costituzionale citata ad inizio articolo, Konstantin si arrende, prende un biglietto aereo e vola a Manchester, dove lavora attualmente. Perché di accettare un nuovo assegno di ricerca a 40 anni, e pagare con i propri contributi da fame le pensioni dei novelli settantunenni scienziati, Kostantin non ha e non avrà alcuna voglia.

W l’Italia! 

p.s.

La legge da facoltà agli atenei di valutare caso per caso se concedere il biennio aggiuntivo ai docenti settantenni. Però, chissà come mai, nutriamo più di qualche dubbio sui criteri con cui verranno fatte eventuali selezioni, e c'è da temere che il biennio venga concesso a tutti o quasi, come era prassi fino a non molti anni fa. 
Cosa si può fare ora, per evitare un ennesimo colpo ad un sistema universitario già incredibilmente invecchiato e in cui il ricambio generazionale procede al ritmo di marcia di una tartaruga zoppa? Per esempio il MIUR potrebbe provvedere con norme che limitassero il ricorso al biennio aggiuntivo, magari avocando a sé la valutazione dei casi eccezionali (ma devono essere davvero eccezionali) in cui concedere tale privilegio.

138 commenti:

  1. In realtà oggigiorno le Università avevano già fatto i conti con la riduzione del budget allocato agli over-70, e quindi la sentenza sbarella "un po' troppo" le cose anche per loro.

    Quindi c'è la speranza di costruire un'alleanza che non faccia tornare tutto al passato (biennio dato praticamente a tutti quelli che lo chiedevano). A questo fine bisogna però rafforzare lo Spirito Etico dei decisori locali con Norme Generali che siano veramente selettive, e si impongano sulle orde di nuovi postulanti.

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  2. sullo "spirito etico" dei decisori non punterei nemmeno una cicca.

    vedremo

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    1. Lo Spirito Etico è rafforzato dalla posizione della Norma, appunto.

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    2. purtroppo qui per applicare le norme bisogna ricorrere al tar ogni volta...è na fatica di sisifo

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    3. Non c'è stata la Riforma, non possiamo modificare la Storia...

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  3. stupisce che ci si stupisca- L'università è una scatola chiusa specchio della nostra società. Due tipologie di persone: strutturati:prof, ricercatori, tecnici, amministrativi e portinai, da una parte, dall'altra i precari, per lo più della ricerca. I secondi devono coprire il letto lasciato scoperto da una coperta troppo corta ma comunque nelle mani dei primi. Il venerdì da me, ma credo ovunque, è rappresentativo. Chi ha un contratto serio non c'è, chi ha un contratto di merda o non lo ha proprio c'è.

    Ora immaginiamoci di tirare una riga, eliminare tutti i precari dall'Università, allo stesso tempo chiedere ai dipartimenti e/o strutture di mantenere lo stesso livello di produttività con il personale di ruolo.

    Allora come lo si interrompe questo schifo, dobbiamo prendercela con il prof. che non si vede mai ma che comunque si porta e si porterà a casa i suoi 3000 euro ad vita, con il segretario finto-rincoglionito che a chiedergli un timbro gli viene l'ernia, con chi??

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    1. Benché io, essendo "scientifico", sia sempre favorevole alla presenza in Dipartimento, riconosco che sovente non è l'ambiente adatto per fare una buona ricerca. Pertanto comprendo bene quei settori dove la presenza assume un significato diverso, anche perché, come "teorico", pure io non devo sottostare alle necessità di dover fare attività di laboratorio.

      La cosa è diversa per il personale tecnico-amministrativo - normalmente ci sono.

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  4. sulla scuola http://www.repubblica.it/scuola/2013/05/18/news/pensione_per_i_professori_i_sindacati_uscite_flessibili_per_favorire_i_giovani-58970114/?ref=HREC2-3

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    1. Lì stiamo parlando di un settore dove i lavoratori *vogliono* andare in pensione più presto.
      Purtroppo i Professori Universitari non fanno parte di tale calderone.

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  5. Che l'accademia sia divisa in due e che una parte non capisce cosa subisce l'altra si vede anche da questa lettera aperta al ministro Carrozza, dove si dice tra l'altro <>

    Come se gli indicatori fosse il problema per i dottorandi borsisti e assegnisti e fosse questo che limita l'autonomia e l'originalita'!!!!

    http://www.roars.it/online/il-villaggio-dei-dannati-della-ricerca/#comments

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    1. Non e' venuto il pezzo incriminato....

      "Infine, ci sono le ricadute negative che l’utilizzo degli indicatori avrà soprattutto sui più giovani. D’ora in poi, nel “villaggio dei dannati della ricerca italiana” dottorandi, borsisti, assegnisti di ricerca e neo-ricercatori saranno impegnati nella spasmodica rincorsa al superamento delle mediane. Saranno spinti a pubblicare molto e molto fretta, scegliendo settori di indagine di moda che fruttano più citazioni di altri, privilegiando la quantità alla qualità, a discapito di autonomia, approfondimento, curiosità e originalità."

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    2. A me sembra abbiano ragione. Questo è esattamente uno dei problemi in tutti i settori di matematica, magari è nel tuo settore che non si sente tanto, ma da noi ti assicuro che queste mediane stanno creando parecchie alterazioni spiacevoli.

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  6. io ho smesso di leggere ROARS da tempo. E' gestito da un gruppo di PO che nascondono, in mezzo ad alcuni buoni spunti, tanta ipocrisia. Predicano bene, senza rendersi conto di essere stati proprio loro a rovinare l'università italiana. Meglio lasciar perdere...
    V.

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  7. le anime belle di Roars forse rimpiangono il tempo in cui i "giovani" pubblicavano solo su permesso del proprio professore di riferimento?

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  8. Su ROARS vengono espresse posizioni che sono ben radicate nella comunità scientifica internazionale - è in Italia che non hanno altra voce.

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    1. insomma i vecchi siamo noi...

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    2. Non so a cosa ti riferisci - di certo ROARS non è "rappresentante dei vecchi" né è gestito da "un gruppo di PO", come è scritto sopra. Sono entrambe falsità, e non si capisce perché si debbano brandire falsità piuttosto che discutere sul merito, che è quello che si cerca di fare su ROARS.

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    3. a me pare che roars abbia molte posizioni pregiudiziali, sono l'altra faccia della medaglia dei bocconiani

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  9. i giovani pubblicano ancora solo su permesso....purtroppo!! Questo è il vero dramma
    Pochi soldi
    0 futuro
    nessuna libertà di azione

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    1. Se una zona geografica è mafiosa, cosa si fa?

      A casa mia - per dire - si mettono Falcone e Borsellino, e se li fanno fuori ci si manda Caselli.

      Mutatis mutandis.

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  10. La mia pensione al netto è 11 mila 500 euro al mese, è piuttosto alta ma sta sotto ampiamente al tetto stabilito dal governo Monti.

    assieme a questo ovviamente

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  11. Formati in Italia, costretti ad emigrare i ricercatori italiani. Ne parliamo lunedì 27 maggio alla Sapienza: ---> http://www.facebook.com/events/539796366062590/

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  12. di buono c'è che presto grazie alle nuove misure per i giovani apriranno posizioni stabili per under 27. Stabili sopra e stabili sotto, noi precari a vita

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  13. Eventuali soldi aggiuntivi vanno buttati nella Scuola, dice il Ministro.

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  14. già....servono nuovi insegnanti. Per noi ormai nessuna speranza! Serve un gesto eclatante. Un volontario che si dIA FUOCO PER ATTIRARE L'ATTENZIONE.

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    1. In regime di volontariato chi propone un'idea è il primo a rendersi disponibile.

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    2. in ambito accademico le idee le hanno solo gli strutturati, io al massimo come no strutturato eseguo, porto il cerino e all'ordine accendo. A questo punto serve uno strutturato che si immoli per la causa precaria. Un po come quei numerosissimi prof che stanno rinunciando agli upgrade per favorire l'ingresso dei giovani o che rinunciano a parte del loro stipendio in nome di un ricambio generazionale che dia slancio alla ricerca.

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  15. http://www.lavoce.info/scuola-parola-dordine-valutazione/

    finalmente qualcuno che dice alcune cose sacrosante. tra le altre ne segnalo due che sono importanti.

    1. il sistema universitario, per mantenere un livello decoroso, ha bisogno di 1500-2000 nuovi ingressi annui (NUOVI INGRESSI E NON PROMOZIONI)
    2. andrebbe applicata la norma voluta da Mussi che prevedeva la valutazione ex-post dei ricercatori assunti nelle ultime tornate, con punizioni per i dipartimenti che hanno assunto soggetti improduttivi.

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  16. Come si fa a "punire i dipartimenti" se l'assunzione e' a seguito di un concorso espletato da una commissione ai 2/3 composta da esterni?
    Al massimo si potrebbe assegnare fondi in modo sempre piu' vincolato alla produttivita' in qualche modo valutata, ma punizioni...

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    1. salvo, lo prevede la legge.

      e cmq, sappiamo bene come andavano i concorsi, e che se ha vinto un esterno difficilmente era scarsissimo...

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  17. Assurdo, ma quando corre l'ideologia...

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  18. livon dice che presto uscirà decreto per rinviare chiusura asn a fine settembre.

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  19. bene e nel frattempo che ne sarà della nuova scadenza 31 Ottobre 2013...

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  20. Nel mio ateneo, UniTo, nessun prolungamento sarà concesso. Decisione del Rettore. Meno male, perchè qualche babbione stava cominciando a chiederlo... generazioni di privilegiati che non sanno nemmeno cosa voglia dire faticare e che sono entrati senza mai fare un concorso

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    1. caro mitopap, non dipende dal rettore ma dal miur.
      pare faranno un decreto apposito

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    2. Per quanto ho capito io, rimane a discrezione delle università concedere o meno il prolungamento... si ritorna al passato, insomma. Mi sbaglio? Spero di no...
      ps. Sono una femminuccia :-)

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    3. carA mitopap, posso solo dirti che venerdì è uscita circolare a firma Livon in cui si dichiara che 'presto' sarebbero stati prorogati i termini di lavoro delle commissioni fino al 30 settembre. Ora che il miur proroghi i termini non significa automaticamente che le commissioni non potranno finire prima, trattasi infatti di termini massimi. Tuttavia ritengo improbabile che un rettore possa opporsi ad una proroga sancita con decreto ministeriale (di questo si tratterebbe).

      Infine, se anche una commissione finisse prima delle altre non cambierebbe molto. Sembra infatti che il MIUR sia orientato a far uscire i giudizi delle commissioni tutti insieme, per evitare disparità nella distribuzione dei punti organico. PErtanto andiamo tutti alla velocità del più lento...

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    4. C'è un equivoco... Mi riferivo al prolungamento della permanenza in servizio dei BABBIONi settantenni, come da titolo del post... Il rettore di UniTO non concederà proroghe e manderà in pensione tutti gli ordinari a 70 anni!!! Avrei dovuto spiegarmi meglio, scusa!!! Ovviamente mi è venuto un colpo quando hai parlato di decreto specifico da parte del MIUR, ho temuto un trattenimento generale in servizio su decreto!!!

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    5. ah, ok.

      scusa tu, siccome il tuo commento veniva dopo altri sul rinvio delle abilitazioni ho fatto confusione.

      certo dipende dai rettori, e molto sono orientati a negare - salvo casi eccezionali - la proroga

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  21. http://furiacervelli.blogspot.it/2013/06/la-doppia-truffa-delle-universita.html?spref=fb

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  22. Segnalo che ci sono un bel po' di link morti nella colonnina di destra del blog, tra cui il link al blog degli RTI-ex apristi e a quello di Renzino l'Europeo.

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    1. grazie ilbrini. del blog degli rti-apristi sapevamo, purtroppo si son sciolti...ma non sono ex.
      una volta apristi, apristi per sempre! ;)

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    2. L'indirizzo del mio blog (che è, va chiarito, cronaca.anvur.info) soffre di un malattia che non ho più ben diagnosticato dopo il cambio di dominio - e poiché avevo lasciato l'onere e l'onore a "ROARS" di occuparsi a tempo pieno della quotidianità dei commenti sull'ANVUR, avevo anche sospeso (ma non per sempre) i miei post, in attesa di una mega-ristrutturazione del sito principale (anvur.info).
      Non temete, tornerò, tornerò...

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  23. http://www.menodizero.eu/saperepotere-analisi/276-lanvur-e-il-primo-concorso-a-titoli-variabili.html

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    1. Ho scritto più volte su ROARS che i database scaricati facevano riferimento a febbraio 2013 (risposta data dallo staff miur). Chi doveva decidere se ritirare la domanda perché aveva citazioni in bilico, poteva scrivere al MIUR per chiedere informazioni, prima di ritirare la domanda.

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  24. una buona causa, una causa da sostenere perché i ricorsi aiutano a inculcare il rispetto della legge come principio irrinunciabile:
    http://www.gofundme.com/33h5yc

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    1. Hanno tutto il mio supporto morale, ma non vedo perché qualcuno dovrebbe pagare il loro ricorso. Sarebbe meglio creare un sindacato che supporti i precari della ricerca, piuttosto.

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    2. perchè i ricorsi stabiliscono precedenti, e perché quei precedenti sono nell'interesse di tutti.
      o anche perché il rispetto della legge e delle regole, che qui è mancato, è qualcosa che dovrebbe stare a cuore a tutti.

      oppure semplicemente per fare agli altri ciò che vorresti che gli altri facessero a te

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    3. Le prime due motivazioni sono un po' deboli, la terza vale solo sei un cristiano, quindi non mi riguarda. Permettimi di insistere sul concetto del sindacato, che sarebbe l'unica forma davvero efficace. E proprio per questo motivo, non nascerà mai.

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  25. qualcuno azzarda ipotesi su scadenza 31 Ottobre 2013?

    A questo punto le proroghe avranno effetto devastante sui già devastati precari.

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  26. non so del 31 ottobre, si parla del 30 settembre. quanto ai precari, non credo saranno devastati da questo, i posti da pa tanton on erano per loro...

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  27. Carissimi, ho una domanda da un milione di dollari:

    Legge Gelmini, Art.18 comma 4:

    4. Ciascuna università statale, nell'ambito della programmazione triennale, vincola le
    risorse corrispondenti ad almeno un quinto dei posti disponibili di professore di ruolo
    alla chiamata di coloro che nell'ultimo triennio non hanno prestato servizio, o non
    sono stati titolari di assegni di ricerca ovvero iscritti a corsi universitari nell'università
    stessa

    Cosa vuol dire "che non hanno prestato servizio"? Se io ho fatto professore a contratto nell'ateneo X, posso usufruire della chiamata da associato come esterno secondo questo comma o no? E se negli ultimi 3 anni ero esercitatore? E se ero un post-doc non assegnista?

    Grazie!

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    1. Michela dovrebbe valere per tutto, addirittura vale per lo esser stati studenti. In qualita' di "professore a contratto" si ha preso servizio. Lo spirito della legge e' definire quale "esterno" chi proprio non ci ha mai avuto a che fare (ne' da studente ne' da lavoratore) con quell'ateneo, questo per ovviare ai giochini di cui tutti sappiamo.
      Ovviamente questo e' lo "spirito" della legge, poi se si troveranno cavilli chi lo sa.

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  28. intendevo cosa ne sarà della scadenza del nuovo bando (ottobre 2013) e delle mediane, l'ANVUR provvederà a fare qualche ritocchino, ovviamente verso l'alto. A questo punto uno spostamento al 2014 porterebbe a variazioni non da poco su indicatori hc e n pubblicazioni. Una presa per il culo!!!

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    1. L'ANVUR può ritoccare le mediane solo nel 2014 (ogni due anni), contestualmente dovrebbe anche inserire indicatori legati all'impact factor. Questo in teoria...

      Ad ogni modo non credo che la scadenza di Ottobre 2013 salterà, creerebbe un vulnus gigantesco nella procedura, più probabile che nel 2013 si faccia e nel 2014 cambi completamente tutto.

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  29. "[...] A proposito di ricerca, il ministro ha indicato come priorità strategica un “Piano straordinario nazionale reclutamento ricercatori con bando nazionale”. [...]"
    Illa Dixit.

    http://www.partitodemocratico.it/doc/255456/pd-finalmente-piano-serio-per-rilanciare-scuola-universit-e-ricerca.htm?utm_source=twitter&utm_medium=social&utm_content=pd&utm_campaign=puglisi+su+carrozza

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    1. C'è da chiedersi se ricercatori a) o b)...

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    2. Mary Clear: "[...] Per quanto attiene gli interventi sul personale ricercatore e docente dell’università, ritengo una priorità strategica quella di prevedere da subito un Piano straordinario nazionale reclutamento ricercatori ex art 24, comma 3, lettera b)
      Legge 240/10, con bando nazionale, che di fatto si configura come l’estensione ad una nuova categoria (i candidati attivi in Italia) del Programma per giovani ricercatori Rita Levi Montalcini, attualmente riservato a studiosi attivi all’estero. I vincitori del bando scelgono l’università presso la quale essere assunti con contestuale
      assegnazione all’ateneo delle relative risorse. Considerato che il costo annuo di un contratto è stimato in € 70.000, l’importo complessivo per l’attivazione ad esempio di 1000 posizioni richiede, a regime, una spesa di € 70.000.000. In relazione all’ottenimento dell’abilitazione scientifica nazionale, al termine del terzo anno tali contratti consentono l’assunzione del soggetto come Professore di II fascia ai sensi dell’art. 24, comma 5 della Legge 240/10. [...]"

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    3. a volte ci danno retta :)

      vedere il post precedente

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  30. forse è meglio postare per intero la parte che ci interessa. ci sono luci, ma anche ombre.
    in sostanza son le richieste curi, solo che 1. non gli ha tolto il vincolo po-tdb (e non è chiaro come contino i tdb nazionali in questo giochino) 2. i soldi di cui si parla sono gli stessi indicati dalla crui 70 mijoni per precari 90 per progressioni di carriera (te pareva...). 3. ripristino dei soldi tagliati da monti 4. eliminazione blocco turnover
    5 in più dice, espressamente, che il turnover normale dovrà andare a po e amministrativi.

    cmq un passo nella giusta direzione
    Per quanto attiene gli interventi sul personale ricercatore e docente dell’università, ritengo una priorità strategica quella di prevedere da subito un Piano straordinario nazionale reclutamento ricercatori ex art 24, comma 3, lettera b) Legge 240/10, con bando nazionale, che di fatto si configura come l’estensione ad una nuova categoria (i candidati attivi in Italia) del Programma per giovani ricercatori Rita Levi Montalcini, attualmente riservato a studiosi attivi all’estero. I vincitori del bando scelgono l’università presso la quale essere assunti con contestuale assegnazione all’ateneo delle relative risorse. Considerato che il costo annuo di un contratto è stimato in € 70.000, l’importo complessivo per l’attivazione ad esempio di 1000 posizioni richiede, a regime, una spesa di € 70.000.000. In relazione all’ottenimento dell’abilitazione scientifica nazionale, al termine del terzo anno tali contratti consentono l’assunzione del soggetto come Professore di II fascia ai sensi dell’art. 24, comma 5 della Legge 240/10.
    Accanto a tale intervento di reclutamento dei ricercatori, è necessario rifinanziare la seconda parte del piano straordinario per il reclutamento di professori associati (ex art. 29, comma 3, della legge n. 240/2010) della durata di sei anni
    27
    previsto dalla legge 240/10 ma finanziato solo per i primi tre anni. In questo modo si porterebbe termine il processo di promozione ad associato dei più meritevoli tra gli attuali ricercatori a tempo indeterminato, offrendo una prospettiva concreta alle procedure di abilitazione in corso. Ciascuna annualità ha un costo stimabile in € 90.000.000.
    Il combinato di questa misura e di quella sui nuovi Ricercatori, che permetterebbe agli atenei di utilizzare eventuali disponibilità proprie per il reclutamento di professori ordinari e di tecnici amministrativi, consentirebbe di ricostruire una politica organica di crescita del personale universitario senza accentuare squilibri dovuti al susseguirsi di interventi riservati ad una sola fascia o ruolo.

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  31. ovviamente queste sono le proposte/richieste della carrozza. le daranno quei soldi?
    e in che tempi lo farà?

    in mezzo a tutto questo c'è il blocco delle abilitazioni che complica tutto

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    1. Forse spera di fare Aumma Aumma con il PresdelCons, visto che lei è Lettiana.

      Ricordo che, ai tempi di Prodi & Mussi dal 2006 al 2008, il Piombinese fu nettamente svantaggiato rispetto ai colleghi di Governo per il fatto di essere un oppositore alla nascita del Partito Democratico. Se gli avessero dato i soldi che chiedeva, c'era il rischio che mietesse consensi con il suo Partitino alla sinistra del PD (che poi non riuscì mai, invece, a svezzarsi, e confluì più tardi in SEL).

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    2. sicuramente il dato politico ora è più favorevole che ai tempi di mussi.

      io resto convinto che la proposta mussi sul reclutamento fosse la migliore degli ultimi anni, cmq anche un livello nazionale di reclutamento (con scelta di sede da parte dei vincitori) - se integrato come canale parallelo a quello locale e come modalità semi-permanente e non occasionale - aiuterebbe a cambiare radicalmente il sistema

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  32. @Insorgere
    -cosa vuol dire "come canale parallelo a quello locale"?
    -e poi la sede avrebbe sempre potere di scelta? (cioè io, Pippo e Paperino scegliamo Topolinia ma poi la sede potrà sempre dire come ora "scelgo lui perchè si confà di più alle mie esigenze?") se si, cosa cambia?

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  33. siberai, cambia tantissimo.

    ovviamente bisognerà vedere come definiscono i parametri, ma nella nostra visione la dinamica è un po' questa:
    1. ci sono mille posti, quei posti sono suddivisi tra gli atenei in base a quota premiale, dimensioni ecc
    2. i mille posti sono assegnati a mille candidati in base a una graduatoria
    3. in ordine di graduatoria i vincitori scelgono la sede.
    4. quando i posti in una sede sono terminati quella sede non è più selezionabile dai vincitori
    5. se la sede rifiuta un candidato viene penalizzata (per es. perde il posto da tdb che viene trasferito ad altra sede)

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    1. l'idea e' buona, ma come fai a mettere in graduatoria persone dai CV diversi? Si fa una classifica per ogni SSD?

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  34. quanto al fatto che sia un canale parallelo:
    ci saranno i concorsi nazionali e resteranno anche quelli locali. infatti nulla impedisce agli atenei di bandire autonomamente dei concorsi da tdb, e di svolgere le selezioni localmente

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  35. Grazie per la spiegazione.
    Forse sono mal pensante ma su un sistema a 2 canali temo che succederà che la sede accetterà il posto solo se è di un vincitore che gradisce altrimenti bandirà localmente.
    E un'altra cosa: avedo in casa 2 candidati manderà il più bravo a giocarsela a livello nazionale e il più somaro si ritroverà il concorso facile facile in sede.
    Mi sembra che si cerchino arzigoggoli per non affrontare in maniera seria il problema, anche questa "non è la via per andare al santo...." (cazzo è tanto difficile fare la valutazione/finanziamento ex post??????????)

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    Risposte
    1. siberia, sì è difficile in questo paese.
      e - sopratutto - la via della valutazione ex post (che apri sostiene e ha sempre sostenuto) potrebbe incidere nel lungo periodo, ma non porterebbe a nulla nel breve.

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  36. se si intervenisse sul cuneo fiscale (Irap, oneri previdenziali e trattenute, esenzione IRPEF) e sulla defiscalizzazione dei finanziamenti privati i posti potrebbero essere mooooolti di più....ma non c'é peggior sordo di chi non vuol sentire......

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    1. Cioè vuoi che alcuni lavori siano scontati "a prescindere"?

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    2. renzino, cosa intendi con "a prescindere"? da cosa?

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    3. A prescindere da forti motivi sociali a favore della defiscalizzazione. In generale non sono favorevole a schemi che pretendono di risolvere "on the cheap" il problema del lavoro.

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    4. quindi preferisci tenerti il nulla esistente. . . .profetizzando il ritorno della belle epoque

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    5. Lavoro scontato è solo fuoco fatuo, e ci fa tornare a prima della belle epoque.

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    6. l'eliminazione dell'irap dal costo del lavoro la vogliono tutti...sindacati, imprese e lavoratori......idem la riduzione del cuneo fiscale e contributivo........speriamo che il nuovo ministro sia sensibile a questi temi, altrimenti siamo fritti....

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    7. Amico mio, hai presente quanto vale l'IRAP?

      L'IRAP fu in origine la "semplificazione" di 15 tasse preesistenti; non fu una introduzione ex abrupto del "cattivone" Visco, che invece veniva incontro alle richieste del poppolo anche allora.

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    8. Con l'istituzione dell'Irap sono stati soppressi diversi tributi, ma cosa c'entra?
      Eliminare tale imposta dagli stipendi dei ricercatori costerebbe pochissimo all'erario, idem la defiscalizzazione ai fini Irpef e varrebbe la pena portare tali tematiche all'attenzione del Ministro....mi rendo conto che nel nostro Paese è quasi impossibile parlare di temi concreti e si preferisce parlare di massimi sistemi di hegeliana memoria, sognando un mondo ideale che non arriverà mai......così non cambia nulla e chi sta dentro è dentro e chi è fuori è fuori....

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    9. In generale, tutta la ricerca scientifica pubblica andrebbe detassata. E' ridicolo che lo Stato paghi le tasse a sé stesso. Ancor più ridicolo che se un ente esterno vuole finanziare un ricercatore universitario deve anche pagare le tasse allo Stato.

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    10. Che vuol dire "detassare"? Non è affatto ridicolo che lo Stato paghi le tasse a se stesso, è una banale uguaglianza giuridica che ha anche conseguenze laddove il lavoratore avesse altri redditi.
      Chiedere di essere considerati speciali è una gara a cui in Italia già troppi partecipano. L'importanza della ricerca deve riflettersi in maggiori stanziamenti non nella richiesta di essere speciali.

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    11. grande Marc! Ti approvo in pieno.....ma non ce la farai mai a convincere il morettiano Renzino....dai...così...facciamoci del male!!! W il modello sovietico!!

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    12. Siete un Paese devastato. Siete morti, camminate solo perché in passato avete racimolato dei risparmi. Continuate l'autodistruzione che avete messo in opera da decenni e poi noi dall'Europa verremo a farvi il funerale. Di Serie B, ovviamente.

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    13. Al di là dei facili anatemi e delle profezie di sventura si riesce a fare un discorso serio oppure la si butta sempre in polemica? Mi sembra che anche in Europa ci sia "qualche" problema di finanza pubblica....o no? Harvard, Oxford, Cambridge, Yale, ecc. ecc., si finanziano in gran parte con finanziamenti privati e non mi risulta che siano delle università scadenti......

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    14. Vabbè allora facciamo confusione sul piano su cui stiamo discutendo.
      Harvard e Yale saranno pure "private" ma pagano contratti di lavoro comprensivi di tutte le imposte (e certamente anche l'assicurazione sanitaria) ai loro dipendenti. Magari cercheranno di pagarli sempre di meno, come tutti i datori di lavoro, ma non certo di eludere le imposte.

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    15. Renzino tieni presente che le università anglosassoni hanno fonti di finanziamento plurime (donazioni, finanziamenti pubblici e privati, merchandising, royaltes...)...se quelle italiche restano attaccate ai (pochi e sempre più scarsi) fondi pubblici mi spieghi dove trovano i soldi?
      Cosa c'entra poi l'elusione con i regimi fiscali agevolati? L'aliquota ridotta per i c.d. "contribuenti minimi" ha consentito a molti giovani di aprire una nuova attività....forse sarebbe il caso di aprire un "tavolo tecnico" con il Ministro su queste tematiche concrete....provarci non costa nulla....tieni presente che anche l'attuale governo non può fare nulla (a parte alcune operazioni di marketing mediatico) per mancanza di fondi e le prospettive macroeconomiche per il 2014 non sono rosee.....

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    16. Inoltre immagino che le donazioni alle università anglosassoni siano detraibili in gran parte dalle tasse. In Italia temo la situazione sia diversa.

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    17. immagini bene.....ma da noi il privato è il demonio e non deve entrare nell'università.....peccato che molti dei nostri attuali atenei poi chiuderanno...già si sono ridotti i corsi di laurea....stanno chiudendo alcune sedi distaccate...poi chiuderanno quelle principali (alcune sono già tecnicamente in default e vengono tenute artificialmente in vita)....

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    18. infatti una delle proposte apri è di rendere pienamente detraibili i contributi privati agli atenei

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    19. Grande Insorgere!! Cambierà qualcosa soltanto se cambieremo noi....

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  37. In tutto questo che succede se qualcuno vince un posto RTD-b e nel frattempo ha già avuto l'abilitazione a PA nella tornata 2012 o 2013? Lo passamo a PA automaticamente alla fine dei tre anni o dovrà ripetere l'abilitazione alla fine dei tre anni da ricercatore?

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  38. a me hanno detto che dovra' ripetere l'abilitazione. Ho chiesto: se uno nel frattempo la prendesse da ordinario se potesse essere "sostitutiva" ma non mi e' hanno saputo rispondere...

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  39. A questo punto hanno parametri ed indicatori che creino una graduatoria tipo scuola con punteggio. Ognuno sa dove si trova e quando sarà il suo turno.

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  40. Oggi Livon ha convocato tutti i presidenti delle commissioni a Roma.
    qualcuno ha notizie?

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  41. http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2013/06/13SIJ4148.PDF

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    1. Tra i tecnici circolano due bozze di provvedimenti - un decreto e un ddl - contenenti numerose misure. Un decreto di 15 articolo e un ddl di 82 che spazia da fisco a lavoro, da privacy ad ambiente.

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    2. renzino, deduco che hai i testi. puoi inoltrare a presidente@ricercatoriprecari.it per favore?

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    3. Noooo non ho dettagli maggiori - magari li avessi, siamo tutti curiosi! E' quello che si leggiucchia di straforo in rete.
      L'ho letto su Lettera 43, per dire.

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  42. Tolgono i blocchi sulle assunzioni riportando tutto al concetto di "facoltà assunzionale" definito all'art. 7 del d.lgs. 49/2012. Non si vede traccia del programma speciale per i 1.000 RTDb. APRI fregata in extremis da qualche coalizzjone di Atenei.

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    1. il programma speciale non doveva passare dal cdm

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    2. Allora s'aspetta e si spera (?).

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    3. si lavora e ci si confronta

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    4. Dice il saggio che rimettono il blocco "di sistema" al 50%. Lotte dell'ultimo minuto...

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    5. "Con questo provvedimento si libereranno posti per 1500 ordinari e 1500 nuovi ricercatori" di tipo B, aggiunge Carrozza.

      http://www.repubblica.it/politica/2013/06/15/news/consiglio_dei_ministri_decreto_del_fare-61169857/?ref=HREA-1

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  43. E voi credete veramente ai 1500 RTDb ???? Bravi... bravi.... credeteci....

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  44. sarebbero un numero più che discreto.

    quanto al fatto di crederci o meno, bisognerà vedere i dettagli del provvedimento approvato, al di là dei proclami giornalistici.

    qui la carrozza si riferisce a posti che derivano dallo sblocco del turnover, quindi a bandi locali, e al vincolo 1 po - 1 tdb introdotto da profumo.
    immagino ritenga che i nuovi punti organico liberati con lo sblocco del turnover andranno in ordinari e tdb per effetto del rinnovo (per tre anni) del piano straordinario di reclutamento pa che aveva annunciato.

    ovvaimente gli atenei potrebbero usare quei punti anche in altro modo, per esempio per tda, o per tecnici, o per pa. tuttavia è ragionevole ritenere che vorranno fare ordinari (prevalentemente) anche perché i posti da pa sono coperti dal piano straordinario. se vorranno piazzare ordinari nuovi post-abilitazione dovranno fare tdb, ergo il proclama della carrozza ha un suo fondamento. anche se i numeri sono tutti da verificare

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    1. Mi sembra un'analisi corretta (anche alla luce del commento successivo). 1500 ordinari e 1500 RTD b) sarebbe quindi una ragionevole approssimazione, se i conti del turnover sono corretti. Non mi è chiaro però perché si parli di spesa prevista se la spesa è già inclusa nella dotazione del FFO.

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    2. si parla di spesa prevista perché col turnover ridotto i risparmi andavano al mef...

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  45. dal comunicato stampa del governo:

    1) Sblocco del turn over al 50% per Università ed enti di ricerca dal 2014

    Si ampliano le facoltà di assumere delle università e degli enti di ricerca per l’anno 2014, elevando dal 20% al 50% il limite di spesa consentito rispetto alle cessazioni dell’anno precedente (turn over). Le singole università potranno quindi assumere nel rispetto delle specifiche disposizioni sui limiti di spesa per il personale e per l’indebitamento senza superare, a livello di sistema, il 50% della spesa rispetto alle cessazioni. Con questo provvedimento si liberano posti per 1.500 ordinari e 1.500 nuovi ricercatori in “tenure track” sul Ffo nel 2014. Spesa prevista: 25 milioni nel 2014; 49,8 nel 2015.

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  46. Qui dice: "Copertura mediante taglio spese esternalizzazione servizi per le scuole"

    http://www.lastampa.it/2013/06/16/blogs/diritto-di-cronaca/si-assume-nelle-universita-59AtGvluYCuqekSJC2ChtI/pagina.html

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  47. Premetto che sicuramente non mi è chiaro qualcosa, ma se il decreto si limita a sbloccare il turnover e non a dare risorse aggiuntive nel FFO questi 25 e 50 milioni di spesa prevista a cosa servono? Ad una parte di spesa che non va sul FFO?

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    1. servono a coprire l'aumento del turnover.

      con un turnover ridotto, quando un ordinario a fine carriera va in pensione e assumi un ricercatore i costi si riducono. la differenza va al ministero dell'economia.
      quindi aumentando il turnover bisogna trovare fondi aggiuntivi per non creare un buco

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    2. S'aspetta e si spera una reintegrazione dei 300 milioni, ma intanto dice che si raschia altrove e si procede innanzi.

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    3. la vedo dura. sia per questo ministro, sia per la durata del governo...secondo me non arrivano a fine settembre

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  48. intanto anzichè slittare a settembre i termini per alcune commissioni dell'abilitazione scientifica nazionale sono stati prorogati solo di una settimana...
    http://abilitazione.miur.it/public/documenti/commissioni/Proroga_termini_190613.pdf

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    1. slittano a settembre. questo è solo un rinvio tecnico.
      spiegazione: stanno preparando dl per rinvio a fine settembre. per farlo hanno evidentemente bisogno di un po' di tempo, quindi hanno rinviato al 28 le commissioni che dovevano chiudere oggi con il progetto di far uscire dl di proroga per tutti al 30 settembre entro il 27 giugno.

      in ogni caso ricordo che, siccome il miur ha deciso che i risultati usciranno per tutte le commissioni insieme, si va tutti alla velocità della commissione più lenta. ci sono commissioni nominate 10 giorni fa che ancora non hanno cominciato i lavori.
      ergo, a settembre ci sarà altra proroga.

      io non scommetterei sul buon esito di tutta la procedura

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    2. Esiste un documento ufficiale del MIUR che dettaglia la sua decisione ad aspettare i risultati di tutte le commissioni?

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  49. @insorgere
    certo che se tutta la procedure va a "buone donne", veramente mi domando cosa resterà dell'università italiana...
    V.

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    1. vladimir, ovviamente non è un segnale incoraggiante.

      io mi limitavo a prendere atto di alcuni dati di fatto: 1. non riescono a rispettare le loro scadenze 2. ci sono commissari che hanno rilasciato interviste al corriere dichiarando "impossibile" leggere e valutare tutte le pubblicazioni che per legge dovrebbero leggere e valutare (si parla per inciso di milioni di pagine). 3. se le commissioni non chiudono, per qualsivoglia motivo, il governo non può costringerle.

      il problema di fondo è che tutto è stato pensato male e realizzato peggio. tutto il meccanismo previsto dalla riforma gelmini è una vera e propria catastrofe.

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    2. http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/il-compito-impossibile-del-prof-leggere-1-610-pagine-al-giorno.flc

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  50. intanto mentre da noi si parla al massimo di RTB nella scuola si stabilizzano i precari, 10-20-50000!!! La ministra sa benissimo che nel sistema Universitario serve il precario, possibilmente datato, con esperienza, valido e ricattabile.

    E' cosi impossibile pensare a dei posti per precari meritevoli? E' cosi impensabile levare dal guano precari con parametri superiori alle mediane del proprio settore?

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    1. Comunque sarà sempre attraverso concorsi (riservati) secondo la logica del "doppio canale" inventata da Profumo.
      All'Università non esiste il concetto di "graduatoria" dei precarj. Potresti sempre proporlo, in questi tempi di quantizzazione e di ANVUR.

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    2. Scusami Ganjalf... ma la situazione è molto diversa. Nella scuola superiore gli attuali precari hanno già (con rinnovo annuale) la titolarietà di una cattedra, senza la quale non si coprirebbero le attuali classi.
      Non mi risulta che la totalità degli assegnisti sia titolare di un insegnamento presso le Università, che anzi non hanno bisogno di docenti per nuovi corsi (avrebbero bisogno di ricercatori... ma la ricerca in Italia non è mai stata strategica). Inoltre ogni anno nella scuola pubblica vanno in pensione intorno alle 10.000 unità, se non prendono i precari (nonostante i tagli a raffica) non saprebbero a chi affidarle le cattedre. Inoltre faccio il mio caso diretto, ho già vinto un concorso per entrare alla SSIS, ho seguito due anni di corso facendo un'altra ventina di esami (è vero alcuni pro forma, ma che comunque richiedevano un certo impegno), ora sto facendo il concorsone dove ho passato test, due prove scritte e una prova pratica... se alla fine di tutta questa trafila il Ministero decide di darmi una cattedra non mi pare uno scandalo.
      Tieni presente che lo dico da persona ancora alla ricerca di una posizione accademica, dopo 6 mesi in Germania ed 1 anno in UK.

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  51. http://abilitazione.miur.it/public/pubblicacandidati.php

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  52. @insorgere
    ma cosa sono ... solo l'attestazione di chi ha mandato la domanda perchè ho visto dei curricola imbarazzanti...che penso verranno bocciati....

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    1. Sono i curricula di tutti coloro che hanno fatto domanda.

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    2. Obiettivo di ogni esame di abilitazione è appunto discriminare gli abili dagli inabili.

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    3. è un esercizio di trasparenza.

      le commissioni valutano in modo indipendente e autonomo, ma il pubblico ha il diritto di sapere chi ha fatto domanda e con quali titoli

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    4. e' una cosa ben fatta finalmente. Peccato che queste abilitazioni serviranno a poco o niente.
      V.

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    5. Non ci fu dato sapere quali fossero i 300 candidati che aspiravano al Direttivo ANVUR, dai quali il Comitato di Selezione scelse una rosa di 15.

      Esercizio di oscurità.

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  53. le commissioni valutano in modo indipendente e autonomo, ma il pubblico ha il diritto di sapere chi ha fatto domanda e con quali titoli

    e aggiungerei ......e di chi!!!

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  54. semplicemente etica=posizione nomi!!

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  55. Volevo fare alcune riflessioni sulla sempre crescente difficoltà ad accedere ai ruoli nell'ambito universitario. Ho diversi amici che seppur con validissimi curriculum dopo anni e anni di precariato nell'università (borse, assegni di ricerca, dottorati...) hanno dovuto gettare la spugna o sono dovuti emigrare all'estero.Ora, col pesante blocco del turn over vigente ormai da anni, i bilanci in rosso delle università,  la famosa abilitazione nazionale il cui concorso è soggetto a continue proroghe e da ultimo la recente sentenza della Corte Costituzionale che reintroduce la possibilità a discrezione delle singole università (ma i criteri per il trattenimento in servizio sono davvero oggettivi?) i professori per un biennio oltre l'età pensionabile viene proprio da pensare:l'Italia non è un paese per giovani!Vi inoltro un ironico video postatomi da un amico, in esso si ironizza sui docenti abbarbicati alla poltrona che farebbero carte false per restare in servizio, magari con qualche bella carica tipo preside, rettore, partecipare alle commissioni di concorso..., se potessero resterebbero anche fino a 150 anni, questi spesso non sono però contrapposti a giovani leve, ma ad altri dinosauri che cercano disperatamente di accedere al mondo accademico anche in tarda età pur di acquisirne i privilegi...una vera e propria "Guerra dei baroni!"Vi posto il link al video presente su YouTube: http://www.youtube.com/watch?v4H4fnqbFO20&sns=em   Cordiali saluti

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