sabato 5 gennaio 2013

APRI chiamata a dire la sua a Baobab - RAI Radio 1

L'interesse dei media verso i mali che affliggono la ricerca in Italia si è risvegliato a seguito della scomparsa di Rita Levi-Montalcini, che fino all'ultimo ha lottato per sostenere l'importanza del finanziamento pubblico in tale settore, così cruciale per la competitività del nostro Paese..

La trasmissione radiofonica Baobab di Radio 1 Rai (condotta da Francesco Graziani e Tiziana Ribichesu) ha chiesto il nostro parere a tal proposito, dandoci un'occasione importante per far sentire la nostra voce proprio l'ultimo giorno dello scorso anno. 

Ecco dunque il link al podcast dell'intervista (a partire dal minuto 30; in contemporanea potrete ascoltare anche l'intervista al prof. Luigi Nicolais, Presidente del CNR):



26 commenti:

  1. ma chiudetelo sto blog ormai patetico...

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  2. effettivamente senza che ve la prendiate troppo dovreste cambiare un pochino linea

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    1. effettivamente siamo un po' sfigati...

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  3. effettivamente l'entusiasmo iniziale si è sgonfiato anche perchè nel succedersi dei vari governi, nonostante tante chiacchiere, s'è visto che non s'è mai combinato una cippa...(a parte quelli che si son sistemati, beati loro...)

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    1. non è vero. qualcosa l'abbiamo ottenuto: i concorsi con soli ordinari, col sorteggio e senza prove scritte erano una nostra proposta accolta dal governo.

      poi qualche piccola cosa qua e là è stata ottenuta, qualche emendamento grazie alla benemerita ghizzoni...

      un po' di articoli sulla stampa per denunciare storture varie.

      certo non potevamo essere noi a rifare la riforma dell'università a nostro piacimento.

      le forze in campo erano ben più potenti e organizzate di noi: cosa può apri contro crui, cun, r29a ecc?

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    3. Io sono stato danneggiato dall'aver tolto le prove scritte dai concorsi, che erano un modo per far fuori chi magari riusciva a mettere il proprio nome su qualche articolo, ma senza realmente padroneggiare la materia. Quindi scusatemi se non vi dico grazie.

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    4. capisco tutto, ma difendere le prove scritte proprio no...

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    5. Evidentemente dipende dai settori.

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  4. cmq c'è un nuovo post, con le proposte apri alle forze politiche

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  5. perchè scusa quale sarebbe il vantaggio di avere concorsi con soli ordinari in commissione. Conosco molti più ordinari-fava che ricercatori o associati...

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  6. che tra loro gli ordinari possono anche litigare, mentre coloro che sono di grado inferiore solitamente sono ricattabili.

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  7. eh già così invece di smafiare uno solo smafiano e si scambiano i favori in 3!!!

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  8. @insorgere
    il tuo è ragionamento trito e ritrito, ennesimo fallimento dell'Apri: siccome i ricercatori e ass sono ricattabili, diamo tutto il potere ai ricattatori.

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  9. Gennaro, quanto dici in realta' evidenzia solo che il sistema di reclutamento non funziona.
    Ed evidenza anche un problema di (mancanza di) etica del sistema.

    Non so se hai mai partecipato ai concorsi RTI vecchia maniera con la commissione mista. Il ricercatore (e anche PA) magari sul piano scientifico diceva la sua, ma era completamente SUCCUBE di decisioni altrui. In fondo svolgeva per onore/favore. Poi, certo, poteva dire la sua sul piano scientiico, e poteva cominciare a criticare sui candidati anche predestinati, e nella sua "onesta'" (intelletuale?) impuntarsi.

    Mi immagino la scena: l'ordinario lo guarda, un po' sorpreso,aggrotta il ciglio, lascia fare. Si prepara a risolvere 'il problema'. Tutto va come deve andare. Il 'dissidente' ha avuto l'onore di partecipare ai lavori di una commissione di concorso; per la, probabilmente, prima e ultima volta.

    Fare una commissione di soli ordinari, magari sorteggiati, non risolve il problema, ma almeno evita molta ipocrisia.

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  10. veramente non capisco come facciate a non rendervene conto. Qualsiasi tipo di commissione e' comunque un'ipocrisia e ha l'unica funzione di deresponsabilizzare rispetto alla scelta del candidato vincitore. Bisogne dare all'ordinario locale potere assoluto di scelta sul candidato ed allo stesso tempo tutta la responsabilita' con severi controlli ex post e la possibilita' di severe penalizzazioni.
    V.

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  11. E' esattamente quanto ho detto. E' il sistema di reclutamento che non va. L'idea di avere solo ordinari NON e' la soluzione. E' un (piccolo) modo di risolvere l'ipocrisia insita nei vecchi concorsi.
    Direi che la proposta di Vladimir (ordinario locale che decide "da solo") e' un po' troppo spinta per il sistema italiano. Anche se va nella direzione della "chiamata diretta responsabile" di APRI.

    E' stato discusso un possibile sistema alla francese che dispone ad una scelta collegiale (anonima) la scelta dei candidati (short list) e quindi l'ordinario decide tra questi.

    E' solo uno dei possibili metodi per evitare "il potere assoluto di scelta del candidato" senza tuttavia la responsabilita'.

    Chi ne ha altri li esponga.

    p.s. personamelmente penso che il sistema senza un adeguato finanziamento non potra' tutto via funzionare; qualunque sistema. Se le scelte vengono fatte ogni volta per una singola posizione centellinata, e' chiaro che i criteri di scelta pescheranno nelle spinte piu' basse....

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  12. francamente, anche se mi piacerebbe, dubito che nel breve le risorse a disposizione del sistema incrementeranno. Bisogne cercare di ridistribuirle dando di piu' ai virtuosi e di meno agli altri. Uno dei problemi oggi e' che le (poche) risorse arrivano a prescindere da produttivita', qualita' del lavoro ecc. ecc.
    Rispetto al sistema di reclutamento, a mio parere abilitazione nazionale + chiamata diretta potrebbe andare anche bene. Ovviamente migliorando l'abilitazione: non voglio sollevare un vespaio, mi pare che nei settori bibliometrici funzioni abbastanza bene, in quelli non bibliometrici e' una tragedia.
    V.

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  13. http://abilitazione.miur.it/public/documenti/Nota_circolare_754.pdf


    come dimostra questa circolare il meccanismo non funziona per nessuno, perché le mediane non sono in alcun modo vincolanti. il miur ha detto chiaro che le commissioni possono fare il bello e il cattivo tempo, come al solito

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    1. La tua Weltanschauung italiana ti impedisce di concepire il fatto che "le mediane non sono in alcun modo vincolanti" non implica che "le commissioni possono fare il bello e il cattivo tempo" anche - voglio dire - con solo riferimento agli elementi numerici dati da quei parametri.
      Io non mi stanco di ripetere che una valutazione professionale e deontologicamente appropriata (che è quella che si fa nel resto del mondo civile) è capace di apprezzare tutto l'intervallo che esiste fra "obbligo" (vincolo, nel tuo linguaggio), e "indifferenza" (mera possibilità, non vestita con apprezzamenti positivi o negativi).
      Invece è proprio questa la cultura che si deve promuovere, in ogni caso.

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    2. vedremo. Almeno le liste degli abilitati e CV saranno pubblicate e potremo calcolare che percentuale degli abilitati non supera le mediane. Io spero vivamente 0%, ma come giustamente dici, in Italia non si sa mai...
      V.

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    3. Sei l'esempio del degrado della cultura a oggetto ornamentale, sol perchè numerabile.
      Che schifo.

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