
Citiamo
solo le seguenti: “Chi vuole rimanere in
ruolo oltre i 70 anni offende la propria università e offende i giovani” e “A
70 anni i professori universitari, se fossero generosi e onesti, dovrebbero
andare in pensione”.
A
parte i grotteschi aggettivi “generoso”,
che si commenta da sé, e “onesto” (non
ci pare, infatti, che i professori commettano alcun atto di disonestà), che
cosa risponderebbe se i giornalisti Le chiedessero:
“Signor Ministro, ma lo sa che i Professori universitari vanno
regolarmente in pensione a 70 anni, in quanto la proroga di altri 2 anni è possibile
ma estremamente rara?”.
Anche
i Suoi cinguettii, Signor Ministro, sembrano sottolineare la Sua volontà di
dare spazio ai giovani (“il prossimo anno
sarà l'anno dei giovani ricercatori, e dobbiamo sbloccare i contratti da
ricercatore di tipo b”, M.C. Carrozza, Twitter, 29 Ottobre).
Signor
Ministro, siamo seri per cortesia. Concentriamoci sui fatti e prendiamo, ad
esempio, un piccolo ma non insignificante dettaglio in palese contrasto con il
Suo imperativo.
Per garantire nuovi accessi ai ruoli accademici da parte di giovani, nel Decreto Legislativo 49/2012 (Governo Monti) fu introdotto l'obbligo di bandire un posto da RTD-b (Ricercatore a Tempo Determinato di tipo b, vale a dire le figure che, ai sensi della Legge Gelmini, dopo tre anni dovrebbero accedere al ruolo di Professore Associato) per ogni nuovo posto o promozione a Professore di I fascia.
Per garantire nuovi accessi ai ruoli accademici da parte di giovani, nel Decreto Legislativo 49/2012 (Governo Monti) fu introdotto l'obbligo di bandire un posto da RTD-b (Ricercatore a Tempo Determinato di tipo b, vale a dire le figure che, ai sensi della Legge Gelmini, dopo tre anni dovrebbero accedere al ruolo di Professore Associato) per ogni nuovo posto o promozione a Professore di I fascia.
Ebbene,
la recentissima nota del Miur (17 Ottobre 2013, prot. N.21381) a firma del
Direttore Generale Daniele Livon stabilisce che tale rapporto, un RTD-b per
ogni nuovo Professore Ordinario, non sia da considerarsi obbligatorio ma facoltativo.
Si legge infatti che “(…) è invece rimessa all’autonomia responsabile degli Atenei la decisione circa il perseguimento degli indirizzi previsti dall’art.4 del Dlgs 49/2012”. Tra questi indirizzi vi è, in particolare, il “provvedere al reclutamento di un numero di ricercatori RTD-b” che “non può essere inferiore a quello dei Professori di I fascia reclutati nel medesimo periodo”.
Tale
disposizione (che pare oltretutto illegittima) è la pietra tombale per le
nuove assunzioni di personale ricercatore.
Infatti,
Signor Ministro, non è forse vero che a queste si preferiranno quasi certamente
promozioni interne (per una questione di costi, per logiche di fedeltà e di
anzianità, ecc.)?
O vuole
forse farci credere che, rimettendosi all’autonomia
responsabile degli Atenei, si paleseranno atti di “generosità” e “onestà” (intellettuale,
per carità!) che faranno invece propendere per l’assunzione di nuovo personale
e quindi per lo svecchiamento delle nostre università?